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Scudetto Roma-Crotone 5-0: tutto facile per la Roma.

10 maggio 2021
Roma-Crotone

Ci voleva il clamoroso annuncio di qualche giorno fa dell'ingaggio di Josè Mourinho come allenatore per i prossimi tre anni a guidare la panchina giallorossa o forse, più semplicemente, ci voleva il Crotone già da tempo retrocesso in Serie B a far tornare alla goleada questa Roma che nel corso dei mesi più freddi si è andata via via sfilacciando e perdendo sempre più posizioni in classifica.
Fatto sta che, dopo un primo tempo abbastanza anonimo e pieno di sbadigli se non per un paio di legni colpiti da Mkhitaryan (comunque in fuorigioco) e Borja Mayoral, la ripresa ha visto la squadra giallorossa passare subito in vantaggio con lo stesso spagnolo (che poi a tempo scaduto chiuderà il conto) e poi giocare con più ampia manovra e sicurezza, fino a dilagare con una doppietta di Pellegrini, un altro gol dello stesso Borja Mayoral e un gol di Mkhitaryan, che così arriva a 10 gol in campionato proprio come Borja Mayoral.
Tutto fin troppo semplice, quindi, nella ripresa. Dove è stato possibile per Fonseca anche far esordire altri due giovanissimi della Primavera, oltre a far giocare da titolare il già "collaudato" Darboe.
Se Zalewski aveva già assaporato la gioia dell'esordio in Prima Squadra nel ritorno della semifinale di Europa League contro il Manchester United giovedì scorso, per Edoardo Bove è arrivata la prima presenza ufficiale proprio contro il Crotone: entrambi, poi, hanno iniziato e partecipato attivamente all'ultimo gol della Roma segnato da Borja Mayoral a tempo praticamente scaduto.
Rimangono così 3 partite al termine del campionato: contro l'Inter, il derby contro la Lazio (vergognoso il fatto che ancora non abbia recuperato la partita con il Torino...) e in chiusura di stagione contro lo Spezia.
Pensare di essere in "ansia" per dover difendere il settimo posto dal Sassuolo è già un'ammissione di stagione fallimentare...
Nella foto sopra, Bove e Zalewski si congratulano l'un l'altro dopo aver propiziato entrambi il secondo gol di Borja Mayoral, quinto e ultimo per la Roma.

Scudetto Manchester United-Roma 6-2: da sogno a incubo.

30 aprile 2021
Manchester United-Roma

Qualcuno aveva sognato una partita diversa. Qualcun altro aveva sperato in una partita dignitosa.
Altri ancora l'avevano definita "la partita più importante della propria carriera" e proprio per questo motivo si era deciso, più o meno scientemente, di abbandonare definitivamente le speranze di arrivare tra le prime quattro in campionato per dedicarsi anima e corpo a questa partita (che poi, parliamoci chiaro, vincere ed eventualmente passare il turno non avrebbe ancora garantito nulla per il prossimo anno...)
E invece la realtà è ben diversa da quella sperata e sognata.
Sognata fino al 64', quando Cavani ha segnato il gol del 3-2 e ha dato il via all'ennesima umiliazione giallorossa a Manchester.
I tre infortuni patiti dai giallorossi in appena 37 minuti sono una bella attenuante, certo, ma se in panchina hai dei giovani inesperti o ex giocatori che non trovavano spazio neanche nella Serie B brasiliana, come si può anche solo lontanamente pensare di andare a fare risultato su un campo come l'Old Trafford?
E il risultato, incredibilmente, era anche maturato nei primi 45 minuti, lasciando tutti spiazzati e conil sogno che stava divenendo realtà all'orizzonte.
Ma se l'allenatore è il primo a dichiararsi emozionato per la sua prima semifinale europea e continua a dichiarare la cosa, è evidente che non sappia come impostare la gara e che anche con un risultato che va oltre ogni più rosea aspettativa non sappia come ridisegnare la squadra in campo.
E il risultato è un secondo tempo da squadretta di provincia che fa da sparring partner all'allenamento degli avversari.
Che giustamente si infilano in tutti gli ampi spazi lasciati dai difensori giallorossi che continuavano a mantenere una linea a dir poco alta e fragile come foglie nela bufera.
Il 6-2 finale fa male come e più il 7-1 di qualche anno fa.
Ma perlomeno all'epoca quella squadra non aveva abbandonato definitivamente le altre competizioni: arrivò seconda in serie A e vinse la Coppa Italia.
Questa Roma invece? Ha ancora voglia di rinnovare i contratti (come si vociferava tempo addietro) ai vari Bruno Peres, Pastore, Mirante, Diawara e attendere i recuperi, se mai ci saranno, dei vari Smalling, El Shaarawy, Kumbulla?
Dispiace dirlo, ma questa Roma è settima in classifica perché è quello il suo valore e l'arrivo alla semifinale di Europa League è stato un pure caso, se gi contro l'Ajax è passata per il rotto della cuffia dopo aver subito clamorosamente ad Amsterdam.
Tralasciando infine, di proposito, il ricordo di come si è usciti dalla Coppa Italia.
Questa Roma ha bisogno inevitabilmente, per l'ennesima volta, di un repulisti generale. Fatto sul serio però.
Nella foto sopra, la delusione sul volto di Pellegrini e l'amarezza dei compagni per la brutta ed umiliante sconfitta patita all'Old Trafford contro il Manchester United.

