AlmanaccoGialloRosso

Scudetto Amichevoli 1992/1993: il Borussia, Totti, la Finale di Coppa Italia.

31 maggio 2021
Amichevoli 1992/1993

Sono molte le cose successe durante la stagione che ha visto la Roma navigare nelle zone basse, bassissime della classifica di Serie A.
Ma andiamo con ordine.
La presidenza Ciarrapico, che lascerà dei danni patrimoniali enormi, cambia allenatore puntando su Vujadin Boskov e facendo pochi acquisti ma mirati, almeno sulla carta.
L'allenatore serbo punta molto sul suo connazionale Mihajlovic, prelevato dalla Stessa Rossa e preceduto dalla fama di avere un sinistro di una potenza inaudita. In attacco dall'Atalanta viene ingaggiato il biondo e veloce Caniggia e in difesa dal Torino arriva il forte stopper Silvano Benedetti.
Per un motivo o per l'altro, nessuno dei tre lascerà segno del loro passaggio in giallorosso o addirittura verrà ricordato (come Mihajlovic) con malcontento e acredine.
Il precampionato in Toscana è salutato come ogni anno con i migliori auspici e i grandi sogni di una tifoseria troppo tesa a considerare campioni giocatori che in realtà non lo sono e dopo i primi giorni di allenamento intenso all'Olimpico i giallorossi si aggiudicano il Memorial Dino Viola vincendo contro il Bayern Monaco e la Fiorentina, preludendo ad una grande stagione.
Anche nella tournée in Olanda contro il PSV e il Borussia Dortmund, l'impressione è che la Roma possa disputare una buona stagione, togliendosi alcune soddisfazioni. Ma la realtà sarà del tutto diversa.
In campionato la Roma scivola ben presto nelle zone basse della classifica, venendo spesso sbeffeggiata da avversari sulla carta molto inferiori a lei, come ad esempio il Brescia che viene all'Olimpico a padroneggiare o a Bergamo dove l'Atalanta fa il bello e il cattivo tempo.
Ben poche le soddisfazioni, come la vittoria sull'Inter per 4-1 o quella sulla Juventus, ma i bocconi amari saranno comunque superiori a quelli dolci.
Come ad esempio la squalifica di Caniggia (che comunque durante l'anno aveva più che latitato sottoporta) per cocaina.
Doping che il caso vuole venga scoperto nella partita di Brescia il 28 Marzo 1993, storico giorno dell'esordio in Serie A di Francesco Totti, la Leggenda della Storia della Roma.
Alla fine i giallorossi riusciranno a portare a casa una salvezza più o meno tranquilla, senza mai ambire a lottare per qualcosa di più.
In Coppa Uefa la Roma va forte, nonostante le vicende giudiziarie ed economiche che nel frattempo colpiscono il presidente Ciarrapico, arrivando ai Quarti di Finale contro il Borussia Dortmund, già battuto in estate.
Il gol di Mihajlovic segnato in casa all'andata, viene ribaltato al ritorno con un secco 2-0 che significa eliminazione. E in quel giorno "nasce" l'idea del "progetto AlmanaccoGiallorosso".
Infine la cavalcata della Coppa Italia: la Roma elimina in sequenza il Taranto, la Fiorentina, il Napoli (con qualche difficoltà) e si ritrova di fronte la corazzata del Milan di Capello, imbattuto da 11 mesi e 41 partite ufficiali.
All'andata una splendida partita condita da un gol in tuffo di Muzzi e allo scadere un incredibile contropiede concluso con un pallonetto da manuale dello stesso Caniggia.
Nel ritorno il Milan non riesce a sfondare il muro giallorosso nonostante ci si metta anche l'arbitro a spingere i rossoneri con un rigore molto dubbio, su cui Cervone compie un vero miracolo, spedendo la Roma in Finale contro il Torino.
Nel sottopassaggio del Meazza pare che sia Cervone che Zinetti ne dicano di tutti i colori alla terna arbitrale, con i lrisultato di venire squalificati entrambi per la Finale.
Finale che verrà disputata dal giovane Fimiani che nel doppio confronto con il Torino non è esente da colpe: il 3-0 dell'andata sembra una pietra tombale, ma una campagna mediatica fortissima spinge l'Olimpico a riempirsi a dismisura e a far credere che l'impossibile sia possibile.
Ne esce fuori una partita memorabile, Rizzitelli al 20' lancia la sfida che Silenzi al 45' sembra annientare, ma una ripresa condita da 3 rigori segnati da Giannini (al futuro laziale Marchegiani), una punzione di Mihajlovic da 30 metri sembrano far esplodere lo Stadio, che però viene zittito dal secondo gol di Silenzi che, se non fosse stato per un clamoroso palo dello stesso Giannini, sarebbe servito a ben poco.
Nella foto sopra, capitan Giannini riceve dalla signora Viola il trofeo vinto dai giallorossi nel primo Memorial Dino Viola, organizzato per ricordare l'amatissimo presidente del secondo scudetto della Roma.

