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SILVANO BENEDETTI
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Silvano Benedetti 1995/1996

92/93
93/94
94/95
Silvano Benedetti 1992/1993 Silvano Benedetti 1993/1994 Silvano Benedetti 1994/1995
Lucca, 05 - 10 - 1965
Esordio in serie A: 20 Novembre 1983, Torino-Lazio 4-0

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1983-1984
TORINO
A
1
-
1984-1985
PARMA
B
21
-
1985-1986
PALERMO
B
35
1
1986-1987
ASCOLI
A
26
-
1987-1988
TORINO
A
15
-
1988-1989
TORINO
A
22
1
1989-1990
TORINO
B
36
3
1990-1991
TORINO
A
27
1
1991-1992
TORINO
A
25
1
1992-1993
ROMA
A
30
3
1993-1994
ROMA
A
9
1
1994-1995
ROMA
A
12
-
1995-1996
Gennaio 1996
ROMA
ALESSANDRIA
A
-
-
C1
14
-



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1992-1993
26 Agosto 1992
Coppa Italia
Sedicesimi di Finale - Andata
Roma - Taranto 4-1 3-1
18 Ottobre 1992
Campionato
6 Giornata
Roma - Inter 4-1 1-0
25 Ottobre 1992
Campionato
7 Giornata
Napoli - Roma 2-1 2-1
01 Novembre 1992
Campionato
8 Giornata
Roma - Brescia 2-3 2-3
1993-1994
03 Ottobrebre 1993
Campionato
7 Giornata
Roma - Cremonese 1-2 1-1
01 Dicembre 1993
Coppa Italia
Ottavi di Finale - Andata
Sampdoria - Roma 2-1
2-1



BIOGRAFIA

Si forma nelle giovanili del Torino, ove mette in mostra doti importanti.
A soli diciotto anni, esordisce in serie A, per poi essere mandato a farsi le ossa a Parma, in serie B. Due ottimi tornei tra i cadetti, il secondo dei quali a Palermo, convincono la dirigenza granata che è ora di riportarlo a casa e di affidargli una maglia. In granata rimane per cinque lunghe stagioni, dimostrandosi tra i migliori difensori del calcio italiano. Forte nel gioco aereo, dispone di buona tecnica e discreta mobilità, per cui diventa difficile superarlo anche per i migliori attaccanti. Inoltre, non ricorre spesso al fallo, caratteristica non comunissima in anni in cui la rudezza caratterizza buona parte dei nostri difensori.
Nel 1992, arriva la chiamata della Roma, che ha bisogno di un forte centrale da affiancare ad Aldair.
Nella prima stagione è titolare indiscusso, ma il suo rendimento non decolla mai. Gioca trenta partite, condite da tre reti, ma non riesce mai ad offrire una sensazione di sicurezza. Roma è una piazza difficile, soprattutto in quegli anni, con una società disorganizzata dopo la morte di Viola e le cui vicende spesso si tingono di giallo e lui dimostra di non raccapezzarsi in un ambiente così esplosivo.
Con l'arrivo di Mazzone, perde il posto da titolare e, nelle due successive stagioni colleziona appena ventuno presenze, senza mai dimostrare la sicurezza con cui aveva giostrato in granata. La sua carriera è praticamente agli sgoccioli.
Nel gennaio del 1996, la Roma lo spedisce ad Alessandria e lui prende atto che ormai nel grande calcio non c'è più spazio.