22 Maggio 2018: Inserite le Amichevoli 1934/1935: ancora la Coppa Cappelli.
La stagione inizia più tardi per via del Campionato Mondiale concluso da poco ma durerà di meno rispetto al solito per la riduzione della Serie A a 16 squadre.
Nonostante ciò, già a metà Giugno del 1935 inizierà la Coppa dell'Europa Centrale, praticamente appena terminato il campionato.
Ne consegue che di amichevoli per riempire i "tempi morti" della stagione ne verranno giocate poche, e la maggior parte saranno più che altro allenamenti in vista di partite impegnative del campionato.
A cavallo di capodanno, comunque, la Roma riesce ad organizzare nuovamente la Coppa Cappelli, invitando il Genova 1893, i Kickers di Stoccarda e il Berna: i giallorossi si aggiudicheranno anche questa edizione del trofeo battendo prima i tedeschi con un netto 8-3 e poi, il giorno di capodanno, il Genova per 2-1.
Durante l'anno, i giallorossi più volte incontrano il Bellator Frusino, la squadra di Frosinone, sia per la relativa vicinanza con il capoluogo ciociaro sia perché tra le file giallorosse, perlomeno tra le giovanili, gioca un giovane molto promettente nato proprio a Frosinone: Mario Marchegiani.
Di lui si parla un gran bene e sono in molti a scommettere sulla sua affermazione. Purtroppo non rispetta a pieno le aspettative, perché molto giovane e non riesce ad adattarsi subito alla grande città dove è catapultato e non ha la pazienza di aspettare il proprio turno, chiuso com'è in attacco da giocatori decisamente più affermati.
In queste amichevoli, l'allenatore Barbesino più volte pesca a piene mani dalle square giovanili giallorosse (all'epoca esistevano già le squadre B e addirittura le squadre C che disputavano tornei importanti di categorie inferiori e che sfornavano di continuo giocatori di belle speranze) provandoli spesso con i più "grandi": fa le sue prime apparizioni il portiere Archimede Nardi, che un paio d'anni più tardi entrerà in pianta stabile nella rosa titolare, ma anche Elio Paolini e Dario Baldoni, che poi non troveranno più spazio.
Per la rubrica "Questi sconosiuti" segnaliamo: Carlo Sabatini (non è chiaro se sia lui o un Sabbatini) e un certo Segoni, entrambi schierati contro il Verona l'11 Aprile 1935.
Infine, nell'ultima amichevole ancora contro il Bellator Frusino viene provato Italo Romagnoli, giocatore tuttofare proveniente dalla fallita Associazione Sportiva Pescara: in quella partita fa una buona impressione segnando addirittura il gol del pareggio contro i ciociari. Ma tutto ciò non gli garantisce un ingaggio.
Nella foto sopra, le squadre di Roma e Cagliari posano per la foto ricordo del loro incontro amichevole.

21 Maggio 2018: Inserita la pagina di Sassuolo-Roma, 38 Giornata di Campionato 2017/2018.
Tipico allenamento di fine anno.
Stagione finita, tempo di bilanci.
La partita contro il Sassuolo, diciamola tutta, era più una formalità e si è dispustata più per obbligo di firma che per altro.
La qualificazione in Champions League già acquisita, terzo posto praticamente blindato a meno di una improbabile sconfitta a Reggio Emilia contro i neroverdi, e voglia di vacanze dietro l'angolo.
L'errore di Pegolo su tiro-cross di Manolas non fa altro che ribadire che questa Roma, con un po' di attenzione in più a metà stagione, poteva sicuramente dire e dare qualcosa di più in questo campionato.
La Roma raggiunge l'obiettivo minimo in campionato, arrivando terza in classifica (quest'anno sarebbe bastato anche il quarto posto per accedere direttamente alla fase finale della prossima Champions League) ma ad una distanza abissale dalla Juve (-18 punti) e dal Napoli (-14): i giallorossi sono veramente così distanti dalle prime due della classe?
La Coppa Italia per la Roma non è mai iniziata: e questa è una grave pecca per la squadra di Di Francesco.
Se è vero come è vero che in termini economici e di prestigio la vittoria della Coppa Italia non vale praticamente nulla per la società, volta com'è a pensare quasi esclusivamente al bilancio, è altrettanto vero che per i tifosi un trofeo è sempre un trofeo, e fino ad un decennio fa era la Coppa che faceva praticamente rima con la Roma.
Abbandonarla in malo modo al primo turno contro il Torino, senza neppure averci provato, è stato un grave, gravissimo errore.
La cavalcata in Champions League, invce, ha mostrato in tutto e per tutto le potenzialità di questa squadra e la mentalità vincente che è riuscito a trasmettere ai giocatori Di Francesco, allenatore esordiente nella competizione.
Quando in conferenza stampa lui sosteneva che la Roma dovesse arrivare in finale, e che ci poteva arrivare, ne era pienamente convinto, quando tutti intorno a lui abbozzavano dei mezzi sorrisetti ironici.
Ha dimostrato che nulla è impossibile: vincere il girone di ferro che la sorte gli aveva messo sul cammino, contro Chelsea e Atletico Madrid (quest'ultima poi vincitrice dell'Europa League), eliminare lo Shakthar Donetsk dopo aver perso a Baku e nel momento più delicato della stagione, umiliare il Barcellona dopo averperso 4-1 al Camp Nou per poi ribaltare il risultato in un Olimpico come ai vecchi tempi, sfiorare la seconda impresa impossibile contro il Liverpool dopo aver perso 5-2 ad Anfield.
Tutto questo è stata la Champions della Roma che ha mostrato quanto di buono ha fatto la squadra, la società, ma soprattutto Eusebio Di Francesco.
È lui l'artefice, nel bene e nel male, di questa stagione a tratti straordinaria: arrivato in punta di piedi, tra lo scetticismo di molti, le critiche di tanti durante l'inverno giallorosso, ma riconosciuto da tutti come un allenatore capace.
È da lui che la Roma dovrà ripartire il prossimo anno. Alcuni giocatori andranno via, probabilmente qualcuno con dei nomi illustri non saranno più della rosa nella prossima stagione.
Ma se contrinuerà questa crescita di mentalità dovuta quasi esclusivamente al tecnico giallorosso, la Roma potrà dire la sua anche nella stagione che verrà.

14 Maggio 2018: Inserita la pagina di Roma-Juventus, 37 Giornata di Campionato 2017/2018.
Buona Roma di fine stagione.
La posta in palio era veramente minima.
Anzi, visti questi inutili turni spezzettati che fanno giocare le squadre in corsa per uno stesso obiettivo in orari sfalsati, la posta in palio, perlomeno per i giallorossi, non c'era proprio.
Nel pomeriggio l'Inter (di Spalletti...) era riuscita a farsi battere in casa anche dal Sassuolo per cui aveva consegnato le chiavi della matematica qualificazione Champions alla Roma prima ancora che questa giocasse.
Alla Juve bastava un misero punticino per assicurarsi il suo settimo scudetto consecutivo con una giornata di anticipo.
Quindi? Il risultato di 0-0 era il più scontato di tutti, con una partita di fine stagione, con un Mondiale alle porte, in cui i più hanno pensato bene di salvaguardare le gambe e proiettarsi già alla pausa estiva.
Nonostante tutto, comunque, la Roma almeno nel primo tempo ha provato a fare la gara e a creare qualche difficoltà ai bianconeri, questi ultimi "stanchi" anche della fatica infrasettimanale in cui hanno vinto anche la quarta Coppa Italia consecutiva.
I giallorossi hanno giocato decisamente meglio, o almeno con più convinzione, e creato qualche occasione da gol che ha scaldato gli animi dei tanti tifosi romanisti arrivati allo stadio per il saluto finale.
Comunque, a fine gara, si conteranno zero tiri nello specchio da una parte e dall'altra.
Anche perché Nainggolan dopo pochi minuti del secondo tempo ha pensato bene di farsi espellere per doppia ammonizione (nell'arco di 10 minuti ha fatto almeno 4 interventi pericolosi uno dopo l'altro) e la Roma a quel punto ha smesso definitivamente di provarci e ha lasciato campo libero agli avversari, senza che comunque questi ne approfittassero.
Alla fine è risultata una classica partita di fine stagione, in cui nessuna delle due squadra ha voluto avere il sopravvento sull'altra, ma che hanno giocato semplicemente per dovere di cronaca e per il pubblico presente.
Va bene così, sia chiaro, dopo una stagione vissuta di corsa come quella di quest'anno.
Ma una vittoria contro la Juve sarebbe stata molto gradita da molti. Anche perché vedere per l'ennesima volta la Juve festeggiare sul terreno dello Stadio Olimpico non può mai far piacere.

11 Maggio 2018: Inserite le Amichevoli 1933/1934: Battuta anche l'Olanda!
Continuano le amichevoli di allenamento nel precampionato, in cui cominciano ad essere effettuati dei veri e propri ritiri, e alcune durante la stagione.
Ma il calcio italiano è sempre più conosciuto in Europa (anche per via dell'imminente Campionato Mondiale che verrà disputato proprio sul suolo italiano) e le squadre italiane vengono invitate sempre più spesso in tournée internazionali.
La squadra giallorossa viene dapprima invitata in una tournée in Jugoslavia per disputare amichevoli contro una squadra rappresentative di Zagabria, ma soprattutto contro le fortissime SK Jugoslavija e Beogradiski SK: la Roma torna in Italia con tre nette vittorie.
A stagione conclusa (e anche a Campionato Mondiale finito, che ha visto l'Italia trionfare per la prima volta), la Roma gioca una prestigiosissima amichevole in terra olandese contro la Nazionale di Calcio dei Paesi Bassi: i giallorossi battono con un sonoro 5-1 gli "Orange" che proprio poche settimane prima avevano fatto la loro prima apparizione in una competizione mondiale.
Dopo gli olandesi, è la volta di un tour de force tra squadre tedesche (una rappresentativa di Francoforte, una rappresentativa di Dresda e i Kickers di Stoccarda) e svizzere (la semisconosciuta Kreuzlingen e gli Young Boys di Berna), per poi chiudere definitivamente la stagione il 2 luglio 1934 a Campo Testaccio contro il Nizza.
Rubrica "Questi sconosciuti": partecipano ad alcune amichevoli alcuni giocatori che non avranno mai l'occasione di scendere in campo in partite ufficiali con la maglia giallorossa, e che quindi non conosce praticamente nessuno e pochissimo si sa sul loro conto.
Per la stagione 1933-1934 questi fortunati semisconosciuti sono: Angelo Rotondi (che comunque fa parte della rosa essendo uno dei portieri di riserva insieme a Zucca), Umberto Fonzo, Felice Vanzo (che riesce anche a segnare a Palmi contro la Palmese il gol del momentaneo pareggio) e un certo Re, di cui non si sa praticamente nulla, ma che riesce a farsi fotografare nella partita conclusiva contro il Nizza a cui prenderà parte (nella foto sopra).

07 Maggio 2018: Inserita la pagina di Cagliari-Roma, 36 Giornata di Campionato 2017/2018.
Un tiro, un gol.
Tanto è bastato alla Roma per portare a casa il bottino pieno.
Squadra rivoluzionata, con Capradossi esordiente dell'ultimo momento per via dell'infortunio occorso a Manolas a pochi minuti dall'inizio della partita, Gerson riproposto titolare insieme a Gonalons e Under.
Inevitabilmente squadra un po' scarica mentalmente mentre il Cagliari ha giocato al massimo delle proprie potenzialità: la Serie B per la squadra sarda è sempre più vicina.
Nonostante la grande voglia della squadra rossoblu, i giallorossi hanno sempre dato l'impressione che se volevano affondare, potevano far male alla difesa del Cagliari senza troppi problemi.
Ed infatti nelle uniche due vere azioni offensive giallorosse, alla prima sono andati vicinissimi al gol con Under che si è visto respingere un tiro a botta sicura, e nelle seconda lo stesso Under ha trovato un colpo da biliardo che ha infilato la palla nell'angolo lontano alle spalle di Cragno.
Il resto della partita è stata una lenta agonia per il Cagliari, che le ha tentate tutte (anche grazie ad alcuni svarioni clamorosi della difesa giallorossa) ma ancora una volta Alisson ha dimostrato di essere un grandissimo portiere, chiudendo la porta in faccia in un paio di occasioni agli avversari.
La Roma giocava scarica visti anche i risultati dell'Inter e soprattutto della Lazio nel pomeriggio: con questa vittoria ora ai giallorossi basta appena 1 punto nelle ultime due partite per assicurarsi l'accesso alla Champions League anche il prossimo anno: l'obiettivo minimo stagionale è ormai a portata di mano.

26 Aprile 2018: Inserita la pagina di Roma-Liverpool, Ritorno della Semifinale di Champions League 2017/2018.
Grazie ragazzi, grazie Roma.
Il "miracolo" stavolta non è avvenuto.
L'impresa era improba, e se già contro il Barcellona erano in pochi quelli che potevano credere ad una rimonta impossibile, ancora meno lo erano stavolta contro il Liverpool.
Tutti cercavano dei segni nei numeri a cui potersi attaccare per sperare in qualcosa che avrebbe riscritto la storia del calcio, per intero: chi si attaccava al fatto che già due volte si era verificato il 3-0 in casa in questa Champions League, chi sosteneva che il Liverpool fosse più scarso del barcellona, che addirittura sosteneva che si giocasse il 2 maggio, cioè il 2-5, che era lo stesso risultato che la Roma doveva recuperare.
Di certo c'è stato che lo stadio era anche stavolta stracolmo, nonostante i prezzi esorbitanti, e che ha stabilito il nuovo record di incasso per un evento sportivo in tutta Italia, non solo Roma e non solo per una partita di calcio: ben 5,5 milioni di euro.
Uno stadio grondante tifo, passione, cori, bandiere, speranza.
Speranza purtroppo riposta quasi subito, quando Nainggolan commette un errore imperdonabile che in una partita perfetta non dovrebbe mai accadere: lancia il contropiede inglese, che Mané concretizza al meglio.
0-1 e sogni di gloria svaniti all'istante.
Pochi minuti e la Roma ritorna a sognare: incredibile autogol di Milner, e giallorossi di nuovo a soli 3 gol (come se poi 3 gol fossero pochi...) da Kiev.
Ma un altro errore difensivo (forse causato anche da un fallo non visto su Dzeko?) consegna di nuovo il biglietto per la finale al Liverpool.
1-2 e partita virtualmente finita.
Eppure la Roma sta giocando bene, crea diverse occasioni da gol nonostante Schick, ancora una volta, non sta giocando come dovrebbe, El Shaarawy colpisce l'ennesimo palo stagionale. Certo, dietro un po' si balla, ma è normale così, la squadra è sbilanciata tutta in avanti.
Finisce il primo tempo, ma la gente sugli spalti non molla, vuole almeno uscire a testa alta dallo stadio, vuole almeno portare a casa la vittoria.
E così il secondo tempo comincia sulla falsa riga di come era finito il primo tempo: Roma alla ricerca del gol, Liverpool che cerca di sfruttare i contropiedi offerti.
Il gol del pareggio di Dzeko arriva forse troppo tardi per sperare che possa ancora accadere un miracolo ed arrivare ai supplementari.
Eppure i giallorossi non mollano, continuano a schiacciare gli avversari nella propria trequarti, trova occasioni da gol, alcune clamorose fallite di un soffio, altre incredibilmente fermate e cancellate dall'arbitro: Dzeko sfugge alla difesa avversaria e viene steso dal portiere inglese in area, ma tutto era fermo per un inesistente fuorigioco.
Ancora più clamoroso l'errore del direttore di gara su un tiro a colpo sicuro di El Shaarawy letteralamente parato dal difensore inglese: la palla sarebbe finita in porta, sarebbe stato il 3-2 con ancora molti minuti da giocare e un Liverpool ormai alle corde.
Il 3-2 arriva nel finale grazie ad un perfetto tiro da lontano di Nainggolan che si riscatta così in parte dell'errore ad inizio gara che ha compromesso tutto. e il rigore del definitivo 4-2 arriva ormai a tempo ampiamente scaduto.
Grande Roma, grande partita, grande cavalcata in Champions League.
Ma sia chiaro: questo deve essere solo un punto di partenza. Deve essere finalmente IL punto di partenza per fare una grande Roma.
Bisogna giustamente celebrare tutti ora.
Ma ragionare a mente fredda su quali sono le migliorie da apportare a questa squadra per renderla finalmente una grande d'Europa e non lasciarla rimanere la Cenerentola di questa edizione.
Quei tifosi che ieri l'hanno amata una volta di più se lo meritano.
E non devono rimanere un semplice poster da sfoggiare nei momenti di magra.
La Roma di questa Champions League 2017-2018 è stata grande. Facciamo in modo che diventi ancora più grande.
E, finalmente, vincente.

30 Aprile 2018: Inserita la pagina di Roma-Chievo, 35 Giornata di Campionato 2017/2018.
Tutto pronto.
La Roma vince più o meno agevolmente contro un Chievo pericolante e venuto a Roma a giocarsi le sue possibilità di permanenza in Serie A.
Formazione più o meno rimaneggiata quella giallorossa, con Schick riproposto a destra al fianco di Dzeko e El Shaarawy sulla sinistra: il tridente d'attaco è andato in gol in 4 occasioni realizzando anche gol di pregevole fattura.
Schick sembra essersi (finalmente) scrollato di dosso i problemi (anche di mentalità) che lo attanagliavano, El Shaarawy è apparso finalmente concreto e Dzeko è sempre più sicuro di sè.
Dietro il solo Juan Jesus non è apparso concentrato, tanto da regalare ad inizio secondo tempo un rigore quantomeno inutile che poteva compromettere il buon prosieguo della partita: per fortuna ci ha pensato Alisson a lasciare tutti tranquilli parando il rigore ad Inglese e dando sicurezza al reparto.
La Roma vince e l'Inter perde: ora ci sono ben 4 punti tra i giallorossi e la quinta posizione. Ancora nulla è deciso, ma sicuramente in campionato si possono dormire sonni più tranquilli.
Discorso diverso per la semifinale contro il Liverpool: la Roma è chiamata ad un'impresa, difficilissima. Tutti si appellano al fatto che in questa stagione e contro altre grandi squadre europee la Roma abbia già vinto 3-0 all'Olimpico, il risultato che servirebbe anche stavolta per staccare il biglietto per la finale di Kiev.
Non sarà facile, anzi, quasi impossibile.
L'unica certezza è che i giallorossi ce la metteranno tutta. Di questo si può essere più che sicuri.
E lo stadio pieno proverà a far arrivare i giocatori con il cuore dove, magari, non arriveranno con i piedi...

