AlmanaccoGialloRosso

Scudetto Amichevoli 1993/1994: Carlo Mazzone. E la Roma è romana.

14 luglio 2021
Amichevoli 1993/1994

L'emozione ma anche la grande delusione per aver perso in modo rocambolesco la Finale di Coppa Italia contro il Torino è ancora forte.
Il neo presidente Franco Sensi, finalmente alla guida solitaria della società, come preannunciato decide di puntare su Carletto Mazzone per la guida tecnica della Roma: un condottiero romano e romanista che possa far tornare grande la squadra giallorossa.
Sensi mette a disposizione del "sor Carletto" anche un bomber di livello: Abel Balbo prelevato dall'Udinese. In più viene acquistato Lorieri dal Lecce, per tentare di sostituire Cervone che non ha mai convinto (soprattutto caratterialmente) la società giallorossa.
Alcuni ritorni di giovani dai vari prestiti durante l'anno si riveleranno fondamentali, come Scarchilli e Berretta.
La Roma svolge il precampionato a Lavarone dove, carica di aspettative, svolge alcune amichevoli che fanno sognare, come sempre, la tifoseria.
Rientrata a Roma, partecipa al Memorial Ceravolo in Calabria e perde il secondo Memorial Dino Viola contro la Lazio, in un derby caratterizzato dagli incidenti sugli spalti.
Il campionato parte male, malissimo, nonostante la vittoria interna contro la Juventus: dopo poche partite e alcuni sonori schiaffoni presi da tante squadre anche di bassa classifica, Sensi e Mazzone capiscono che bisogna correre ai ripari. A novembre vengono acquistati di corsa due pupilli di Mazzone che li ha avuti a Cagliari: il difensore Festa che si affianca ad Aldair e una vecchia conoscenza giallorossa, Massimiliano Cappioli, altro romano e romanista.
Le cose però cambiano ben poco, La Roma continua a non vincere né convincere e sprofonda sempre più giù in classifica, inanellando una serie di be 14 partite consecutive senza vittorie.
Sensi però non cade nella tentazione di far fuori il tecnico fortemente voluto, e alla fine ha (quasi) ragione: la Roma a Foggia dopo aver visto il baratro della Serie B, si rialza e infila una serie di vittorie consecutive (peccato per il pareggio a Milano con l'Inter) che la portano addirittura a sfiorare la qualificazione alla Coppa Uefa.
Nel frattempo esplode definitivamente il talento di Totti, ma è lo stesso Mazzone a dosarlo sapientemente in campo per non rischiare di bruciarlo.
A stagione terminata, una torunée in Argentina fa riapparire Caniggia con la maglia giallorossa dopo la lunga squalifica per doping.
Ad Arezzo, poi, lo stesso Totti segna il suo primissimo gol con la Prima Squadra in amichevole contro la squadra locale, prima del tragico suicidio di Agostino Di Bartolomei una settimana dopo mentre la Roma si aggiudicava il Memorial Giorgio Calleri contro la Lazio e il Torino.
Nella foto sopra, lo striscione per Agostino Di Bartolomei esposto sotto la Curva Sud, il giorno dopo il suicidio del grande capitano giallorosso del secondo scudetto il giorno della Finale del Memorial Giorgio Calleri contro il Torino il 31 maggio 1994.

Scudetto Amichevoli 1992/1993: il Borussia, Totti, la Finale di Coppa Italia.

