Scudetto Frosinone-Roma 0-3: Roma dai due volti.

20 febbraio 2024
Frosinone-Roma

Ancora una volta la Roma ha disputato due partite in una, come gli è spesso accaduto da quando De Rossi siede sulla panchina giallorossa.
Colpa, come sua stessa ammissione, dello stesso allenatore giallorosso che aveva impostato la partita con una formazione molto diversa dal solito, togliendo un centrocampista di ruolo per inserire Azmoun al fianco di Lukaku.
Ma il Frosinone dell'ex Di Francesco proprio nella zona nevralgica del campo per tutto il primo tempo ha avuto vita facile e solo due portentosi interventi di Svilar (splendido il primo, un po' fortunoso il secondo) ha permesso alla Roma di non andare sotto nel momento in cui i padroni di casa, probabilmente, meritavano il vantaggio.
E come spesso accade, poco dopo Huijsen che fino al giorno prima di approdare a Trigoria si era promesso proprio al Frosinone e che fino a quel momento aveva fatto più errori in campo che cose egregie, si inventa un gol da antologia partendo da centrocampo in serpentina, saltando un paio di uomini e piazzando il pallone là dove Turati proprio non può arrivare.
Nervosissimo comunque De Rossi sia per l'atteggiamento della squadra nel primo tempo sia per l'esultanza polemica del giovane difensore giallorosso che gli costa l'ammonizione e la sostituzione al termine della prima frazione di gioco.
Se il primo tempo era stato sbagliato per colpa (anche) di De Rossi, lo stesso allenatore giallorosso rimedia ai suoi errori ridisegnando una Roma nel secondo tempo molto più compatta e sicura, merito anche del vantaggio acquisito e della stanchezza degli avversari, che nel primo tempo avevano speso molto più di quello che avevano.
E così i giallorossi prendono possesso del centrocampo assicurandosi la netta vittoria grazie ai gol di Azmoun su ribattuta dopo un tiro da fuori di Cristante e il rigore segnato da Paredes con sicurezza.
Giallorossi ancora quinti in scia di Atalanta e Fiorentina, in attesa dei vari recuperi che devon ancora fare le inseguitrici.
Ma ora c'è il ritorno di Europa League: giovedì potrebbe essere un'altra splendida notte europea...
Nella foto sopra, Huijsen sta per concludere la sua discesa a serpentina di quasi 50 metri con lo splendido tiro che supererà Turati per il gol del vantaggio giallorosso quasi allo scadere del primo tempo.

Scudetto Feyenoord-Roma 1-1: si deciderà al ritorno.

15 febbraio 2024
Feyenoord-Roma

L'urna europea aveva abbinato nuovamente la Roma al Feyenoord, facendo così scontrare per la terza volta in tre anni le due squadre.
Gli olandesi hanno ovviamente il dente avvelenato, a partire dalla finale di Tirana che aveva visto la Roma trionfare nella prima edizione della Conference League, ma nel frattempo molte cose sono cambiate in casa giallorossa, ultima delle quali l'esonero di José Mourinho.
La Roma di De Rossi parte subito forte come nelle partite fin qui disputate a guida del nuovo tecnico, e più volte impensierisce la difesa avversaria, che fa non poca fatica a contenere le avanzate degli avanti romanisti.
Il gol però tarda ad arrivare, nonostante una tremenda traversa colpita da Paredes con un tiro dalla lunga distanza e un paio di occasioni capitate sulla testa di Lukaku.
E invece, a sorpresa, arriva allo scadere del primo tempo il gol del vantaggio olandese su un colpo di testa del più piccolo in campo, Paixao, marcato anzi non marcato da un Llorente particolarmente svagato.
Ma nella ripresa la Roma, nonostante un avvio in difficoltà, ha pian piano ripreso in mano le redini del gioco fino a raggiungere il meritato pareggio proprio con Lukaku, che colpisce (male) di testa un perfetto cross di Spinazzola mandando la palla alle spalle del portiere avversario.
La partita si conclude così con un buon pareggio che lascia aperto il discorso qualificazione alla partita di ritorno tra una settimana all'Olimpico.
E questa Roma ha dimostrato che, se vuole, può giocarsela con chi fino a pochi mesi fa dispustava la Champions League.
Se vuole...
Nella foto sopra, Lukaku dopo aver realizzato il gol del pareggio "esulta" così, con un gesto per ricordare il genocidio che si sta perpetrando in Congo.

Scudetto Roma-Hellas Verona 2-1: bastava così poco...