27 Aprile 2018: Inserite le Amichevoli 1932/1933: Svizzera, Francia, Germania.
Si consolida la formula delle amichevoli pre campionato per far entrare in forma i calciatori e quelle durante l'anno agonistico per mantenerla soprattutto durante le pause dovute alle partite della Nazionale.
Nel precampionato la Roma è impegnata in una breve tournée in Svizzera contro il Losanna prima, fresco campione svizzero, e il Martigny poi, oltre che contro squadre del nord di rango inferiore, quali la Comense, l'Andrea Doria di Genova e il Forlì.
Durante l'anno, invece, disputa partite di allenamento soprattutto con compagini che militano in Serie B, più preparate dal punto di vista atletico ma sicuramente meno tecniche.
A Natale insieme alla Lazio, lo stesso Losanna e il Monaco 1860 disputa il quadrangolare "Coppa Cappelli" che la vedrà vincitrice finale dopo la sfida con la squadra tedesca.
A Febbraio 1933 è la volta di una 4 giorni in Francia, in Costa Azzurra, per disputare due amichevoli contro una formazione mista di Nizza e Cannes.
Qui i giocatori e l'allenatore Kovacs (che nel frattempo ha sostituito Baar dopo la prima sconfitta in assoluto in un derby contro la Lazio), non mantengono un comportamento esemplare tanto che i dirigenti accompagnatori inoltreranno una segnalazione scritta direttamente alla presidenza giallorossa per segnalare gli incresciosi fatti, che si risolveranno, comunque, con un nulla di fatto.
Con il campionato ormai agli sgoccioli, la Roma affronta due volte il Bayern Monaco, prima a Roma e poi in Baviera, contro il quale testa anche i nuovi acquisti argentini per l'anno successivo Scopelli, Stagnaro e Guaita.
Perla rubrica "Questi sconosciuti giallorossi", segnaliamo alcuni giocatori che durante queste amichevoli hanno avuto l'onore di vestire la maglia giallorossa, ma di cui non si è avuta più traccia nel panorama giallorosso (e non solo): Pietro Bresciani, Marcello Pieri, Setti, Tullio Baldazzi e Mario Capecci (questi ultimi due provati nell'ultima amichevole contro il Brescia per visionarli in previsione di un possibile ingaggio. Che non sarà attuato). Nella foto sopra, Sua Eccellenza Arpinati consegna la Coppa Cappelli a Bodini al termine della gara contro il Monaco 1860.

26 Aprile 2018: Inserita la pagina di Liverpool-Roma, Andata della Semifinale di Champions League 2017/2018.
Salah risveglia la Roma.
Al sorteggio, quando dall'urna è uscita l'accoppiata Liverpool-Roma, in molti hanno esultato perché ritenevano i Reds l'avversario più abbordabile.
E forse anche a ragione, dato che le altre due erano il Real Madrid e il Bayern Monaco.
Subito sono partiti paragoni improbabili con la famosa finale di 34 anni fa all'Olimpico e in molti si sono cimentati in poesie dedicate al nonno che non c'è più ma che all'epoca c'era e ha sofferto per quei maledetti rigori, in annunci di rivincite, di vendette.
Tralasciando il fatto che ben poco c'è da vendicare e da paragonare (sono passati troppi anni, un calcio completamente diverso, all'epoca era una finale, oggi appena una semifinale, importante quanto si vuole, ma pur sempre semifinale), la Roma purtroppo ha incontrato la peggiore squadra che le potesse capitare.
Perché per come gioca il Liverpool, con quei giocatori che ha il Liverpool, e per l'entusiasmo creatosi a Roma e nella testa dei giocatori della Roma dopo la leggendaria vittoria contro il Barcellona, c'era ben poco da stare allegri.
L'ex Salah era l'avversario più temuto, e a ragione: non a caso è stato l'autentico protagonista della nettissima vittoria del Liverpool.
Ha umiliato in più occasioni il povero Juan Jesus che sembrava un passante messo lì a caso che non riusciva a tenere il passo dell'egiziano, ha segnato una doppietta, ha servito su piatti d'argento due assist per Manè e Firmino che sono stati, ovviamente, tramutati in gol, è uscito tra gli applausi di tutti dal terreno di gioco, è arrivato a quota 43 gol stagionali, addirittura uno in più Cristiano Ronaldo.
Eppure la Roma era anche partita bene: buona tenuta del campo, pressing alto non asfisiante, difesa alta per mettere in difficoltà gli attaccanti inglesi, clamorosa traversa di Kolarov con un tiro praticamente da fermo.
E poi? E poi il buio.
Forse perché i giallorossi non sono abituati a certe partite, forse perché Anfield ha tirato fuori il meglio di sé e sospinto i propri beniamini alla vittoria, forse perché la tattica adottata da Di Francesco, la stessa che gli ha permesso di eliminare il Barcellona, non è stata la scelta più giusta da adottare.
Fatto sta che i Reds hanno cominciato a correre, e come se correvano, fino all'uscita dal campo dello stesso Salah, quando la partita oramai era già sul 5-0 e tutte le speranze giallorosse richiuse in un cassetto.
Di Francesco cambia qualcosa, come detto forse (FORSE) troppo tardi, rimette la difesa a 4 e complice anche l'uscita di Salahe il ritmo vertiginoso della partita che inevitabilmente va calando, riaggiusta per quello che può la partita.
Di buono c'è che la Roma ha mostrato una buona tenuta atletica anche questa volta nel finale di gara, e ha trovato due reti che perlomeno danno un senso alla gara di ritorno.
Dzeko, che da solo ha fatto reparto mal supportato prima da Under e poi da un inutile Schick, ha trovato il gol dell'1-5 e Perotti poco dopo su calcio di rigore (sacrosanto, nonostante qualcuno sostenga il contrario) ha portato il risultato finale sul 5-2.
Ora mercoledì servirebbe l'ennesimo miracolo e l'ennesima partita leggendaria.
Gisuto sognare, bello crederci, perché già contro il Chelsea e contro il Barcellona la Roma è riuscita a chiudere le partite all'Olimpico sul 3-0. E anche questa volta servirebbe lo stesso risultato per andare a Kiev.
Ma i miracoli sono tali proprio perché accadono raramente e difficilmente così ravvicinati.
Gustiamoci la partita, che sicuramente sarà bella ed emozionante. Applaudiamo i giocatori che ci hanno fatto vivere l'emozionante cavalcata di Champions League.
Ma diamoci appuntamento al prossimo anno per rivivere certe emozioni.
Concentrati sul campionato che ancora non ci dà la sicurezza di parteciparvi anche la prossima stagione.

23 Aprile 2018: Inserita la pagina di Spal-Roma, 34 Giornata di Campionato 2017/2018.
La Roma è pronta.
A quattro giornate dal termine, nulla è deciso in campionato.
La lotta per non retrocedere si è improvvisamente riaccesa, con l'Udinese che continua a perdere terreno e il Crotone che riacquista speranze.
La qualificazione all'Europa League vede l'Atalanta superare il Milan clamorosamente sconfitto in casa dal Benevento ormai in Serie B.
Lo scudetto, fino a poche settimane fa ormai praticamente in mano alla Juventus, con la vittoria del Napoli a Torino fa tremare le gambe ai bianconeri.
E la zona Champions League, in tutto questo, continua ad essere più combattuta che mai.
La Roma sulla carta ha il calendario più semplice, ma con la Juve non più così certa dello scudetto e l'Udinese in bilico, anche il cammino dei giallorossi diventa tortuoso.
Il tutto inserito nel contesto della semifinale di Champions contro il Liverpool.
La Roma contro la Spal oltre ad aver ottenuto un'importante vittoria che permette ai giallorossi di mantenere il terzo posto, ha dimostrato di essere in piena forma psicofisica, a differenza delle ultime due uscite in campionato.
Di Francesco opta per un ampio turnover, facendo esordire anche l'oggetto misterioso Jonathan Silva e riproponendo un tonico (finalmente) Gonalons e una formazione inedita.
Squadra concentrata, che ha corso dal primo al novantesimo minuto, che ha domato praticamente subito gli spallini che comunque hanno necessitàò di fare punti per poter sognare di restare in Serie A.
Anche Schick ha trovato dopo un anno il gol in campionato, nonostante la sua prestazione sia stata ancora una volta insufficiente. Chissà, però, se questo gol ritrovato gli possa dare quello sprint in più necessario a questo finale di stagione.
A partire dalla partita di domani a Liverpool, di fondamentale importanza.
Senza perdere d'occhio, però, la corsa alla Champions League in campionato, che si è riaccesa improvvisamente in questa ultime due giornate: la partecipazione per il prossimo anno passa sempre da qui.
Ma il cuore e la testa, ovviamente, sono tutti all'Anfield...

19 Aprile 2018: Inserita la pagina di Roma-Genoa, 33 Giornata di Campionato 2017/2018.
Roma con la testa altrove.
La qualificazione alla Semifinale di Champions League ha cambiato e scombussolato tutto a Roma e nelle Roma, inutile far finta di niente.
In settimana non si è fatto altro che parlare solo ed esclusivamente della sfida di martedì prossimo contro il Liverpool, che riporta alla mente la Finale di 34 anni fa.
Alle radio, per strada, ovunque: nient'altro che Liverpool.
Le lunghe file ai Roma Store nella speranza di accaparrarsi un biglietto dello stadio e un posto nella storia: tutti i tagliandi terminati nel giro di poche ore.
Liverpool, Liverpool, Liverpool. Un'ossessione.
Ma il campionato di Serie A ancora non è terminato. La partecipazione alla prossima Champions League ancora non è certa. E la qualificazione alla competizione per la Roma passa prevalentemente (esclusivamente) per la Serie A.
La lotta per il terzo e quarto posto è serratissima: l'Inter è dietro, ma non bisogna abbassare la guardia. La Lazio ha saputo reagire all'eliminazione dall'Europa League e a Firenze ha saputo ribaltare un risultato che la vedeva soccombere.
Tutto è ancora da decidere, e bisogna rimanere concentrati anche nelle partite contro il Genoa, la Spal, il Chievo.
Il cammino dei giallorossi è più semplice delle avversarie, ma bisogna vincere. Solo vincere.
Come ieri contro il Genoa: la vittoria è arrivata, ma era evidente che l'ambiente e soprattutto i giocatori non erano del tutto concentrati sulla gara contro i rossoblu.
Per fortuna è arrivato quasi subito il vantaggio segnato da Under e ad inizio ripresa l'autogol di Zukanovic a facilitare il compito.
Ma gli evidenti cali di tensione hanno fatto vivere momenti d'ansia ai tifosi giallorossi che hanno visto Lapadula a tratti indemoniato infilarsi troppo facilmente nella difesa della Roma.
L'ennesimo errore di Gonalons, poi, ha permesso alla squadra di Ballardini di accorciare le distanze e in un paio di occasioni il Genoa è andato vicinissimo al pareggio, che per fortuna non è arrivato.
Sabato ci attende la Spal a Ferrara: cuore e gambe lì, la testa ancora più a Liverpool. Ma i 3 punti devono arrivare comunque. In un modo o nell'altro.

16 Aprile 2018: Inserita la pagina di Lazio-Roma, 32 Giornata di Campionato 2017/2018.
Roma stanca, ma va bene così.
Una delle settimane più belle degli ultimi 91 anni poteva concludersi con la ciliegina sulla torta.
Il colpo di testa di Dzeko a tempo scaduto, però, si va a stampare sulla traversa con Strakosha battuto, e infrange il sogno dei tifosi giallorossi di vincere il derby nel migliore dei modi.
Ma anche il pareggio, a conti fatti, può essere considerato un buon risultato, calcolando che l'Inter non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 contro l'Atalanta e che rimane comunque un punto di vantaggio sui nerazzurri.
Il pareggio, poi, dà quel vantaggio in più alla Roma in virtù della vittoria nel derby d'andata.
Troppe tossine accumulate nel martedì di Champions, troppo scarichi mentalmente e con la testa, forse, già proiettata alla sfida contro il Liverpool.
Ma non bisogna abbassare troppo la guardia in campionato: difficilmente la Roma riuscirà a vincere la Champions League, e quindi la prossima partecipazione alla competizione europea passa esclusivamente per il campionato.
L'Inter, come detto, sembra aver perso l'inerzia, la Lazio al momento non ha lo sprint necessario, ma la Roma deve comunque stare attenta e restare sul pezzo: il calendario dei giallorossi è apparentemente più semplice di quello delle dirette avversarie, ma bisognerà restare concentrati fino a qualificazione acquisita.
Peccato per quella traversa, ma anche per il palo colpito nel primo tempo dall'unico spunto che si ricordi di Bruno Peres: dopo la leggendaria vittoria sul Barcellona, l'eliminazione dalla Champions della Juventus al 96' per merito del Real Madrid (con le conseguenti polemiche "piagnone" di Buffon e co.), con la clamorosa sconfitta della Lazio a Salisburgo e conseguente eliminazione dall'Europa League, la vittoria nel derby sarebbe stata l'ennesima emozione di una settimana da ricordare per molti anni a venire...

11 Aprile 2018: Inserita la pagina di Roma-Barcelona, Ritorno dei Quarti di Finale di Champions League 2017/2018.
Notti di Coppe di Campioni!
È una di quelle sere che chiunque vorrebbe vivere, ma che a non tutti però è permesso.
Una di quelle sere e quelle partite da raccontare ai posteri, ai figli, ai nipoti, come quando da piccoli ci raccontavano le gesta di Giacomo Losi che alza la Coppa delle Fiere, della semifinale di Coppa dei Campioni contro il Dundee United, della vittoria della prima Coppa Italia, o addirittura di Bernardini e Ferraris IV o dello scudetto del 1941.
Esagerato? Per una partita vinta ma che comunque non porta a nessun risultato tangibile?
No, non è esagerato.
Il Barcellona, una delle squadre più titolate e stellate di sempre e anche di adesso, se non la più forte, è stato completamente annientato in campo: impressionante vedere Iniesta che non si capacita di vedere i centrocampisti giallorossi sbucargli da tutte le parti e rubargli il pallone con estrema decisione, vedere Messi non strusciare praticamente un pallone, e finalmente una squadra compatta, decisa, convinta, aggressiva su ogni pallone dal primo al novantacinquesimo minuto.
Il gol iniziale di Dzeko ha reso possibile l'impossibile: il 4-1 dell'andata era un risultato troppo pesante per essere ribaltato già contro una squadra normale, ma contro il Barcellona proprio no. Non è un risultato concepibile per chiunque.
Forse neanche i 60.000 presenti all'Olimpico potevano credere a tanto.
Ma dopo il gol del vantaggio non solo non c'è stata una reazione degli spagnoli, ma la Roma ha continuato ad aggredire gli avversari su ogni pallone, su ogni secondo pallone a centrocampo che di solito, in altre partite, è sempre preda degli avversari.
Il primo tempo si chiude con un risultato che già poteva rendere felici in molti.
Ma nella ripresa si materializza la leggenda: il rigore netto su Dzeko (che solo l'arbitro non ha visto prima e non ha ritenuto da espulsione poi...) realizzato con estrema freddezza da De Rossi mette i brividi anche agli spagnoli, che non hanno la forza di reagire.
La calma professata da Di Francesco è sintomatica di quanto sia stata preparata con cura questa partita, in ogni dettaglio.
E poi a 10 minuti dalla fine accade veramente quello che manda questa squadra di diritto nella leggenda della storia giallorossa: Under batte un calcio d'angolo, Manolas la spizza quel tanto che basta per mandare il pallone in rete e far crollare l'Olimpico. Tutti a correre verso non si sa bene cosa, mani nei capelli, lacrime agli occhi braccia al cielo, urla di gioia fuori dal normale.
Lacrime di gioia che hanno continuato a scorrere anche al fischio finale dell'arbitro: un'emozione troppo grande da descrivere, troppo grande per poter credere che sia veramente accaduta.
Un'emozione da raccontare ai posteri. La Roma leggendaria.

10 Aprile 2018: Inserite le Amichevoli 1931/1932: poche amichevoli di prestigio.
La lunga stagione 1931-1932 (iniziata a luglio 1931 e conclusasi 12 mesi dopo...), vede la Roma svolgere tanti veri e propri allenamenti a porte aperte più che amichevoli di un certo valore.
La società giallorossa, così, può provare in prima squadra degli elementi che di solito giocano con la squadra B o con gli Allievi e testarne le capacità.
È il caso di Gino Brenco e Aldo Giannini (due veri e propri acquisti) che comunque non avranno la possibilità di scendere in campo in partite ufficiali o di Bonacciosi, Guelmazzi, Antomarchi e Fanelli che hanno tutti l'occasione di mettersi in mostra, chi più chi meno, calcando almeno per una volta nella vita il terreno di Campo Testaccio.
Gli avversari spesso sono solo degli sparring partner o, per dirlo con la nomenclatura d'epoca, delle squadre "allenatrici": Ostiense, Ivrea Bagnolese, Testaccio, Juventus Arezzo durante il precampionato, ma anche Forza e Coraggio di Avezzano, Gladiator di Santa Maria Capua Vetere, Ottavo Genio (squadra militare) con risultati, spesso, anche difficili da riportare nel tabellino. Su tutti il 17-5 contro l'Anzio.
Una sola amichevole internazionale, allo Stadio Littoriale di Bologna contro l'Old Boys di Basilea.
Infine si conclude la Coppa Fornari, che doveva avere un percorso ben diverso da quello poi svolto, che contrappone le finalisti Roma e Lazio: i biancoazzurri, dopo aver perso entrambi i derby di campionato, si riscattano violando il Campo Testaccio e vincendo per 3-0.
La stagione, infine, si conclude a Milano contro l'Ambrosiana Inter il 3 Luglio 1932: finisce 3-3 e l'ultimo gol stagionale lo segna Fasanelli.
Nella foto, Masetti si intrattiene con Bossi e Ferrari nell'intervallo dell'amichevole disputata a Campo Testaccio contro il Lecce.

