logosito STAGIONE 1996 - 1997



CAMPIONATO
logosito



ROMA - REGGIANA

XXI GIORNATA
23 Febbraio 1997 ORE 14.30



romacalcio
ROMA
2 - 2

Associazione Calcio Reggiana
REGGIANA



Cervone 5,5, Tetradze 5, Petruzzi 6, Aldair 6, Candela 5,5, Moriero 6,5, Di Biagio 6, Thern 6 (46' Tommasi 5,5), Carboni 6 (55' Bernardini 5,5), Balbo 6, Totti 6,5

All.: Bianchi
3' Moriero
9' Totti
65' Simutenkov
90' Tetradze (aut.)

Arbitro: Bonfrisco
Espulso: 90' Hatz per doppia ammonizione
Ballotta 6, Hatz 5,5, Galli 6, Beiersdorfer 6,5, Caini 6, Vecchiola 6, Sabau 5,5, De Napoli 5,5 (55’ Pacheco Sv, 80’ Valencia Sv), Longhi 6, Simutenkov 6,5, Minetti 5,5 (55’ Parente 6)

All.: Oddo
A disposizione:
Berti, Pivotto, Lanna, Delvecchio

A disposizione:
Gandini, Grun, Grossi, Coppola



I RISULTATI DI GIORNATA

CLASSIFICA
Bologna 0 - 0 Udinese
Juventus 37
Cagliari 3 - 2 Verona
Sampdoria 35
Fiorentina 1 - 1 Juventus
Bologna 31
Inter 2 - 0 Atalanta
Inter 30
Napoli 1 - 1 Sampdoria
Parma 30
Parma 2 - 0 Lazio
Vicenza 30
Perugia 1 - 0 Milan
Atalanta 28
Roma 2 - 2 Reggiana
Napoli 28
Vicenza 1 - 1 Piacenza
Fiorentina 27




Roma 27




Lazio 26




Milan 25




Udinese 23




Piacenza 20




Perugia 19




Cagliari 16




Verona 14




Reggiana 11



"Corriere dello Sport"

In prima pagina:
Moriero e Totti in 10': la Reggiana è ko. Partita finita, aria di vertice… Invece, la sorpresa.
ROMA, LEZIONE DAGLI ULTIMI. La presunzione si paga. Simutenkov e al 90' la beffa Tetradze (autogol).

VIII pagina:
Il tecnico, furibondo, registra l’ennesimo passo indietro: manca la mentalità vincente.
BIANCHI, PROCESSO ALLA ROMA. Un'ora a muso duro negli spogliatoi, parole pesanti contro i giocatori.

IX pagina:
Involontario ma decisivo protagonista dell'autogol che ha condannato la Roma al pari.
TETRADZE, LACRIME AMARE. Il russo, affranto, è scoppiato in un pianto a dirotto negli spogliatoi.
La Stampa



La Partita

Una partita peggiore non potevo vederla.
Queste sono le tipiche partite in cui il tifoso vorrebbe scendere negli spogliatoi e prendere a schiaffi i giocatori in campo (forse è per questo che in Italia ci sono le divisioni tra campo e spalti), perché non è possibile smettere di giocare dopo solo 10 minuti. E che dieci minuti.
Ottimi, non solo per i due gol segnati in scioltezza, ma anche per degli scambi a centrocampo che hanno messo più volte gli avanti giallorossi in condizione di tirare in porta.
Ma come spesso accade, l'apparenza inganna, visto che a quel punto la Roma ha smesso di giocare, adagiandosi sui due gol di vantaggio contro l'ultima in classifica. Ma la Reggiana non ha abbandonato la barca come poteva sembrare logico, ha anzi continuato a giocare sui suoi ritmi come se nulla fosse successo, arrivando prima a dimezzare le distanze con Simutenkov e poi, dopo le astute mosse di Oddo che ha inserito una quarta punta alle tre che erano in campo fin dall'inizio e gli incomprensibili cambi di Bianchi sempre più solo, al pareggio molto sfortunato per Tetradze che vede il suo pallone sbucciato malamente infilarsi alle spalle di Cervone.
Al di là del punto che a fine stagione potrà essere guadagnato o no, quello che fa più rabbia è il fatto che ancora una volta si è visto che la Roma non è una grande squadra come molti vogliono far sembrare: se ci fosse stata la Juventus al posto dei giallorossi, dopo il 2-0 certamente non si sarebbero fermati, anzi, ma come sappiamo da ormai troppo tempo la Roma non è la Juventus.
In finale è giusto che la Roma non abbia vinto, perché se oggi lo avesse fatto si sarebbe ritrovata in quarta posizione solitaria, a 3 punti dalla seconda e quindi dalla Coppa Campioni, e la squadra vista così non si meritava questa posizione.