AlmanaccoGialloRosso

Scudetto Amichevoli 1977-1978: anche Ciccio Cordova saluta.

25 maggio 2020
Amichevoli 1977-1978

Anzalone non sa più che pesci prendere per restare a galla.
Liedholm decide di averne le tasche piene di un presidente così sparagnino e se ne va a Milano. Al suo posto arriva Giagnoni, l'uomo col colbacco.
Il nuovo tecnico ha avuto il suo quarto d'ora di celebrità qualche anno prima, quando ha condotto il Torino ad un passo dallo scudetto, ma si trova ormai nella fase calante di una carriera che sembrava promettere di più.
Del resto, la campagna acquisti provvede a spegnere subito qualsiasi entusiasmo: arrivano De Nadai e Sperotto ma parte Ciccio Cordova (che si accasa alla Lazio...), ormai ai ferri corti con Anzalone.
Forse il presidente si illude nella maturazione dei giovani (la Primavera a fine anno conquisterà il suo terzo scudetto di categoria) e in un consolidamento di quanto fatto l'anno prima, ma la sfortuna ci si mette subito di mezzo.
Come se non bastasse la perdurante assenza di Francesco Rocca, arriva subito l'infortunio di Ugolotti, grande promessa delle giovanili che, dopo aver segnato tre reti nelle prime tre partite, si fa male e lascia l'attacco nelle mani del solo Musiello. Il quale, a sua volta, non conferma le belle cose fatte intravvedere un anno prima. Il picco di sfortuna, si registra in occasione della quinta partita del torneo, quella col Milan, quando una Roma partita discretamente, si ritrova improvvisamente falcidiata dagli infortuni, tanto che Giagnoni dichiara di non poter allenare i suoi uomini neanche a barzellette, per la paura di qualche slogatura alla mascella. Nel giorno in cui fanno il loro esordio Paolanti, Berdini e Scarnecchia, il pubblico romanista fa la sua prima conoscenza col famigerato Bergamo. L'arbitro livornese, infatti, a pochi minuti dal termine nega un clamoroso rigore alla Roma, sul punteggio di 1-1, per un atterramento dello scatenato Scarnecchia. Poi, il Milan vince la partita con Capello, e il torneo della Roma assume il solito tran tran, che alla fine porterà un desolante ottavo posto.
Insomma, la Rometta di Anzalone tiene la barra dritta al centro (classifica) e il Sor Gaetano conferma la sua pochezza.
Tante le amichevoli durante l'anno, anche di carattere internazionale: a fine campionato i giallorossi partecipano alla Coppa Internazionale d'estate (nata inizialmente come Coppa Piano Karl Rappan e negli anni poi tramutatasi nella Coppa Intertoto) dove batte per ben due volte per 2-0 il più celebrato Bayern Monaco e al termine di questo torneo riparte per il Nord America, stavolta in Canada, per disputare l'ennesima tournée e racimolare qualche soldo che ad Anzalone farebbe più che comodo.
Peccato, però, che in Canada il calcio non è mai decollato del tutto e soprattutto nello stesso periodo si disputa il Campionato del Mondo in Argentina, che attira molto più interesse di questa inutile e sconclusionata torneée contro squadre dilettanti rimediate in fretta e furia...
Nella foto sopra, Picchio De Sisti e Gerd Muller posano per una foto prima dell'inizio dell'incontro amichevole, valevole per la Coppa Internazionale d'Estate (antesignana della Coppa Intertoto), tra la Roma e il Bayern Munchen, il 24 Maggio 1978.

Scudetto Amichevoli 1976-1977: il lungo calvario di Rocca.