09 Marzo 2018: Inserita la pagina di Roma-Fiorentina, 31 Giornata di Campionato 2017/2018.
Ancora una sconfitta in casa, ancora una brutta prova dei giallorossi.
Come se non bastasse, la Lazio continua a vincere (e meno male che altrettanto non fa l'Inter...) e aggancia la Roma al terzo posto in classifica: ora il derby di domenica prossima sarà ancora più decisivo per le sorti Champions.
Di Francesco decide di schierare una Roma rimaneggiata, lasciando alcuni titolari in panchina in vista del ritorno di Champions League contro il Barcellona: era veramente necessario? Non si era detto, Dzeko per primo, che la futura Champions passava esclusivamente per la qualificazione in campionato e non per il ritorno di martedì?
Oggettivamente, la partita contro il Barcellona sarà più una bella passerella europea che altro, difficile se non impossibile ipotizzare una "remuntada" dei giallorossi contro il blaugrana.
E allora perché non schierare la formazione migliore contro i viola che poteva permettere di allungare sull'Inter e tenere a bada la Lazio?
Perché schierare ancora in squadra gente come Gonalons, Defrel e Bruno Peres che è ormai chiaro che non hanno più la testa per giocare in questa squadra?
Tutto ciò condito dalla cronica mancanza di lucidità sotto porta (insieme ad un pizzico, molto grande in realtà, di sfortuna...) che non fa segnare i giocatori della Roma neanche se spingesserò il pallone con le mani.
Schick ancora una volta non pervenuto, Bruno Peres che entra in maniera decisiva nella carambola che rimette in gioco Simeone (dopo la spallata di Manolas) nel gol del 2-0 viola, Nainggolan che solo davanti a Sportiello decide di giocare a tiro al bersaglio, un paio di traverse, un palo.
A questa squadra manca molto. Giocatori, mentalità, orgoglio, capacità, lucidità.
Ma soprattutto lavoro. Pare (PARE) che ultimamente se ne sia accorto lo stesso Di Francesco.
Peccato, però, che la stagione ormai sia giunta praticamente al termine. E ci si ritrova a parlare sempre, sempre, degli stessi problemi.

05 Aprile 2018: Inserita la pagina di Barcelona-Roma, Andata dei Quarti di Finale di Champions League 2017/2018.
Due autogol affondano la Roma.
È un vero peccato, perché la Roma ci ha provato fino all'ultimo e fino all'ultimo non ha demeritato.
Il pronostico era abbondantemente schiacciante a favare del Barcellona, indubbiamente squadra più forte nei singoli e nel complessivo, e proprio per questo quello che per tutto il primo tempo era riuscito a fare la squadra giallorossa già poteva far quasi gridare al "miracolo", anche se di miracoloso c'era ben poco, perché Di Francesco aveva schierato in campo una squadra corta, accorta, concentrata, che fin dall'inizio era riuscita a tenere a bada non solo Messi, autentico spauracchio dell'attacco blaugrana, ma l'intero reparto offensivo della squadra catalana.
Certo, qualche limpida occasione gli spagnoli ce l'hanno pure avuta, ma era inevitabile oltre che scontato.
Tutt'altro che scontato, invece, era il fatto che anche la Roma potesse impensierire la difesa avversaria. E invece in più di un'occasione i giallorossi sono andati vicino al colpaccio, in particolare con Dzeko sul quale non è stato sanzionato un evidente fallo da rigore e che poteva, forse, cambiare le sorti della partita.
Altro episodio chiave la punizione dal limite che, forse, poteva essere anch'essa un calcio di rigore: le immagini comunque chiariscono poco.
L'unica cosa certa è la maldestra esecuzione della stessa da parte di Pellegrini (perché lui?) che poteva lasciare il compito a Kolarov appostato accanto a lui.
Se poi oltre al fatto di incontrare una tra le squadre più forti d'Europa ci si aggiunge anche la clamorosa sfortuna che ha perseguitato la Roma facendo siglare prima a De Rossi e successivamente a Manolas due autogol imparabili (dopo un'altrettanto clamoroso errore di Perotti ad inizio ripresa che poteva ristabilire il pareggio), il risultato finale non può che essere scontato.
Poteva anche andare peggio, certo, perché dopo il secondo gol la Roma sbanda paurosamente, e il Barcellona rischia di dilagare.
Dzeko con un colpo improvviso riapre le speranze non tanto ad un possibile passaggio del turno, quanto ad una partita di ritorno che poteva avere un senso maggiore, ma ci pensa il neoentrato Gonalons a regalare il più facile degli assist al gol di Suarez che chiude i conti.
Peccato. Poteva essere una mattanza, e non lo è stata.
Ma, con un pizzico di fortuna in più, poteva essere una serata da ricordare. Invece così lascia un forte sapore amaro in bocca...

27 Marzo 2018: Inserite le Amichevoli 1930/1931: continuano le amichevoli-allenamenti.
Anche nella stagione 1930-1931, la Roma disputa diverse partite "amichevoli" sopratutto per allenare i propri giocatori durante le pause del campionato dovute agli impegni della Nazionale.
La novità riguarda alcune amichevoli disputate prima dell'inizio del campionato, una sorta di partite durante il ritiro per verificare lo stato di forma degli atleti.
Si disputa, così, la "Coppa Fornari", o almeno il suo inizio, che doveva essere svolta in maniera differente da quanto invece poi verrà dispustata.
Altre due amichevoli internazionali, stavolta entrambe al Campo Testaccio: la prima contro lo Slavia Sofia (già incontrato l'anno prima) e l'Admira Wien a capodanno: gli austriaci violeranno il glorioso campo giallorosso.
C'è poi da segnalare il derby contro la Lazio disputato per beneficenza a favore delle opere assistenziali del Partito Nazionale Fascista: il campo di battaglia torna ad essere lo Stadio del Partito Nazionale Fascista e il risultato finale sarà un trionfo dei giallorossi, un 4-1 che non ammette replica e che dimostra ancora di più a chi continua a snobbarli (su tutti Il Messaggero, che spesso riporta le amichevoli della Lazio ma non menziona quasi mai la Roma) che la squadra giallorossa è ormai entrata di diritto nel novero delle "grandi" squadre italiane.
Infine segnaliamo altri giocatori perlopiù sconosciuti che grazie a queste amichevoli hanno potuto indossare la maglia giallorossa ed essere eroi anche solo per un giorno: Piero Triboulet (che sia forse il fratello di Napoleone Triboulet? Chissà...) e Armando Arnaldo Ricci (in forza alla squadra "B" della Roma, l'odierna Primavera) e infine Eugenio Castellucci, l'italo-argentino provato con pessimi risultati proprio nel derby amichevole e scartato senza troppi ripensamenti.
Castellucci si accorda così con la Juventus e, ironia della sorte, con i bianconeri vince lo scudetto proprio davanti alla Roma seconda classificata.
Nella foto, una bella uscita di Masetti nel derby di beneficenza contro la Lazio.

31 Marzo 2018: Inserita la pagina di Bologna-Roma, 30 Giornata di Campionato 2017/2018.
Occasione sprecata.
L'occasione era ghiotta e la Roma se l'è fatta sfuggire così.
Era importante vincere a Bologna per tenere a distanza di sicurezza l'Inter e la Lazio, che ovviamente hanno fatto il loro contro le ultime due della classifica.
E invece dopo un avvio più che promettente, una volta infortunatosi Nainggolan, la formazione giallorossa è letteralmente sparita, sovrastata a centrocampo dal Bologna che passa addirittura in vantaggio con un gol viziato da un fallo di mano.
Ma il problema vero è che la Roma non riesce mai a recuperare non tanto il risultato, ma proprio il filo logico del gioco.
Strootman fortemente fuori fase, Gerson che subentrato a Nainggolan sembra un pesce fuor d'acqua e soprattutto Schick: l'attaccante della Roma ancora una volta è apparso svogliato, senza la giusta concentrazione e cattiveria agonistica che ci si aspetterebbe da lui, che partecipa poco alla manovra e ancor meno si fa trovare pronto sotto porta, sempre in ritardo o fuori posizione in area.
Non a caso, quando nella ripresa un arrabbiatissimo Di Francesco inserisce Dzeko, al bosniaco bastano pochi minuti per entrare in partita e segnare il gol del pareggio: su una delle poche azioni offensive riuscite a Perotti, Dzeko si posiziona sul primo palo (cosa che Schick praticamente non ha fatto mai per l'intera partita) e ancticipa l'intervento del difensore bolognese e di Santurro. 1-1 e sintomo più che evidente che la Roma in questo momento non può prescindere da lui.
Domani i giallorossi sono chiamati ad una durissima partita al Camp Nou contro il Barcellona: la speranza è che la partita sia innanzitutto segnata da un atteggiamento diverso da parte dei giocatori (e su questo ci sono pochi dubbi) e che, magari, anche il risultato finale possa essere se non proprio favorevole perlomeno non troppo pesante per la squadra giallorossa.
Già in passato la Roma ha dimostrato di poter stupire i propri tifosi e le squadre avversarie. Chissà che non le riesca anche questa volta...

27 Marzo 2018: Inserite le Amichevoli 1929/1930: Campo Testaccio.
La Roma ha bisogno di una nuova casa, e la dirigenza decide di costruire il glorioso Campo Testaccio.
Il nuovo stadio è quasi sempre pieno (nonostante già all'epoca in alcune partite i tifosi e la stampa contesteranno i prezzi alti) e anche per le "amichevoli di allenamento" spesso vengono invitati i tifosi a riempire gli spalti.
Amichevoli sempre più internazionali: arrivano a Roma gli austriaci del First Vienna e gli ungheresi del III. Keruleti di Budapest, che sarà la prima squadra in assoluto ad espugnare il fortino giallorosso.
Ancora una volta ad indossare la maglia della Roma approdano alcuni giocatori delle giovanili, di cui purtroppo si hanno poche, pochissime notizie.
È il caso di Angelo Sesia e Napoleone Triboulet, giocatori che scendono in campo proprio contro gli ungheresi e di cui non si sa nulla, se non che stessero svolgendo il servizio militare a Roma in quegli anni.
Purtroppo anche i giornali dell'epoca difficilmente riportavano le notizie sulle amichevoli e quindi i tabellini sono praticamente introvabili, al massimo vengono riportate poche righe con notizie frammentarie.
Ma la ricerca delle origini e l'approfondimento della storia giallorossa continua...
Nella foto, la Roma prima dell'amichevole contro la Maceratese in posa con Italo Foschi (sulla destra) e suo fratello Vittorugo (sulla sinistra).

20 Marzo 2018: Inserite le Amichevoli 1928/1929: la Roma esce dai confini.
Il calcio in Italia sta diventando sempre più importante, ed anche all'estero cominciano ad osservare le squadre del Belpaese.
Si susseguono così, tra una partita della Nazionale e un'altra, le amichevoli internazionali sul suolo italico, alle quali vogliono prendere parte non solo squadre europee, ma anche formazioni d'oltreoceano.
E così, quando il Barracas Central di Buenos Aires arriva in Italia per una tournée, anche la Roma organizza un'amichevole di prestigio allo Stadio Nazionale del Partito Nazionale Fascista.
In questa partita i dirigenti giallorossi restano colpiti da un certo Landolfi, giocatore argentino con origini italiane. Ne restano talmente colpiti che chiedono, e ottengono, il prestito del giocatore al Barracas Central per la successiva amichevole, stavolta oltre i confini italiani: la prima trasferta internazionale della Roma viene disputata a Parigi, allo Stade Buffalo, contro il Club Français, all'epoca squadra di punta del calcio transalpino.
La Roma in quella trasferta sbanca Parigi vincendo per ben 5-0, con un gol dello stesso Landolfi.
La Roma spera di tesserarlo definitivamente, ma l'operazione non va in porto. E così di questo misterioso Landolfi non resterà traccia negli annali giallorossi...
Nella foto, la Roma scesa in campo nell'amichevole contro il Barracas Central.

19 Marzo 2018: Inserita la pagina di Crotone-Roma, 29 Giornata di Campionato 2017/2018.
Vince ancora la Roma.
Si arriva all'ultima (ennesima) sosta di campionato con la certezza del terzo posto consolidato.
Merito di una squadra definitivamente uscita dalla crisi che l'ha colpita per tutto l'inverno e che ora, con l'avvicinarsi della primavera, pare essere solo un lontano ricordo.
Non tutto è definitivamente cancellato, sia chiaro. Anche contro il Crotone ci sono stati dei passaggi a vuoto e dei momenti di amnesia da parte di alcuni giocatori: imperdonabile l'errore di Fazio, che poteva portare al pareggio di Trotta se non fosse stato per un grande intervento di Alisson, o i soliti giri a vuoto di Bruno Peres, sempre più pesce fuor d'acqua in questa squadra.
Ma con un paio di strigliate di Di Francesco date al momento giusto, la squadra si è scossa e ha tirato fuori quelle giocate necessarie per portare a casa i tre punti necessari per tenere a debita distanza il ritorno di fiamma dell'Inter (la Lazio al momento è a distanza di sicurezza).
Come spesso accaduto in questa stagione, una volta trovato il vantaggio la Roma si è liberata delle paure e ha cominciato a giocare con più scioltezza, creando diverse occasioni per raddoppiare e concedendo davvero poco, se non, come detto, qualcosa per colpa di errori di singoli.
Ma ancora una volta Alisson ha chiuso la partita con la porta inviolata. Ed è proprio questa la novità di questa stagione: una solidità difensiva come poche volte negli ultimi anni si è avuta, con un portiere che al momento se non è il migliore al mondo poco ci manca, che compie delle parate importanti e dà solidità a tutto il reparto.
Ora arriva la sosta, che in questa stagione non sempre ha portato risultati positivi alla ripresa, con la speranza che i giallorossi rientrino carichi per la conclusione della stagione, che li vedrà impegnati anche nel doppio scontro con il Barcellona nei quarti di Champions League.

17 Marzo 2018: Inserita una nuova sezione del sito: le Amichevoli.
Boros, Heger, Padoan, Sbrana.
Chi sono costoro? Che c'entrano con la storia della Roma?
Loro, e molti altri come vedremo in futuro, sono alcuni dei giocatori che non hanno mai fatto parte di formazioni ufficiali con la Roma, che non sono mai scesi in campo né in campionato né in nessun'altra competizione "ufficialmente" riconosciuta, né tantomeno hanno seduto in panchina in quelle competizioni.
Ma hanno avuto comunque chi la fortuna, chi (come questi quattro appena menzionati) il merito di aver vestito la gloriosa maglia giallorossa nella partite amichevoli, prima dell'inizio delle stagioni oppure durante o subito dopo.
Questi quattro in particolare sono scesi in campo nelle prime due assolute uscite della neonata Roma.
Provenivano tutti da squadre che hanno partecipato alla fusione che ha dato vita alla Associazione Sportiva Roma (Fortitudo, Alba e F.B.C. Roma) oppure (come Padoan) non si sa bene da dove (si hanno ben poche notizie anche sui giornali dell'epoca, dove il calcio cominciava ad affacciarsi prepotentemente nella cronaca nazionale).
Ad ogni modo, in questa nuova sezione "Amichevoli" che vedrà luce in ogni stagione, a partire dalla 1927-1928, permetterà agli amatori del genere di scoprire alcune notizie "nascoste" della Roma, alcune partite perse nella memoria, e dare risalto a quei giocatori che non hanno avuto abbastanza fortuna di farsi notare dal grande pubblico.
Sperando di farvi scoprire aneddoti ed emozionarvi come io mi sono emozionato alla ricerca di tali storie...
Nella foto inaugurale, potete ammirare il primo gol in assolutao segnato dalla Roma nell'amichevole contro l'U.T.E., siglato da Cappa.

14 Marzo 2018: Inserita la pagina di Roma-Sachtar, Ritorno degli Ottavi di Finale di Champions League 2017/2018.
Tra le prime 8 d'Europa.
E alla fine sì, dobbiamo ringraziare quell'intervento miracoloso di Bruno Peres nella partita d'andata.
Una Roma a tratti d'altri tempi, che nel primo tempo faceva fatica ad uscire dalla propria tre quarti ma che comunque riusciva a contenere i palleggi degli avversari, che tentava di spaventare la difesa avversaria con delle folate offensive senza troppa convinzione ma che nel frattempo non concedeva neanche un tiro in porta agli attaccanti ucraini.
Di Francesco in ogni momento predicava calma e si arrabbiava molto quando il pallone tra i piedi dei suoi sembrava scottasse... E come poteva non scottare? La posta in palio era altissima, i giallorossi erano chiamati a ribaltare il risultato dell'andata, in cui forse avevano buttato via un risultato già acquisito, per la troppa ansia.
Ma la calma predicata da Di Francesco alla fine ha dato i suoi frutti: alla prima occasione limpida lasciata dalla difesa avversaria, Strootman imbuca benissimo per la corsa di Dzeko e il bosniaco non sbaglia.
1-0 e partita che cambia di colpo.
Lo Shakhtar non riesce più a palleggiare in scioltezza, e la Roma accumula occasioni per raddoppiare: prima con Perotti che però è troppo molle, poi con due occasioni ancora per Dzeko (una fuori di un niente e un'altra sparata alle stelle dopo una corsa di 50 metri), infine anche con l'incredulo Gerson che solo in area invece di tirare di prima intenzione di destro perde tempo a sistemarsi il pallone sul sinistro per poi tirare malamente e senza convizione.
Come se non bastasse, arriva anche l'espulsione di uno dei due centrali della difesa ucraina a facilitare le cose.
Ma qui cambia nuovamente la partita: mancano 10 minuti al termine e i giallorossi sembrano avere il classico "braccetto corto" e la paura di non farcela si fa sempre più pressante.
Lo Shakhtar riprende fiato e mette alle corde i giallorossi e le coronarie dei tifosi, senza comunque riuscire mai a tirare verso lo specchio di Alisson.
L'arbitro fischia la fine: è tripudio giallorosso.
Come ha detto a fine gara Dzeko, la Roma è tra le prime 8 in Europa e se le altre sono forti, inevitabilmente lo è anche la Roma.
Godiamoci questo (piccolo) momento di gloria in attesa di scoprire chi ci sarà nel prossimo futuro giallorosso.