Scudetto Cagliari-Roma 3-2: Troppi ex giocatori in campo.

26 aprile 2021
Cagliari-Roma

D'accordo avere la testa alla partita di giovedì prossimo contro il Manchester United nella semifinale di Europa League.
D'accordo voler risparmiare i giocatori migliori, evitando così anche il rischio infortuni proprio alla vigilia di un incontro così importante.
D'accordo anche non forzare i ritmi e lasciare all'avversario il pallino del gioco, avversario tra l'altro anche molto più motivato dato che la classifica per il Cagliari non è proprio delle più tranquille.
Ma perdere l'ennesima partita in questo modo, abbandonare completamente il campionato rischiando a questo punto di compromettere anche il settimo posto che significherebbe perlomeno partecpare alla nuova e più piccola competizione europea, la Confederence League (ma si vuole, poi, veramente parteciparvi?), ricoprendo ancora più di ridicolo questa pessima stagione giallorossa, no. Non va bene. E non potrà mai andare bene questo tipo di atteggiamento.
Schierare contemporaneamente tanti, troppi ex giocatori non può che portare ad un risultato diverso da quello che poi si è verificato.
Fazio, Santon, Bruno Peres, Smalling rientrato dopo una vita passata in infermeria, Diawara che ormai passaggia per il campo, Villar e Mkhitaryan lontani parenti di quelli di un po' di tempo fa: non è questo il modo di affrontare una partita di Serie A, anche volendola giustificare con l'incontro ravvicinato di Europa League.
Siamo veramente sicuri che il gioco vale la candela? Neanche fosse la finale, poi.
Da diverse settimane, ormai, la Roma e il suo tecnico hanno tirato i remi in barca quando devono giocare nel fine settimana, pensando e dedicandosi esclusivamente agli incontri europei.
Per carità, finora i risultati dicono che va bene così, anzi benissimo.
Ma difficilmente affrontando il Manchester United così come si è affrontati Cagliari, Atalanta, Torino, Bologna, Sassuolo e lo stesso Ajax si uscirà dall'Old Trafford giovedì senza avere le ossa rotte.
E a quel punto, se dovesse andare così, quale sarà la giustificazione a tutto ciò?
Nella foto sopra, il gol del momentaneo pareggio giallorosso segnato da Carles Perez dopo che un suo stesso tiro aveva colpito il palo, e la palla gli era tornata tra i piedi.

Scudetto Amichevoli 1991-1992: Troppi impegni stagionali, poche le amichevoli.

21 aprile 2021
Amichevoli 1991-1992

L'indomani la cocente sconfitta in Finale di Coppa Uefa contro l'Inter l'Olimpico si riempie di nuovo per dare il giusto saluto alla carriera di un grande calciatore come è stato Bruno Conti.
Nel frattempo il nuovo presidente Giuseppe Ciarrapico si è insediato e i tifosi giallorossi già sperano in una campagna acquisti di tutto rispetto, nonostante le difficoltà economiche che vanno ripianate immediatamente.
Come al solito, i tifosi della Roma resteranno a bocca asciutta: un acquisto eccellente arriva, quel Thomas Haessler già rincorso a vuoto l'anno precedente ma poi approdato alla Juventus, ma come controparte oltre ai 12 miliardi di lire pagati, la Roma cede ai bianconeri anche Angelo Peruzzi, ancora squalificato per il doping Lipopoll.
Insieme al tedesco tascabile arrivano De Marchi, sempre dalla Juventus, Garzya dal Lecce e Bonacina dall'Atalanta: non proprio una campagna acquisti di primo livello...
Che la stagione in divenire non sarà esaltante lo si capisce fin dalle prime amichevoli precampionato, dove la Roma a tratti stenta e con alcune compagini di medio livello (Atalanta e Pescara) non va oltre il pareggio.
Arriva poi subito la prima sconfitta di livello, nella Supercoppa Italiana contro la Sampdoria e sempre i blucerchiati saranno la squadra che eliminerà la Roma nei Quarti di Finale di Coppa Italia nel Febbraio 1992.
La Roma gioca praticamente ogni tre giorni e recuperare le energie psicofisiche in queste condizioni, e con una rosa non ampia come dovrebbe essere, non è così facile.
L'avventura europea delle Coppe delle Coppe dopo l'esaltante eliminazione del CSKA di Mosca e il più o meno agevole passaggio del turno contro l'Ives di Tampere, si chiude bruscamente con l'eliminazione ai Quarti di Finale da parte del Monaco (quella dell'orribile maglietta blu indossata dalla Roma) con un gol di testa del più basso tra tutti i 22 giocatori in campo, Rui Barros, ex juventino.
In campionato, invece, come al solito la Roma va a corrente alternata: va quasi meglio fuori casa che all'Olimpico, dove il rapporto tra Ottavio Bianchi e i tifosi (e non solo con loro...) raggiunge i minimi storici.
A fine anno riuscirà comunque ad arrivare quinta e a qualificarsi per la successiva Coppa Uefa, obiettivo minimo per la squadra.
Nella foto sopra, Haessler in azione nell'amichevole precampionato vinta contro il Benfica di Sven Goran Eriksson. Il piccolo tedesco è stato l'acquisto di punta (se non l'unico) della prima stagione di presidenza Ciarrapico.