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Scudetto Amichevoli 1980-1981: Falcao! Ed è subito gloria.

11 luglio 2020
Amichevoli 1980-1981

Dopo lo scandalo Totonero che ha travolto il calcio italiano nella precedente stagione, la Federazione decide di riaprire le frontiere per poter far acquistare dalle squadre italiane un giocatore straniero.
L'ambiente giallorosso si aspetta ulteriori progressi da una Roma finalmente ambiziosa, dopo le ottime cose fatte vedere l'anno precedente.
E l'estate alimenta queste ambizioni nel modo più clamoroso: con la riapertura delle frontiere Viola riallaccia antichi rapporti col Sudamerica e si mette alla caccia dell'asso capace di far fare il definitivo salto di qualità alla squadra.
L'obiettivo dichiarato è l'attaccante brasiliano Zico, ma quando questi si rivela troppo difficile da prendere, il presidente vira su un altro pezzo da novanta come Falcao, meno conosciuto dal grande pubblico (che infatti inizialmente storce un po' il naso), ma molto stimato dagli addetti ai lavori, che ben conoscono la classe dell'asso dell'Internacional di Porto Alegre.
La tifoseria è perplessa, ma anche Liedholm si frega le mani: da ex grande centrocampista, sa benissimo che le grandi squadre nascono in mezzo al campo e Falcao è l'uomo adatto per far crescere tutto il complesso, evitando tra l'altro che i riflettori si appuntino su una squadra che è appena nella prima fase di assemblaggio.
La leggenda vuole che Viola non abbia al momento i dollari per poter acquistare l'asso brasiliano, e se li faccia prestare dal suo amico presidente del Montevarchi: per ripagarlo del favore, una volta terminato il ritiro e Falcao stabilizzato nel centrocampo giallorosso, la Roma andra proprio a Montevarchi per la prima "uscita" amichevole dell'asso brasiliano.
La stagione della Roma parte alla grande, ma ogni tanto perde la testa, come accade nel ritorno del primo turno di Coppa delle Coppe col Carl Zeiss Jena, quando i tedeschi rimontano le tre reti patite all'andata e ne aggiungono una quarta che sancisce l'eliminazione degli uomini di Liedholm dall'Europa (sulla partita ci saranno grossi dubbi di utilizzo di doping da parte dei tedeschi dell'est, che comunque raggiungeranno la finale della competizione).
Poco male, però, visto che in campionato Falcao e compagni vanno come treni. La conferma che sta nascendo lo squadrone arriva a Milano, contro l'Inter, quando Pruzzo si scatena e guida la Roma ad una grande vittoria per 4-2. Proprio le reti di un rinato Pruzzo, insieme alla classe innata e al senso tattico di Falcao, diventano le armi più acuminate nelle mani di Liedholm, la cui zona atipica, con larghissimo possesso della palla, si conferma molto indigesto per la concorrenza.
La Roma vira al comando la prima parte della stagione, per poi calare leggermente alla distanza, ma sempre restando nel ristretto gruppo delle squadre che si contendono lo scudetto.
A tre giornate dal termine, va a Torino a giocarsi la partita attesa da quasi quaranta anni, con un solo punto da rimontare alla Juventus capolista. E qui succede il fattaccio che segna una intera epoca del calcio italiano. Con i bianconeri ridotti in dieci, per l'espulsione di Furino dopo un fallaccio su Falcao, la Roma segna la rete del vantaggio alla mezzora, con Ramon Turone, ma incredibilmente, mentre le migliaia di tifosi romanisti giunti nel capoluogo sabaudo ancora gridano di gioia, l'arbitro livornese Bergamo decide di iscrivere il suo nome nell'albo degli orrori arbitrali, annullando la segnatura.
Alla fine dell'anno la Roma è seconda, a due punti dalla Juventus e non può neanche consolarsi con la quarta Coppa Italia, seconda consecutiva, della sua storia. Comincia la grande rivalità con la Juventus, che non morirà mai...
Durante la stagione diverse amichevoli utilizzate soprattutto come allenamenti infrasettimanali o minitornei per riempire i vuoti creati dalla Nazionale (a Natale verrà disputato il Mundialito in Uruguay): ad Agosto partecipa al Torneo Città di Siviglia e al Meeting di Rimini gioca contro l'Atletico di Madrid (il cui incasso verrà devoluto alle vittime della strage di Bologna), a Dicembre vince il Primo Torneo Internazionale Ponte giocando contro il Trakia Plovdiv e il Perugia, e infine partecipa (come detto) al Torneo di Capodanno uscendo al primo turno.
Nelle varie perigrinazioni per l'Italia, pare abbia giocato anche un'amichevole a Sezze per devolvere l'incasso in beneficenza a Gino e Lucia, due bambini rimasti orfani, ma della partita non c'è traccia sui giornali sportivi dell'epoca.
Nella foto sopra, Falcao in azione nella prima amichevole disputata dall'asso brasiliano, proprio contro la sua ex squadra, l'Internacional di Porto Alegre.