12 Marzo 2018: Inserita la pagina di Roma-Torino, 28 Giornata di Campionato 2017/2018.
Roma dai due volti.
Con la testa inevitabilmente rivolta alla partita di Champions Leauge di martedì, la Roma offre una prestazione dalla doppia interpretazione.
Attendista e rinunciataria nel primo tempo, quando sembrava essere tornata la "Rometta" di qualche domenica fa, che non pareva aver voglia di giocare e non riusciva a racimolare neanche una minima azione da gol.
Cosa che invece al Torino riusciva benissimo, mettendo in più di un'occasione in seria difficoltà la difesa giallorossa salvata in almeno due occasioni dal solito Alisson, manco a dirlo.
Ad ogni modo i giallorossi riuscivano a tener botta e a chiudere il primo tempo senza troppi patemi d'animo, e nella ripresa si ripresentava in veste completamente diversa.
Aggressiva sui palloni, concentrata, vogliosa di far risultato.
E, soprattutto, con spinta sulle gambe e fiato da vendere.
Emblematico in questo senso, il terzo gol segnato da Pellegrini su classica azione di contropiede con il Torino tutto sbilanciato in avanti: nonostante si fosse oltre il 90' i giallorossi sono partiti in un'azione 5 contro 4 e hanno corso tutti e 5 fino alla stoccata finale di Pellegrini, che suggella così un rotondo 3-0 che non ammette repliche.
Archiviata questa partita, che sancisce il ritorno in pianta stabile al terzo posto in classifica, viste i concomitanti pareggi di Lazio e Inter (che comunque devono recuperare una partita), si può gardare con fiducia verso la gara contro lo Shakhtar.
I giallorossi hanno i mezzi per poter passare il turno, e sarebbe un evento eccezionale.
In attesa e nella speranza che questa eccezionalità, prima o poi, diventi una prassi...

04 Marzo 2018: Inserita la pagina di Napoli-Roma, 27 Giornata di Campionato 2017/2018.
Roma vecchie maniere.
In molti davano la Roma per spacciata al San Paolo contro il Napoli.
La squadra partenopea veniva da 10 vittorie consecutive in campionato, prima in classifica, il sogno scudetto che si respira tra le strade napoletane, mentre la Roma veniva da due cocenti e brutte sconfitte (contro lo Shakhtar in Champions e il Milan in Campionato), tante polemiche in settimana, Di Francesco che in conferenza stampa pregara aveva ribadito che è lui ad avere in pugno lo spogliatoio e non il contrario.
Le premesse per una nuova debacle in casa giallorossa c'erano tutte.
E dopo appena 6 minuti Insigne portava addirittura in vantaggio il Napoli. Tutto come previsto, quindi.
E invece no. Perché Under dopo appena un minuto pareggia il conto tra lo stupore generale (anche del telecronista Sky, che ci mette un po' a capire che il gol è regolare... a proposito: sempre azzeccata la scelta del commento tecnico affidata a Marchegiani... mai una volta che fosse obiettivo...), e la Roma non si fa intimorire troppo dalle folate offensive dei partenopei e di Insigne in primis.
Anzi, la Roma finalmente forte nel suo centrocampo ritrovato, lascia spazio alle giocate avversarie, ma colpisce con estrema efficacia quando questi sbagliano. E così su una splendida azione corale arriva il raddoppio siglato da un imperioso stacco di testa di Dzeko che ritrova gol, convinzione, giocate in una sola partita.
Il Napoli è alle corde, la Roma a tratti pare assoluta padrona del campo, e continua a punire una squadra che nel morale è profondamente colpita.
Ed ecco che Dzeko si inventa un gol da cineteca, mettendo a sedere un frastornato Mario Rui (ve lo ricordate?) e con un sinistro a giro colpisce ancora e infine anche Perotti partecipa al festival del gol, grazie ad un perfetto assist di Mario Rui (ancora lui...) in piena area di rigore.
Il resto è accademia, in pochi si accorgono del gol allo scadere di Mertens (tranne Di Francesco: lui se n'è accorto eccome) tutto il San Paolo nonostante la sconfitta che può valere lo scudetto ad applaudire i propri beniamini...
Purtroppo scene del genere a Roma ne abbiamo viste fin troppe: gli altri esultano per la vittoria, e noi applaudiamo e cantiamo per quello che poteva essere e non è stato...
Lazio nuovamente scavalcata, terzo posto consolidato e sopratutto morale ritrovato per la Roma, che ora guarda al futuro con più ottimismo.
Arriva poi in mattinata la notizia dell'improvvisa morte di Davide Astori, capitano della Fiorentina ed ex calciatore giallorosso, a fermare giustamente il resto della Serie A.
Il "Calcio Moderno", purtroppo, è anche questo: ci sono in questo momento squadre con due partite in meno (Atalanta) e quasi tutte le altre che non hanno idea di quando si recupererà questa giornata.
Falsando ancora di più, se mai ci fosse stato qualche dubbio a tal proposito, il campionato.

26 Febbraio 2018: Inserita la pagina di Roma-Milan, 26 Giornata di Campionato 2017/2018.
La Roma resta di ghiaccio.
Se non è stata la peggiore Roma della stagione, poco ci manca.
Il peggior Milan degli ultimi anni, talmente peggiore da essere allenato da Gattuso, non proprio un novello Sacchi.
E proprio questo piccolo, piccolo Milan allenato da Gattuso, è arrivato a Roma a passeggiare sulle spoglie della squadra giallorossa allenata da Di Francesco.
Di Francesco che indubbiamente ha le sue colpe: colpe nello schierare una formazione iniziale fin troppo modificata negli uomini, colpe nel non essere stato in grado (forse) di dare le giuste motivazioni in vista di questi importantissimi impegni stagionali, colpe di aver ritardato alcuni cambi in corsa quando la partita si stava mettendo male, colpe di aver sbagliato i cambi in corsa.
Ma soprattutto, colpe a fine gara ad addossarsi la quasi totalità delle colpe di fronte ai suoi giocatori, dando loro ulteriori alibi a cui attaccarsi.
La realtà invece è dice che questi presunti campioni (campioni di cosa ancora è da capire, dato che molti di loro non hanno vinto proprio nulla) davanti alle primi difficoltà mostrano tutti i loro limiti caratteriali e di personalità.
Sorvolando su alcuni di loro che ormai sono dei veri e propri ex giocatori (Bruno Peres non è più presentabile su un campo di gioco, è oltremodo oltraggioso continuare anche solo a convolcarlo), ci sono alcuni degli altri che si nascondono dietro l'avversario quando le partite si mettono male.
Ieri contro il Milan le ribattute delle difese venivano sempre e costantemente controllate dai giocatori rossoneri, il più delle volte il pallone tra i piedi dei giocatori della Roma scottava e si preferiva il lancio lungo o dalla tre quarti, oppure il semplice passaggio all'indietro, Perotti non salta più un uomo neanche contro i birilli, Schick è un elemento estraneo al resto della squadra, Kolarov è in vacanza da mesi, Strootman e Nainggolan lontani parenti dei giocatori che fino a pochi mesi fa non si dovevano assolutamente mettere sul mercato perché uomini chiave del centrocampo romanista.
Emblematica un'azione a centrocampo nel secondo tempo quando già si era sotto di un gol. Il solito Manolas non sapeva cosa fare col pallone tra i piedi, lascia la palla a Fazio, Bruno Peres libero sulla destra si sbraccia per ricevere il pallone, che dopo un po' gli arriva e lui, dopo averla attesa con bramosia, la stoppa e la ripassa indietro allo stesso Manolas.
Di Francesco ha le sue colpe, è indubbio. Ma dare ulteriori alibi a questi giocatori no, non è possibile.
È ora che chi si deve prendere delle responsabilità se le prenda. Altrimenti quest'estate vivremo un'altra stagione di passione sul mercato.
Sperando, però, di valutare i giocatori per quello che effettivamente sono. Non per quello che noi vorremmo che fossero.

22 Febbraio 2018: Inserita la pagina di Sachtar-Roma, Andata degli Ottavi di Finale di Champions League 2017/2018.
Under e Alisson non bastano.
Peccato, perché poteva essere e non è stato.
Il primo tempo della partita contro lo Shakhtar, oltre al risultato positivo, si era concluso lasciando nell'aria una buona impressione della Roma e tutto faceva pensare in una buona conclusione del match.
Gli ucraini avevano provato ad impensierei in qualche modo la difesa giallorossa, ma oltre ad un paio di incursioni infruttuose non avevano creato troppo allarmismo tra le maglie romaniste.
E pian piano il gioco della Roma era uscito fuori, grazie soprattutto agli "strappi" di Under, che prima ha provato a lanciare i compagni e poi si è proposto su uno splendido assist di Dzeko e realizza il gol del vantaggio, diventando così il secondo più giovane giallorosso a segnare un gol in Champions (dietro Cassano).
Il secondo tempo, invece, è ancora una volta un incubo, come troppo spesso è accaduto nel recente passato.
La Roma entra molla in campo, Florenzi (sceso in campo in condizioni non ottimali) non riesce più ad arginare gli avversari e proprio da un suo clamoroso errore a centrocampo su lancio chilometrico della difesa avversaria arriva il gol del pareggio ucraino.
A questo punto la Roma sparisce del tutto, e solo un grande Alisson evita che lo Shakhtar vada in goleada: due interventi su tutti ricacciano in gola l'urlo del gol ai tifosi di casa.
Kolarov non ne ha più da tempo, Strootman torna a giocare a nascondino e la Roma non riesce più ad uscire dalla propria tre quarti.
Di Francesco, forse con colpevole ritardo, prova a cambiare qualcosa inserendo Gerson, Bruno Peres e Defrel, ma il risultato non cambia. Anzi, cambia a favore dello Shakhtar, che nel frattempo è riuscito a ribaltare il risultato.
All'ultimo secondo, l'episodio che potrebbe essere un segnale: Alisson battuto, tiro a botta sicura da pochi metri con Bruno Peres sdraiato sulla linea di porta che ha l'istinto di tirare su la gamba. Il pallone sbatte sul piede e si impenna uscendo fuori.
Chissà che al ritorno non si debba ringrziare proprio il brasiliano per questo suo intervento...

21 Febbraio 2018: Inserita la Stagione 1944/1945.
La guerra volge al termine.
Gli Alletai hanno praticamente in mano le sorti della Guerra e l'Italia è ancora un importante campo di battaglia.
Il suolo italiana versa in condizioni pessime, ma nonostante tutto la popolazione cerca di tirare avanti e lo sport è un motivo importantissimo di distrazione, tanto che gli stessi inglesi organizzano partite tra soldati e compagini locali.
La speranza che si torni presto alla normalità è forte, e continuano così ad essere organizzati dei tornei a carattere regionale nell'attesa che finisca la guerra e si possa riprendere un torneo Nazionale.
Nel Lazio tarda a partire anche il Campionato Romano di Guerra, così il Comitato Regionale Laziale organizza dapprima una "Coppa Città di Roma": due gironi da 4 squadre le cui prime classificate, poi si contenderanno la Coppa disputando Semifinali e Finale.
La Roma vince questo torneo dapprima vincendo un po' a fatica il proprio girone e poi battendo in Semifinale il Trastevere e poi in Finale la M.A.T.E.R. (che a sua volta aveva eliminato la Lazio).
A fine '44 parte così il Campionato Romano di Guerra, che vedrà stradominare la Roma sulla Lazio e sulla rivelazione Ala Italiana: la squadra giallorossa segna gol a raffica, ritrovando Amadei ma purtroppo, perdendo per sempre Mario Forlivesi, stroncato da una meningite fulminante all'inizio del girone di ritorno, dopo aver disputato la sua prima partita stagionale due domeniche prima e, tanto per cambiare, segnare il suo ultimo gol.
La Roma vincitrice del torneo, così come la Lazio e l'Ala Italiana, rispettivamente seconda e terza classificata, dovevano partecipare poi ad un Girone Nazionale con le vincitrici dei rispettivi Campionato Regionali, che però non verrà mai svolto in quanto le difficoltà per organizzarlo si riveleranno insormontabili, nonostante le vicende della Guerra siano ormai terminate ed anche quel che rimaneva della dittatura fascista di Mussolini cancellato per sempre.
La Roma si prende la briga, come l'anno precedente, di organizzare il "Torneo a Quattro", stavolta invitando due squadre extraregionali: oltre alla Roma e alla Lazio, infatti, vi partecipano anche il Pro Livorno e la Fiorentina.
Ma la squadra giallorossa, quest'anno, è troppo forte per chiunque: anche questo torneo, come i due precedenti, vedono trionfare i colori giallorossi.
La guerra è finita, l'Italia e i romani hanno voglia di tornare alla normalità.
Per i tifosi giallorossi vedere la propria squadra vincere contro chiunque è un motivo in più per avere speranza nel futuro...

19 Febbraio 2018: Inserita la pagina di Udinese-Roma, 25 Giornata di Campionato 2017/2018.
La Roma vola col turco.
Ultimamente si fa sempre più insistente la voce della possibile partnership tra la Roma e la compagnia aerea Turkish Airline.
Ma la Roma di questo ultimo periodo ha già (ri)messo le ali proprio grazie al suo piccolo turco in rosa: Cengiz Under anche contro l'Udinese ha sfoggiato una prestazione superlativa e un gol da cineteca, una "sassata" quasi da fermo che ha sorpreso il pur bravo Bizzarri.
Ma è tutta la Roma che comunque sembra aver ripreso coscienza dei propri mezzi, che sa soffrire quando c'è da soffrire (il primo tempo dell'Udinese è stato tutt'altro che remissivo) e sa uscire e colpire quando l'avversario offre il fianco.
Menzione d'onore, poi, per il migliore acquisto della Roma degli ultimi tempi: Alisson si sta rivelando un portiere eccellente, il tipico portiere che fa parate da 3 punti, che vale tanto quanto un attaccante di razza.
Quello che più colpisce del portiere brasiliano, non sono tanto le sue parate (che come detto sono decisive), ma il suo perfetto senso della posizione, il suo saper giocare qualche metro avanti per anticipare le giocate avversarie (e gli errori dei compagni, come quello di Juan Jesus che stava regalando palla a Perica), oltre che i perfetti piedi da centrocampista brasiliano.
La concomitante sconfitta dell'Inter di Spalletti permette ai giallorossi di tornare momentaneamente (in attesa della sicura vittoria della Lazio contro il Verona...) al terzo posto in classifica, e di mettere un buon margine di vantaggio sugli stessi nerazzurri.
Ora testa alla Champions: lo Shakhtar è un avversario difficile ma non impossibile, e il passaggio del turno permetterebbe alla Roma di tenere blindati (forsi) i suoi pezzi pregiati nella prossima finestra di mercato.
A partire da Alisson e Under...

13 Febbraio 2018: Inserita la Stagione 1943/1944.
Campionato Romano di Guerra.
Nel Luglio 1943, Mussolini viene destituito e poco dopo viene sciolta la Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Nonostante ciò, il calcio a differenza del resto d'Italia, non si arrestò mai, continuando a disputarsi in tornei a carattere amatoriale in ogni dove, tra la guerra e bombardamenti.
Nel Novembre 1943 la Repubblica di Salò comunicò che il campionato di calcio nazionale si sarebbe disputato attraverso un sistema misto, che avrebbe raggruppato le diverse squadre si Serie A, B e C in un'unica serie suddivisa per gironi regionali, per poi disputare un girone finale tra le varie vincitrici.
Ancora prima del Comunicato federale, il Direttorio Laziale aveva già pensato di organizzare un torneo a carattere locale, e questa decisione accellerò i tempi di realizzazione.
Il Direttori delle XI Zona, il nome che assunse il Direttorio Laziale con l'inclusione del Lazio nel Campionato Federale, organizzò così il Campionato Romano misto di Divisione Nazionale, a cui parteciparono ben 10 formazioni romane: Roma, Lazio, Alba Roma, Avia Roma, La Disperata (che durante il torneo cambiò denominazione sociale in Juventus Roma), M.A.T.E.R., Tirrenia, Vigili del Fuoco Roma e all'ultimo momento vennero inserite anche l'Elettronica e il Trastevere.
Non poche difficoltà si ebbero durante la stagione nel reperire giocatori disponibili a giocare (con la dissoluzione della FIGC non vennero permessi gli scambi di giocatori tra società se non in prestito, e oltretutto molti giocatori decisero di tornare alle proprie città d'origine per stare vicino ai parenti in questi momenti di estrema difficoltà): l'Elettronica, per esempio, in un paio di occasioni non riuscì a raggiungere il numero minimo di 11 giocatori schierabili e giocò con 9 o 10 effettivi.
Il Torneo, come era prevedibile, fu una corsa a due tra la Roma e la Lazio che non persero neanche una partita, ma alla fine la spuntò la Lazio con 32 punti contro i 31 della Roma.
Al termine del Campionato, con l'incrementarsi delle problematiche dovute alla guerra, la Lazio non potè partecipare al Girone Finale come era inizialmente previsto, e le prime 4 classificate (Lazio, Roma, M.A.T.E.R. e Tirrenia organizzarono un "Torneo a Quattro" che vide la vittoria della Roma.
Durante la stagione, la Roma schierò diversi elementi molto interessanti.
Oltre al giovane Cozzolini, che si mise molto in mostra, uno su tutti sfruttò la squalifica a lungo termine inflitta ad Amadei per i fatti dell'anno prima: Mario Forlivesi, giovanissimo e frizzante attaccante romano in 7 partite segnò la bellezza di 8 reti, divenendo il nuovo astro nascente e futuro asso del calcio romano.
Purtroppo la sfortuna, in seguito, colpirà il giovane, che verrà stroncato sul più bello da una meningite fulminante.

