AlmanaccoGialloRosso

Scudetto Amichevoli 1966-1967: mediocrità fin dall'inizio.

22 febbraio 2019
Amichevoli 1966-1967

Il presidente Evangelisti continua nella sua folle idea di smantellamento e ricostruzione della squadra.
Una campagna acquisti inadeguata, introduce ad una nuova stagione improntata alla mediocrità.
Arrivano Pizzaballa e Peirò, ma partono Cudicini, Ardizzon, Tomasin, Salvoli e Cappelli.
Mister Pugliese, il Mago di Turi, è uno abituato a fare di necessità virtù, ma non le nozze coi fichi secchi e la povertà della rosa che gli viene messa a disposizione è sotto gli occhi di tutti.
Pugliese compare un giorno sì e l'altro pure sui giornali, è una miniera di trovate, ma all'atto pratico.
Eppure, il girone di andata illude: 20 punti, ma soprattutto la vittoria nel derby, quella con la Juve, lo 0-0 esterno con l'Inter e il 2-2 di Firenze, sembrano poter portare la Roma nella parte alta della classifica. Il ritorno riporta tutti sulla terra: la Roma è scarsa e il decimo posto finale ha di buono solo il fatto che tiene la squadra fuori dalla lotta per non retrocedere. Il bicchiere è comunque mezzo vuoto.
Già dalle amichevoli precampionato si capisce che sarà un'annata difficile: sconfitta a Terni, pareggio a Salerno e di nuovo sconfitta nel derby per la Coppa dell'Amicizia.
Durante l'anno, invece, molte amichevoli di stampo internazionale: contro la nazionale sovietica, il Penarol, il Barcellona, e la partecipazione al Trofeo del Olivo in Spagna e alla Coppa delle Alpi.
C'è anche il tempo per una torunée negli USA condite da due partite contro il Flamengo (la prima a San Francisco, la seconda a New York) per poi chiudere la lunga stagione con il triangolare Coppa Città di Roma insieme alla Fiorentina e al Santos di Pelè.
Nella foto sopra, le formazioni della Roma e della Nazionale Sovietica schierata a centrocampo prima dell'inizio dell'amichevole all'Olimpico.

Scudetto Roma-Bologna 2-1: 3 punti. E nient'altro.

19 febbraio 2019
Roma-Bologna

Vittoria da grande squadra, secondo Di Francesco.
Sofferenza pura, secondo i tifosi della Roma.
Il primo tempo rispecchia pienamente, per l'ennesima volta, la scarsa concentrazione e attenzione da parte di molti giocatori della Roma (se non tutti) quando di fronte si ha una squadra non di rango, ma comunque assetata di punti per la posizione delicata in classifica che occupa.
Se il primo tempo fosse finito 0-3, nessuno avrebbe avuto di gridare allo scandalo (se non i tifosi della Roma, appunto), perché il Bologna ha messo a nudo e ha sfruttato tutte le mancanze di filtro a centrocampo e di errate posizioni difensive dei giocatori giallorossi.
Ci è voluto un grandissimo Olsen in alcune circostanze, e gli errori di mira degli attaccanti rossoblu in altre per permettere alla squadra di Di Francesco di andare negli spogliatoi senza aver subito gol. Ma anche senza aver praticamente mai impensierito l'ex Skorupski dall'altra parte.
Per fortuna nella ripresa il tecnico giallorosso cambia alcune cose, e stavolta le fa nella maniera corretta.
Prima di tutto toglie dal campo uno svagato Cristante ed inserisce El Shaarawy, che sarà l'uomo del cambio di passo in avanti, e poco dopo sostituisce un sempre più evanescente Kluivert per inserire De Rossi e dare maggiore forza al filtro di centrocampo.
I risultati non tardano ad arrivare, e proprio grazie ad El Shaarawy, dopo uno scambio stretto con Dzeko, si guadagna un calcio di rigore realizzato con decisione da Kolarov.
Il Bologna pare spegnersi, e la Roma raddoppia con Fazio dopo una spizzata di testa dello stesso De Rossi.
Partita chiusa? Neanche a pensarlo quando in campo c'è la Roma, e difatti il Bologna nell'ultimo quarto d'ora reagisce e prima trova il gol con Sansone a 10 minuti dal termine e poi continua a premere alla ricerca del pareggio.
Ma forse (FORSE) i giallorossi hanno imparato dai propri errori e quando hanno la palla tra i piedi, invece di cercare la giocata a tutti i costi come in passato, cercano di rallentare il gioco ed addormentare la partita.
Tre punti fondamentali per rimanere agganciati al Milan e allontanare in un sol colpo Atalanta e Lazio nella corsa per la Champions League.
Le grandi squadre a volte vincono bene giocando male. Alla Roma ieri sera è andata così...
Nella foto sopra, Manolas festeggia con Fazio il gol del 2-0 realizzato dall'argentino.

