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HERBERT PROHASKA
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Herbert Prohaska 1982/1983 Vienna (Austria), 08 - 08 - 1955
Esordio in serie A: 14 Settembre 1980, Udinese-Inter 0-4
Nazionale Austriaca: 67 presenze e 8 reti

Campione d'Austria 1976 - 1978 - 1979 - 1980
Campione d'Italia 1983
Vincitore della Coppa d'Austria 1974 - 1977 - 1980
Vincitore della Coppa Italia 1982

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1973-1974
AUSTRIA VIENNA (AUT)
A
27
3
1974-1975
AUSTRIA VIENNA (AUT)
A
32
6
1975-1976
AUSTRIA VIENNA (AUT)
A
34
9
1976-1977
AUSTRIA VIENNA (AUT)
A
33
9
1976-1977
AUSTRIA VIENNA (AUT)
A
36
8
1977-1978
AUSTRIA VIENNA (AUT)
A
36
7
1978-1979
AUSTRIA VIENNA (AUT)
A
28
7
1979-1980
AUSTRIA VIENNA (AUT)
A
34
9
1980-1981
INTER
A
28
5
1981-1982
INTER
A
28
3
1982-1983
ROMA
A
26
3



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1982-1983
01 Settembre 1982
Coppa Italia
Girone 5 - 4 Giornata
Hellas Verona - Roma 0-5 0-5
03 Ottobre 1982
Campionato
4 Giornata
Roma - Ascoli 2-1 1-0
19 Dicembre 1982
Campionato
13 Giornata
Avellino - Roma 1-1 1-1
27 Marzo 1983
Campionato
25 Giornata
Fiorentina - Roma 2-2 1-2
31 Marzo 1983
Coppa Italia
Ottavi di Finale - Andata
Avellino - Roma 0-1
0-1



BIOGRAFIA

Arriva a Roma quasi per sbaglio. La Roma, infatti, ha cercato a lungo di ingaggiare Boniek e una volta persa la battaglia ingaggiata con la Juventus, Viola decide di seguire il consiglio di Liedholm che lo ha espressamente indicato come l'uomo ideale per il suo congegno di gioco.
Viene da un biennio all'Inter non proprio entusiasmante. I nerazzurri, infatti, lo hanno prelevato dall'Austria Vienna dove si è rivelato tra i migliori centrocampisti del Vecchio Continente, ma a Milano lui si è perso un poco, probabilmente a causa di un equivoco.
I tifosi dell'Inter, infatti, si aspettavano un trequartista alla Platini, capace di inserirsi a ripetizione in avanti, lui invece è il classico regista di scuola danubiana, tanto da essersi ricavato in patria il soprannome di "formichina".
Il suo gioco è metodico, di una precisione quasi maniacale, anche se poi è capace di inserirsi all'attacco con buona proprietà.
Nel gioco compassato di Liedholm, si trova alla perfezione.
Per i suoi piedi passano tutti i palloni e la sua resa aumenta in maniera esponenziale. È il tipico giocatore che non prenderà mai otto in pagella, ma al contempo si può essere sicuri che neanche scenderà sotto il sei e mezzo.
Purtroppo per lui, la sua esperienza romana dura un solo anno, poichè Viola decide di puntare su Cerezo.