12 Febbraio 2018: Inserita la pagina di Roma-Benevento, 24 Giornata di Campionato 2017/2018.
Gol e classifica ritrovati.
Impegno non probante contro il Benevento. E nonostante questo, la Roma era riuscita anche a complicarsi da sola la vita: al 7' Guilherme si prendeva gioco di Manolas e dell'intera difesa giallorossa portanto in vantaggio la propria squadra.
Primi mugugni dagli spalti, il centrocampo in emergenza della Roma che non riusciva ad arginare il dinamismo di Brignola, un paio di occasioni per Dzeko e El Shaarawy non troppo convinte.
Ma le differenze tecniche in campo, alla lunga, sono uscite fuori e pian piano i giallorossi hanno acquisito fiducia, trascinati soprattutto da un volitivo Dzeko che continuava ad incitare i suoi e a trascinarli al pressing e a Gerson che dopo un inizio titubante si posizionava in una zona nevralgica del campo e cominciava ad intercettare tutti i palloni che passavano dalle sue parti.
Il gol di Fazio rimetteva in sesto la gara, ma non gli umori dello stadio, che al termine del primo tempo non lesinava fischi ai propri giocatori.
Ripresa di ben altro tenore, con una Roma finalmente scrollatasi di dosso le inutili paure che la attanagliavano e goleada che non poteva (e soprattutto doveva) non essera tale.
Restano comunque dei problemi evidenti. Florenzi che non è più dinamico come ad inizio stagione e Kolarov che ormai non ne ha più.
Forse solo con il rientro a pieno di alcuni giocatori (ma rientreranno davvero?) si potrà riprendere quel cammino interrotto tempo fa e (forse) ripreso finalmente in queste ultime due giornate.
Già sabato contro l'Udinese l'impegno sarà ben diverso e allora si potrà capire se la crisi giallorossa è definitivamente alle spalle oppure no.

04 Gennaio 2018: Inserita la Stagione 1959/1960.
Alfredo Foni e "Piedone" Manfredini.
La società nelle vesti del presidente Anacleto Gianni decide di fare le cose per bene e comincia dal manico, portando sulla panchina della Roma l'ex Commissario Tecnico della Nazionale, Alfredo Foni, l'inventore del famigerato catenaccio.
La campagna acquisti, di buon livello, vede invece l'arrivo dell'argentino Pedro Manfredini, poderoso attaccante della selezione albiceleste, che presto dimostra di essere tutt'altro che uno sprovveduto, inaugurando a suon di reti il rapporto con la tifoseria. Arrivano anche il solido centromediano Bernardin dalla Triestina e Castellazzi dallo Spezia.
Arriva anche un certo Alberto Orlando, che proprio qui inizia una splendida carriera che, però, lo condurrà verso altri lidi molto presto.
Ad ogni modo, ancora una volta, la squadra non riesce a darsi quel minimo di continuità che sarebbe necessaria e ondeggia paurosamente.
Alterna momenti di grandi prestazioni e entusiasmo (il 3-0 nel derby di andata, la vittoria interna con l'Inter, la goleada con la Sampdoria a fine stagione), ad altri di profonda desolazione e depressione (l'immediata eliminazione dalla Coppa Italia, la pesante sconfitta contro la Juve e quella contro il Lanerossi Vicenza).
La difesa non regge l'urto e subisce la bellezza di 53 reti (solo l'Udinese ne prende una in più), nonostante le ottime prestazioni di Losi.
Alla fine, arriva un desolante nono posto, che segna un deciso arretramento rispetto al deludente sesto posto di un anno prima.

05 Febbraio 2018: Inserita la pagina di Hellas Verona-Roma, 23 Giornata di Campionato 2017/2018.
La Roma riparte...?
Già altre volte, nelle ultime settimane, la Roma ha illuso in parecchi che la crisi stesse terminando.
Alcune buone prove, a metà, contro la Sampdoria a Genova, ma anche contro l'Inter o in parte con il Sassuolo, sembrava che la Roma potesse tornare ai livelli di inizio stagione.
Per poi puntualmente smentirsi e rigettare tutto alle ortiche, entrando domenica scorsa in una crisi certificata anche dai sonori fischi dei tifosi all'Olimpico.
Il Verona e il Benevento sono due squadre che non potevano capitare in un momento migliore, oltretutto al termine delle mille mila chiacchiere che l'inutile mercato di riparazione porta con sé.
Il primo dei due incontri, quello contro gli scaligeri, riporta ossigeno ai polmoni giallorossi non solo per i 3 punti finalmente conquistati dopo tante, troppe partite di digiuno, ma anche per la buona prova, soprattutto difensiva, proposta: a conti fatti, Alisson non ha compiuto nessun intervento degno di nota.
Nonostante, per quasi un tempo intero, Pellegrini ha avuto la brillante idea di lasciare i propri compagni di squadra in 10 contro 11, per un inutile fallo da dietro a centrocampo.
La Roma, soprattutto nel primo tempo, ha creato molto, passando da subito in vantaggio con il primo gol di Cengiz Under (sempre positivo il suo impegno ogni volta che è stato chiamato in causa) e poi non sfruttando a pieno diverse occasioni .
Nella ripresa, è andata un po' in difficoltà soprattutto perché rimasta in inferiorità numerica, non riuscendo più a costruire come nel primo tempo, ma come detto senza mai soffrire né subire neanche un tiro in porta.
Però un po' di sofferenza c'è stata, e un certo sentore del classico "braccino corto" per paura di vincere si è visto.
Clamorose poi le due occasioni capitate sui piedi di Dzeko prima e soprattutto Strootman poi, praticamente a fine gara, quando soli davanti il portiere non sono riusciti a chiudere definitivamente il conto.
L'Inter continua a rallentare, la Lazio chissà... Intanto puntiamone una, alla seconda ci penseremo poi.

29 Gennaio 2018: Inserita la pagina di Roma-Sampdoria, 22 Giornata di Campionato 2017/2018.
45 minuti per tornare al buio.
Non più tardi di mercoledì sera si parlava di una Roma in parte ritrovata.
La grinta messa in campo nel secondo tempo di Genova e la voglia di ribaltare le avversità e le nefandezze di Orsato avevano fatto sperare i tifosi della Roma che finalmente il tunnel della crisi fosse quasi terminato.
E, forse sbagliando, ci si era soffermati troppo sugli errori di Orsato in quella partita, mascherando e nascondendo le croniche mancanze di questa squadra.
Passano pochi giorni e la Roma si ripresenta in campo e ripresenta le stesse, continue, solite, immonde mancanze.
Di concentrazione. Di carattere. Di voglia. Di gioco.
Un primo tempo da squadra di qualche campetto di terra, in balia dell'avversario che di certo non era la Real Sampdoria e neanche La Sampdoria United, ma che ha messo in grossa difficoltà e incredibile imbarazzo la difesa giallorossa e ha esaltato le qualità di Alisson, autore almeno di tre interventi prodigiosi che hanno fatto sì che il primo tempo si chiudesse sullo 0-0.
Come se non bastasse ci si mette pure la pantomima del calcio di rigore, assegnato alla Roma, su cui si presenta Florenzi al tiro.
Perché Florenzi e non Dzeko? Inevitabile che Viviano rispondesse alle chiamate di Alisson con la stessa moneta: da lì in avanti lo scettro di protagonista della serata passa così dal portiere della Roma al portiere doriano.
In effetti la Roma rientra in campo nel secondo tempo con un piglio diverso, spronati più dalla stanchezza della squadra avversaria che da una vera e propria idea di gioco.
Nel secondo tempo la Roma ha almeno 4 occasioni più che nitide per passare in vantaggio (clamorosa quella capitata sui piedi di Under che colpisce a botta sicura e colpisce Viviano in piena faccia).
Ma resta il fatto che troppi giocatori giocassero più per se stessi che per il collettivo, ed altri addirittura non giocassero proprio.
Kolarov probabilmente non ne ha più (già da diverse giornate...), Nainggolan in una giornata particolarmente negativa, Strootman riproposto da regista (ma se tra i piedi di un regista passano i palloni col contagocce allora è come non averne uno), Florenzi che vive ormai nel dubbio amletico di che ruolo ricoprire, Schick che ormai è un lontano ricordo di un giocatore (ennesimo infortunio).
Uniche note positive, o perlomeno non negative, Under e Pellegrini: chissà perché Di Francesco ha deciso di sostituire proprio loro a partita in corso.
Già: perché?
Perché Florenzi rigorista? Perché quei cambi che a conti fatti hanno reso la Roma meno propositiva (e non è la prima volta...)? Perché Schick si è di nuovo infortunato? Perché la Roma pare abbia estrema necessità di vendere qualcuno per fare cassa, anche ora a gennaio, e invece probabilmente non venderà più nessuno dopo che per settimane non si è parlato di altro?
Ma soprattutto: perché la Roma, che era la squadra che non solo subiva meno gol di tutti in Europa, ma addirittura subiva meno tiri in porta, ora è diventata un colabrodo e non gioca più?

25 Gennaio 2018: Inserita la pagina di Sampdoria-Roma, recupero della 3 Giornata di Campionato 2017/2018.
Contro Orsato c'è poco da fare.
Orsato è un arbitro più che mediocre e non dovrebbe più arbitrare, visto le nefandezze che già in passato ha compiuto, non solo in questa stagione.
Andando indietro nel tempo, chi non si ricorda i Quarti di Finale di Coppa Italia 2008/2009 (contro l'Inter) in cui la Roma fu eliminata non tanto dalla squadra nerazzurra, ma soprattutto dagli errori dell'arbitro di Schio (rigore non fischiato su Vucinic nell'azione che poi porta al gol Adriano e un doppio fuorigioco sul gol di Ibrahimovic)? Oppure nel derby dello scorso anno il clamoroso rigore inventato regalato alla Roma?
O ancora il rigore non concesso quest'anno alla seconda giornata (ancora contro l'Inter) che avrebbe dato l'opportunità alla Roma di portarsi sul 2-0 (Orsato era l'arbitro addetto al VAR e non ha segnalato nulla all'arbitro in campo)?
E poi il capolavoro di ieri: Strootman viene fermato con un evidente fallo di ostruzione, il guardalinee (ad un metro) alza la bandiera per assegnare il fallo, lui si porta il fischietto alla bocca per fischiare, ma poi ci ripensa e con ampi gesti (lui, che si trova ad una decina di metri) dice di proseguire l'azione.
Azione che poi porta al rigore per la Sampdoria (rigore che c'è, almeno stavolta...)
Così come (forse) c'erano un paio di "mani" sospette in area blucerchiata in precedenza, non rilevate.
Fatto sta che la Roma esce da Marassi con un punto grazie al gol trovato in extremis da quel Dzeko che in molti danno in partenza ma che è ancora qui a Roma e alla Roma, che continua a segnare più o meno un gol ogni due gare e che permette ai giallorossi di rimettere in sesto una partita che per larghi tratti l'ha visto protagonista.
Nulla di trascendentale, intendiamoci, ma per certi versi i giallorossi sono sembrati più convinti e motivati rispetto alle settimane passate, e a tratti hanno riproposto quel gioco fluido e accattivante di inizio stagione.
Che sia un nuovo inizio? Solo il tempo potrà dirlo.
Magari senza l'assillo del dover "vincere per forza" la Roma potrà riprendere quel cammino interrotto troppo presto anche quest'anno.
Il terzo posto è ancora alla portata dei giallorossi. E poi chi precede la Roma è l'Inter (che al momento non è una squadra da quarto posto) e la Lazio, che contro ogni pronostico continua a veleggiare nella parte alta della classifica. Durerà fino alla fine?
Non ne siamo certi. Ma siamo certi che la Roma deve riprendere a vincere al più presto.
E con continuità. Con Dzeko o senza Dzeko.
Ma per favore: evitateci Orsato.

22 Gennaio 2018: Inserita la pagina di Inter-Roma, 21 Giornata di Campionato 2017/2018.
La Roma si consegna nel finale.
Non ci siamo. Non ci siamo proprio.
Non tanto per i due punti letteralmente buttati su un campo di una squadra derelitta come l'Inter (che a conti fatti sta più o meno nelle stesse condizioni della banda giallorossa e contro i quali la Roma se la giocherà fino alla fine per il terzo/quarto posto), ma soprattutto per come è arrivato questo pareggio.
Che, forse, per molti alla vigilia poteva anche essere visto come un punto di partenza, ma che ora invece è una volta di più un vicolo cieco.
Eppure era partita bene la Roma, un discreto primo tempo, pressing alto, gioco avvolgente, con le fasce (soprattutto la destra) molto attive e con Gerson proposto titolare in un centrocampo inedito che svolgeva bene il suo compitino. Senza strafare, ma tenendo bene il campo.
Strootman sembrava finalmente essere tornato un giocatore di calcio e Nainggolan il solito lottatore.
Dietro Manolas chideva sempre abbastanza bene su Icardi e davanti El Shaarawy trovava il gol su un clamoroso errore di Santon.
Tutto bene, quindi.
Spalletti che non sapeva a chi santo affidarsi e che addirittura voleva cambiare Gagliardini (uomo mercato dello scorso gennaio) già al 40'. La fenomenite non l'ha mai abbandonato.
La ripresa, purtroppo, è di ben altro tenore.
La Roma sembra stanca, non riesce a tenere dietro la linea offensiva dell'Inter e dopo pochi minuti El Shaarawy accusa i crampi.
Crampi.
Al 55' il 21 gennaio. A metà stagione. Dopo 15 giorni di riposo.
Gerson si infortuna e Di Francesco "attinge" dalla panchina. Purtroppo pesca come peggio non poteva.
Inserisce prima Bruno Peres e poi Juan Jesus, consegnando di fatto il gioco e la partita nelle mani di Spalletti, che sarà pure quello che sarà, ma di certo non è uno scemo.
E così l'Inter,spingendo sulla fascia scoperta della Roma (quella "difesa" da Bruno Peres, per intenderci) affonda una, due, tre, quattro volte, fino a trovare l'inevitabile gol di pareggio quasi allo scadere.
Bruno Peres è evidente ormai che non possa più giocare a calcio: appena entrato in campo, sulla prima azione organizzata dall'Inter, mentre un lancio lungo dalle retrovie sta per arrivare a Perisic, lui è a centrocampo che si sta tranquillamente guardando gli scarpini e non si accorge di ciò che gli accade intorno.
E anche sull'azione del gol (dove il grosso dell'errore è compiuto da Fazio e Juan Jesus) invece di attaccare l'avversario, gli lascia spazio "chiamando" con la mano la chiusura di Nainggolan che invece è attardato.
Ad ogni modo, oltre ai vari errori di questo o quel calciatore, è l'intera "orchestra" giallorossa che sembra aver perso il suo direttore: Di Francesco non avrà tutte le colpe (le troppe voci di mercato che circolano intorno alla Roma non fanno bene a nessuno), ma di certo non sembra aver più in pugno lo spogliatoio e i cambi durante la gara non sempre appaiono lucidi.
Se poi ora ci si mette pure a dire "Non avevo cambi da inserire"... Beh... C'è qualcosa di profondamente sbagliato in questa squadra.

08 Gennaio 2018: Inserita la pagina di Roma-Atalanta, 20 Giornata di Campionato 2017/2018.
La Roma non cambia mai...
Passano gli anni, cambiano gli allenatori, lo staff tecnico, i giocatori, i dirigenti.
Ma questa Roma non cambia mai... mai.
Si parte sempre in tromba, risultati su risultati, si sogna la vittoria di qualcosa di importante e poi, puntualmente quando arriva questo periodo a cavallo delle feste natalizie, la Roma si scioglie e butta a mare quanto di buono (perché di buono anche quest'anno è stato fatto parecchio) e si entra nella solita crisi che travolge tutto e tutti, dai dirigenti, allo spogliatoio e divide la tifoseria.
Ancor più grave se anche i giocatori ne siano consapevoli della loro mancanza di personalità e che ammettano che dopo alcune vittorie importanti e dei "traguardi" raggiunti (se traguardo si può intendere il passaggio del turno in Champions) tirino i remi in barca perché si sentono soddisfatti e "arrivati".
Parole di Strootman, che pur ammettendo la sua inutilità in mezzo al campo se gioca così, confessa anche che dentro lo spogliatoio qualcosa è cambiato dopo la vittoria del derby e il passaggio agli Ottavi di Champions League da primi del girone.
Basta quindi così poco per far sentire questi giocatori che poco o nulla hanno vinto in carriera dei "campioni", quando invece sono solo dei mediocri calciatori provinciali, che giocano, evidentemente, in una squadra altrettanto provinciale.
Tanto oggi sono tutti in vacanza, sentendosi appagati e in obbligo a riposarsi dopo le loro fatiche.
Dimenticando la pessima figura offerta contro l'Atalanta che in dieci ha vinto senza neanche soffrire troppo all'Olimpico contro una squadra ridicola, nel gioco e nei contenuti.
Colpa di Di Francesco, certo, che ha perso le redini con cui (forse) teneva imbrigliato questo cavallo troppe volte imbizzarrito.
Colpa di Nainggolan, che troppo superficialmente a Capodanno ha pensato bene di riprendersi ubriaco perso mentre bestemmiava a più non posso: cosa che gli è costato una multa (forse non troppo salata) e la non convocazione contro l'Atalanta.
Ma tanto, a furor di popolo, quello stesso popolo che avrebbe chiuso un occhio se non tutti e due per vederlo comunque in campo sabato scorso perché "la Roma ha bisogno di lui", tornerà già in campo la prossima partita. Annullando, di fatto, la "punizione" inflittagli giustamente.
La verità è che se questa società provincialotta vuole veramente diventare grande, di fronte a certe follie (in campo e fuori) avrebbe annullato le ferie a tutti i giocatori e oggi li avrebbe tenuti a Trigoria e fatti lavorare a colpi di doppie sedute fino alla partita con l'Inter.
E avrebbe messo in allerta Nainggolan: al prossimo colpo di testa fuori dal campo, gli si presentava il ben servito e si vendeva al miglior offerente.
Visto che tanto con lui o senza di lui, al momento, la squadra si sente "appagata".

04 Gennaio 2018: Inserita la Stagione 1958/1959.
Non basta Selmosson.
Il clamoroso acquisto di Selmosson dalla Lazio, sembra il preludio ad una grande stagione.
Insieme a lui, arrivano il giovane portiere Cudicini dall'Udinese, il forte mediano David, dal Vicenza e Zaglio, dalla Spal.
Eppure la squadra non riesce mai a trovare quella continuità necessaria per restare ad alta quota. Alterna grandi partite (il 3-0 alla Juventus, il clamoroso 8-0 al Napoli) ad imprevedibili cadute.
Non basta neanche il doppio cambio sulla panchina a dare quella scossa necessaria: la stagione parte con l'ex giocatore Nordahl come allenatore (coadiuvato da Busini come Direttore Tecnico) fino alla partita di andata col Napoli, dove subentra Sarosi che pian piano prende possesso della direzione tecnica.
Fino alla sconfitta contro il Vicenza che sancisce il ritorno in panchina dello stesso Nordahl (proprio nella clamorosa vittoria per 8-0 contro il Napoli).
Anche gli arbitri ci mettono del loro (contro l'Alessandria c'è addirittura l'invasione di campo per protestare contro la direzione di Guarnaschelli, che costerà la sconfitta a tavolino per 0-2 e l'esilio per due turni lontano dall'Olimpico), ma è soprattutto la mancanza di equilibrio ad appesantire il cammino di una squadra che potrebbe fare molto di più.
Alla fine, arriva un anonimo sesto posto, oltre che alle premature uscite dalla Coppa Italia contro un anonimo Venezia al quarto turno e dalla Coppa delle Fiere ai quarti di finale dopo il doppio confronto contro il Royal Union Saint-Gilloise.
Tutto ciò non pu certo rendere felice una tifoseria che, dopo l'acquisto di Selmosson, aveva sperato nell'anno buono.

