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Scudetto Roma-Milan 1-2: Guida obbedisce agli ordini.

01 marzo 2021
Roma-Milan

"A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina" recita un vecchio adagio, e il muro del pianto della storia giallorossa si arricchisce di un'altra partita non proprio limpidissima sotto il profilo arbitrale.
La Roma entra male in campo, nei primi 20 minuti non struscia un pallone, il Milan rischia di andare in gol più volte bla bla bla. Tutte cose vere.
D'altronde l'Inter nel pomeriggio ha vinto portandosi momentaneamente a 7 punti dal Milan. Lo sanno i giocatori rossoneri. E verosimilmente lo sa anche chi si trova ai vertici del calcio.
Si può già chiudere un campionato tra i più noiosi della storia e esageratamente falsato come questo dopo appena 24 giornate? No, non si può, quindi è troppo presto per la fuga dell'Inter. Bisogna porre rimedio.
E così il Milan, già ampiamente aiutato nelle giornate passate, alla prima occasione valida ottiene il solito rigorino.
Il fallo di Fazio può starci (ma non così chiaramente) ma avviene sulla linea o poco fuori? Si lascia correre, ma appena possibile l'arbitro viene chiamato al VAR. Per Guida non ci sono dubbi: rigore.
Così come poco prima non aveva avuto dubbi sull'annullare il gol di Mkhitaryan per un precedente fallo (anch'esso dubbio) di Mancini che sovrasta di testa un avversario.
Stranamente, poi, il rigore al Milan arriva proprio nel momento migliore dei giallorossi, quando i rossoneri avevano terminato la loro forte pressione della prima parte di gara.
La Roma non ci sta, nella ripresa entra con un altro spirito, raggiunge il pareggio con il decimo gol di Veretout e sembra aver ristabilito l'ordine in campo, ma un errore di Pau Lopez prima (errore nel rilancio), di ritardo nel riposizionamento dopo dell'intera difesa e infine di Mancini che si fa aggirare da Rebic (e fermandosi quando ancora non aveva tirato) riporta il risultato ad arridere al Milan.
Gli uomini di Fonseca si rimboccano le maniche e provano a recuperare il risultato, arrivando più volte vicino al secondo pareggio, ma fallendo per scarsa precisione o fretta nelle conclusioni.
All'80 Mkhitaryan avrebbe anche raggiunto l'obiettivo del gol, ma viene vistosamente trascinato a terra a due passi da Donnarumma: tutti aspettano il fischio dell'arbitro per il rigore o quantomeno la visione del VAR per fugare ogni dubbio. E invece no. Guida assegna la punizione al Milan e ammonisce l'armeno.
No. Il campionato non poteva essere già chiuso alla ventiquattresima giornata. Il Milan non poteva essere già tirato fuori dalla corsa scudetto...
Alla fine resterà solo il fatto che la Roma ha perso nuovamente uno scontro diretto: ma diamo a Cesare quel che è di Cesare. Poi ne riparliamo. E vediamo quale sarebbe stato il risultato finale.
Nella foto sopra, il fallo su Mkhitaryan non fischiato da Guida e neanche visionato alla Var: legittimo recriminare e protestare.

Scudetto Roma-Sporting Clube de Braga 3-1: ancora Dzeko-Borja.

26 febbraio 2021
Roma-Sporting Clube de Braga

Tutto facile e come previsto per la Roma contro il Braga.
Il 2-0 dell'andata aveva già spianato il cammino ai giallorossi, che comunque sono scesi in campo anche in questa partita di ritorno determinati a chiudere subito il discorso qualificazione.
Ancora problemi difensivi per Fonseca, che perlomeno ha recuperato Cristante (autore suo malgrado della sfortunata deviazione nella propria porta del pallone del momentaneo 2-1) e Mancini in questo momento è un'autentica garanzia.
Di contro davanti ora il tecnico portoghese ha ampia scelta, col ritrovato El Shaarawy che viene infatti schierato da titolare al fianco di Dzeko e Pedro.
Proprio da una iniativa di El Shaarawy, nasce il primo gol della Roma a firma Dzeko, e altre su giocate mettono spesso in seria difficoltà la difesa del Braga, come ad esempio l'assist per Pedro che colpisce la traversa.
Uniche note negative della serata, sono l'errore dal dischetto di Pellegrini (che però poco dopo si farà perdonare con uno splendido assist per il gol di Carles Perez) e l'infortunio a Dzeko, che probabilmente lo mette fuori causa per la sfida di domenica contro il Milan.
Grave perdita per la Roma, indubbiamente, che però in questo momento può contare sulla vena positiva sotto porta di Borja Mayoral, in gol come all'andata allo scadere della partita.
Domenica, come detto, la sfida Champions al Milan.
Ma intanto godiamoci queste belle serate europee...
Nella foto sopra, El Shaarawy ritrova la maglia da titolare giallorossa. Dal suo tiro respinto dal palo, nascerà il prmo gol della Roma contro il Braga firmato da Dzeko.

Scudetto Benevento-Roma 0-0: la Roma se la complica.

