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JUAN ALBERTO SCHIAFFINO
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Juan Alberto Schiaffino 1961/1962

60/61
Juan Alberto Schiaffino 1960/1961
Montevideo (Uruguay), 28 - 07 - 1925 / Montevideo (Uruguay), 13 - 11 - 2002
Esordio in serie A: 19 Settembre 1954, Milan-Triestina 4-0
Nazionale Uruguaiana: 21 presenze e 8 reti
Nazionale Italiana: 4 presenze (oriundo dal 1954)

Campione di Uruguay 1945 - 1949 - 1951 - 1953
Campione d'Italia 1955 - 1957 - 1959

Vincitore della Coppa Latina 1956
Vincitore della Coppa delle Fiere 1961

Campione del Mondo 1950

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1945
PENAROL (URU)
PD
-
-
1946
PENAROL (URU)
PD
23
13
1947
PENAROL (URU)
PD
19
5
1948
PENAROL (URU)
PD
24
11
1949
PENAROL (URU)
PD
31
13
1950
PENAROL (URU)
PD
16
7
1951
PENAROL (URU)
PD
34
9
1952
PENAROL (URU)
PD
38
20
1953
PENAROL (URU)
PD
34
7
1954
PENAROL (URU)
PD
8
3
1954-1955
MILAN
A
27
15
1955-1956
MILAN
A
29
16
1956-1957
MILAN
A
29
9
1957-1958
MILAN
A
17
3
1958-1959
MILAN
A
27
2
1959-1960
MILAN
A
20
2
1960-1961
ROMA
A
29
3
1961-1962
ROMA
A
10
-



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1960-1961
18 Dicembre 1960
Campionato
11 Giornata
Roma - Milan 2-2 1-1
15 Gennaio 1961
Campionato
15 Giornata
Inter - Roma 3-1 0-1
29 Gennaio 1961
Campionato
17 Giornata
Roma - Fiorentina 1-3 1-3



BIOGRAFIA

Uno dei più grandi fuoriclasse mai apparsi sui campi italiani.
Nel 1950, insieme ad Alcides Ghiggia, trascina l'Uruguay ad un incredibile trionfo mondiale in casa del favoritissimo Brasile, gettando un intero paese nel lutto.
Interno dotato di grande tecnica e magnifica visione di gioco, è il classico regista attorno al quale ruota tutta la squadra.
Arriva in Italia nel 1954, al Milan, dopo essere stato trattato anche dalla Roma e dimostra subito il suo carisma. Fa presto dimenticare il suo grande predecessore, il Professore Gunnar Gren e si impadronisce delle chiavi del gioco rossonero. Alla sapienza nella costruzione del gioco, si abbina una buona predisposizione ad inserirsi in zona goal e in un torneo duro come il nostro, caratterizzato già dal catenaccio, non è cosa da sottovalutare. L'usura indotta dal tempo lo costringe a rifiatare spesso e a prendersi soste che però si fa perdonare ogni volta che il pallone passa per i suoi piedi.
Dopo sei anni in rossonero, passa alla Roma che, dopo averlo concupito a lungo, non esita a sborsare fior di milioni per averlo. Purtroppo, Schiaffino, pur facendo intravvedere ogni tanto gli sprazzi del grande fuoriclasse che era stato, è entrato nella fase calante della sua strepitosa carriera. La classe naturalmente c'è sempre e quando tocca il pallone, è comunque un piacere per gli occhi dei tifosi, ma il raggio di azione si è drasticamente accorciato e la necessità di riprendere fiato, lo taglia spesso fuori dal gioco.
E una squadra lunatica, capace di grandi gare, ma anche di sparire a volte dal campo, non lo aiuta come dovrebbe.
Nonostante ciò, è comunque prezioso per la crescita tecnica di un ragazzino che si sta facendo le ossa, un certo Picchio De Sisti e che tutti indicano come il suo successore designato. Dopo due anni di Roma, dà l'addio al calcio giocato.