Scudetto Spezia-Roma 2-2: Fonseca ai saluti finali.

24 maggio 2021
Spezia-Roma

La stagione e la Serie A più falsata della storia (più dell'anno passato) sono finalmente finite.
La Roma riesce all'ultimo a "respingere l'assalto del Sassuolo" (...) e ad arrivare settima per il rotto della cuffia, grazie ad una migliore differenza reti rispetto ai romagnoli e a qualificarsi per l'Europa "dei piccoli" per il prossimo anno.
Non che la Roma possa permettersi di snobbare nulla a livello internazionale, capiamoci bene: la bacheca a Trigoria da quel punto di vista è ferma al lontano 1961, quando i giallorossi conquistarono la Coppa delle Fiere prima della nascita della Uefa e di tutte le sue vicissiudini, ma di certo dopo aver per anni seduto al tavolo delle più titolate squadre in Champions League ed essere arrivati nonostante tutto quest'anno alla semifinale dell'Europa League, la qualificazione alla neonata Conference League è ben magra consolazione.
E probabilmente se non ci fosse stato qualche giorno fa l'annuncio clamoroso di aver ingaggiato José Mourinho come manager dal prossimo anno, la piazza sarebbe stata molto più rumorosa e verosimilmente la Roma non avrebbe tirato fuori quell'orgoglio (?) finale che le ha permesso di riprendersi dalla batosta contro il Manchester.
Una pessima annata questa che va a chiudersi. E sì che era anche partita abbastanza bene, con la Roma che veleggiava in alto in Serie A e in Europa League passava agevolmente il girone.
Poi il solito black out tra gennaio e marzo, che manda tutto all'aria, condito da una rosa non propriamente all'altezza tolti quei 11-12 titolari che dovrebbe far ben riflettere la nuova dirigenza su chi affidare per la sua futura modifica: senza tornare a fare sempre i soliti nomi, di certo tutti quegli ex giocatori che quest'anno hanno orbitato tra la panchina e la tribuna con sporadiche apparizioni in campo, probabilmente è il caso che non vadano più a gravare inutilmente sul bilancio societario, così come acquisti incomprensibili negli Stati Uniti o, come accaduto in passato, affidarsi a nomi di rilievo che (forse) in un lontano passato hanno fatto intravedere qualcosa di buono.
E infine, anche riguardo a chi comincia ad avere un'età o un quadro clinico che non gli permette di fare più di 20 partite l'anno: valutare bene il da farsi con tutti, nessuno escluso.
Perché di figure barbine come contro il Manchester o della vergogna come contro lo Spezia in Coppa Italia o del "respingere l'assalto del Sassuolo", sinceramente, ne abbiamo piene le scatole.
Nella foto sopra, Paulo Fonseca saluta Italiano per la sua ultima apparizione come allenatore della Roma.

Scudetto Roma-Crotone 5-0: tutto facile per la Roma.