22 febbraio 2021
Benevento-Roma

Contrariamente a quanto accaduto fino ad oggi, la Roma stavolta non è riuscita a superare una "piccola".
Situazione di difficoltà per Fonseca, che praticamente non aveva a disposizione quasi per intero la difesa titolare, fatta eccezione per Mancini, e quindi costretto a ritirare in ballo Fazio (che per tutto il mese di gennaio è stato provato a piazzare in qualche altra squadra) e a sistemare Spinazzola come terzo centrale della difesa a tre.
E forse proprio questa scelta tattica, più di altre decisioni, è stata decisiva nella non vittoria giallorossa a Benevento.
Sì, perché la squadra di Pippo Inzaghi ha deciso praticamente di non giocare e schierarsi a muro davanti la propria area di rigore, lasciando il solo, fastidiosissimo, Lapadula nella metà campo della Roma.
Capito questo, probabilmente Fonseca poteva ridisegnare la squadra togliendo un inutile Bruno Peres (riusciremo mai un giorno a vedere il brasiliano saltare un uomo, invece di stoppare la palla, traccheggiare e ripassarla indietro?) riportando sulla fascia di competenza Spinazzola lasciandolo esprimere al suo meglio come sta facendo in questa stagione.
Invece il tecnico giallorosso ha aspettato fin troppo e, nonostante il Benevento fosse rimasto anche in dieci per l'espulsione di Glik, la Roma non solo non è riuscita a trovare la via del gol, ma non è proprio riuscita a penetrare nella difesa chiusissima degli avversari.
A fine partita le occasioni per la Roma si conteranno sulle dita di una mano, e non tutte sono state pericolose.
L'unica, forse, è stato un salvataggio quasi sulla linea dopo un colpo di testa di Pellegrini e il rigore sul El Shaarawy (poi giustamente tolto dal Var) a tempo scaduto.
In molti da tempo chiedevano di far giocare insieme Dzeko e Borja Mayoral: Fonseca nel secondo tempo li ha accontentati, ma come da sempre sostenuto dal tecnico portoghese, non sono fatti per giocare insieme. Certo, forse non era questa la partita più adatta per dimostrarlo, ma ado ogni modo i due non sono sembrati per nulla in sintonia a giocare assieme.
Occasione sprecata dalla Roma, quindi, che poteva accorciare ancora di più sul Milan (che proprio domenica prossima arriverà all'Olimpico) e respingere gli assalti della Lazio e soprattutto della Juve, che deve ancora recuperare la partita con un Napoli in caduta verticale.
Rimettiamo velocemente la barra a dritta.
Nella foto sopra, Fazio alle prese con l'ex Caprari. In grossa difficoltà numerica in difesa, Fonseca decide di rispolverare Fazio. L'argentino all'inizio appare impacciato, ma pian piano ritrova la fiducia e alla fine conclude la partita più che dignitosamente.

Scudetto Amichevoli 87/88: arriva il tedesco volante.

17 febbraio 2021
Amichevoli 1987-1988

Il presidente Viola, dopo la stagione che aveva regalato altre delusioni ai tifosi romanisti, prova a ripartire affidandosi nuovamente a Nils Liedholm, il cui ritorno a Milano si è rivelato un fallimento.
Purtroppo anche per il Barone è iniziata la fase discendente della carriera anche se, ancora una volta, la sola sua presenza sulla panchina giallorossa sembra dare una scossa positiva.
Purtroppo la cessione di Ancelotti a fine stagione si rivelerà decisiva per le sorti giallorosse, anche se Viola assesta dei colpi non da poco conto. Alla Roma, infatti, arrivano Signorini, Collovati il forte attaccante tedesco Voeller (che negli anni a seguire entrerà di diritto nella storia giallorossa) e l'ex juventino nonché ex laziale Lionello Manfredonia.
Proprio l'arrivo di Manfredonia segna il momento più basso nel rapporto tra la tifoseria giallorossa e il presidente Viola, e la tremenda spaccatura all'interno del cuore del tifo della Roma, il CUCS.
Subito si viene a formare una fazione contraria all'acquisto di Manfredonia e i dissidi arrivano a livelli tali da formare una nuova compagine all'interno del Commando: si forma il CUCS-GAM, Gruppo Anti Manfredonia. Una ferita che non verrà mai sanata.
A livello di tifo, la stagione vede anche il definitivo tramonto di uno dei gemellaggi più belli della storia calcistica italiana: già l'anno precedente tra i tifosi napoletani e quelli romanista c'era stata qualche avvisaglia, dopo che il Napoli aveva acquistato l'ex laziale Bruno Giordano. La vittoria dello scudetto da parte dei partenopei aveva portato, di fatto, il Napoli ai livelli delle squadre del Nord, una squadra da battere e combattere. Infine la partita all'Olimpico cominciata con il rito a metà dello scambio di appalusi tra le Curve mentre gli sbandieratori venivano sotto la Curva a salutare le tifoserie avversarie, con il Napoli che rimonta in 9 contro 11 e Bagni che fa il gesto dell'ombrello verso il CUCS a fine gara concludono definitivamente il gemellaggio nel peggiore dei modi.
La stagione in corso non va malissimo, ma è sempre condita da troppi alti e bassi e soprattutto vede una crisi realizzativa del bomber tedesco.
Per fortuna la Roma viene trainata da un grande Giuseppe Giannini, e il terzo posto finale non fa che acuire il rammarico per la cessione di Ancelotti.
Anche in Coppa Italia le cose non vanno per il meglio, perché agli Ottavi di Finale la Roma viene eliminata da un modesto Empoli.
Poche le amichevoli stagionali di rilievo, se non quelle a fine stagione contro Cynthia Genzano, Perugia e Frosinone (di cui non si conosce la data precisa) e la trasferta in Sudamerica contro il Costa Rica (che in molti ignoravano) a cui prendono parte alcuni giocatori che non faranno molta strada con la maglia giallorossa se non una fugace apparizione: Corrado Giannini (il fratello di Giuseppe), Alessandro Riccardi, Adolfo Sormani (figlio di Angelo, secondo in panchina di Liedholm) e un certo Jonny Rodlund, pupillo proprio del Barone che lo vuole provare. Con scarsissimi risultati.
Nella foto sopra, Boniek posa insieme al neo acquisto tedesco Rudolf Voeller prima dell'amichevole di precampionato contro il Vipiteno, il 02 Agosto 1987.