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RENATO PORTALUPPI
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Renato Portaluppi 1988/1989 Guaporé (Brasile), 09 - 09 - 1962
Esordio in serie A: 09 Ottobre 1988, Roma-Pescara 0-0
Nazionale Brasiliana: 17 presenze e 6 reti

Campione Gaucho 1985 - 1986
Campione di Brasile 1987

Vincitore della Coppa Libertadores 1983
Vincitore della Coppa Intercontinentale 1983

Vincitore della Bola de Ouro 1987
Vincitore della Bola de Prata 1984 - 1987

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1981
GREMIO (BRA)
A
2
-
1982
GREMIO (BRA)
A
3
-
1983
GREMIO (BRA)
A
11
4
1984
GREMIO (BRA)
A
20
5
1985
GREMIO (BRA)
A
10
4
1986
GREMIO (BRA)
A
19
2
1987
FLAMENGO (BRA)
A
19
2
1988
FLAMENGO (BRA)
A
-
-
1988-1989
ROMA
A
23
-



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1988-1989
21 Agosto 1988
Coppa Italia
Primo Turno Girone 5 - 1 Giornata
Prato - Roma 1-3 0-2
24 Agosto 1988
Coppa Italia
Primo Turno Girone 5 - 2 Giornata
Empoli - Roma 2-3 1-3
03 Settembre 1988
Coppa Italia
Primo Turno Girone 5 - 5 Giornata
Roma - Piacenza 5-2 5-2
12 Ottobre 1988
Coppa Uefa
Trentaduesimi di Finale - Ritorno
1. FC Nurnberg - Roma 1-3 dts 1-3



BIOGRAFIA

"È secondo solo a Gullit".
Con queste poche e semplici parole Nils Liedholm presenta Renato Portaluppi che, insieme ad Andrade, arriva a Roma nell’estate del 1988.
Il "Barone" ci aveva visto giusto, anche se molto probabilmente non si riferiva alle doti calcistiche. Come l’olandese del Milan, il brasiliano è un vero mandingo e non c’è donna che non si porterebbe a letto, come confessò apertamente anche il diretto interessato: "Più che i terzini, dovranno essere le loro mogli a stare attente a me".
Fisico da culturista, chioma fluente e temperamento assai caliente, Renato si getta a capofitto nella "dolce vita" romana.
Tra l’altro, entra nel giro di Maradona e consuma le sue nottate brave tra femmine e droga. Bacco, tabacco e venere: il rendimento sul campo è la diretta conseguenza, ovvero una pena.
In campionato 23 presenze e nessun gol, 3 partite e 1 rete in Coppa Uefa, 6 partite e 3 reti in Coppa Italia.
Non contento della propria fama di indomito playboy e nottambulo, si mette in mostra anche per il carattere assai collerico: fa a botte con Daniele Massaro, rilascia interviste polemiche contro il calcio italiano, a un giornale brasiliano confida che un giocatore come Giannini lì non giocherebbe neanche in terza divisione.
Insomma, Renato in Italia non si diverte abbastanza (almeno giocando a calcio), non si sente capito, anzi ha la sensazione di subire un boicottaggio.
I tifosi per un po’ lo fischiano, poi passano agli sfottò. All’Olimpico appare uno striscione con la scritta: "A’ Renato, ridacce Cochi".
La sua presenza diventa in poco tempo assai ingombrante (e anche abbastanza inutile dal punto di vista calcistico), pertanto viene rispedito al mittente a fine stagione.