05 maggio 2020
Amichevoli 1976-1977

È l'anno della Roma giovane.
Non avendo alcuna intenzione di spendere e neanche i mezzi per farlo, Anzalone si affida ad una totale ristrutturazione che sembra prefigurare un progetto di lungo termine.
Qualcosa si vede, in particolare entrano in pianta stabile Bruno Conti e Agostino Di Bartolomei (che però all'inizio non avrà vita facile, e anche lui verrà fischiato dai suoi tifosi per prestazioni molto deludenti), ma gli altri giovani accatastati alla rinfusa da Anzalone, sono quasi tutti emeriti carneadi che rivelano presto la loro pochezza.
Il simbolo di questi giocatori è Giuliano Musiello, giocatore tanto generoso quanto inconcludente.
La stagione inizia nel peggiore dei modi, con l'eliminazione dalla Coppa Italia senza neanche riuscire a superare il girone di qualificazione contro squadre più che alla portata dei giallorossi.
In campionato l'inizio è buono, anche se lo slancio degli uomini di Liedholm viene frenato da una incredibile sconfitta nel derby di andata, quando il dominio della Roma viene fermato da un Pulici in giornata di grazia e punito da Giordano.
Poi arriva una incredibile vittoria con la Juventus, quando Di Bartolomei e Bruno Conti fanno letteralmente impazzire la squadra che sta dominando il torneo, insieme al Torino.
Da questo momento il campionato della Roma diventa una sorta di giostra impazzita: alcune giornate grigie, per non dire buie, ma anche una seconda incredibile vittoria con il Torino. La Roma sarà l'unica squadra a riuscire nell'impresa di battere le due torinesi, che ammazzano letteralmente il campionato.
Tutto sembra preludere ad un finale di stagione in crescendo, che però non ci sarà, tanto che il calo finale costa non solo la possibile qualificazione alla Coppa UEFA, ma anche il sorpasso della Lazio.
Ma la nota più dolente di tutte arriva dal primo infortunio al ginocchio per il nuovo beniamino giallorosso, Francesco Rocca.
Un infortunio in campionato contro il Cesena lo segnerà per sempre. Dovrebbe fermarsi, ma il suo carattere lo spinge a rispondere alla convocazione in Nazionale.
I legamenti cedonodel tutto, e si deve operare.
Purtroppo non tutto va per il verso giusto: al rientro dall'infortunio, il ginocchio continua sempre a gonfiarsi e lui ha anche uno screzio con la società, quando a fine stagione Anzalone, per rimediare pochi milioni di lire, decide di mandarlo ugualmente negli Stati Uniti per una tournée che senza di lui non richiamerebbe lo stesso numero di spettatori.
Ma è evidente che Rocca avrebbe bisogno di riposo, tanto che non riesce neanche a disputare una gara e rientra in Italia in anticipo.
In questa Roma "giovane" dove fanno la loro apparizione alcuni nomi più che sconosciuti (Claudio De Tommai, Fabrizio Rossi, Pasqualino Fallone), uno su tutti è degno di nota: Alberto De Rossi, il padre di Daniele, giovane della Primavera che partecipa al ritiro precampionato con la Prima Squadra.
Nella foto sopra, l'ingresso in campo delle squadre prima dell'amichevole tra la Roma e il Nacional Montevideo. Si riconoscono nitidamente Santarini, De Sisti e poco più dietro Paolo Conti.

Scudetto Amichevoli 1975-1976: ancora Pelè e tournée americana.

10 aprile 2020
Amichevoli 1974-1975

La stagione inizia col botto derivante dall'acquisto di Loris Boni, biondo mediano della Sampdoria, per la ragguardevole cifra di ottocento milioni, e con l'arrivo dell'attaccante Petrini, che dovrebbe dare una mano in avanti a Pierino Prati.
Il problema, è che ormai Prati non c'è più. L'exploit dell'anno precedente, è stato in pratica il suo canto del cigno e il logorio fisico della Peste diventa sempre più evidente.
Dal canto suo, Petrini non è mai stato un fulmine di guerra e in certe occasioni la sua pochezza diventa addirittura imbarazzante. Nella prima stracittadina dell'anno, si fa una scorpacciata di reti fallite e contro la Sampdoria, dopo l'ennesimo errore sotto porta, chiede addirittura scusa all'allibito pubblico. È un gesto sicuramente apprezzabile, ma rimane la realtà di un attacco che è ormai poca cosa e non riesce più a finalizzare il lavoro di centrocampisti e difensori.
Rocca è ormai in crescita esponenziale, mentre De Sisti, Morini e Cordova riescono a tenere spesso sù la baracca.
Purtroppo, proprio Boni viene messo fuori uso da una entrata criminale di Chinaglia nel corso del derby di ritorno e la sua carriera sarà pregiudicata da questo incidente.
Anche Spadoni vede praticamente finire la sua carriera ad alti livelli da una entrata assassina dell'interista Bini e alla Roma non resta che imprecare contro la cattiva sorte. Alla fine è un decimo posto, reso ancora più amaro per la tifoseria dal fatto che proprio la Roma è determinante nella salvezza della Lazio.
La Coppa Italia è un disastro: i giallorossi non riescono neppure a superare il girone iniziale a vantaggio della Sampdoria, e in Coppa Uefa, la prima della sua storia disputata dalla Roma, dopo aver eliminato il Dunav Ruse e l'Oesters, si deve arrendere al più quotato Club Brugge negli Ottavi di finale.
Sul fronte delle amichevoli, dopo un precampionato non entusiasmante contro squadre di poco conto, durante la stagione c'è da registrare il ritorno all'Olimpico di Pelè, stavolta con la maglia dei New York Cosmos, la clamorosa sconfitta (a stagione praticamente finita) contro la Nicese, squadra di Nizza Monferrato militante nel campionato di Promozione e il "saluto" alla Vis Sezze appena promossa anch'essa in Promozione.
Da segnalare un paio di apparizioni in Prima Squadra di giovani che smariranno poi dal panorama calcistico importante: un certo Aldo Vannoli e Maurizio Amenta, fratello più piccolo del più famoso Mauro (che approderà qualche anno dopo in maglia giallorossa).
Infine la stagione si chiude con la tournée negli Stati Uniti per partecipare prima alla Coppa dell'Indipendenza contro il Boca Juniors (coppa vinta da questi ultimi) e successivamente contro due squadre del neonato (o quasi) campionato americano che non decollerà mai del tutto, fino ad essere cancellato negli anni '80.
Nella foto sopra, Rocca stringe la mano a Pelè prima dell'inizio dell'amichevole tra la Roma e i New York Cosmos, squadra statunitense che si è aggiudicata le prestazioni del più grande calciatore di tutti i tempi.