02 Gennaio 2018: Inserita la pagina di Roma-Sassuolo, 19 Giornata di Campionato 2017/2018.
È già finita la Roma?
Se due indizi sono una coincidenza, tre sono una prova.
E la Roma degli ultimi tempi, di indizi ne ha dati ben più di tre. Purtroppo.
E tutto ora, inevitabilmente, torna far riflettere su quanto sia stata scellerata la scelta di "snobbare" in quella maniera la partita di Coppa Italia contro il Torino.
Ora, a distanza di diversi mesi, ci si ritrova esattamente come ad inizio marzo 2017: all'epoca, in tre partite si sgretolò quanto di buono era stato fatto nel resto della stagione.
Eppure la Roma di Di Francesco aveva dato segnali che per certi versi facevano sperare in un futuro molto più roseo: la solidità difensiva finalmente trovata dà tuttora alla squadra giallorossa la palma della squadra meno perforata del campionato.
Ma gli appena 29 gol realizzati (tanti come l'Atalanta, per intenderci) la ridimensionano non poco.
E non se ne vede luce, vista la scarsa vena realizzativa di quest'anno di Dzeko e i latitanti del gol che rispondono al nome di Schick, Under e Defrel.
E il tutto non può essere semplicemente giustificato con l'incredibile sfortuna (che pure c'è stata) che ha colpito la Roma in questa stagione: i pali che hanno colpito i giocatori della squadra giallorossa ormai neanche fanno più notizia.
Possibile che in meno di un mese, la Roma si sia completamente sciolta come neve al sole?
Proprio un mese fa si festeggiava il passaggio del girone di Champions League da trionfatori, primi del girone davanti a squadroni come Chelsea e Atletico Madrid.
Oggi ci si domanda come sia possibile non vincere contro squadre del calibro del Sassuolo, Torino e Chievo (che ha addirittura avuto il merito di regalare i primi 3 punti della sua storia in Serie A al Benevento, squadra peggiore di tutti i principali campionati europei).
Eppure la Roma ora è lì, a domandarsi su cosa le riserverà il futuro, a 9 punti dal Napoli capolista (ormai neanche più la vittoria nel recupero contro la Sampdoria può essere considerata certa), fuori dalla Coppa Italia e con una Champions League (che comunque riprenderà a Febbraio) che difficilmente la vedrà vincitrice...

29 Dicembre 2017: Inserita la pagina di Juventus-Roma, 18 Giornata di Campionato 2017/2018.
Niente regalo sotto l'albero.
"Non è un dramma perdere qui" dice giustamente Radja Nainggolan.
Però è altrettanto fastidioso uscire dallo Juventus Stadium (oggi Allianz) con l'ennesima sconfitta, anzi, senza aver mai preso neanche un punto qui da quando questo impianto è stato costruito.
Non è un dramma, certo. Perdere contro la Juve ci può sempre stare.
Ma guardando la classifica oggi, la Roma ha perso con tutte e tre le squadre che la precedono. In maniera diversa, ovvio.
A dirla tutta, forse, solo contro la Juve la Roma meritava la sconfitta.
Il problema ad oggi pare sia lo sterile attacco giallorosso: la difesa continua ad essere la meno battuta della serie A, e per anni ci hanno massacrato raccontandoci la storia che gli scudetti in Italia si vincono prima di tutto con la difesa.
Sarà pure così, ma al momento questo primato non basta.
E non è bastato neanche l'inserimento a gara iniziata di Schick, il giocatore che è costato di più nella storia della Roma: oltre 40 milioni di euro, sui cui piedi sono appoggiate le più rosee speranze dei tifosi giallorossi.
Fatto sta che a tempo scaduto, nell'ultima azione della partita, Schick si ritrova su quei piedi la più clamorosa e più facile occasione per far felici tutti quei tifosi che in lui ripongono speranze.
Speranze spente in un attimo: poteva far di tutto con quel pallone tra i piedi, con Szczesny già a terra in una disperata uscita.
Poteva far di tutto: ha colpito in pieno il portiere bianconero.
"Non è un dramma perdere qui".
Ma questa sconfitta rende ancora più irritante l'eliminazione in Coppa Italia di pochi giorni fa. Quando fu dato ampio riposo a questi giocatori che dovevano concentrarsi sulla gara con i bianconeri.
E che alla fine ha portato una sconfitta. Nient'altro che una sconfitta.

21 Dicembre 2017: Inserita la pagina di Roma-Torino, Ottavi di Finale di Coppa Italia 2017/2018.
Roma sfortunata, Roma eliminata.
Ovviamente, però, non tutto è imputabile alla sfortuna.
Che ad ogni modo ha avuto un ruolo fondamentale, indiscutibilmente.
Ma altrettanto fondamentali sono state le scelte di Di Francesco, fin qui "maestro" nel far ruotare i propri giocatori della rosa facendoli sentire tutti parte di un progetto, ma che proprio ieri sera è caduto nel più classico dei tranelli.
A poco è servito il monito che già qualche giorno prima aveva dato l'Inter dell'ex Spalletti: i nerazzurri addirittura avevano rischiato di essere elimninati dal Pordenone, squadra di serie C.
Il tecnico giallorosso questa volta ha optato per un massiccio turnover, anzi, uno schieramento con una vera e propria "Roma B": cambiati 5 giocatori su 5 della difesa, che va ricordato è la migliore della Serie A con appena 9 reti subite, e tra centrocampo e attacco i soli Strootman ed El Shaarawy si possono considerare titolari.
Anche il Torino ha optato per il turnover, e nel gioco delle figurine è indubbio che anche la "Roma B" possa tranquillamente battere il Torino.
Ma la storia del calcio, ed in particolare quella della Roma, dovrebbe insegnare che quando una squadra ha raggiunto una certa amalgama nel proprio gioco, è oltremodo deleterio sostituire tutti in blocco.
E così è successo anche ieri, nonostante la Roma avesse dominato in lungo e in largo la partita, colpito i soliti legni (clamoroso quello di El Shaarawy, praticamente impossibile quello di Schick), fallito ancora una volta un rigore con Dzeko (ma lo stesso Di Francesco non aveva detto che Perotti avrebbe continuato ad essere il rigorista della squadra dopo il rigore fallito contro il Cagliari?), trovato sulla propria strada un Milinkovic-Savic (sì, il fratello di quello laziale...) che come Sorrentino qualche settimana fa ha parato praticamente tutto il possibile e a tratti anche l'impossibile.
Di Francesco dice che il passaggio del turno era di fondamentale importanza nel percorso di crescita della squadra e che la Coppa Italia era un chiaro obiettivo della Roma.
E allora perché, Eusebio, hai deciso di rischiare così tanto? Perché non inserire dall'inizio solo alcuni cambi per poi, a risultato acquisito, sostituire in corso d'opera altri per farli rifiatare?
A conti fatti inserire contemporaneamente Bruno Peres (che ormai non crede neanche più lui in se stesso), Juan Jesus, Moreno (che fin qui si è visto col contagocce) ed Emerson Palmieri (che non giocava titolare dallo scorso campionato) è risultato un atteggiamento forse presuntuoso e forse sfacciato. Di certo perdente.
La Champions League ci ha regalato delle grandi emozioni col passaggio del turno da primi della classe, ma difficilmente la Roma potrà vincere il trofeo continentale.
Per lo scudetto, ci sono agguerrite pretendenti, e la Roma, almeno sulla carta, non è partita con i favori del pronostico nonostante i grandi risultati che sta ottenendo.
La Coppa Italia poteva essere un obiettivo alla portata, un trofeo da far ritornare a Roma, sponda giallorossa, dove manca da troppo tempo, per poter ridare prestigio e far tornare la Roma alla vittoria di un trofeo. Come tu stesso hai detto, era un obiettivo dichiarato della società.
E allora perché queste scelte? Perché?

18 Dicembre 2017: Inserita la pagina di Roma-Cagliari, 17 Giornata di Campionato 2017/2018.
All'improvviso, Fazio.
Sicuramente non è stata la migliore Roma stagionale.
Anzi, probabilmente è stata tra le peggiori per gioco offerto ed espresso in campo.
Complice (forse) il grande freddo della serata, ma anche la stanchezza atletica dovuta a carichi di lavoro pesanti durante gli allenamenti settimanali, come ammesso da Di Francesco.
Intendiamoci: nonostante non sia stata la miglior Roma, i giallorossi non hanno offerto una sola occasione che sia una agli avversari, che ormai vengono a Roma chiudendosi completamente a riccio a difesa della propria area di rigore nella speranza di strappare un punticino.
Alisson praticamente non ha effettuato una sola parata.
In mezzo al campo i giallorossi hanno faticato a trovare gli spazi e gli schemi giusti, e il primo tentativo di Di Francesco di far convivere Dzeko e Schick insieme in attacco non è andato nel modo sperato, anzi, i due si sono pestati i piedi in più di un'occasione.
Comunque la Roma dai e dai era riuscita a bucare la difesa cagliaritana, trovando un rigore netto per tutti tranne che per Damato, che ha richiesto l'aiuto del VAR.
Rigore netto ma calciato malissimo da Perotti, che spreca malamente la possibilità di portare in vantaggio la Roma.
Il tempo scorre, la Roma non trova gli spazi e in qualche occasione pare abbia anche poche idee.
Scade il 90'. L'arbitro dà 6 minuti di recupero.
Punizione dal limite per i giallorossi. Calcia Kolarov. Cragno esce e buca clamorosamente la respinta di pugno.
Fazio si ritrova col pallone che gli sbatte addosso e deve solo spingerla in rete.
Boato ed esultanza incontenibile.
L'arbitro di nuovo chiede l'aiuto del VAR per capire se il difensore giallorosso abbia colpito il pallone con la mano oppure no.
Momenti che sembrano non passare mai.
Damato si dirige verso il centrocampo e certifica il gol.
Nuova e forse più forte esultanza per tutti, in campo e fuori: l'Inter ha perso, la Roma si avvicina ancora di più alla vetta.
Ed ora, sabato prossima, l'attende la Juve a Torino.

11 Dicembre 2017: Inserita la pagina di Chievo-Roma, 16 Giornata di Campionato 2017/2018.
Sorrentino para la Roma.
Quando la sfortuna decide di accanirsi, c'è poco da fare.
La Roma vista ieri contro il Chievo meritava di uscire dal Bentegodi con un risultato di 0-3 o 0-4, tre punti in più in classifica e, con una partita da recuperare, potenzialmente prima in classifica.
Invece si ritrova con un solo punto conquistato a Verona e una classifica che dice ancora quarta in classifica a 5 punti di distanza dall'Inter capolista.
Sorrentino ieri è sembrato il giusto mix tra Yashin, Zoff e Schmeichel: insuperabile da tutte le parti, parate d'istinto, di fortuna, con le mani, con i piedi...
Fosse durata altre 2 ore la partita, probabilmente la Roma non sarebbe riuscita lo stesso a segnare.
Eppure Di Francesco le ha provate tutte: prima inserendo dal primo minuto Schick che si è mosso molto bene e che per poco non riusciva a segnare un clamoroso gol di tacco (se Sorrentino non avesse compiuto uno dei tanti miracoli), poi inserendo Dzeko e Perotti nel finale. Ma purtroppo il risultato è rimasto inchiodato fino alla fine sullo 0-0.
Di contro il Chievo nella prima parte di gara ha provato a fare capolino fuori dalla propria metà campo, e riuscendo a cogliere (molto fortunosamente) una traversa con Inglese. Ma poi si è chiuso a riccio a protezione della propria area di rigore cercando di limitare il più possibile i danni.
Di Francesco, giustamente, se la prende un po' con la sfortuna e molto con la poca concretezza dei suoi: quando crei così tante palle gol, devi riuscire a buttarne dentro almeno un paio.
Sintomatico l'errore di Gerson solo davanti a Sorrentino già a terra (dopo la parata sul tacco di Schick).
Certo è che se il portiere clivense dove non arriva con le mani riesce ad arrivare d'istinto con la punta del piede su un tiro di Schick deviato da un suo difensore... beh, di fronte a così tanta fortuna c'è (forse) ben poco da fare...

06 Dicembre 2017: Inserita la pagina di Roma-Qarabag, 6 Giornata del Girone C di Champions League 2017/2018.
È proprio così, anche se per alcuni è ancora difficile crederlo.
La Roma di Di Francesco non solo passa il turno ed accede agli Ottavi di Finale di Champions League, ma ci arriva vincendo il proprio difficilissimo girone e presentandosi al sorteggio di lunedì prossimo come testa di serie.
Al momento del sorteggio del Girone C in molti avevano dato per scontato il passaggio del Chelsea e dell'Atletico Madrid, retrocedendo di fatto la Roma in Europa League.
Dopo il complicato pareggio in casa contro gli spagnoli, il timore della "retrocessione" era diventato quasi certezza.
Per non parlare del momento in cui la Roma, dopo la vittoria a Baku che per molti era stata stentata, stava perdendo 2-0 a Londra contro il Chelsea.
Ma poi, proprio in quella partita, è arrivato lo straordinario gol di Kolarov.
E proprio quel gol deve aver fatto scattare nella testa dei giocatori (che comunque quella partita la stavano dominando, nonostante il doppio svantaggio) che li ha spinti a credere in quello che per molti era impossibile.
E così escono praticamente da "eroi" dallo Stamford Bridge. Demoliscono in casa lo stesso Chelsea, andandosi a prendere la testa della classifica.
Perdono a Madrid, in una partita che di fatto cambia poco le sorti dei giallorossi.
E infine ieri sera, nonostante l'inevitabile "braccino corto" che può aver fatto tremare le gambe ad alcuni che vedevano il risultato contro il Qarabag fermo per troppo tempo sullo 0-0, Perotti sblocca la partita e il contemporaneo pareggio tra Chelsea e Atletico regala il primato ai giallorossi.
Nel pomeriggio era arrivato anche il "sì" definitivo alla costruzione del nuovo stadio della Roma: due risultati (il primato e lo stadio) che devono essere, oggi più che mai, non un punto di arrivo.
Bensì un importantissimo punto di partenza. La Roma vuole e deve diventare grande.
Con i risultati lo sta dimostrando. E deve continuare a farlo.

04 Dicembre 2017: Inserita la pagina di Roma-Spal, 15 Giornata di Campionato 2017/2018.
Tutto molto facile.
L'impegno era estremamente semplice, la squadra abbastanza rimaneggiata, il risultato finale più che scontato.
In più dopo appena 10 minuti, la strada in discesa si fa ancora più scorrevole grazie ad una ingenuità di Felipe che si fa espellere lasciando la propria squadra, già di fronte ad un'impresa improba, con un uomo in meno.
E così, dopo poco, Dzeko ritrova la via del gol, dopo un'astinenza che cominciava a pesare, soprattutto sull'umore del bosniaco.
Poi è il turno di Strootman tornare al gol, anche lui dopo un lungo periodo di assenza e dopo un periodo di condizione psicofisica non ottimale.
Infine è il turno del primo gol in maglia giallorossa per Lorenzo Pelelgrini, altro figlio di Roma che ha la Roma nel sangue.
In mezzo, tante ottime giocate di alcuni giocatori estremamente ispirati (El Shaarawy e Kolarov su tutti), e un paio di elementi che ancora appaiono come pesci fuor d'acqua in questo meraviglioso acquario allestito da Di Francesco: sia Under che Gonalons sono apparsi un po' spaesati, nonostante il tecnico giallorosso li faccia giocare con relativa continuità.
Peccato per quel gol subito (su rigore) dall'ex Viviani e per le tante occasioni create ma non finalizzate: su questi tasti Di Francesco a fine gara è andato giù duro con la propria squadra.
Fa bene il tecnico a tenere sempre in tensione i propri giocatori, anche quando la sfida appare semplice e il risultato acquisito.
Solo così si può aspirare a fare quel salto di qualità da tanto atteso e, finora, mai arrivato.
Intanto davanti, gli scontri diretti iniziano a dare i loro frutti...

27 Novembre 2017: Inserita la pagina di Genoa-Roma, 14 Giornata di Campionato 2017/2018.
De Rossi violenta la Roma.
Inutile girarci tanto intorno.
La Roma ha gettato al vento na vittoria praticamente assicurata per colpa di un autentico gesto di follia di De Rossi.
Sono cose che capitano di frequente in campo, certo. Ed è anche evidente che il povero Lapadula sia stato mandato in campo più per provocare e far cadere in "tentazione" i giocatori giallorossi, dato che non solo De Rossi è caduto nel suo tranello, ma l'attaccante rossoblu, conscio dei suoi scarsissimi mezzi tecnici, ha attaccato briga con Strootman, Juan Jesus, e chiunque gli capitasse a tiro.
Sono cose di campo, e se per ogni contatto in area si invocasse la VAR, probabilmente ci sarebbero 50 rigori a partita.
Ma da un giocatore esperto come De Rossi, navigato giocatore e finalmente capitano della Roma, questo non è accettabile.
Non è accettabile perché non è la prima volta (anzi, addirittura la quindicesima espulsione in carriera) e ormai tutti sanno che con la VAR in agguato certe cose non scappano, e non è possibile neanche mascherare il colpo.
Lo schiaffo c'è, è evidente, così come è inevitabile la decisione dell'arbitro.
E così la Roma si ritrova a dover tornare a casa con due punti in meno, nonostante ha provato anche in 10 a cercare la vittoria, colpendo l'ennesimo legno stagionale (e siamo arrivati a 12...) con Strootman.
Una Roma che anche se non era apparsa straripante come in passato, aveva comunque gestito la partita in maniera giusta, controllando il Genoa, avanzando pian piano senza concedere nemmeno un tiro agli avversari e alla fine trovando il meritato gol.
Nel finale poi Di Francesco ha provato anche ad inserire Schick, nella speranza che trovasse il guizzo vincente: nei pochissimi minuti avuti a disposizione il giovane attaccante si è mosso bene.
Speriamo sia la volta buona che possa trovare continuità.
Serve alla Roma. E serve anche a far tirare il fiato a Dzeko, che sta giocando molto per la squadra, ma trova da troppo tempo chiusa la via del gol. La rincorsa continua...