31 maggio 2021
Amichevoli 1992/1993

Sono molte le cose successe durante la stagione che ha visto la Roma navigare nelle zone basse, bassissime della classifica di Serie A.
Ma andiamo con ordine.
La presidenza Ciarrapico, che lascerà dei danni patrimoniali enormi, cambia allenatore puntando su Vujadin Boskov e facendo pochi acquisti ma mirati, almeno sulla carta.
L'allenatore serbo punta molto sul suo connazionale Mihajlovic, prelevato dalla Stessa Rossa e preceduto dalla fama di avere un sinistro di una potenza inaudita. In attacco dall'Atalanta viene ingaggiato il biondo e veloce Caniggia e in difesa dal Torino arriva il forte stopper Silvano Benedetti.
Per un motivo o per l'altro, nessuno dei tre lascerà segno del loro passaggio in giallorosso o addirittura verrà ricordato (come Mihajlovic) con malcontento e acredine.
Il precampionato in Toscana è salutato come ogni anno con i migliori auspici e i grandi sogni di una tifoseria troppo tesa a considerare campioni giocatori che in realtà non lo sono e dopo i primi giorni di allenamento intenso all'Olimpico i giallorossi si aggiudicano il Memorial Dino Viola vincendo contro il Bayern Monaco e la Fiorentina, preludendo ad una grande stagione.
Anche nella tournée in Olanda contro il PSV e il Borussia Dortmund, l'impressione è che la Roma possa disputare una buona stagione, togliendosi alcune soddisfazioni. Ma la realtà sarà del tutto diversa.
In campionato la Roma scivola ben presto nelle zone basse della classifica, venendo spesso sbeffeggiata da avversari sulla carta molto inferiori a lei, come ad esempio il Brescia che viene all'Olimpico a padroneggiare o a Bergamo dove l'Atalanta fa il bello e il cattivo tempo.
Ben poche le soddisfazioni, come la vittoria sull'Inter per 4-1 o quella sulla Juventus, ma i bocconi amari saranno comunque superiori a quelli dolci.
Come ad esempio la squalifica di Caniggia (che comunque durante l'anno aveva più che latitato sottoporta) per cocaina.
Doping che il caso vuole venga scoperto nella partita di Brescia il 28 Marzo 1993, storico giorno dell'esordio in Serie A di Francesco Totti, la Leggenda della Storia della Roma.
Alla fine i giallorossi riusciranno a portare a casa una salvezza più o meno tranquilla, senza mai ambire a lottare per qualcosa di più.
In Coppa Uefa la Roma va forte, nonostante le vicende giudiziarie ed economiche che nel frattempo colpiscono il presidente Ciarrapico, arrivando ai Quarti di Finale contro il Borussia Dortmund, già battuto in estate.
Il gol di Mihajlovic segnato in casa all'andata, viene ribaltato al ritorno con un secco 2-0 che significa eliminazione. E in quel giorno "nasce" l'idea del "progetto AlmanaccoGiallorosso".
Infine la cavalcata della Coppa Italia: la Roma elimina in sequenza il Taranto, la Fiorentina, il Napoli (con qualche difficoltà) e si ritrova di fronte la corazzata del Milan di Capello, imbattuto da 11 mesi e 41 partite ufficiali.
All'andata una splendida partita condita da un gol in tuffo di Muzzi e allo scadere un incredibile contropiede concluso con un pallonetto da manuale dello stesso Caniggia.
Nel ritorno il Milan non riesce a sfondare il muro giallorosso nonostante ci si metta anche l'arbitro a spingere i rossoneri con un rigore molto dubbio, su cui Cervone compie un vero miracolo, spedendo la Roma in Finale contro il Torino.
Nel sottopassaggio del Meazza pare che sia Cervone che Zinetti ne dicano di tutti i colori alla terna arbitrale, con i lrisultato di venire squalificati entrambi per la Finale.
Finale che verrà disputata dal giovane Fimiani che nel doppio confronto con il Torino non è esente da colpe: il 3-0 dell'andata sembra una pietra tombale, ma una campagna mediatica fortissima spinge l'Olimpico a riempirsi a dismisura e a far credere che l'impossibile sia possibile.
Ne esce fuori una partita memorabile, Rizzitelli al 20' lancia la sfida che Silenzi al 45' sembra annientare, ma una ripresa condita da 3 rigori segnati da Giannini (al futuro laziale Marchegiani), una punzione di Mihajlovic da 30 metri sembrano far esplodere lo Stadio, che però viene zittito dal secondo gol di Silenzi che, se non fosse stato per un clamoroso palo dello stesso Giannini, sarebbe servito a ben poco.
Nella foto sopra, capitan Giannini riceve dalla signora Viola il trofeo vinto dai giallorossi nel primo Memorial Dino Viola, organizzato per ricordare l'amatissimo presidente del secondo scudetto della Roma.

Scudetto Spezia-Roma 2-2: Fonseca ai saluti finali.