Scudetto Roma-Porto 2-1: con questo Zaniolo si vola.

13 febbraio 2019
Roma-Porto

Il più giovane italiano a segnare una doppietta in Coppa dei Campioni e Champions League: nuovo record per Zaniolo.
Ma sarebbe riduttivo raccontare la partita del giovane talento giallorosso menzionando solo la doppietta.
Ciò che fa impressione del ragazzo, è la sua determinazione in campo e la sua caparbietà nel cercare sempre la giocata, mai banale, sempre propositivo e alla ricerca della superiorità numerica.
Sembra un autentico veterano in campo, ma i suoi 19 anni gli permettono anche di avere quella sfrontatezza tipica dei giovani.
Dopo un primo tempo accorto, dove le due squadre si sono studiate e hanno cercato i punti deboli avversari, e dopo che Dzeko (partita sontuosa la sua) ha colpito un clamoroso palo a seguito di una giocata simile a quella che ha portato la sua firma venerdì scorso contro il Chievo, nella ripresa la Roma è uscita fuori e pian piano ha messo sotto il Porto.
La squadra portoghese ha allenatato le maglie difensive quel tanto che è bastato agli attaccanti giallorossi di infilarcisi e colpire.
Il primo gol nasce da un'intuizione di Dzeko che stoppa la palla in area e serve su un piatto d'argento il pallone dell'1-0 sui piedi di Zaniolo, che non può fallire solo davanti Casillas.
Dopo poco il raddoppio dello stesso Zaniolo che raccoglie una respinta del palo su tiro ancora di Dzeko e che deve solo spingere in rete.
Poi, improvvisamente e anche molto fortunosamente, il Porto accorcia le distanze e la Roma perde quella sicurezza che sembrava potesse farle portare a casa il risultato pieno.
Invece tornano ad affacciarsi i fantasmi del passato, la squadra sembra impaurita, dietro la difesa balla, Zaniolo non ne ha più e sparisce dal campo (ancora un caso che si spegne lui e la Roma fatica?).
I giallorossi rischiano di subire il contraccolpo, ma nel finale potrebbero addirittura ritrovare il gol con un micidiale contropiede chiuso da Kolarov (i tifosi anche ieri gli hanno fatto notare che difficilmente lo perdoneranno mai) che colpisce in pieno volto Casillas lasciando aperta la qualificazione nella partita di ritorno.
Quando la Roma sarà chiamata ad una partita perfetta, dove presumibilmente avrà molti spazi per colpire in contropiede. Quel contropiede che nella partita d'andata ha portato Zaniolo a vivere una serata da sogno.
Nella foto sopra, Zaniolo corre verso la Sud per festeggiare la sua prima rete in Champions League ad appena 19 anni. Poco dopo arriverà anche la doppietta.

Scudetto Chievo-Roma 0-3: proficuo allenamento.

11 febbraio 2019
Chievo-Roma

Doveva essere una partita facile, da chiuderla il più velocemente possibile e così è stato.
Per certi versi fa ancora più rabbia questa Roma, dopo una vittoria così facile contro una squadra con un piede e mezzo già in Serie B.
Perché la stessa prestazione non è stata offerta contro squadre altrettanto in difficoltà? Perché a fine anno bisognerà riguardare il film del campionato e ripensare a quanti punti saranno stati buttati al vento per scarsa concentrazione o determinazione?
È questo quello che fa veramente rabbia di questa squadra. Perché si può vincere e si può perdere, ci possono essere delle giornate no di alcuni giocatori, ma prestazioni scadenti come alcune viste fino a questo punto della stagione no. Quelle non sono ammissibili.
Quella contro il Chievo era un buon banco di prova anche in virtù di alcune problematiche di formazione in vista Champions contro il Porto: Olsen è infortunato, e non è ancora certo che rientri martedì. Così come Manolas.
Mirante e Marcano hanno offerto delle prestazioni più che soddisfacenti, ma come detto, gli avversari erano di caratura ben diversa da quelli che si andranno ad affrontare nel prossimo turno di europeo.
Continua a segnare El Shaarawy (per lui anche un palo), torna a segnare Dzeko (per lui anche una traversa e una prestazione eccellente, al servizio della squadra), raggiunge quota 6 gol in campionato anche Kolarov: su di lui le critiche più pesanti dei tifosi, che non gli perdonano alcune affermazioni rilasciate durante l'anno verso i tifosi: dopo il gol ha tentato di smorzare i toni inchinandosi verso gli stessi tifosi giallorossi.
Solo il tempo potrà dirci se la pace è stata fatta oppure se resterà su di lui l'onta di non aver portato abbastanza rispetto verso coloro che, nonostante tutto e tutti, sono sempre lì, accanto la squadra a sostenerla e ad incitarla.
Anche martedì, nel difficile ma non impossibile impegno di Champions League.
Nella foto sopra, l'inchino di pace di Kolarov verso i tifosi della Roma dopo il suo gol dello 0-3.