23 Novembre 2017: Inserita la pagina di Atletico de Madrid-Roma, 5 Giornata del Girone C di Champions League 2017/2018.
La Roma si inceppa.
Se una sconfitta doveva arrivare, meglio questa che altre.
Può sembrare un po' consolarsi con l'aglietto, ma a conti fatti, questa è la partita che tra tutte quelle giocate finora e le prossime che dovranno essere giocate, si poteva perdere senza strapparsi i capelli.
E la sconfitta, alla fine, è arrivata senza risultati clamorosi o situazioni poco chiare.
Di Francesco decide di prendere a piene mani dalla panchina e rivoluzionare la squadra, dando ancora una volta respiro ad alcuni giocatori e optando per un ampio turnover, soprattutto sulla fascia destra del campo, che poi purtroppo risulterà quella che avrà maggiori difficoltà.
Sì, perché tra Bruno Peres (decisamente il peggiore in campo), Pellegrini e Gerson, su quella fascia hanno subito parecchio e si sono trovati ancora meno.
Ma tutto sommato, nonostante per l'Atletico Madrid fosse una partita da vincere a tutti i costi per poter ancora sperare di qualificarsi agli Ottavi, la Roma ha retto più che bene l'urto degli avversari e anche se non ha giocato come suo solito, non ha subito più di tanto.
Anzi, nella ripresa è andata anche vicino al vantaggio, colpendo con Nainggolan l'ennesimo palo stagionale.
Poi alla fine è uscita fuori la maggior voglia di portare a casa la vittoria da parte dei madrileni che hanno trovato uno splendido gol con Griezmann e solo nel finale (con la Roma lasciata in dieci uomini da Bruno Peres, che si è fatto espellere in maniera ingenua, ennesimo sintomo che il ragazzo non sta vivendo un felicissimo momento psicologico) ha raddoppiato e chiuso la partita.
La qualificazione è ancora ad un passo per la Roma, e ci mancherebbe: basterà non perdere in casa contro il Qarabag e gli Ottavi saranno assicurati.
Ma certo è che se non si vincesse contro la squadra azera, verrebbero annullate tutte le buone cose fatte finora.

20 Novembre 2017: Inserita la pagina di Roma-Lazio, 13 Giornata di Campionato 2017/2018.
La Roma affonda la piccola Lazio.
Una squadra nettamente più forte dell'altra.
E su questo, sinceramente, c'erano pochi dubbi fin dall'inizio. Anche se in molti finora hanno avuto gli occhi foderati o annebbiati chissà da cosa.
La piccola Lazio si trova in quella posizione di classifica più per casualità che per altro, dovuta anche alla pochezza offerta da questo campionato almeno per una decina di squadre.
Ma in molti finora hanno osannato il catenaccio di Simone Inzaghi come il "nuovo che avanza" e lo stesso Inzaghi da molti viene già collocato sulla panchina della Juve per il prossimo anno: speriamo siano notizie fondate in pieno, così anche il prossimo anno i bianconeri faranno fatica, molto più di quanto stiano facendo quest'anno.
La Roma invece, guidata da un ottimo Di Francesco che zitto zitto sta facendo ricredere in molti, non tanto per il gioco proposto, ma per come sta gestendo lo spogliatoio, la Roma dicevamo, gioca molto bene e dopo aver fatto sfogare un po' gli avversari, li aggredisce e li costringe per tutta la partita nella propria metà campo.
Poco importa se secondo "il Sacchi del nuovo millennio" Inzaghi la partita si sia decisa su due singoli episodi: la partita era ben incanalata verso un copione preciso e se non fosse arrivato il rigore su Kolarov, ben calciato da Perotti, il gol sarebbe arrivato ugualmente.
E infatti di lì a poco arriva il raddoppio di Nainggolan con un tiro preciso da fuori area. Proprio Nainggolan, in dubbio fino alla fine se scendere in campo per un problema fisico, alla fine è risultato di gran lunga il migliore.
L'unica pecca della partita è stata la follia di Manolas che senza un apparente motivo ha regalato un clamoroso rigore alla Lazio. Rigore che però per poter essere assegnato, l'arbitro Rocchi ha voluto visionarlo alla VAR. I misteri della classe arbitrale...
Lazio scavalcata, Juve sconfitta a Genova contro la Samp, Inter che continua a vincere senza convincere e Napoli che continua la sua corsa.
Ma la Roma non molla. Con una partita in meno (per niente scontata) si trova a cinque punti dalla vetta.
La rincorsa continua...

06 Novembre 2017: Inserita la pagina di Fiorentina-Roma, 12 Giornata di Campionato 2017/2018.
Diluvio Roma.
La Roma piomba prepotentemente all'attenzione del campionato come la pioggia caduta ieri pesantemente e incessantemente su molte zone d'Italia, Firenze compresa.
Ancora un ampio turnover operato da Di Francesco che continua a dare i suoi frutti: a sorpresa Gerson viene riproposto esterno d'attacco e proprio lui si rivelerà "man of the match" grazie alla sua doppietta che lancia i giallorossi verso la vittoria.
Ma è tutta la squadra che ha dato l'impressione di voler fortemente questa vittoria e l'ha cercata in ogni modo, anche quando per ben due volte si è vista recuperare e pareggiare dagli attaccanti viola.
E questa è la vera notizia: la difesa della Roma che finora ha preso pochissimi gol, a Firenze ne ha presi addirittura due, su due disattenzioni collettive (ma anche individuali) della difesa giallorossa.
Ma il secondo tempo è stato praticamente un monologo giallorosso: Nainggolan sugli scudi che ha strappato palloni su palloni agli avversari, Dzeko che anche se non segna più, gioca moltissimo per i compagni creando spazi tra le maglie avversarie, chi entra in campo a partita iniziata e quasi finita non fa la semplice comparsa.
È l'esempio di Perotti che in 20 minuti ha messo a fuoco e fiamme la difesa avversaria sulla sua fascia di competenza, trovando alla fine anche il gol del definitivo 4-2.
Punteggio che poteva essere ben più ampio, se anche Defrel avesse siglato almeno una delle due occasioni capitata sui suoi piedi.
E proprio lui sembra essere ancora un oggetto misterioso della squadra giallorossa.
Speriamo che Di Francesco riesca a farlo sbocciare al più presto. In attesa del rientro di Schick.
Se mai riusciremo a vederlo definitivamente in campo...

01 Novembre 2017: Inserita la pagina di Roma-Chelsea, 4 Giornata del Girone C di Champions League 2017/2018.
La Roma si impone in Europa.
Una di quelle serate da vivere a pieno.
La Roma si sbarazza del Chelsea e conquista la vetta del Girone C di Champions League.
Girone che al momento del sorteggio è apparso subito duro e di difficile gestione, col Chelsea campione d'Inghilterra e con l'Atletico Madrid che da anni ormai si siede nel salotto buono delle grandi d'Europa.
E invece no, i giallorossi guidati sempre più magistralmente da mister Di Francesco, invertono tutti i pronostici e ora hanno più di mezzo piede agli Ottavi di Finale e "rischiano" seriamente di chiudere il Girone in testa.
La partita contro gli inglesi si mette subito nel migliore dei modi: dopo neanche un minuto di gioco El Shaarawy trova un gran gol da fuori area che lascia di sasso Courtois e tutti i suoi compagni, dando modo alla propria squadra di poter gestire al meglio la partita.
Ma il Chelsea non ci sta, e stringe nella metà campo avversaria la Roma per una buona mezz'ora. Ma i giallorossi non si disuniscono mai e non perdono mai la calma: bravo in un paio di interventi Alisson a negare il gol agli avversari ma altrettanto bravi i suoi compagni a chiudere quasi tutti gli spazi.
E così, dopo un po' di sofferenza, la Roma riparte e trova il raddoppio ancora con El Shaarawy, bravo a sfruttare un'indecisione dell'ex Rudiger.
Nel secondo tempo il Chelsea non riesce a trovare più la grinta necessaria per provare a recuperare lo svantaggio e la Roma alla lunga giganteggia: trova ancora un gran gol con Perotti, bravo a trovare l'angolino da fuori area, gestisce la gara e le forze di alcuni giocatori, prova addirittura ad umiliare l'avversario con Manolas, sul cui colpo di testa Courtois d'istinto riesce a evitare il poker giallorosso.
Sì: le grandi d'Europa ora cominciano a guardare con occhi diversi questa Roma di Di Francesco...

30 Ottobre 2017: Inserita la pagina di Roma-Bologna, 11 Giornata di Campionato 2017/2018.
Senza tregua.
La Roma non si ferma e continua la sua rincorsa alla vetta.
Terza vittoria consecutiva col minimo scarto, 1-0, e Bologna liquidato sulla falsa riga della partita vinta contro il Crotone pochi giorni prima.
Altro ampio turnover effettuato da Di Francesco, col risultato di avere una squadra sempre fresca e altrettanto compatta, capace di adattarsi all'avversario e colpirlo nel momento adatto.
Ottima prova difensiva ancora una volta, con la porta che resta inviolata per la settima volta, con un Fazio sugli scudi e un Alisson sempre reattivo sulle poche occasioni che capitano agli avversari: prodigioso un suo intervento (a gioco fermo per fuorigioco) che toglie letteralmente il pallone dalla porta.
El Shaarawy sotto gli occhi di Totti trova un gol splendido come quelli che solitamente regalava lo stesso Totti: tiro al volo sotto il sette e stupore generale, anche dello stesso attaccante giallorosso.
La Roma continua a vincere anche se il suo allenatore la rimprovera di essere poco cinica sotto porta e a segnare poco: chissà se si avveri quello ha detto Dzeko a Di Francesco, cioè che i gol se li è tenuti per martedì contro il Chelsea...

26 Ottobre 2017: Inserita la pagina di Roma-Crotone, 10 Giornata di Campionato 2017/2018.
Roma di rigore.
Rispetto alla partita vinta a Torino contro i granata, Di Francesco opta per un massiccio turnover cambiando ben 6 giocatori.
Si rivede Under in attacco, Gonalons alla regia del centrocampo, Gerson riproposto titolare, così come Moreno al fianco di Fazio e soprattutto l'esordio del giovane e promettente Rick Karsdorp, acquistato in estate ma alle prese con un problema al ginocchio destro.
La partita è praticamente senza storia, con la Roma che segna praticamente subito su rigore (dubbio) concesso per fallo su Kolarov segnato da Perotti. Il Crotone fa quel che può, cioè poco, per arginare le giocate giallorosse e alla fine le statistiche diranno che la Roma ha tenuto oltre il 70% di possesso palla rispetto agli avversari, oltre al gol ha creato diverse occasioni da gol (senza strafare), ha colpito un palo e una traversa (e siamo giunti a 11 legni totali dall'inizio dell'anno), e solo nel finale di gara, quando alcuni giocatori poco utilizzati durante la stagione hanno cominciato a tirare il fiato, ha lasciato un po' di campo al Crotone.
Un po' di patema d'animo c'è stato, inutile negarlo, ma è altrettanto evidente che a conti fatti, Alisson non è stato praticamente mai impegnato, e alla fine la Roma ha chiuso anche questa volta la partita con la porta inviolata.
Tutto bene quindi, anche se non c'è stata la goleada che in molti speravano.
Tutto bene. O forse no. Perché nella serata di ieri si è avuto un sospetto che è stato confermato nella giornata di oggi: l'esordiente Karsdorp ha riportato la rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro (in estate aveva avuto problemi con il ginocchio destro), che gli fa terminare anzitempo la stagione, dopo appena una partita disputata.
È una maledizione quella dei crociati rotti in casa giallorossa: in 3 anni e mezzo, ben 12 crociati sono stati ricostruiti a seguito di infortuni.
Tanti auguri di pronta guarigione al giovane Rick, ma anche tanti auguri alla Roma. Al prossimo crociato rotto, servirà l'esorcista...

23 Ottobre 2017: Inserita la pagina di Torino-Roma, 9 Giornata di Campionato 2017/2018.
Da grande squadra.
Di Francesco lo aveva detto alla vigilia: "La partita di Torino sarà più difficile di Londra e mi accontenterei anche di una vittoria sporca".
E la partita è stata sicuramente difficile, contro un avversario che non si è mostrato affatto una vittima sacrificale e che ha provato più volte a superare la difesa giallorossa.
Difesa completamente inedita per via degli infortuni a Manolas e dell'ultimo momento di Fazio, quindi con Moreno proposto titolare al fianco di Juan Jesus.
I due centrali si sono mostrati molto concentrati e hanno chiuso tutti gli spazi, lasciando le briciole agli ex Ljajic, Sadiq e Iago Falque.
Il centrocampo ha filtrato bene, ma l'assetto con due sole punte (Dzeko e El Shaarawy) ha penalizzato non poco le giocate offensive rendendo per certi versi la partita di difficile risoluzione.
Ci ha pensato prima Di Francesco inserendo Under per ravvivare l'attacco giallorosso e soprattutto Kolarov, che trova il suo secondo gol in campionato (terzo stagionale), ancora su calcio di punizione, come avvenne all'esordio in casa dell'Atalanta.
Importante vittoria della Roma, quindi, su un campo difficile come quello di Torino. E vittoria esterna ancora senza subire gol: considerando anche il finale della scorsa stagione, la Roma inanella l'undicesima vittoria consecutiva in trasferta e la quarta partita esterna consecutiva senza subire gol.
In realtà, oltre a non subire gol, Alisson non è stato praticamente mai impegnato: ulteriore segno di compattezza di una squadra che ha tutte le carte in regola per poter dire la sua.

20 Ottobre 2017: Inserita la pagina di Chelsea-Roma, 3 Giornata del Girone C di Champions League 2017/2018.
La Roma mette paura alla Champions.
Grande, grandissima Roma.
Talmente grande che anche il pareggio ottenuto allo Stamford Bridge di Londra appare stretto e lascia un bel po' di rammarico.
E ancora di più se si pensa che i giallorossi al 37' del primo tempo erano (ingiustamente) sotto per 2-0.
Difesa alta, pressing a tutto campo, una squadra finalmente "europea", sicura dei propri mezzi che non si è mai disunita, neanche di fronte alla sfortuna che, ancora una volta, ci ha visto benissimo, soprattutto nell'occasione del secondo gol del Chelsea: un tiro rimpallato da Fazio fa cadere il pallone proprio sui piedi di Hazard, che facilmente segna il secondo gol per i Blues.
Ma un Gonalons finalmente padrone del centrocampo giallorosso e un Kolarov in formato europeo (è da queste partite che si vede la caratura di un certo tipo di giocatore, abituato a giocare in certi palcoscenici) si caricano la squadra sulle spalle e non la fanno disunire.
Il serbo con una giocata d'autore accorcia le distanze a fine primo tempo e la Roma rientra dagli spogliatoi ancora più decisa a fare risultato.
Dzeko sempre più bomber con il gol del pareggio fa scomodare in molti nel paragonarlo ad un altro altrettanto favoloso segnato da Van Basten nel 1988: forse il paragone è troppo, ma di certo la bellezza del gol (e la sua importanza) non è in discussione.
Poco dopo, poi, succede quello che in pochi potevano sperare: Dzeko segna la sua personale doppietta e porta addirittura in vantaggio la Roma, facendo gridare al miracolo.
Ma poi (forse) l'unica disattenzione difensiva permette ad Hazard di pareggiare i gol personali con Dzeko e del Chelsea con la Roma.
Però in molti, anche al di fuori dei confini nazionali, si sono accorti di questa Roma e del suo gioco: probabilmente non basterà lo stesso ad arrivare in fondo alla competizione, ma magari qualche bella soddisfazione anche in ambito europeo questa squadra riuscirà a togliersela.

16 Ottobre 2017: Inserita la pagina di Roma-Napoli, 8 Giornata di Campionato 2017/2018.
La Roma manda in fuga il Napoli.
Dopo la sosta, riprende il campionato e riparte con una di quelle partite che lasciano l'amaro in bocca. E non poco.
Il Napoli che in molti indicano come i massimi candidati alla vittoria del titolo italiano, passa a Roma con un gol di Insigne su splendido assist di De Rossi.
Un altro paio di buone azioni con un paio di importanti interventi di Alisson e poco altro.
Ed è proprio per questo che resta l'amaro in bocca alla compagine giallorossa.
Sia contro l'Inter che contro il Napoli (uniche due sconfitte in stagione) la Roma non è mai apparsa in chiara difficoltà, se non per un limitato periodo di tempo (tempo in cui ha subito i gol che poi hanno sancito le sconfitte) ma anzi, ha messo in seria difficoltà gli avversari.
Anche contro il Napoli la fortuna ha chiuso gli occhi mentre la sfortuna ha guardato benissimo: anche quest'anno Reina è autore di una incredibile parata su colpo di testa di Fazio che manda il pallone del possibile pareggio ad impattare sul palo e poco dopo è Dzeko ha colpire la parte alta della traversa.
Il Napoli gioca bene, per carità, ma in più di un'occasione è apparso in difficoltà quando i giallorossi provavano ad affondare, e forse è stato proprio questo il limite della Roma, come ha sottolineato lo stesso Di Francesco: forse per troppo rispetto e timore dell'avversario, la Roma non ha osato quanto invece doveva e poteva fare.
I vari infortuni (ultimo quello di Manolas proprio durante la partita) non hanno poi permesso al tecnico di dare una seria scossa alla partita che si è poi conclusa con un tiro di Under che poteva sicuramente fare meglio.
Il Napoli è primo in classifica a punteggio pieno dopo 8 giornate, la Juve è caduta in casa contro la Lazio, l'Inter di Spalletti continua a vincere con estrema fatica e le inseguitrici della capolista sono a 5 punti.
Mai come quest'anno, il campionato sarà lungo e il risultato finale non sarà così scontato come in passato. E come appare essere fin qui.

