logosito
RAOUL BORTOLETTO
logosito



Raoul Bortoletto Treviso, 09 - 05 - 1925 / Treviso, 04 - 01 - 2003
Esordio in serie A: 27 Ottobre 1946, Fiorentina-Triestina 2-1
Nazionale Italiana: 1 presenza

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1941-1942
TREVISO
C
1
-
1942-1943
TREVISO
C
18
16
1945-1946
TREVISO
C
16
-
1946-1947
FIORENTINA
A
16
-
1947-1948
FIORENTINA
A
9
1
1948-1949
EMPOLI
B
40
4
1949-1950
EMPOLI
B
37
2
1950-1951
LUCCHESE
A
34
-
1951-1952
ROMA
B
28
1
1952-1953
ROMA
A
34
3
1953-1954
ROMA
A
21
2
1954-1955
ROMA
A
34
4
1955-1956
ROMA
A
14
-



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1951-1952
23 Settembre 1951
Campionato
3 Giornata
Roma - Pisa 2-1
1-0
1951-1952
04 Gennaio 1952
Campionato
15 Giornata
Roma - Napoli 5-2 3-1
08 Marzo 1952
Campionato
24 Giornata
Roma - Torino 2-1 1-0
2-1
1952-1953
04 Gennaio 1953
Campionato
15 Giornata
Roma - Napoli 5-2 3-1
08 Marzo 1953
Campionato
24 Giornata
Roma - Torino 2-1 1-0
2-1
1953-1954
04 Aprile 1954
Campionato
27 Giornata
Roma - Palermo 3-1
1-1
18 Aprile 1954
Campionato
28 Giornata
Lazio - Roma 1-2 0-2
1954-1955
12 Dicembre 1954
Campionato
11 Giornata
Roma - Milan 2-1 1-1
26 Dicembre 1954
Campionato
13 Giornata
Roma - Triestina 2-0 2-0
20 Marzo 1955
Campionato
24 Giornata
Roma - Inter 3-0 2-0
01 Maggio 1955
Campionato
29 Giornata
Roma - Fiorentina 3-4
2-2



BIOGRAFIA

Si mette in luce nella squadra della sua città, il Treviso, e le sue doti di risoluto combattente diventano presto evidenti agli osservatori che affollano i campetti impolverati della terza serie. Nella gara che si apre, per assicurarsene le prestazioni, è la Fiorentina ad assicurarselo.
Nelle due stagioni passate a Firenze, non riesce però a convincere del tutto, in quanto il suo gioco viene sporcato da alcune imprecisioni di carattere tecnico che si riflettono sul rendimento. In società fanno una valutazione e decidono di spedirlo ad Empoli, per farlo maturare.
In quella che è, all'epoca, una sorta di colonia fiorentina, Bortoletto riesce a diventare una vera e propria colonna, tanto da essere anche nominato capitano della squadra, ad onta della giovane età. Le due stagioni ad Empoli sono il definitivo trampolino di lancio.
La Lucchese lo coopta nel suo centrocampo, ove riesce ancora una volta a farsi notare come elemento in grande crescita: l'esperienza fiorentina è evidentemente servita per maturarlo.
Nel 1951, Sacerdoti, che sta in quell'estate ricostruendo la Roma, dopo la caduta nella cadetteria, decide di ascoltare il consiglio di Gipo Viani e di puntare su di lui, ritenendolo elemento adattissimo nell'infuocato torneo che la squadra giallorossa si appresta a disputare. Da allora diventa una colonna e con Pandolfini, Venturi e Bronèe, forma quello che viene all'unanimità definito il miglior quadrilatero di centrocampo d'Italia.
Dotato di un fisico eccezionale, grazie alla sua altezza eccelle nel gioco di testa. Da il meglio di sé in fase di contrasto, ma non è disprezzabile nemmeno nel gioco di costruzione. E quando si spinge in avanti, sui calci piazzati, qualche rete di testa ci scappa spesso.
Arriva anche a vestire l'azzurro, ma dopo la batosta contro l'Ungheria, nel giorno dell'inaugurazione dell'Olimpico, non viene più convocato in azzurro.
Si consola facendo collezione degli impermeabili che un negozio romano destina al miglior giocatore romanista di ogni gara disputata.
Solo nel 1955-56, all'improvviso, il suo rendimento comincia a scemare, anche per effetto dell'età che avanza e nell'estate del 1955, dopo quattro stagioni giocate sempre alla grande, la Roma lo spedisce a Cagliari, ove va a terminare una ottima e dispendiosa carriera nel corso della quale non ha mai lesinato energie.