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JURGEN SCHUTZ
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Jurgen Schutz 1966/1967 Dortmund (Germania), 01 - 07 - 1939 / Dortmund (Germania), 19 - 03 - 1995
Esordio in serie A: 15 Settembre 1963, Bari-Roma 1-3
Nazionale Tedesca-Occidentale: 6 presenze e 2 reti

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1959-1960
BORUSSIA DORTMUND (GER)
A
-
-
1960-1961
BORUSSIA DORTMUND (GER)
A
27
26
1961-1962
BORUSSIA DORTMUND (GER)
A
28
20
1962-1963
BORUSSIA DORTMUND (GER)
A
30
22
1963-1964
ROMA
A
15
5
1964-1965
MESSINA
A
6
2
1965-1966
TORINO
A
14
3
1966-1967
ROMA
A
6
1



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1963-1964
22 Settembre 1963
Campionato
2 Giornata
Roma - Sampdoria 6-1
5-1
16 Ottobre 1963
Coppa delle Fiere
Sedicesimi di Finale - Andata
Herta BSC - Roma 1-3
0-1
20 Ottobre 1963
Campionato
6 Giornata
Juventus - Roma 3-1
2-1
30 Ottobre 1963
Coppa delle Fiere
Sedicesimi di Finale - Ritorno
Roma - Herta BSC 2-0
1-0
04 Dicembre 1963
Coppa delle Fiere
Ottavi di Finale - Andata
Roma - Belenenses 2-1
1-0
08 Dicembre 1963
Campionato
13 Giornata
Roma - Modena 2-0
1-0
29 Dicembre 1963
Campionato
15 Giornata
Roma - Lanerossi Vicenza 1-1
1-0
29 Gennaio 1964
Coppa delle Fiere
Quarti di Finale - Ritorno
Roma - 1. FC Koln 3-1
1-0
3-0
19 Aprile 1964
Campionato
29 Giornata
Roma - Spal 2-0
1-0
1966-1967
16 Aprile 1967
Campionato
28 Giornata
Roma - Atalanta 3-2
1-2



BIOGRAFIA

La Roma, lo prende convinta di fare un grande affare. E in effetti le sue referenze sono di di primordine: negli anni passati in patria, si è guadagnato una fama di interno di attacco efficiente e spietato, con una sfilza di reti che sembra non lasciare dubbi.
Purtroppo, arrivato a Roma non riuscì mai ad ambientarsi e le sue doti tecniche, che pure ci sono, non sono sufficienti a portarlo a livelli di rendimento accettabili. Lo spietato tatticismo già in voga sui nostri campi e i trattamenti speciali usuali ai difensori italiani, lo spoetizzano ben presto e lui, che non ha un carattere molto forte, si adagia ben presto, senza dare segni di risveglio apprezzabili.
Alle difficoltà di carattere tecnico, si aggiungono poi quelle di carattere linguistico: parla poco e male l'italiano e non riesce perciò ad intendersi coi compagni.
Si riduce quasi a fare l'eremita, chiuso in casa senza televisore e radio, unico diversivo qualche passeggiata.
La Roma lo cede allora al Messina, ove gioca ancora meno e di qui al Torino.
Tornato a Roma, conferma la mediocrità del suo rendimento italiano.