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RENATO CAPPELLINI
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Renato Cappellini Pistoia, 02 - 08 - 1914 / ?, 21 - 01 - 1976
Esordio in serie A: 18 Novembre 1934, Pro Vercelli-Sampierdarenese 2-3

Campione d'Italia 1942

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1934-1935
SAMPIERDARENESE
A
22
4
1935-1936
SAMPIERDARENESE
A
20
8
1936-1937
SAMPIERDARENESE
A
19
5
1937-1938
LUCCHESE
A
17
1
1938-1939
BARI
A
27
6
1939-1940
BARI
A
27
4
1940-1941
NAPOLI
A
24
1
1941-1942
ROMA
A
18
4
1942-1943
ROMA
A
10
1



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1941-1942
04 Gennaio 1942
Campionato
11 Giornata
Liguria - Roma 0-3
0-2
22 Febbraio 1942
Campionato
17 Giornata
Roma - Bologna 1-0
1-0
17 Maggio 1942
Campionato
26 Giornata
Roma - Liguria 7-0
2-0
14 Giugno 1942
Campionato
30 Giornata
Roma - Modena 2-0
1-0
1942-1943
27 Dicembre 1942
Campionato
13 Giornata
Roma - Juventus 1-2
1-2



BIOGRAFIA

Viene acquistato dopo lunghe e difficili trattative dal Napoli, per la bella somma di 140.000 lire, che per l'epoca rappresentano un bel salasso.
Giocatore dalla naturale eleganza, i tifosi lo chiamano subito "il barone". Le sue doti migliori sono l'abilità tecnica, l'astuzia e la tenacia e proprio per queste sue inclinazioni Schaffer lo ha chiesto alla dirigenza, che è ben lieta di accontentarlo anche perchè nell'ambiente è noto per la grande serietà che ne fa un beniamino degli allenatori.
Ha cominciato la carriera nella Sampierdarenese, per poi trasferirsi di volta in volta a Lucca, Bari e Napoli.
Uomo estremamente irrequieto, ha il vizio di spendere tutto ciò che guadagna.
A fine carriera, si ritrova praticamente senza una lira, tanto che Amadei racconta di dover pagargli il taxi durante un loro incontro, prima di una partita della Roma. Inoltre frequenta il mondo del cinema, tanto che più di una volta gli viene proposto di intraprendere la carriera di attore e lui risponde che prima deve vincere lo scudetto e poi magari se ne può parlare. In effetti è un bel farfallone.
Come giocatore è invece il contrario: esegue alla perfezione le direttive dell'allenatore e non salta mai un allenamento. Ciò che gli viene chiesto dal tecnico, lui lo esegue come il più fedele dei soldatini. Nell'anno dello scudetto, sono decisive alcune sue reti in partite estremamente importanti.
Nella seconda stagione, invece, rende molto meno e comincia a denotare preoccupanti cali di rendimento, tanto da passare più tempo in tribuna che in campo.
La sua carriera, come quella di molti altri giocatori non più giovanissimi, viene troncata bruscamente dall'arrivo della guerra sul nostro territorio con conseguente stop dei campionati.