Roma-Atalanta 1-1: fine corsa Champions (?).
Occasione ghiotta per la Roma che improvvisamente si era ritrovata con la possibilità di agganciare (momentaneamente) la Juventus al quarto posto e soprattutto superare e allontanarsi dal Como, quasi sorprendentemente battuto dal Sassuolo.
L'Atalanta, con poche speranze di rientrare in corsa per un posto in Europa, giustamente aveva la testa in parte già alla semifinale di Coppa Italia da disputare in settimana e, probabilmente, se non avesse trovato il gol del vantaggio iniziale difficilmente avrebbe avuto la forza di provare a superare i giallorossi.
Ma quel gol iniziale, combinazione di alcuni errori di valutazione (El Shaarawy che serve un pallone velenoso in orizzontale, Hermoso che sbaglia il primo controllo, l'arbitro Marcenaro che non valuta ponibile il controllo col braccio di De Roon, il ritardo nella chiusura di NDicka, scombinano i piani della squadra di Gasperini.
Dopo un'altra sbandata clamorosa (quando El Aynaoui deciderà di tornare anche con la testa dalla Coppa d'Africa?) ecco che la Roma esce pian piano e colleziona un paio di ottime occasioni che solo un superbo Carnesecchi riesce a fermare sul più bello.
Carnesecchi che non può fare nulla, però, sulla girata in area di Hermoso al termine del primo tempo.
Come detto sarebbe stato importantissimo vincere per avere ancora delle flebili speranze di arrivare alla Champions, ma nel secondo tempo la Roma non riesce ad avere la forza per superare la difesa nerazzurra (complice anche una traversa colpita da Hermoso).
Non bisogna però mollare la presa: nulla è ancora deciso, e anche chi insegue ha ancora la possibilità di recuperare.
Bisogna chiudere al meglio la stagione. Alla fine si tireranno le somme.
E sapremo se il prossimo anno sarà nuovamente un anno di rifondazione o si potrà ripartire da quanto di buono, comunque, si è fatto finora.
Nella foto sopra, dopo una splendida discesa di El Shaarawy, Malen si ritrova a tu per tu con Carnesecchi e deve solo spingere il pallone in rete. Il portiere atalantino, invece, si supera deviando incredibilmente il pallone dell'olandese.
Roma-Pisa 3-0: volano gli stracci.
Dopo la pesante e brutta sconfitta di Milano contro l'Inter che si appresta a vincere il suo ventunesimo scudetto, la Roma era chiamata ad una pronta ripartenza contro il Pisa ultimo in classifica che di certo non poteva far tremare i polsi dalla paura.
Sarebbe bastato mettere in campo la giusta concentrazione e applicarsi un minimo per poter raggiungere il risultato pieno e rilanciarsi, ancora una volta, nella corsa alla Champions League (comunuque difficile) in queste ultime gare che restano al termine della stagione.
Detto, fatto: Malen dopo appena 3 minuti spiana la strada per la vittoria e la certifica con ulteriori due reti che regalano a lui la prima tripletta in giallorosso e alla Roma una settimana di apparente tranquillità in attesa dello scontro ben più difficile di sabato prossimo contro l'Atalanta.
Sarebbe stato tutto bello. Sarebbe.
Perché a rovinare questo clima di apparente tranquillità ci ha pensato Ranieri, probabilmente stanco delle continue critiche neanche troppo velate di Gasperini sull'operato dei dirigenti giallorossi in occasione delle sessioni di mercato passate che non sempre sono state all'altezza delle sue aspettative (e verosimilmente richieste).
Se sul campo la Roma ha dimostrato di poter ancora provare a regalare un futuro "europeo" ai colori giallorossi, il futuro tecnico e dirigenziale della squadra, al momento, sembra tutt'altro che certo e, purtroppo come già accaduto troppo spesso negli ultimi anni, ancora tutto da (ri)scrivere...
Nella foto sopra, Malen a fine gara porta via il pallone della sua prima tripletta in giallorosso con il premio di miglior giocatore della partita.
Roma-Lecce 1-0: si riparte... piano.
Dopo la brutta caduta subita giovedì in Europa League, per la Roma era importante ripartire subito in campionato con una vittoria che rilanciasse subito i giallorossi nella corsa alla Champions League.
Poco importa se alla fine la vittoria è arrivata di corto muso dopo una partita non brillantissima e con poche occasione da rete.
Vittoria doveva essere, e vittoria è stata: serve soprattutto al morale e a far recuperare energie fisiche e mentali ai giocatori, oltre che a rasserenare pian piano l'ambiente.