Scudetto Napoli-Roma 2-1: ancora una sconfitta.

06 luglio 2020
Napoli-Roma

Decima sconfitta, per la precisione, per la Roma di Fonseca.
Allenatore sempre più in confusione, che cambia nuovamente strategia, schierando una difesa a 3 che col passare dei minuti diventa sempre più a cinque, riproponendo Zappacosta per tutti i 90 minuti quando una settimana fa diceva che non era pronto perché fermo da troppo mesi, che nonostante la possibilità di effettuare cinque cambi (previsto dal nuovo regolamenteo della Serie A vista l'emergenza della situazione) udufruisce solo di tre sostituzioni e alla fine inserisce Zaniolo (bentornato) quando pochi giorni fa aveva dichiarato che lo stesso non era pronto neanche per la panchina.
Ad ogni modo, la squadra scesa in campo contro il Napoli è apparsa ben diversa e molto più motivata (ci voleva poco, eh) di quella vista 3 giorni fa contro l'Udinese e soprattutto nel primo tempo ha messo in seria difficoltà il Napoli di Gattuso, nonostante i partenopei avessero avuto più nitide palle gol.
Nel secondo tempo, poi, la stanchezza ha fatto la differenza: le squadre via via che passavno i minuti si sono inevitabilmente allungate, lasciando spazio a continui capovolgimenti di fronte.
Prima Callejon portava in vantaggio il Napoli, poi dopo appena 5 minuti una bella azione in solitaria di Mkhitaryan (favorita da l'unico movimento giusto della partita di Kluivert) l'armeno pareggiava i conti ma nel finale, una palla regalata ad Insigne permetteva allo stesso Insigne di realizzare un gol capolavoro e lasciare la Roma con l'amaro in bocca.
Roma che ora è stata raggiiunta in classifica dallo stesso Napoli e ora viene insidiata anche dal Milan, a due punti di distanza.
Il Verona (42 punti) è al momento a distanza di sicurezza, ma arrivare addirittura settimi quest'anno avrebbe del clamoroso: si rischierebbe non solo di gettare alle ortiche quanto di buono (poco) è stato fatto nella prima parte di stagione, facendo dimenticare alcune ottime prestazioni, ma soprattutto rischierebbe di far cadere la Roma nel secondo turno preliminare di Europa League del prossimo anno. Prossimo anno che praticamente inizierebbe appena terminato questo.
E se ora i giocatori arrancano per il campo, chissà come vagherebbero senza praticamente alcun tipo di riposo...
Nella foto sopra, Nicolò Zaniolo torna in campo dopo il grave infortunio ai legamenti crociati del ginocchio che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco per molti mesi.

Scudetto Roma-Udinese 0-2: la Roma al mare.

