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Scudetto Amichevoli 2005/2006: Spalletti riporta entusiasmo.

18 maggio 2022
Amichevoli 2005/2006

Dopo l'improbabile annata precedente, in cui si sono susseguiti 4 allenatori e la squadra è stata per la maggior parte del tempo in una sorta di ammutinamento e autogestione, il presidente Sensi (che ormai malato ha sostanzialmente abdicato in favore della figlia Rosella Sensi) decide di provare ad aprire un nuovo ciclo affidando la guida tecnica della squadra a Luciano Spalletti.
Il tecnico di Certaldo viene da delle belle stagioni all'Udinese e anche alla Roma vuole proseguire la sua ascesa.
La Roma non ha molto da spendere e prova a puntellare la squadra in qualche modo: in porta viene inizialmente confermato il giovane Curci, ma la sua inesperienza e i suoi limiti vengono presto smascherati in favore di Doni, che diventerà titolare inamovibile dal derby.
In difesa arriva dal Bayern Monaco arriva il ghanese Samuel Kuffour, a centrocampo Rodrigo Taddei (oltre che a Alvarez e Kharja) mentre in attacco, con un Cassano sempre più ai margini della squadra, Shabani Nonda: di questi, solo Taddei lascerà un'impronta importante alla causa giallorossa.
Le amichevoli precampionato mostrano una nuova squadra che prova a mettere in pratica i nuovi dettami tecnici, ma i problemi in difesa non sono stati risolti del tutto.
Contro il Panathinaikos arriva il Trofeo Valsir e contro il Messina il Memorial Giuseppe Franza: nelle 8 amichevoli disputate, non arriverà neanche una sconfitta.
Parte la stagione e la Roma inizia subito forte, incappando però in alcune clamorose sconfitte, ma anche in vittorie esaltanti.
Fino a marzo 2006 la Roma lotta su tre fronti, per poi mollare la Coppa Uefa agli Ottavi contro il Middlesbrough.
In Coppa Italia invece arriva fino in Finale venendo sconfitta ancora una volta dall'Inter.
In Campionato, invece, lotta fino all'ultimo per raggiungere un piazzamento in Champions League che sfuma per pochi punti: ma il tutto verrà ribaltato e sconvolto dal ciclone Calciopoli che stravolge tutto ma non pulisce abbastanza il marcio ormai incancrenito del calcio italiano, regalando lo scudetto all'Inter e promuovendo la Roma come secondo classificata, consentendole così di entrare direttamente alla prossima Champions League.
Nella foto sopra, il nuovo acquisto giallorosso Shabani Nonda in azione nell'amichevole precampionato contro il Panathinaikos a Bolzano il 30 Luglio 2005, partita terminata 1-1 e poi risolta ai rigori grazie al gol di De Rossi che regala il Trofeo Valsir alla Roma.

Scudetto Roma-Leicester City 1-0: si vola a Tirana!

06 maggio 2022
Roma-Leicester City

Non sarà Parigi (dove si disputerà la Finale di Champions) né Siviglia (dove si disputerà quella di Europa League), ma la Roma approda 31 anni dopo l'ultima volta, ad una finale di una competizione europea che l'ha vista assoluta protagonista, con ben 14 partite disputate finora da quel lontano 19 agosto 2021 quando tutto iniziò contro il Trabzonspor.
E proprio come quella squadra di 31 anni fa in finale di Coppa Uefa contro l'Inter, probabilmente anche questa non è la più forte in assoluto che i tifosi giallorossi abbiano mai ammirato, ma come dimostrato ieri sera questa è una squadra che lotta dal primo all'ultimo minuto, che sa soffrire insieme ai propri tifosi, che getta il cuore oltre l'ostacolo e non demorde, che esce dal campo con la maglia sudata avendo dato tutto, ma proprio tutto per raggiungere l'obiettivo.
Ieri molti giocatori sono usciti dal campo stremati, così come il loro allenatore, autentico Deus Ex Machina di questa squadra, che quando c'era da criticare e dare giù ai propri giocatori non ci ha pensato due volte, definendoli scarsi, con poca qualità, per poi ritirarli su e plasmare la questa squadra a suo piacimento.
Anche nella bolgia di ieri che era l'Olimpico la Roma è apparsa proprio una squadra di Mourinho, che ha messo subito alle corde il Leicester, lo ha pressato, gli ha tolto il respiro, è passata in vantaggio e ha rischiato più volte di raddoppiare.
E poi si è ritirata in difesa cercando di stanare l'avversario. Senza mai rischiare nella propria area di rigore, senza mai (o quasi) far sporcare i guanti a Rui Patricio.
Abraham autentico leone, che si è caricato sulle spalle non solo l'intero reparto offensivo, ma dando spesso una mano a centrocampo, lanciando i vari Zaniolo e Zalewski (ancora una superlativa prova del giovane polacco), chiedendo più volte alla fine il cambio al suo allenatore che fingeva di non vederlo, uscendo infine veramente stremato.
Ma sono tanti i protagonisti di questo magnifico percorso: Pellegrini vero capitano, Smalling finalmente tornato a dirigere la difesa giallorossa, Karsdorp e Zalewski frecce sulle fasce, e uno straordinario, commovente pubblico presente allo Stadio Olimpico, trasformato per l'occasione in un catino traboccante di colori giallorossi, grida, cori, incitamenti continui e continuo sventolio dei vessilli della Roma.
L'appuntamento con la Storia ci aspetta. A Tirana.
Nella foto sopra, Abraham esulta verso i suoi tifosi dopo aver realizzato il gol vittoria. L'attaccante inglese oltre alla rete che ha permesso l'approdo in Finale, ha disputato una partita fatta di tanto sudore, grinta, attaccamento alla maglia e alla causa: quello che i tifosi giallorossi vorrebbero sempre vedere da ogni giocatore che indossa la maglia della Roma.