Scudetto Cagliari-Roma 3-4: Mkhitaryan rilancia la Roma.

02 marzo 2020
Cagliari-Roma

In un campionato falcidiato dal Coronavirus ma soprattutto dall'incapacità di quattro pupazzi messi al governo di questa baracca chiamata Lega Calcio, la Roma per quel che può contare torna a macinare gioco e ritrova una continuità di risultati che le mancava da tempo.
Rinviare a chissà quando (fine settimana prossimo? fra 4 mesi? a fine emergenza senza sapere quando finirà l'emergenza?) 6 partite e non inspiegabilmente l'intera giornata, o ancora giocarla tutta a porte chiuse (perché si sa che tanto le date disponibili restate per eventuali recuperi sono esigue) da qui a fine emergenza non ha assolutamente nessun senso.
Se non quello di falsare e rendere una pagliacciata l'intera stagione, già falsata dal rinvio indiscriminato di una partita (Lazio-Hellas Verona) a giornate di distanza per via della Supercoppa Italiana (quando invece la Juventus ha giocato la sua partita prevista in campionato) e dal rinvio domenica scorsa di ulteriori partite, quelle sì senza aver possibilità di programmare nulla perché appena scoppiata l'emergenza.
E invece eccola qui, la piccola Lega Serie A, mossa da qualche burattinaio (Lotito? Agnelli? Marotta?) senza né capo né coda che vede alcune squadre in testa alla classifica senza pieno merito, altre che devono recuperare una partita chissà quando, altre addirittura due.
E forse a metà Maggio, quando ormai quasi tutti i giochi saranno fatti! Complimenti!
In tutto questo marasma di melma e poca vergogna da chi dovrebbe invece scusarsi e dimettersi, la Roma ritrova una squadra in grado di giocare un ottimo calcio, andare a Cagliari (squadra che ad inizio anno sognava addirittura l'Europa) e segnare 4 gol alla Sardegna Arena, ritrovare un goleador sparito da troppo tempo dai tabellini (Kalinic) e scoprire definitivamente un fuoriclasse proveniente dall'Armenia: Mkhitaryan.
È lui l'autentica chiave di volta di questa ritrovata Roma e delle sue giocate offensive in sequenza, senza soluzione di continuità: la squadra sarda fin dall'inizio è stata messo alle corde dai giallorossi, che però dietro devono ancora rivedere qualcosa, perché quando Smalling è in giornata negativa, i gol avversari arrivano con troppa facilità.
Ne è uscita fuori comunque una partita piacevole, con ripetuti cambi di fronte dove però la Roma ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco e la lucidità di affondare quando voleva affondare.
Solo nel finale c'è stata evidenza di una poca maturità da parte di alcuni giocatori: gli ultimi istanti di gara erano abbastanza concitati, e bastava tenere il pallone tra i piedi per far passare velocemente il tempo, piuttosto che spazzare lontano e prestare il fianco alle ultime speranze avversarie.
Ad ogni modo Fonseca ha (forse) ritrovato la sua squadra. Di certo ha ritrovato un fuoriclasse per troppo tempo alle prese con problemi fisici.
Ma quale Serie A lo aspetta?
Nella foto sopra, un erorme Mkhitaryan. L'armeno ha finalmente trovato la condizione fisica e la continuità e tutto il suo talento sta dando i suoi frutti alla Roma, che finalmente si rilancia in campionato.