Si è rischiato, e non poco, dopo il vantaggio segnato da Robinio Vaz (ancora decisivo il suo ingresso in campo, che ha dato una sterzata e peso all'attacco giallorosso, così come giovedì contro il Bologna) su un paio di situazioni in cui la difesa giallorossa ha nuovamente traballato: per fortuna Hermoso si è trovato al posto giusto al momento giusto (come in occasione dell'assist per Vaz) e ha sventato miracolosamente un colpo di testa a botta sicura che stava finendo in rete, rischiando di far passare un altro fine settimana da incubo a tutto l'ambiente.
La corsa non è finita: la Juve è quella che arranca di più, il Como continua a correre e sembra aver ben chiaro l'obiettivo, Il Napoli è irragiungibile e l'Atalanta è lì ha ricordare che non si può e non si deve abbassare la guardia.
È il momento di capire cosa la Roma voglia fare da grande: stringiamo i denti e stringiamoci attorno alla squadra fino a fine maggio: solo allora potremo tirare le somme e decidere che tipo di stagione sia stata.
Nella foto sopra, Robinio Vaz dopo aver segnato il del vantaggio per la Roma, si ritrova sui piedi la possibilità di chiudere la partita segnando la sua personale doppietta: purtroppo colpisce male il pallone, mandandolo alle stesse.
Roma-Bologna 3-4 dts: fine dei giochi.
Anche la storia europea della Roma sembra ripetersi all'infinito, con il solito, drammatico epilogo per i tifosi e i colori giallorossi.
La Roma esce agli Ottavi diEuropa League contro un Bologna non irresistibile, non insormontabile, non insuperabile, ma che comunque alla fine del doppio confronto non demerita il passaggio del turno.
Ci sono comunque diverse recriminazioni in entrambe le partite che non hanno reso proprio limpida la vittoria dei rossoblu, come ad esempio la non espulsione di Miranda per la seconda ammonizione non comminata dopo 20 minuti, oppure il "falletto" tattico di Rowe su Mancini a centrocampo in occasione del gol del vantaggio segnato dallo stesso Rowe ieri sera e anche il possibile fallo da rigore di Lucumi su Vaz nell'ultimo istante del secondo tempo supplementare, fallo sul quale l'arbitro ha atteso diversi istanti guardando il suo guardalinee nell'attesa che prendesse una decisione: decisione che alla fine non è arrivata e l'arbitro ha lasciato correre.
Inoltre i 2 pali (uno all'andata e uno al ritorno) colpiti da Malen e da Pellegrini.
La lunga, lunghissima lista di giocatori giallorossi che affollano l'infermieria e che difficilmente rivedremo in campo in questa stagione (per la prossima... chissà...)
Indubbiamente la Roma da diverse settimane è stanca, non riesce più a fermare le avanzate avversarie che troppo spesso trovano la via del gol ad una squadra che sembrava essere impenetrabile.
D'altronde, però, se la coperta (panchina) è corta c'è poco da recriminare (almeno in questo momento): nonostante ieri si è giocato per oltre 120 minuti, Gasperini ha effettuato solo 4 cambi, spremendo oltre ogni possibilità i suoi giocatori (Malen nei supplementari praticamente non riusciva più a correre).
La difesa, NDicka e Mancini su tutti, non hanno più quella brillantezza di inizio stagione: Ndicka praticamente non ha saltato una partita da due anni e mezzo (Coppa d'Africa compresa).
Eppure non si può dare addosso a questa squadra.
Anche ieri sera, sotto di due reti, ha dimostrato di avere un cuore grande, di riuscire a gettarlo oltre l'ostacolo, di avere quel guizzo in più che le ha permesso di acciuffare il pareggio quando tutto sembrava perduto.
La sconfitta di ieri sera ce brucia,brucia tremendamente, rischia di mandare (di nuovo) tutto all'aria, di far dimenticare che ad inizio Gennaio la Roma era a 3 punti dal secondo posto in Campionato, che si è qualificata direttamente agli Ottavi di Europa League senza passare per i Play-Off e che, indubbiamente, la scorsa estate questa squadra non era stata costruita per affermarsi subito in Italia o in Europa: certo, una volta che si è in alto è facile e bello fare sogni e voli pindarici, ma la realtà è sempre stata questa, e ieri sera è stata più che mai evidente: questa squadra ha bisogno di essere puntellata e rafforzata, non smontata come vorrebbe e spererebbe qualcuno.
E intanto, andiamoci a giocare queste ultime 9 gare di campionato al meglio delle nostre possibilità.
Non possiamo fare altro...
Nella foto sopra, la splendida coreografia offerta dalla Curva Sud (e contornata da uno sbandieramente giallorosso di tutto lo stadio Olimpico) offerto ieri sera prima dell'inizio della gara. Bastasse questo per alzare dei trofei, la Roma sarebbe tra le squadre più titolate al mondo...