Scudetto Leicester City-Roma 1-1: tutto da decidere.

29 aprile 2022
Leicester City-Roma

Se come dice Mourinho questa partita è solo il primo tempo della partita che si concluderà giovedì prossimo, al momento si va negli spogliatoi con un risultato confortante. Perlomeno dal punto di vista del risultato.
L'impresa appariva difficile fin dal sorteggio: il Leicester è comunque una squadra inglese e di certo non l'ultima arrivata, e la tradizione oltre Manica della Roma non è per niente favorele.
La banda di Mourinho regge bene botta sulle folate offensive dei padroni di casa, e improvvisamente passa in vantaggio grazie ad una splendida giocata di Zalewski (indubbiamente il migliore in campo) che fugge sulla sua fascia di competenza servendo un pallone delizioso a Pellegrini che deve solo spingerlo in porta.
Il Leicester accusa il colpo e i giallorossi più volte sembrano poter mettere ko gli avversari, ma sbagliano troppo spesso l'ultimo passaggio, dando nuovamente respiro agli inglesi.
Che piano piano tornano a recuperare terreno e a presentarsi aggressivi dalle parti di Rui Patricio, che comunque al termine della gara avrà compiuto solo due parate, una nel primo tempo e una, importantissima, nella ripresa.
Anche il pareggio inglese è frutto di un colpo di fortuna: è Ibanez che nel tentativo di anticipare l'avversario, lancia involontariamente Barnes sul cui cross Mancini, anche lui nel tentativo di anticipare Lookman, spinge la palla nella propria rete.
Continua poi la pressione del Leicester, ma è nuovamente la Roma ad avere la più grossa occasione per segnare: Abraham difende benissimo un pallone in area avversaria e dal cilindro tira fuori un magistrale colpo di tacco che lascia Oliveira libero di tirare in porta, ma Schmeichel è attento sul primo palo e lascia il risultato (e la qualificazione) immutato rinviando tutto a giovedì prossimo all'Olimpico.
Stavolta, a differenza delle ultime volte, la finale è alla portata della Roma. "Fino alla vittoria".
Nella foto sopra, i duemila cuori giallorossi arrivati in Inghilterra a sostenere la propria squadra hanno ben in testa quale sia l'obiettivo finale: questa Roma di sicuro proverà fino all'ultimo ad arrivare alla vittoria.

Scudetto Roma-Bodo/Glimt 4-0: che Zaniolo!.

15 aprile 2022
Roma-Bodo/Glimt

Mourinho al termine della partita di andata ne era sicuro e non lo aveva di certo nascosto, dicendolo a tutti: la Roma avrebbe vinto l'ultima partita stagionale contro il Bodo/Glimt e si sarebbe sicuramente qualificata per le Semifinali di Confernce League.
E così è stato.
La sua squadra è scesa in campo sicura dei propri mezzi e dopo appena 5 minuti già era in vantaggio: il gol di Abraham porta l'inglese di diritto nella storia del club giallorosso, con il suo ventiquattresimo gol stagionale agganciando Rodolfo Volk nalle classifica dei miglior realizzatori giallorossi alla prima stagione (ma l'attaccante di Fiume nel 1928/1929 disputò indubbiamente meno gare rispetto ad Abraham...)
Partita in discesa fin da subito quindi per i giallorossi, che però non allentano la presa e costringono gli avversari all'angolo, costruendo pericoli su pericoli alla porta del povero Haikin.
Il raddoppio arriva dopo neanche 20 minuti grazie ad una perfetta e bellissima azione tutta di prima che mette Zaniolo davanti la porta per il raddoppio.
Ma il talento giallorosso ne ha per tutti i gusti: poco dopo, grazie ad una preziosa intuizione del giovane Zalewski (ancora lui) con un preciso tocco sotto scavalca ancora una volta il portiere avversario e ad inizio ripresa, dopo una delle sue azioni caratteristiche, con una "sassata" sotto il sette segna il definitivo gol del 4-0 e il gol della sua straordinaria tripletta.
Lo stadio finalmente pieno può giustamente festeggiare i propri beniamini e chiedere ancora una volta a gran voce il ripristino dello storico stemma della Roma.
Per ora i tifosi giallorossi possono godersi la seconda semifinale europea consecutiva dopo quella in Europa League dello scorso anno (finita non proprio benissimo...), con la Roma ancora una volta in solitaria a rappresentare l'Italia in Europa.
Alla faccia di tutti quei pallonari e chiacchieroni che si riempiono la bocca di paroloni per le squadre della nostra Serie A più "accreditate" ma che da tempo non raggiungono traguardi importanti fuori dai confini nazionali...
Nella foto sopra, Zaniolo festeggia la sua tripletta mostrando il numero 3 con la mano, al termine di una prestazione sontuosa, che lo riporta alla ribalta non solo della Roma, ma del calcio italiano e internazionale. Un giocatore come quello ammirato contro il Bodo/Glimt fa veramente la differenza.