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PAOLO BARISON
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Paolo Barison 1966/1967

65/66
Paolo Barison 1965/1966
Vittorio Veneto (TV), 23 - 06 - 1936 / Andora (SV), 17 - 04 - 1979
Esordio in serie A: 08 Settembre 1957, Napoli-Genoa 4-0
Nazionale Italiana: 9 presenze e 6 reti

Campione d'Italia 1962

Vincitore della Coppa dei Campioni 1963

STAGIONE
SQUADRA
SERIE
PRESENZE
GOL
1954-1955
VENEZIA
C
6
-
1955-1956
VENEZIA
C
33
9
1956-1957
VENEZIA
B
29
11
1957-1958
GENOA
A
21
11
1958-1959
GENOA
A
27
14
1959-1960
GENOA
A
23
5
1960-1961
MILAN
A
11
5
1961-1962
MILAN
A
22
6
1962-1963
MILAN
A
14
3
1963-1964
SAMPDORIA
A
24
13
1964-1965
SAMPDORIA
A
33
6
1965-1966
ROMA
A
32
6
1966-1967
ROMA
A
30
7



STAGIONE
DATA
COMPETIZIONE
PARTITA
GOL
1965-1966
19 Settembre 1965
Campionato
3 Giornata
Sampdoria - Roma 0-1
0-1
22 Settembre 1965
Coppa delle Fiere
Primo Turno - Andata
Chelsea - Roma 4-1
1-1
26 Settembre 1965
Campionato
4 Giornata
Roma - Inter 2-0
2-0
03 Ottobre 1965
Campionato
5 Giornata
Atalanta - Roma 0-2
0-2
06 Febbraio 1966
Campionato
20 Giornata
Roma - Sampdoria 1-0
1-0
13 Febbraio 1966
Campionato
21 Giornata
Inter - Roma 2-2
0-1
27 Marzo 1966
Campionato
26 Giornata
Roma - Bologna 3-1
3-0
1966-1967
09 Settembre 1966
Coppa Italia
Primo Turno
Palermo - Roma 2-2
1-2
12 Dicembre 1966
Campionato
11 Giornata
Atalanta - Roma 2-4
1-2
18 Dicembre 1966
Campionato
12 Giornata
Foggia - Roma 2-2
2-1
29 Gennaio 1967
Campionato
18 Giornata
Brescia - Roma 3-3
3-1
26 Febbraio 1967
Campionato
22 Giornata
Cagliari - Roma 2-1
0-1
30 Aprile 1967
Campionato
30 Giornata
Torino - Roma 3-1
2-1
21 Maggio 1967
Campionato
33 Giornata
Venezia - Roma 1-2
0-1
1-2



BIOGRAFIA

Attaccante dal fisico possente, Paolo Barison si rivela nel Genoa, dove inanella una serie di ottime annate che lo mettono in mostra, tanto da raggiungere la maglia azzurra. Non fortissimo dal punto di vista tecnico, ha però un fisico che gli permette di reggere l'urto con le difese avversarie. Ingaggia vere e proprie battaglie, che creano spazi per i compagni di squadra, rendendosi così molto utile alla squadra, nonostante medie realizzative non proprio altissime.
La sua specialità sono le fughe sulla fascia: quando prende velocità, con quel fisico possente, diventa praticamente impossibile da fermare, a meno di non correre grossi rischi per la propria incolumità fisica.
Il Milan lo rileva nell'estate del 1960 e in rossonero conferma le doti che tutti gli riconoscono, pur non riuscendo mai a ritagliarsi un ruolo da titolare indiscusso. Dopo il Milan viene la Sampdoria, ove disputa due grandi stagioni che convincono la Roma a puntare su di lui.
Anche a Roma conferma ciò che si dice di lui: bravo a fare a sportellate con i difensori avversari e ad aprire varchi per i compagni, cosa che gli fa perdonare le non moltissime reti segnate e la cronica discontinuità. Nella stessa partita riesce talvolta a giocarne due: nella prima nessuno si accorge della sua presenza, nella seconda è capace di spaccare in due la difesa avversaria. Nelle due stagioni in giallorosso, segna appena 13 reti, ma il pubblico romanista mostra di gradire la sua combattività e la disposizione al sacrificio in favore dei compagni di squadra.
Le sue caratteristiche lo rendono una specie di Graziani ante litteram.