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ATTILIO FERRARIS
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Attilio Ferraris
Roma, 26 - 04 - 1904 / Montecatini Terme (PT) 08 - 05 -1947
Esordio in Prima Divisione: ?
Nazionale Italiana: 28 presenze

Vincitore della Coppa Coni 1928

Campione del mondo 1934

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1922-1923
FORTITUDO
1░ D
8
-
1923-1924
FORTITUDO
1░ D
10
-
1924-1925
FORTITUDO
1░ D
7
1
1925-1926
FORTITUDO
1░ D
18
1
1926-1927
FORTITUDO
CDN
18
1
1927-1928
ROMA
CDN
20
-
1928-1929
ROMA
CDN
29
1
1929-1930
ROMA
A
34
-
1930-1931
ROMA
A
34
-
1931-1932
ROMA
A
33
1
1932-1933
ROMA
A
27
-
1933-1934
ROMA
A
21
1
1934-1935
LAZIO
A
30
-
1935-1936
LAZIO
A
9
-
1936-1937
BARI
A
29
-
1937-1938
BARI
A
25
-
1938-1939
ROMA
A
12
-



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1927-1928
17 Maggio 1928
Coppa Coni
Girone A - Recupero 4 Giornata
Brescia - Roma 1-2
0-1
26 Luglio 1928
Coppa Coni
Finale - Ritorno
Modena - Roma 2-2
2-2
1928-1929
28 Ottobre 1928
Campionato
Girone A - 4 Giornata
Triestina - Roma 3-3
2-2
1931-1932
28 Ottobre 1931
Campionato
6 Giornata
Pro Patria - Roma 2-2
1-1
1933-1934
24 Settembre 1933
Campionato
3 Giornata
Fiorentina - Roma 1-3
0-1



BIOGRAFIA

Attilio Ferraris IV, ovvero il Leone di Highbury.
Il giocatore di Borgo Ŕ l'uomo simbolo della Roma testaccina e grande beniamino di una tifoseria che in lui vede incarnato il furore agonistico che permea la squadra giallorossa allorchŔ gioca tra le mura amiche. Con Bernardini, forma una formidabile accoppiata di centrocampo, nella quale le doti dell'uno vanno a completare al meglio quelle dell'altro. Il grande vigore col quale usa affrontare gli avversari fa dimenticare a dirigenza e tifoseria gli stravizi che ne caratterizzano la vita privata, in particolare fumo e biliardo.
Nonostante una vita non proprio da atleta, il borghigiano alla domenica fa sempre valere una vigoria fisica al limite del regolamento.
Due gare in particolare rimangono a perenne simbolo della sua grande carriera: quella contro la Juventus del 1931, vinta dalla Roma 5-0, e quella disputata ad Highbury con l'Italia, persa contro i Maestri inglesi per 3-2.
Nella prima occasione Ferraris IV annichilisce il suo compagno di azzurro Mumo Orsi, facendo valere la sua fisicitÓ nei confronti di un giocatore che non Ŕ un cuor di leone e trascina i compagni alla straordinaria vittoria che, oltre a riaprire il campionato, fornisce ispirazione ad un famoso film dell'epoca. Al termine della contesa, dirigenti e giocatori bianconeri accusano Ferraris IV di aver oltrepassato il limite tra agonismo e scorrettezza, ma la polemica si smorza ben presto, essendo chiaro che il modo di giocare del forte mediano romanista Ŕ quello e non pu˛ certo cambiare di punto in bianco.
Ed Ŕ lo stesso modo di giocare, lo stesso furore agonistico che il Commissario Tecnico della Nazionale, Vittorio Pozzo, gradisce enormemente, tanto da convocare Ferraris IV per il Mondiale del 1934, nonostante i vistosi segni di cedimento messi in mostra dall'atleta nei mesi che precedono la kermesse iridata.
Tirato a lucido e restituito ad una vita da atleta, il grande Attilio fornisce il suo apporto alla vittoria degli azzurri e dimostra di essere tutt'altro che finito. Nell'estate del 1934, il suo passaggio alla Lazio provoca grandi polemiche all'interno della tifoseria giallorossa, ma la scelta della dirigenza Ŕ motivata anche dal fatto che la carriera agonistica di Ferraris IV sta ormai volgendo al termine, perlomeno ad alti livelli di rendimento. Il suo canto del cigno Ŕ la straordinaria partita sciorinata ad Highbury contro l'Inghilterra, il 14 novembre del 1934, quando, con l'Italia ridotta in dieci uomini e in svantaggio di tre reti dopo soli dodici minuti, si rimbocca le maniche e decuplica gli sforzi per impedire agli avversari di straripare.
Il suo esempio rinvigorisce la nostra selezione che riesce addirittura a portarsi sul 3-2.
E' l'ultimo ruggito del leone, o meglio del Leone di Highbury, come sarÓ chiamato da quel giorno.

Nel 2013 Ŕ entrato a far parte della HALL OF FAME della Roma.
Qui il video a lui dedicato