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TORBJORN JONSSON
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Torbjorn Jonsson 1962/1963

61/62
Torbjon Jonsson 1961/1962
Ljusne (Svezia), 06 - 05 - 1936
Esordio in serie A: 27 Agosto 1961, Venezia-Fiorentina 0-1
Nazionale Svedese: 24 presenze e 9 reti

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1954
IFK NORKKOPING (SVE)
A
8
1
1955
IFK NRRKOPING (SVE)
A
22
16
1956
IFK NORRKOPING (SVE)
A
22
11
1957
IFK NORRKOPING (SVE)
A
22
11
1958
IFK NORRKOPING (SVE)
A
30
11
1959
IFK NORRKOPING (SVE)
A
22
7
1960
IFK NORRKOPING (SVE)
A
22
15
1960-1961
REAL BETIS (SPA)
A
-
-
1961-1962
Novembre 1961
FIORENTINA
ROMA
A
8
1
A
17
9
1962-1963
ROMA
A
25
5



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1961-1962
17 Dicembre 1961
Campionato
17 Giornata
Roma - Padova 3-1
2-0
24 Dicembre 1961
Campionato
18 Giornata
Roma - Udinese 4-0
3-0
21 Gennaio 1962
Campionato
22 Giornata
Roma - Juventus 3-3 2-2
18 Febbbraio 1962
Campionato
26 Giornata
Venezia - Roma 1-3
0-2
25 Marzo 1962
Campionato
31 Giornata
Roma - Bologna 1-2 1-0
01 Aprile 1962
Campionato
32 Giornata
Spal - Roma 1-2
1-2
08 Aprile 1962
Campionato
33 Giornata
Roma - Atalanta 3-1
2-1
15 Aprile 1962
Campionato
34 Giornata
Padova - Roma 0-3
0-1
0-2
1962-1963
09 Settembre 1962
Coppa Italia
Primo Turno
Cagliari - Roma 1-5
1-4
1-5
16 Settembre 1962
Campionato
1 Giornata
Roma - Napoli 3-0
2-0
3-0
07 Novembre 1962
Coppa delle Fiere
Sedicesimi di Finale - Ritorno
Roma - Altay 10-1
2-0
3-0
16 Dicembre 1962
Campionato
13 Giornata
Genoa - Roma 2-2
0-1
31 Marzo 1963
Campionato
27 Giornata
Fiorentina - Roma 1-1
1-0
21 Aprile 1963
Campionato
30 Giornata
Roma - Genoa 1-0
1-0



BIOGRAFIA

La Fiorentina lo preleva dal Betis Siviglia nell'estate del 1961, ma dopo sole otto partite, a sorpresa, decide di cederlo alla Roma, per fare spazio al turco Can Bartù, provocando la piccata reazione di Milani il quale non usa mezze misure: "Come si può vincere se si cede un campione, per avere un brocco?".
È un vero e proprio cavallone, quando parte in progressione è difficile fermarlo, anche in considerazione di una stazza poderosa. E dispone di un tiro non male, con il quale sbriga le situazioni più ingarbugliate, quando la squadra non riesce a penetrare nei bunker avversari.
A volte si perde il pallone per strada, ma nelle giornate di grazia è meglio non trovarsi tra i suoi piedi, si rischia di essere calpestati.
In una Roma piena di fini dicitori, la praticità del suo gioco è benedetta, soprattutto quando il campo è pesante e servono i cingoli per restare in piedi.
In giallorosso gioca per due stagioni e soprattutto nella prima è spesso decisivo, riuscendo a farsi stimare dalla tifoseria per serietà ed impegno.
Nell'estate del 1963, viene ceduto al Mantova, nella sciagurata operazione che porta Sormani nella Capitale. Mentre il brasiliano si perde presto dietro la difficoltà a reggere psicologicamente le responsabilità, lo svedese non si fa smontare da quella che sembra una retrocessioone e apporta il suo ottimo contributo alla squadra lombarda, diventandone una vera e propria colonna. E si leva anche la soddisfazione di segnare ai suoi ex compagni, nella prima partita disputata nel suo ex stadio, oltre a batterli nel ritorno in terra lombarda, quando, ancora una volta, le grandi aspettative di inizio torneo si sono dissolte e il povero Sormani è entrato in una crisi dalla quale uscirà solo lasciando Roma.
Intanto però, le casse sociali sono state definitivamente dissestate e la Rometta è dietro l'angolo...