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Scudetto Roma-Atalanta 1-2: la Roma non cambia mai...

08 gennaio 2018
Roma-Atalanta

Passano gli anni, cambiano gli allenatori, lo staff tecnico, i giocatori, i dirigenti.
Ma questa Roma non cambia mai... mai.
Si parte sempre in tromba, risultati su risultati, si sogna la vittoria di qualcosa di importante e poi, puntualmente quando arriva questo periodo a cavallo delle feste natalizie, la Roma si scioglie e butta a mare quanto di buono (perché di buono anche quest'anno è stato fatto parecchio) e si entra nella solita crisi che travolge tutto e tutti, dai dirigenti, allo spogliatoio e divide la tifoseria.
Ancor più grave se anche i giocatori ne siano consapevoli della loro mancanza di personalità e che ammettano che dopo alcune vittorie importanti e dei "traguardi" raggiunti (se traguardo si può intendere il passaggio del turno in Champions) tirino i remi in barca perché si sentono soddisfatti e "arrivati".
Parole di Strootman, che pur ammettendo la sua inutilità in mezzo al campo se gioca così, confessa anche che dentro lo spogliatoio qualcosa è cambiato dopo la vittoria del derby e il passaggio agli Ottavi di Champions League da primi del girone.
Basta quindi così poco per far sentire questi giocatori che poco o nulla hanno vinto in carriera dei "campioni", quando invece sono solo dei mediocri calciatori provinciali, che giocano, evidentemente, in una squadra altrettanto provinciale.
Tanto oggi sono tutti in vacanza, sentendosi appagati e in obbligo a riposarsi dopo le loro fatiche.
Dimenticando la pessima figura offerta contro l'Atalanta che in dieci ha vinto senza neanche soffrire troppo all'Olimpico contro una squadra ridicola, nel gioco e nei contenuti.
Colpa di Di Francesco, certo, che ha perso le redini con cui (forse) teneva imbrigliato questo cavallo troppe volte imbizzarrito.
Colpa di Nainggolan, che troppo superficialmente a Capodanno ha pensato bene di riprendersi ubriaco perso mentre bestemmiava a più non posso: cosa che gli è costato una multa (forse non troppo salata) e la non convocazione contro l'Atalanta.
Ma tanto, a furor di popolo, quello stesso popolo che avrebbe chiuso un occhio se non tutti e due per vederlo comunque in campo sabato scorso perché "la Roma ha bisogno di lui", tornerà già in campo la prossima partita. Annullando, di fatto, la "punizione" inflittagli giustamente.
La verità è che se questa società provincialotta vuole veramente diventare grande, di fronte a certe follie (in campo e fuori) avrebbe annullato le ferie a tutti i giocatori e oggi li avrebbe tenuti a Trigoria e fatti lavorare a colpi di doppie sedute fino alla partita con l'Inter.
E avrebbe messo in allerta Nainggolan: al prossimo colpo di testa fuori dal campo, gli si presentava il ben servito e si vendeva al miglior offerente.
Visto che tanto con lui o senza di lui, al momento, la squadra si sente "appagata".

Scudetto Stagione 1958-1959: Non basta Selmosson.

04 gennaio 2018
Stagione 1958-1959

Il clamoroso acquisto di Selmosson dalla Lazio, sembra il preludio ad una grande stagione.
Insieme a lui, arrivano il giovane portiere Cudicini dall'Udinese, il forte mediano David, dal Vicenza e Zaglio, dalla Spal.
Eppure la squadra non riesce mai a trovare quella continuità necessaria per restare ad alta quota. Alterna grandi partite (il 3-0 alla Juventus, il clamoroso 8-0 al Napoli) ad imprevedibili cadute.
Non basta neanche il doppio cambio sulla panchina a dare quella scossa necessaria: la stagione parte con l'ex giocatore Nordahl come allenatore (coadiuvato da Busini come Direttore Tecnico) fino alla partita di andata col Napoli, dove subentra Sarosi che pian piano prende possesso della direzione tecnica.
Fino alla sconfitta contro il Vicenza che sancisce il ritorno in panchina dello stesso Nordahl (proprio nella clamorosa vittoria per 8-0 contro il Napoli).
Anche gli arbitri ci mettono del loro (contro l'Alessandria c'è addirittura l'invasione di campo per protestare contro la direzione di Guarnaschelli, che costerà la sconfitta a tavolino per 0-2 e l'esilio per due turni lontano dall'Olimpico), ma è soprattutto la mancanza di equilibrio ad appesantire il cammino di una squadra che potrebbe fare molto di più.
Alla fine, arriva un anonimo sesto posto, oltre che alle premature uscite dalla Coppa Italia contro un anonimo Venezia al quarto turno e dalla Coppa delle Fiere ai quarti di finale dopo il doppio confronto contro il Royal Union Saint-Gilloise.
Tutto ciò non pu certo rendere felice una tifoseria che, dopo l'acquisto di Selmosson, aveva sperato nell'anno buono.