03 luglio 2020
Roma-Udinese

E puntualmente come ogni uno o due anni arriva questo momento della stagione in cui non potendo più chiedere nulla al campionato o ad altre competizioni, la Roma tira i remi in barca e abbandona la nave alla deriva, rischiando di compromettere anche quel poco, pochissimo che si è raggiunto, in attesa della fine della stagione e proiettandosi verso l'anno successivo, con buoni propositi ed entusiasmi basati sul niente.
Ogni volta. E anche questa inutile e falsa stagione non poteva essere da meno.
Anzi, forse è anche peggio quest'anno, perché chi doveva lottare per non retrocedere, in attesa della ripresa del campionato, si è allenato in maniera seria, così come chi deve rincorrere un ambito posto in Europa.
E difatti, in queste tre partite si è vista una squadra che in campo passeggiava (la Roma) e le avversarie che andavano al doppio se non al triplo della velocità: l'Udinese ieri poteva chiudere l'incontro con bel altro risultato, se solo i suoi attaccanti avessero avuto migliore precisione sottoporta.
Siamo alle solite: società assente, giocatori che guardano nel vuoto, allenatore che non sa che fare, e quando decide di dare una sterzata, sbaglia di grosso la situazione, come ieri sera quando ha deciso di lasciare in panchina l'unico giocatore più o meno in forma della squadra (Dzeko) rivoluzionando l'intera squadra, mettendo in campo giocatori impresentabili fisicamente o proprio ex giocatori: Kalinic, Bruno Peres, Fazio, Under, Perotti (per il quale però il problema sono i terreni di gioco della Serie A...)
L'unica consolazione è che anche il Napoli che sta inseguendo ha perso contro l'Atalanta (che ormai se ne è definitivamente andata) e che quindi resta a 3 punti dai giallorossi: ma proprio domenica ci sarà lo scontro diretto al San Paolo.
Come finirà la gara? Se la Roma che scenderà in campo sarà la stessa presentatasi ieri all'Olimpico... beh, allora è meglio che vadano definitivamente al mare.
Nella foto sopra, Perotti (capitano per l'occasione) con un'entrata criminale ha messo a terra Becao. L'arbitro Guida non può far altro che mostrargli il cartellino rosso.

Scudetto Roma-Sampdoria 2-1: dove eravamo rimasti?

25 giugno 2020
Roma-Sampdoria

E così si ricomincia.
La Serie A più falsata della storia del calcio italiano riparte, quando invece doveva essere fermata ed interrotta definitivamente.
Ma si sa, il calcio ormai non è più un pallone che gira sul prato verde rincorso da 22 giocatori, è ben altra cosa, enormi interessi economici ruotano insieme al pallone, e mentre c'è chi ancora muore e chi piange i morti causati dalla pandemia, chi può fa i tamponi, è soggetto ad una quarantena ridotta, ha i soliti privilegi che le persone normali non hanno.
E sì che anche tra i calciatori c'è stato qualcuno che è stato contagiato dal virus.
Ma bisognava ripartire. E ripartenza è stata. Con gli stadi vuoti, partite giocate nell'arco dell'intera settimana e in orari senza senso, le telecronache con suoni di sottofondo creati ad arte come se lo stadio fosse pieno (una tristezza infinita, nella tristezza di guardare una partita senza pubblico...)
Probabilmente cambierà poco da qui alla fine del campionato (2 agosto!) e la classifica resterà più o meno immutata, ma si avrà l'illusione di aver assistito ad un campionato combattuto come mai...
Parlando della partita tra Roma e Sampdoria, i giallorossi si presentano con diverse novità in campo per affrontare i blucerchiati di mister Ranieri (sì, proprio lui): Ibanez all'esordio con la maglia della Roma, Mirante in porta perché Pau Lopez ancora infortunato, il redivivo Pastore, Carles Perez preferito a Kluivert e Under.
Buona la partenza della Roma, se non fosse per alcuni errori di impostazioni di Diawara, su uno dei quali Gabbiadini ne approfitta portando in vantaggio la Sampdoria e su un altro Jankto colpisce il palo.
Ma nonostante questo, la Roma macina gioco e in più di un'occasione porta scompiglio nell'area avversaria, e solo un grande Audero riesce a far chiudere in vantqaggio la propria squadra il primo tempo.
La ripresa vede una Sampdoria non riuscire più a portare quel pressing asfissiante del primo tempo sui portatori di palla avversari e soprattutto quando Fonseca decide i cambi (da questa partita potranno essere ben cinque a partita, praticamente mezza squadra inizia la gara, e altra mezza la finisce...) la Roma trova la via della rete.
Uno strepitoso Dzeko prima con una splendida girata al volo di sinistro agguanta il pari su imbeccata di Pellegrini e poi quasi allo scadere lo stesso Dzeko, sempre al volo ma stavolta col destro, regala i tre punti alla Roma e aggancia nella speciale classifica dei bomber giallorossi, uno dei più grandi attaccanti che hanno indossato questa maglia, Pedro "Piedone" Manfredini, a quota 104 gol con la Roma.
Tre punti fondamentali per rimanere in scia all'Atalanta per la corsa alla Champions League del prossimo anno. Se mai cambierà qualcosa in questa classifica...
Nella foto sopra, il minuto di silenzio in memoria di tutte le migliaia di vittime morte a causa del Coronavirus.