04 Ottobre 2017: Inserita la pagina di Milan-Roma, 7 Giornata di Campionato 2017/2018.
Dzeko la tocca piano...
...e abbatte la difesa del Milan.
Un'ottima Roma che controlla nel primo tempo un Milan bisognoso di punti e di convincere, per far respirare un Montella in bilico, e che poi colpisce nel secondo tempo quando i rossoneri ormai non ne avevano più.
Di Francesco mette la migliore squadra prossibile in campo, e anche quando la malasorte pare abbattersi sui giallorossi, quando cioè Strootman alla mezzora è costretto ad abbandonare il campo per infortunio (speriamo solo in una botta), la Roma non si scompone e addirittura con Pellegrini in campo pian piano comincia a prendere il sopravvento sull'avversario.
Bravo, bravissimo Alisson in una (l'unica) occasione capitata agli attaccanti rossoneri, quando Kalinic tira a botta sicura e il pallone passa in mezzo ad un nugulo di gambe e sventa la minaccia.
Sontuoso Dzeko quando con una autentica sassata da fuori area insacca il pallone alle spalle di Donnarumma (forse c'è anche una leggera deviazione dell'ex Romagnoli, che male non farebbe...)
Commovente Florenzi che dopo aver fallito una clamorosa occasione (su splendido assist di Pellegrini) solo davanti Donnarumma, poco dopo si rifà su respinta dello stesso portiere rossonero su tiro a botta sicura di Nainggolan: il jolly giallorosso, così, torna alla gioia del gol dopo la lunga assenza dai campi per il doppio infortunio al ginocchio.
C'è ancora la partita contro la Sampdoria da recuperare e alla ripresa del campionato dopo la sosta la Roma affronterà il Napoli capolista (solitario): ad oggi la Roma c'è, come vuole sentir dire Di Francesco.
E per quanto visto finora si può solo aver fiducia nel futuro.

30 Settembre 2017: Inserita la pagina di Qarabag-Roma, 2 Giornata del Girone C di Champions League 2017/2018.
Contava vincere.
Bisognava innanzitutto vincere. E poi sperare in una vittoria del Chelsea in casa dell'Atletico Madrid.
A conti fatti, tutto ciò è successo e non si può che esserne felici. Però... c'è un però che lascia un po' di amaro in bocca.
La vittoria in sé per sé (che mancava in Champions da 2 anni e in trasferta da quasi 7) fa salire la Roma al secondo posto dietro il Chelsea a 3 punti di vantaggio sull'Atletico, e questo mette gli spagnoli in una posizione più che scomoda.
Ma la striminzita vittoria sugli azeri, che all'esordio avevano preso ben 6 reti dal Chelsea, e soprattutto la scarsa efficacia del gioco giallorosso, fa sì che si guardi più alla forma che alla sostanza.
Peccato, perché nelle ultime uscite i giallorossi avevano convinto sia nei risultati che nel gioco espresso, facendo credere che finalmente gli schemi di Di Francesco stessero dando i loro frutti.
Invece questa prestazione (che in più di un'occasione poteva rivelarsi un clamoroso pareggio) fa fare un passo indietro alle esaltazioni degli ultimi tempi.
Potrebbe essere un bene, lavorare nell'ombra in questo momento potrebbe essere addirittura un vantaggio.
A patto però, che i giocatori ritrovino immediatamente quell'affiatamento dell'ultimo periodo.
Questa contro il Qarabag era l'ultima di una serie di partite facili sulla carta: già da domenica si riparte forte in casa del Milan, prima della sosta che farà rifiatare in vista del Napoli.
Ora è arrivato il momento delle risposte. Importanti.

26 Settembre 2017: Inserita la pagina di Roma-Udinese, 6 Giornata di Campionato 2017/2018.
La Roma va.
Altri tre gol, altra prova positiva della Roma.
Dzeko continua a segnare (sesto gol in cinque giornate), anche El Shaarawy finalmente pare aver trovato la giusta collocazione in campo (ora pare trovarsi a suo agio come esterno destro d'attacco) e condisce la sua ottima prova con una bella doppietta, Florenzi è tornato ad alti livelli (ed ora sarà difficile rimetterlo in panchina: sarà necessario trovare anche a lui la giusta collocazione in campo).
Peccato solo il gol subito nel finale, in una classica azione di contropiede in cui i difensori giallorossi si sono fatti sorprendere da un lungo lancio che ha messo praticamente in porta Larsen contro l'incolpevole Alisson.
Nulla di preoccupante, per carità: in cinque giornate la difesa giallorossa ha subito appena 4 reti, di cui 3 solo nella sfortunata partita contro l'Inter.
La Juve e il Napoli continuano a correre, anche se non sembrano (soprattutto la Juve) le corrazzate delle stagioni passate, il Milan si è già sgonfiato dopo i proclami estivi e l'Inter va avanti a forza di colpi di fortuna: difficile possa continuare così se Spalletti non addrizza la squadra...
La Lazio continua a sorprendere, ma leggendo i nomi che compongono la rosa...
Detto tutto ciò, è la Roma che deve continuare a fare il suo senza pensare agli avversari.
Già la prossima giornata vedrà la prima prova d'appello, non tanto per la Roma, ma per il suo avversario: il Milan come detto si è già sgonfiato, e proprio per questo non bisognerà dar loro modo di riprendere fiato: affondarli definitivamente spianerà la strada alla Roma e eliminerà un ostacolo in più dal percorso che i giallorossi dovranno di qui in avanti fare il pià veloce possibile.

22 Settembre 2017: Inserita la pagina di Benevento-Roma, 5 Giornata di Campionato 2017/2018.
Dzeko scherza con il Benevento.
Edin Dzeko poteva essere già di gran lunga il capocannoniere della Serie A.
Un po' di imprecisione, alcune facili occasioni non portate a termine, e tanta, ma tanta sfortuna, invece, fanno sì che il gigante bosniaco sia ancora "fermo" a "soli" 5 gol in 4 partite...
Contro il Benevento, squadra che come vista contro la Roma difficilmente riuscirà a fare qualcosa in questa Serie A, Dzeko ha segnato una doppietta facile facile e solo gli interventi scomposti dei difensori di casa che hanno provocato due autogol gli hanno negato la gioia del poker.
Poi ci si è messo anche un palo, l'ennesimo preso dalla Roma, ha fermare la corsa del bomber.
La Roma finalmente pare trovare una quadratura del cerchio, nonostante l'ampio turnover messo in atto da Di Francesco, segno che qualcosa in chiave tattica comincia ad essere assimilato.
L'avversario, come detto, non era all'altezza, per cui non bisogna lasciarsi andare a facili entusiasmi: l'importante, però, è continuare a correre e vincere, sfruttando tutte le occasioni che vengono sottoposte ai giallorossi.
E poi aspettare che chi precede la Roma rallenti: finora nessuna squadra ha dato l'impressione di essere la classica "ammazza-campionato", neanche la Juve e il Napoli che veleggiano in testa.
In più questa Roma, da molti accusata di non avere difensori centrali all'altezza per una difesa a 4 come la vuole Di Francesco, continua a non subire gol.
Ripetiamo: così come gli ultimi avversari non erano adeguati in difesa, non lo erano neanche in attacco, per cui la linea difensiva giallorossa ha avuto vita facile.
Ma ad oggi, questa è la Serie A italiana.
E finché non verrà fatta una seria riforma del campionato, portantolo a 18 (se non 16...) squadre, si continuerà ad assistere alla partecipazioni di improbabili e impresentabili formazioni.
Rendendo, così, alcune giornate come delle partite poco più impegnative di un tipico allenamento.

18 Settembre 2017: Inserita la pagina di Roma-Hellas Verona, 4 Giornata di Campionato 2017/2018.
Florenzi risolve la Roma.
Qualcosa inizia finalmente a farsi vedere.
La pratica era di quelle semplici, il Verona è ben poca cosa quest'anno e soprattutto a questo punto della stagione, ma la Roma non ha già tempo da perdere: i punti di distacco dai vertici della classifica sono già tanti (c'è comunque da considerare il recupero che si dovrà fare contro la Sampdoria) e ancora di più c'è da convincere un ambiente ancora dubbioso sul lavoro di Di Francesco.
Sarà stato l'avversario "molle", sarà stata la partenza forte della Roma (forse anche per l'allerta meteo che annunciava un nubifragio sull'Olimpico), saranno stati alcuni cambi effettuati dal tecnico giallorosso che ha fatto ampio uso del turnover, la Roma è sembrata decisamente più squadra rispetto alle precedenti uscite in campo.
La vera certezza di tutto ciò è senza dubbio il rientro e il pieno recupero di Alessandro Florenzi: il doppio infortunio occorsogli al ginocchio lo ha rigenerato, lo ha reso più caparbio e tignoso sulla sua fascia, la sua abnegazione e la sua tecnica alla fine lo hanno fatto risultare il migliore in campo, ha corso tutta la fascia come se volesse recuperare il troppo tempo perso, ha servito l'assist vincente per il gol di testa di Dzeko, ha coperto in difesa (per quel poco che doveva fare) senza mai sbagliare un intervento.
E' lui un nuovo, importante acquisto per la Roma.
E poi c'è il ritorno al gol di Nainggolan, chiesto in settimana anche dallo stesso Dzeko, che si sentiva troppo solo lì davanti, la "scoperta" di Under che da quello che ha fatto vedere non sarà una semplice comparsa in questa stagione (per lui anche un palo e un'occasione ghiotta fallita forse per la troppa emozione), l'inserimento ottimo del ritrovato Pellegrini e l'esordio con la maglia giallorossa di Schick, che dovrà far vedere se tutti i soldi spesi per il suo cartellino sono veramente ben spesi.
La Roma riparte. E riparte (anche) dalla sua identità: in campo dopo tanti, troppi giorni, c'erano ben 3 giocatori nati a Roma e tifosi della Roma: De Rossi, Florenzi e Pellegrini.
Può sembrare poca cosa, ma così non è.

13 Settembre 2017: Inserita la pagina di Roma-Atletico de Madrid, 1 Giornata del Girone C di Champions League 2017/2018.
Brutta partita, buon punto.
Il sorteggio di Champions League, come sempre, non era stato benevolo con la Roma.
Oltre il piccolo Qarabag, il Chelsea e l'Atletico Madrid sono indubbiamente due avversari più che temibili, entrambe le squadre possono ambire alla vittoria finale del trofeo.
Per questo (e non solo) era importante uscire dalla prima giornata con un risultato positivo, o comunque senza le ossa rotte.
La Roma è riuscita egregiamente non solo a contenere gli avversari spagnoli, ma addirittura a strappare con i denti un punto importantissimo, non solo per la classifica ma soprattutto per il morale.
Perché è inutile nasconderci: la Roma, questa Roma di Di Francesco, sembra essere ancora un cantiere e a tratti una squadra incompiuta, che deve lavorare ancora molto prima di trovare quell'amalgama che permetta ai giocatori di trovarsi in campo come vorrebbe il tecnico e come sperano i tifosi.
Nel frattempo, le note positive della serata sono senza dubbio la ritrovata verve di Manolas che ieri ha eretto un autentica diga nella difesa giallorossa, salvando anche sulla linea un gol praticamente fatto degli spagnoli, e soprattutto un Alisson autentico padrone della propria area di rigore.
Il portiere brasiliano in più di un'occasione ha salvato i giallorossi dalla capitolazione, e non è sbagliato dire che questo punto, questo prezioso punto, è stato conquistato grazie proprio ad Alisson che finalmente è riuscito a dimostrare a tutti che l'investimento di un anno e mezzo fa fatto dalla Roma non era del tutto senza senso.
Da registrare anche la capacità tattica di Di Francesco che, come aveva detto, non è un integralista del 4-3-3: quando le cose si stavano mettendo male per i giallorossi, ha cambiato la squadra e l'assetto difensivo passando a 3 dietro, dando maggiore solidità al reparto con maggiore filtro a centrocampo.
C'è da lavorare, questo si sapeva. Ma i risultati aiutano sicuramente a lavorare meglio. A prescindere da come arrivano.

28 Agosto 2017: Inserita la pagina di Roma-Inter, 2 Giornata di Serie A 2017/2018.
Dzeko illude, la sfortuna affossa la Roma.
Tre pali (Kolarov, Nainggola e Perotti), un contatto dubbio su Fazio in area, un rigore clamoroso su Perotti non fischiato, una gomitata di Borja Valero in faccia a Nainggolan neanche sanzionata con una punizione.
Basterebbe questo a giustificare una sconfitta immeritata contro una squadra da tutti indicata come tra le favorite per lo scudetto.
Ma in realtà c'è anche dell'altro, come la solita mancanza di coesione della squadra nei momenti di difficoltà e lo scollamento totale dopo il gol del pareggio di Icardi.
Era stata annunciata come la vera rivoluzione del calcio: la VAR doveva essere d'aiuto alla terna arbitrale e far sparire la maggior parte degli errori in modo tale da fugare ogni dubbio sulla regolarità delle partite.
E invece proprio all'Olimpico si assiste all'assenza di tale aiuto: Orsato (arbitro addetto alla VAR) non riferisce nulla ad Irrati, che in occasione del fallo su Perotti in area chiede cosa fare.
Il fallo è evidente, ma nessuno si prende la responsabilità di guardare lo schermo e decretare il rigore.
Sarebbe stato il rigore del possibile 2-0, e ora staremmo probabilmente parlando di un'altra partita, di una Roma lanciata e di un'Inter costruita dagli ex Sabatini e Spalletti clamorosamente fallimentare.
E invece no: ora si pontifica l'Inter di Icardi (che ha toccato due palloni due, decisivi ovviamente) che per buona parte della partita ha subito (e non poco) la Roma a centrocampo ma che come detto, al primo affondo nerazzurro si è afflosciata e si è persa.
La Roma è incompleta, e molto probabilmente lo resterà: le manca un attaccante esterno alto a destra, Defrel è ben poca cosa in quel ruolo, e Di Francesco deve non solo recuperare al più presto almeno un terzino destro, ma deve anche capire cosa vuole fare da grande.
L'inserimento di El Shaarawy, Under e Tumminello, quando ormai la frittata era fatta, senza una chiara idea di gioco, ha ricordato fin troppo i cambi di "Carlos Bianchi memoria", quando per la disperazione inseriva attaccanti su attaccanti.
Ma tutti sappiamo bene che fine abbia fatto il mitico "Galbusera"...

24 Agosto 2017: Inserita la Stagione 1957/1958.
Un buon quinto posto.
La campagna acquisti del presidente Sacerdoti stavolta è relativamente mirata e oculata.
Pochi cambi tra i titolari e innesti efficaci e di sicuro rendimento. Il tutto affidato, dopo uno sfiancante tira e molla, ad un nuovo tecnico: l'inglese Alec Stock che in pochi conoscono, ma sul quale il presidente è pronto a scommetere.
Gli viene affiancato Antonio Busini, sia per via della lingua che per fargli apprendere il più velocemente possibile il calcio italiano.
Tutto sembra filare per il meglio, e le prime uscite stagionali, nonostante non offrano uno spettacolo pirotecnico, portano in dote comunque diversi punti e soddisfazioni, come il derby vinto 3-0.
Poi però nella trasferta di Napoli Stock e il suo secondo (forse per un disguido, forse per altro...) perdono il treno con il quale viaggia invece la squadra e arrivano in ritardo, quando Busini ha già deciso (per un infortunio occorso a Nordahl) di schierare il giovane Orlando.
Stock decide così che per quella partita sarà "un semplice spettatore" e non mette bocca.
La partita finisce 0-0, i giallorossi tornano a Roma e il presidente, enormemente amareggiato dal comportamento del tecnico inglese (che probabilmente aveva premeditato tutto) decide di sollevarlo dall'incarico ed affidare la direzione tecnica allo stesso Nordahl coadiuvato da Busini.
La stagione prosegue tra alti e bassi, e alla fine il quinto posto è tutto sommato un buon risultato.
Per un caso inaspettato (l'esclusione a sorpresa dell'Italia dal Mondiale di Svezia 1958), la FIGC fa partire in anticipo la rinnovata Coppa Italia: i giallorossi escono al primo turno nel girone con la Lazio, il Napoli e il Palermo.

21 Agosto 2017: Inserita la pagina di Atalanta-Roma, 1 Giornata di Serie A 2017/2018.
Cantiere Roma, Kolarov capomastro.
Riparte il campionato e stavolta sarà (almeno sulla carta) ben più difficile degli ultimi anni.
La Juve sarà sempre la squadra da battere, ma oltre il Napoli quest'anno ci saranno anche le milanesi, tornate prepotentemente (soprattutto i rossoneri) a comprare sul mercato per tornare ai fasti del passato.
La Roma, ancora incompiuta e in aperto cantiere, alla ricerca di almeno un innesto di qualità in avanti, ma anche di un altro difensore, parte con il piede giusto su un campo difficile come quello di Bergamo: 3 punti importanti per la classifica, ma soprattutto per il morale.
Il neo tecnico Di Francesco sta provando in ogni modo a far acquisire alla squadra la sua idea di gioco, ma per mille motivazioni fino ad oggi ha avuto poco tempo a disposizione: basti pensare ai 7 giorni di ritiro in montagna praticamente con la squadra Primavera e poi le varie tournee in giro per il mondo. Ma inutile lamentarsi: oggi il calcio è (anche) questo.
Tornando alla partita, primo tempo di buon ritmo, con poche occasioni da una parte e dall'altra, ma con una ritrovata certezza: Kolarov (a cui in molti tra i tifosi non perdonano il suo remoto passato alla Lazio) sembra un acquisto azzeccato, soprattutto per lo spessore caratteriale mostrato in campo.
Da una sua punizione arriva il gol vittoria, ma non bisogna dimenticarsi di un secondo tempo in cui la Roma ha più che altro sofferto l'aggressione dell'Atalanta, e quando si è infortunato anche Bruno Peres la panchina è apparsa più corta di quanto sembrasse.
È quindi necessario stringere i denti e sperare nel ritorno veloce di tutti quei giocatori (nuovi e vecchi) che affollano l'infermieria.
Sabato è già un ritorno al passato: arriverà all'Olimpico la nuova Inter di Spalletti e Sabatini...

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