Scudetto Roma-Sassuolo 1-1: è già finita la Roma?

02 gennaio 2018
Roma-Sassuolo

Se due indizi sono una coincidenza, tre sono una prova.
E la Roma degli ultimi tempi, di indizi ne ha dati ben più di tre. Purtroppo.
E tutto ora, inevitabilmente, torna far riflettere su quanto sia stata scellerata la scelta di "snobbare" in quella maniera la partita di Coppa Italia contro il Torino.
Ora, a distanza di diversi mesi, ci si ritrova esattamente come ad inizio marzo 2017: all'epoca, in tre partite si sgretolò quanto di buono era stato fatto nel resto della stagione.
Eppure la Roma di Di Francesco aveva dato segnali che per certi versi facevano sperare in un futuro molto più roseo: la solidità difensiva finalmente trovata dà tuttora alla squadra giallorossa la palma della squadra meno perforata del campionato.
Ma gli appena 29 gol realizzati (tanti come l'Atalanta, per intenderci) la ridimensionano non poco.
E non se ne vede luce, vista la scarsa vena realizzativa di quest'anno di Dzeko e i latitanti del gol che rispondono al nome di Schick, Under e Defrel.
E il tutto non può essere semplicemente giustificato con l'incredibile sfortuna (che pure c'è stata) che ha colpito la Roma in questa stagione: i pali che hanno colpito i giocatori della squadra giallorossa ormai neanche fanno più notizia.
Possibile che in meno di un mese, la Roma si sia completamente sciolta come neve al sole?
Proprio un mese fa si festeggiava il passaggio del girone di Champions League da trionfatori, primi del girone davanti a squadroni come Chelsea e Atletico Madrid.
Oggi ci si domanda come sia possibile non vincere contro squadre del calibro del Sassuolo, Torino e Chievo (che ha addirittura avuto il merito di regalare i primi 3 punti della sua storia in Serie A al Benevento, squadra peggiore di tutti i principali campionati europei).
Eppure la Roma ora è lì, a domandarsi su cosa le riserverà il futuro, a 9 punti dal Napoli capolista (ormai neanche più la vittoria nel recupero contro la Sampdoria può essere considerata certa), fuori dalla Coppa Italia e con una Champions League (che comunque riprenderà a Febbraio) che difficilmente la vedrà vincitrice...

Scudetto Juventus-Roma 1-0: Niente regalo sotto l'albero.

29 dicembre 2017
Juventus-Roma

"Non è un dramma perdere qui" dice giustamente Radja Nainggolan.
Però è altrettanto fastidioso uscire dallo Juventus Stadium (oggi Allianz) con l'ennesima sconfitta, anzi, senza aver mai preso neanche un punto qui da quando questo impianto è stato costruito.
Non è un dramma, certo. Perdere contro la Juve ci può sempre stare.
Ma guardando la classifica oggi, la Roma ha perso con tutte e tre le squadre che la precedono. In maniera diversa, ovvio.
A dirla tutta, forse, solo contro la Juve la Roma meritava la sconfitta.
Il problema ad oggi pare sia lo sterile attacco giallorosso: la difesa continua ad essere la meno battuta della serie A, e per anni ci hanno massacrato raccontandoci la storia che gli scudetti in Italia si vincono prima di tutto con la difesa.
Sarà pure così, ma al momento questo primato non basta.
E non è bastato neanche l'inserimento a gara iniziata di Schick, il giocatore che è costato di più nella storia della Roma: oltre 40 milioni di euro, sui cui piedi sono appoggiate le più rosee speranze dei tifosi giallorossi.
Fatto sta che a tempo scaduto, nell'ultima azione della partita, Schick si ritrova su quei piedi la più clamorosa e più facile occasione per far felici tutti quei tifosi che in lui ripongono speranze.
Speranze spente in un attimo: poteva far di tutto con quel pallone tra i piedi, con Szczesny già a terra in una disperata uscita.
Poteva far di tutto: ha colpito in pieno il portiere bianconero.
"Non è un dramma perdere qui".
Ma questa sconfitta rende ancora più irritante l'eliminazione in Coppa Italia di pochi giorni fa. Quando fu dato ampio riposo a questi giocatori che dovevano concentrarsi sulla gara con i bianconeri.
E che alla fine ha portato una sconfitta. Nient'altro che una sconfitta.