Scudetto Milan-Roma 0-1: luci a San Siro.

12 aprile 2024
Milan-Roma

In molti davano la Roma per spacciata.
Il Milan del grande Pioli veniva addirittura da 7 vittorie consecutive, tra campionato e coppa, era ovvio che per la povera Roma di De Rossi non ci fosse speranza: Leao e compagni avrebbero fatto un solo boccone di quegli sventurati capitati per caso sul cammino rossonero.
E invece ecco la trappola perfetta preparata dal tecnico giallorosso: marcatura a uomo su Giroud da parte di Smalling e soprattutto la presenza sull'out di destra di Celik e El Shaarawy a supporto.
Proprio il Faraone ha fato la differenza: le sue scorribande a tutta fascia hanno annichilito gli avversari e soprattutto lo spauracchio Leao, autore di una prestazione più che anonima.
Ma è stata tutta la Roma a disputare una gara sontuosa: il centrocampo giallorosso in più occasioni è stato padrone del campo, con Paredes a distribuire palloni invitanti e Dybala libero di giostrare un po' dove voleva.
Basti pensare che l'unica vera occasione per il Milan è arrivata all'87 con la traversa colpita da Giroud per spiegare quanto la Roma sia stata padrona del campo.
E il gol di Mancini, che fa coppia con quello del derby di sabato scorso, è stato il giusto premio per De Rossi.
Il grande Pioli può lamentarsi quanto vuole di un rigore che secondo lui gli manca (ma come? Dopo i vari furti ai danni della Roma proprio a favore dei rossoneri nel corso degli ultimi anni non era lo stesso Pioli che non voleva parlare di arbitri?), ma allora anche alla Roma mancherebbe un rigorino per mani in area avversaria.
Come la mettiamo?
Non più di qualche settimana fa c'era chi derideva i giallorossi perché qualcuno aveva parlato di "rigori del calcio moderno"...
Memoria corta, eh?
Nella foto sopra, Stephan El Shaarawy in azione sul terreno del Meazza. L'attaccante romanista, schierato quasi a sorpresa, è stato di gran lunga la chiave di volta della grande prestazione giallorossa.

Scudetto Lecce-Roma 0-0: passi indietro.

02 aprile 2024
Lecce-Roma

Roma bruttina, che rispetto alle precedenti uscite da quando De Rossi siede sulla panchina giallorossa fa decisamente dei grossi passi indietro sotto ogni punto di vista.
E questo non fa ben sperare per il finale di stagione che vedrà la Roma chiamata a disputare degli impegni molto più proibitivi rispetto alla trasferta leccese.
Soprattutto (ma non solo) nel primo tempo, i padroni di casa hanno fatto il bello e il cattivo tempo nella metà campo della Roma, prendendo la difesa avversaria più volte d'infilata e andando clamorosamente vicino al vantaggio, anche più di una rete.
Solo la scarsa precisione degli attaccanti salentini ha permesso alla squadra di De Rossi di non andare negli spogliatoi con un risultato negativo.
Di contro i giallorossi hanno avuto tre limpide occasioni per passare in vantaggio, soprattutto con una punizione di Angelino finita di pochissimo a lato che avrebbe meritato miglior sorte.
Nella ripresa De Rossi prova a risistemare meglio la squadra, ma con scarsi risultati tanto che il Lecce ha continuato a penetrare nella difesa avversaria con estrema facilità.
Il clamoroso errore di Aouar solo davanti a Falcone e soprattutto l'abbattimento di Zalewski in area avversaria non ravvisata né dall'arbitro né tantomeno dal Var avrebbero permesso alla Roma di tornare a casa con il bottino pieno e di rimanere agganciata al treno Champions, ma probabilmente avrebbe nascosto i limiti di questa squadra che oggettivamente sono tornati prepotentemente a galla.
Alla vigilia del derby. E di un durissimo finale di stagione.
Tutto verrà deciso in meno di un mese e mezzo: questa Roma avrà la forza di serrare i ranghi e di procedere spedita verso l'obiettivo?
Nella foto sopra, Angelino ha appena colpito il pallone su punizione che andrà a scalfire il palo alla destra del portiere leccese. Una delle rare, ma chiare, occasioni da rete della Roma sul campo del Via del Mare.

Scudetto Fiorentina-Roma 2-2: la Roma non finsce mai.