22 gennaio 2024
Roma-Hellas Verona

Ennesimo campionato falsato per disputare una inutile e "rivoluzionaria" Supercoppa Italiana in terra araba, dove gli stadi sono rimasti deserti e di cui nessuno sentiva la necessità di disputarla in questo modo.
Fatto sta che ora le partite delle quattro squadre impegnate in Arabia saudita verranno recuperate non prima di un mese, con tutto ciò che questo comporta.
Venendo alla Roma, c'è ben poco da dire.
Il fulmine a ciel sereno dell'esonero di Mourinho ha destabilizzato un po' tutti, e le domande rimaste senza risposta sono molte.
Perché esonerarlo di martedì e non l'indomani la sconfitta a Milano, se veramente si voleva farlo?
Perché esonerarlo prima di un ciclo di 3 partite relativamente abbordabili che, in caso di vittoria, avrebbero comunque rimesso la Roma in una posizione di classifica in linea con l'andamento della stagione (e comunque con il quarto posto ad appena 5 punti)?
Perché dare il ben servito a Mourinho dopo che per 2 stagioni e mezzo è stato abbandonato a se stesso e ha dovuto ricoprire ben più che il semplice ruolo di allenatore?
Perché mandarlo via quando già il Direttore Sportivo aveva rassegnato le proprie dimissioni?
La scelta di De Rossi come sostituto, poi, è ancora meno comprensibile: va bene la suggestione di avere l'ex capitano giallorosso in panchina, va bene l'attaccamento alla maglia, va bene la vena sul collo... ma l'esperienza?
Davvero la Roma sta diventando la "nave scuola" per giocatori (Huijsen) e allenatori (De Rossi) navigando a vista senza un minimo di progettualità?
Davvero anche questi americani sono sull'orlo della cessione perché non vedono luce nella costruzione dello stadio di proprietà?
I giocatori in campo, poi, hanno mostrato per l'ennesima volta che non ci voleva poi molto per rendere questa squadra quantomeno "normale": bastava correre il giusto, bastava proporsi negli spazi, bastava occupare meglio il centrocampo.
E di fatti, anche contro il Verona, dopo un primo tempo in cui tutto ciò è stato fatto è sembrato che la Roma avesse ritrovato gioco e velocità, ma il secondo tempo ha invece fatto capire che in realtà la colpa non può essere (solo) di Mourinho: soffrire contro il piccolo, piccolissimo Hellas arrivato all'Olimpico è quanto di più ridicolo possa offrire questa squadra.
Spinazzola che da mesi è un ex giocatore.
Lukaku che si lamenta per un impossibile pallone che non gli ha servito Huijsen.
Lo stesso Hujsen che, per quanto indiscutibilmente capace, si vede che non c'entra molto in questo "gruppo".
Karsdorp che si sbraccia vistosamente lamentandosi della papera di Rui Patricio (piccolo inciso: secondo gol consecutivo subito dalla Roma nonostante un vistoso fallo non rilevato dall'arbitro né tantomeno da chi dovrebbe semplicemente guardare uno schermo).
Ha pagato Mourinho per tutti, nel peggiore dei modi, con una tempistica del tutto inaspettata.
Ora tutti con De Rossi, sperando riesca nel miracolo di portarci il più in alto possibile in classifica e alla terza finale europea consecutiva (sì, Mourinho in questo era veramente lo Special One).
Il passato è il passato: guardiamo al futuro. Ma comunque navigando a vista in una coltre di nebbia...
Nella foto sopra, Lukaku, Pellegrini ed El Shaarawy festeggiano dopo un gol: sono stati loro tre (il Faraone autore di dei due assist) gli artefici della prima vittoria della Roma targata De Rossi.

Scudetto Milan-Roma 3-1: Roma a pezzi.

15 gennaio 2023
Milan-Roma

Probabilmente stiamo vivendo il periodo più buio da quando Mourinho è arrivato a Roma.
È giusto parlare di crisi: di risultati, di classifica, di identità, di giocatori.
La sconfitta, netta, contro il Milan ha mostrato ancora una volta gli enormi limiti tecnici di alcuni giocatori giallorossi che hanno avuto un'incredibile involuzione in pochi mesi.
Ne è l'emblema Zalewski senza il quale lo scorso anno sembrava non si potesse giocare e ieri nell'azione del terzo gol del Milan si perde Hernandez come neanche nelle serie giovanili succede più. E lui è anche nazionale polacco.
Ma di sicuro la sconfitta di ieri non è colpa del giovane numero 59.
È tutta la squadra che è apparsa fin troppo timorosa di affrontare una squadra, quantomeno sulla carta, molto più grande di lei.
Il gol di Adli è un orrore tecnico di diversi giocatori, Kristensen su tutti, che però ha l'attenuante di giocare fuori ruolo.
Il raddoppio milanista è viziato da un possibile e probabile fallo su Cristante (il blocco di Pulisic è troppo evidente per essere considerato "regolare").
Ma è l'atteggiamento che preoccupa di più.
Perché a sprazzi e in rarissime occasioni, questa sgangherata Roma è riuscita ad avvicinarsi e ad impensierire Maignan.
Con occasioni più casuali che frutto di vere e proprie azioni corali, certo. Ma solo degli importanti e decisivi interventi del portiere rossonero hanno fatto restare il risultato invariato.
E dopo il rigore realizzato da Paredes per un brevissimo momento la Roma è apparsa quasi in grado di raddrizzare definitivamente la gara.
Che poi però è finita come è finita.
La colpa è di tutti, inutile cercare un solo capro espiatorio.
Ma allo stesso tempo la zona Champions o comunque la zona europea è lì, ad un passo, e le prossime settimane potrebbero risultare decisive per le sorti giallorosse: gli impegni non sono più proibitivi e c'è tempo per lavorare un'intera settimana senza la franesia di dover giocare dopo due giorni.
Ma ci sarà altrettanta tranquillità mentale di riuscire a lasciarsi questo tremendo periodo alle spalle e guardare con (cauto) ottimismo al futuro prossimo?
Nella foto sopra, l'inedita e, per come è andata a finire la gara, improbabile formazione iniziale scesa in campo nella difficile trasferta a San Siro contro il Milan.