24 maggio 2021
Spezia-Roma

La stagione e la Serie A più falsata della storia (più dell'anno passato) sono finalmente finite.
La Roma riesce all'ultimo a "respingere l'assalto del Sassuolo" (...) e ad arrivare settima per il rotto della cuffia, grazie ad una migliore differenza reti rispetto ai romagnoli e a qualificarsi per l'Europa "dei piccoli" per il prossimo anno.
Non che la Roma possa permettersi di snobbare nulla a livello internazionale, capiamoci bene: la bacheca a Trigoria da quel punto di vista è ferma al lontano 1961, quando i giallorossi conquistarono la Coppa delle Fiere prima della nascita della Uefa e di tutte le sue vicissiudini, ma di certo dopo aver per anni seduto al tavolo delle più titolate squadre in Champions League ed essere arrivati nonostante tutto quest'anno alla semifinale dell'Europa League, la qualificazione alla neonata Conference League è ben magra consolazione.
E probabilmente se non ci fosse stato qualche giorno fa l'annuncio clamoroso di aver ingaggiato José Mourinho come manager dal prossimo anno, la piazza sarebbe stata molto più rumorosa e verosimilmente la Roma non avrebbe tirato fuori quell'orgoglio (?) finale che le ha permesso di riprendersi dalla batosta contro il Manchester.
Una pessima annata questa che va a chiudersi. E sì che era anche partita abbastanza bene, con la Roma che veleggiava in alto in Serie A e in Europa League passava agevolmente il girone.
Poi il solito black out tra gennaio e marzo, che manda tutto all'aria, condito da una rosa non propriamente all'altezza tolti quei 11-12 titolari che dovrebbe far ben riflettere la nuova dirigenza su chi affidare per la sua futura modifica: senza tornare a fare sempre i soliti nomi, di certo tutti quegli ex giocatori che quest'anno hanno orbitato tra la panchina e la tribuna con sporadiche apparizioni in campo, probabilmente è il caso che non vadano più a gravare inutilmente sul bilancio societario, così come acquisti incomprensibili negli Stati Uniti o, come accaduto in passato, affidarsi a nomi di rilievo che (forse) in un lontano passato hanno fatto intravedere qualcosa di buono.
E infine, anche riguardo a chi comincia ad avere un'età o un quadro clinico che non gli permette di fare più di 20 partite l'anno: valutare bene il da farsi con tutti, nessuno escluso.
Perché di figure barbine come contro il Manchester o della vergogna come contro lo Spezia in Coppa Italia o del "respingere l'assalto del Sassuolo", sinceramente, ne abbiamo piene le scatole.
Nella foto sopra, Paulo Fonseca saluta Italiano per la sua ultima apparizione come allenatore della Roma.

Scudetto Roma-Crotone 5-0: tutto facile per la Roma.

10 maggio 2021
Roma-Crotone

Ci voleva il clamoroso annuncio di qualche giorno fa dell'ingaggio di Josè Mourinho come allenatore per i prossimi tre anni a guidare la panchina giallorossa o forse, più semplicemente, ci voleva il Crotone già da tempo retrocesso in Serie B a far tornare alla goleada questa Roma che nel corso dei mesi più freddi si è andata via via sfilacciando e perdendo sempre più posizioni in classifica.
Fatto sta che, dopo un primo tempo abbastanza anonimo e pieno di sbadigli se non per un paio di legni colpiti da Mkhitaryan (comunque in fuorigioco) e Borja Mayoral, la ripresa ha visto la squadra giallorossa passare subito in vantaggio con lo stesso spagnolo (che poi a tempo scaduto chiuderà il conto) e poi giocare con più ampia manovra e sicurezza, fino a dilagare con una doppietta di Pellegrini, un altro gol dello stesso Borja Mayoral e un gol di Mkhitaryan, che così arriva a 10 gol in campionato proprio come Borja Mayoral.
Tutto fin troppo semplice, quindi, nella ripresa. Dove è stato possibile per Fonseca anche far esordire altri due giovanissimi della Primavera, oltre a far giocare da titolare il già "collaudato" Darboe.
Se Zalewski aveva già assaporato la gioia dell'esordio in Prima Squadra nel ritorno della semifinale di Europa League contro il Manchester United giovedì scorso, per Edoardo Bove è arrivata la prima presenza ufficiale proprio contro il Crotone: entrambi, poi, hanno iniziato e partecipato attivamente all'ultimo gol della Roma segnato da Borja Mayoral a tempo praticamente scaduto.
Rimangono così 3 partite al termine del campionato: contro l'Inter, il derby contro la Lazio (vergognoso il fatto che ancora non abbia recuperato la partita con il Torino...) e in chiusura di stagione contro lo Spezia.
Pensare di essere in "ansia" per dover difendere il settimo posto dal Sassuolo è già un'ammissione di stagione fallimentare...
Nella foto sopra, Bove e Zalewski si congratulano l'un l'altro dopo aver propiziato entrambi il secondo gol di Borja Mayoral, quinto e ultimo per la Roma.