11 marzo 2024
Fiorentina-Roma

Ancora un risultato positivo, ancora una gara esaltante.
Con caparbietà e concretezza, la Roma riesce a tornare dall'insidiosa trasferta di Firenze con un punto in più in classifica che le vale comunque un piccolo passo in più verso il quarto posto del Bologna, sconfitto dall'Inter ormai Campione d'Italia.
Sbaglia più del solito stavolta la Roma, e sbaglia ancora una volta De Rossi (come da lui stesso ammesso) la formazione iniziale non tanto negli uomini quanto nello schieramento tattico: ripropone una difesa a 3 che non pochi problemi ha dato a questa squadra in passato, e non pochi problemi ha generato contro la Fiorentina.
In più l'ammonizione dopo pochi minuti di Mancini ha messo in allarme l'intero reparto difensivo.
La Fiorentina ha corso a più non posso finché a potuto, l'ex Belotti ha fatto di tutto per farsi rimpiangere, ma nella ripresa De Rossi ha ridisegnato (in meglio) la squadra e la Roma ha iniziato a macinare gioco.
Il pareggio di Aouar sembrava aver reso giusizia ad una partita che vedeva i giallorossi essere diventati gli assoluti padroni del campo, ma una serie di disattenzioni e ingenuità difensive hanno permesso alla Fiorentina di ripassare in vantaggio: emblematico il momento del gol di Mandragora con i difensori giallorossi che sembravano giocassero a "tutti giù per terra" in area.
Belotti, poi, si guadagna un rigore molto generoso su un'altra ingenuità di Paredes, ma Svilar non ci sta e suona la carica parando il tiro dagli 11 metri a Biraghi.
La Fiorentina non ne ha più, la Roma invece ci crede: all'ultimo istante di gara l'ennesima palla buttata in area avversaria viene colpita da NDicka per un assist perfetto per Llorente che scarica in rete tutta la voglia del primo gol in giallorosso.
La Roma c'è, De Rossi la guida magistralmente, la zona Champions è là, a portata di mano.
Nella foto sopra, il tiro di Llorente su assist di NDicka all'ultimo secondo della gara, che varrà il gol del definitivo pareggio per 2-2 alla Roma.

Scudetto Roma-Brighton 4-0: Roma sontuosa.

08 marzo 2024
Roma-Brighton

C'è poco da dire: Daniele De Rossi ha fatto rinascere la Roma, se non dalle sue ceneri come la fenice, quantomeno dal sul malessere in cui era piombata nell'ultima parte di gestione mourinhana.
La partita di ieri in Europa League contro il Brighton è stata la sintesi perfetta di questo ritrovato spirito di gruppo: una partita quasi perfetta sotto ogni punto di vista, con spirito di sacrificio (quello non è quasi mai mancato) condito con giocate raffinate e finalmente shemi degni di una squadra che sa giocare a calcio.
De Rossi non solo ha dato un'identità chiara alla sua Roma, ma ha ridato motivazioni perse in molti di quei giocatori che sembravano aver smarrito la via: Celik è uno di questi.
Il terzino turco resta un giocatore con molti difetti tecnici e tattici, ma perlomeno ha ritrovato la voglia di proporsi e mettersi in mostra, sfoderando ieri un paio di discese niente male e soprattutto calandosi completamente in questa nuova realtà.
Ma anche giocatori affermati sembrano aver giovato non poco di questa "cura De Rossi": Paredes è un regista a tratti impressionante per la sua visione di gioco e facilità di esecuzione, El Shaarawy non è più quel giocatore da ultimo quarto d'ora che può dare la spinta in più ma piuttosto un giocatore a tutta fascia con splendide intuizioni (ieri sera altri due assist per i gol di Mancini e soprattutto Cristante), Lukaku partecipa molto più al gioco e Dybala sembra aver ritrovato quella compattezza fisica che nell'ultimo periodo lo vedeva (troppo) spesso fermarsi per acciacchi muscolari. Ieri sera è stato a tratti commovente in una sua rincorsa all'indietro a fare addirittura il terzino per coprire un pericoloso contropiede avversario.
Ecco, forse la cosa più importante che De Rossi è riuscito a ridare ai giocatori è proprio questa: lo spirito di sacrificio tra compagni che via via si era andato perso, con troppi giocatori che giocavano solo per se stessi in attesa del finale di stagione, dove comunque le strade di molti di loro (e del tecnico) si sarebbero separate.
Può darsi che sarà ancora così. Ma ora è più chiaro che c'è ancora una buona parte di stagione da giocare. E di soddisfazioni da togliersi.
A partire dal passaggio del turno in Europa League, che con questo netto e sono 4-0 sembra ormai cosa fatta.
Nella foto sopra, Daniele De Rossi, il principale protagonista della rinascita di questa "nuova" Roma, che evidentemente aveva perso quella voglia di giocare e divertirsi, per raggiungere l'obiettivo comune della vittoria.