10 maggio 2021
Roma-Crotone

Ci voleva il clamoroso annuncio di qualche giorno fa dell'ingaggio di Josè Mourinho come allenatore per i prossimi tre anni a guidare la panchina giallorossa o forse, più semplicemente, ci voleva il Crotone già da tempo retrocesso in Serie B a far tornare alla goleada questa Roma che nel corso dei mesi più freddi si è andata via via sfilacciando e perdendo sempre più posizioni in classifica.
Fatto sta che, dopo un primo tempo abbastanza anonimo e pieno di sbadigli se non per un paio di legni colpiti da Mkhitaryan (comunque in fuorigioco) e Borja Mayoral, la ripresa ha visto la squadra giallorossa passare subito in vantaggio con lo stesso spagnolo (che poi a tempo scaduto chiuderà il conto) e poi giocare con più ampia manovra e sicurezza, fino a dilagare con una doppietta di Pellegrini, un altro gol dello stesso Borja Mayoral e un gol di Mkhitaryan, che così arriva a 10 gol in campionato proprio come Borja Mayoral.
Tutto fin troppo semplice, quindi, nella ripresa. Dove è stato possibile per Fonseca anche far esordire altri due giovanissimi della Primavera, oltre a far giocare da titolare il già "collaudato" Darboe.
Se Zalewski aveva già assaporato la gioia dell'esordio in Prima Squadra nel ritorno della semifinale di Europa League contro il Manchester United giovedì scorso, per Edoardo Bove è arrivata la prima presenza ufficiale proprio contro il Crotone: entrambi, poi, hanno iniziato e partecipato attivamente all'ultimo gol della Roma segnato da Borja Mayoral a tempo praticamente scaduto.
Rimangono così 3 partite al termine del campionato: contro l'Inter, il derby contro la Lazio (vergognoso il fatto che ancora non abbia recuperato la partita con il Torino...) e in chiusura di stagione contro lo Spezia.
Pensare di essere in "ansia" per dover difendere il settimo posto dal Sassuolo è già un'ammissione di stagione fallimentare...
Nella foto sopra, Bove e Zalewski si congratulano l'un l'altro dopo aver propiziato entrambi il secondo gol di Borja Mayoral, quinto e ultimo per la Roma.

Scudetto Manchester United-Roma 6-2: da sogno a incubo.

30 aprile 2021
Manchester United-Roma

Qualcuno aveva sognato una partita diversa. Qualcun altro aveva sperato in una partita dignitosa.
Altri ancora l'avevano definita "la partita più importante della propria carriera" e proprio per questo motivo si era deciso, più o meno scientemente, di abbandonare definitivamente le speranze di arrivare tra le prime quattro in campionato per dedicarsi anima e corpo a questa partita (che poi, parliamoci chiaro, vincere ed eventualmente passare il turno non avrebbe ancora garantito nulla per il prossimo anno...)
E invece la realtà è ben diversa da quella sperata e sognata.
Sognata fino al 64', quando Cavani ha segnato il gol del 3-2 e ha dato il via all'ennesima umiliazione giallorossa a Manchester.
I tre infortuni patiti dai giallorossi in appena 37 minuti sono una bella attenuante, certo, ma se in panchina hai dei giovani inesperti o ex giocatori che non trovavano spazio neanche nella Serie B brasiliana, come si può anche solo lontanamente pensare di andare a fare risultato su un campo come l'Old Trafford?
E il risultato, incredibilmente, era anche maturato nei primi 45 minuti, lasciando tutti spiazzati e conil sogno che stava divenendo realtà all'orizzonte.
Ma se l'allenatore è il primo a dichiararsi emozionato per la sua prima semifinale europea e continua a dichiarare la cosa, è evidente che non sappia come impostare la gara e che anche con un risultato che va oltre ogni più rosea aspettativa non sappia come ridisegnare la squadra in campo.
E il risultato è un secondo tempo da squadretta di provincia che fa da sparring partner all'allenamento degli avversari.
Che giustamente si infilano in tutti gli ampi spazi lasciati dai difensori giallorossi che continuavano a mantenere una linea a dir poco alta e fragile come foglie nela bufera.
Il 6-2 finale fa male come e più il 7-1 di qualche anno fa.
Ma perlomeno all'epoca quella squadra non aveva abbandonato definitivamente le altre competizioni: arrivò seconda in serie A e vinse la Coppa Italia.
Questa Roma invece? Ha ancora voglia di rinnovare i contratti (come si vociferava tempo addietro) ai vari Bruno Peres, Pastore, Mirante, Diawara e attendere i recuperi, se mai ci saranno, dei vari Smalling, El Shaarawy, Kumbulla?
Dispiace dirlo, ma questa Roma è settima in classifica perché è quello il suo valore e l'arrivo alla semifinale di Europa League è stato un pure caso, se gi contro l'Ajax è passata per il rotto della cuffia dopo aver subito clamorosamente ad Amsterdam.
Tralasciando infine, di proposito, il ricordo di come si è usciti dalla Coppa Italia.
Questa Roma ha bisogno inevitabilmente, per l'ennesima volta, di un repulisti generale. Fatto sul serio però.
Nella foto sopra, la delusione sul volto di Pellegrini e l'amarezza dei compagni per la brutta ed umiliante sconfitta patita all'Old Trafford contro il Manchester United.