AlmanaccoGialloRosso

Scudetto Roma-Lazio 1-1: gioca la Roma, pareggia la Lazio.

27 gennaio 2020
Lazio-Roma

Un derby giocato ad una porta sola, contro una squadra che in diversi (!!!) accreditano come una delle migliori compagini italiane in questo momento e addirittura canditata (!!!) per insidiare la Juve capolista.
La realtà vista ieri, invece, parla di una Roma padrona assoluta del campo, che ha schiacciato costantemente gli avversari nella propria metà campo, non dando mai modo alla Lazio di affacciarsi dalle parti di Pau Lopez, che infatti resterà inoperoso per tutta la partita. O quasi.
Dopo un errore di valutazione di Strakosha, che si lascia anticipare da Dzeko che torna finalmente al gol contro i biancocelesti, sull'unica azione della Lazio in 88 minuti (un calcio d'angolo) il portiere giallorosso restituisce il favore al collega laziale alzando di pugno a campanile un incomprensibile pallone che rimane nei pressi della linea di porta, incespica su Smalling e Acerbi, fino a che il difensore laziale la butta dentro.
Incredulità da più parti, per un errore che sa di clamoroso che ricorda in qualche modo quello che commise anni addietro il povero Goicoechea, errore che costò la panchina al mister Zeman.
Inutile appellarsi ad un eventuale carica dello stesso Acerbi su Pau Lopez: forse lo tocca, forse si appoggia e lo sbilancia, forse lo spinge anche nel momento in cui la butta dentro. Resta l'errore da principiante per un portiere che non più tardi di una settimana fa veniva osannato per aver contribuito in maniera determinante sulla vittoria della Roma contro il Genoa.
Il resto della partita è un monologo giallorosso, con svariati tentativi dei giocatori romanisti di scardinare l'arrocco tirato su da Inzaghi, che nelle ultime 11 gare ha vinto praticamente quasi esclusivamente così, con un gioco di trapattoniana memoria, catenaccio e contropiede.
Ma recriminare serve a poco, e anzi, lascia ancora di più l'amaro in bocca: alla fine conta sempre e solo il risultato, e se non la butti dentro, i tre punti non li porti a casa.
Oltre al palo di Pellegrini subito dopo il pareggio, la Roma ha avuto moltissime altre occasioni per vincere la gara, ma gli errori sotto porta sono stati, alla fine, decisamente troppi.
Senza contare il rigore-non rigore su Kluivert per un contatto con Patric, prima assegnato e poi cancellato con la VAR, probabilmente a ben vedere.
Come già evidenziato nel match contro la Juve in Coppa Italia, la Roma gioca bene, molto bene, a tratti è straripante. Ma sotto porta appare poco cattiva (e a volte anche poco fortunata, è da dirlo) e così facendo, lascia spazio al possibile ritorno degli avversari.
E anche la Lazio, al 90' ha avuto la sua piccola, piccolissima occasione per fare bottino pieno: un tiro da mille metri di Milinkovic che neanche prende la porta.
Ma che ha fatto traballare diverse coronarie dei tifosi giallorossi...
Nella foto sopra, Pau Lopez a testa bassa, probabilmente ripensando al clamoroso errore commesso in occasione del pareggio laziale.

Scudetto Juventus-Roma 3-1: poca Roma, troppa Juve.

23 gennaio 2020
Juventus-Roma

E ancora una volta si esce dall'Allianz Stadium con un pugno di mosche in mano.
Sconfitti senza possibilità di replica, senza aver neanche provato a gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Non è tanto un discorso di gioco o di tattica. No. Stavolta è stato proprio un problema di attitudine, di atteggiamento, di mentalità.
E, senza ombra di dubbio, di differenza di qualità nei singoli giocatori.
Nel momento "migliore" della Roma nel primo tempo, quando i giallorossi sembravano tenere bene il campo, è bastata una sgroppata di Cristiano Ronaldo, che tocca sostanzialmente il suo primo pallone della gara e la butta alle spalle di Pau Lopez.
E in questo momento finisce il primo tempo della Roma. Che non riesce a riprendersi e prende altre due sberle senza riuscire a reagire.
Molto infastidito Fonseca, proprio per l'atteggiamento e la poca propensione al sacrificio di alcuni dei suoi, soprattutto del terzetto offensivo, praticamente nullo in avanti e mai presente ad aiutare nel ripiegamento.
Nella ripresa, forse scossi dallo stesso tecnico giallorosso, o magari dal fatto che la Juve forte del triplice vantaggio, la Roma rientra con un piglio diverso, o quantomeno con la voglia di non risultare la vittima sacrificale senza provare a fare qualcosa di buono.
E da una bella azione di Under (comunque in solitario, quasi a giocare solo per se stesso, come spesso gli capita ultimamente...) arriva il gol della bandiera per la Roma.
Gol che poteva significare qualcosa di importante se poco dopo Kalinic non fallisse la più facile delle occasioni colpendo un clamoroso palo ad un metro dalla porta con Buffon ormai fuori causa.
O ancora se Florenzi, in un'azione simile a quella che aveva portato Ronaldo al gol, non si facesse ipnotizzare da Buffon.
Ma forse la differenza (enorme) tra le due squadre sta proprio in questo paragone: stessa azione, ma da una parte c'è Cristiano Ronaldo, dall'altra Florenzi.
Inutile girarci troppo intorno facendo finta di non vedere.
La Roma, questa Roma, non vale la Juve. Punto.
Nella foto sopra, emblematica immagine della gara, con Kolarov che guarda Bentancur che esulta dopo il suo gol, mentre Diawara si dispera e Cristante si allontana a testa bassa.

Scudetto Genoa-Roma 1-3: la Roma riprende il cammino.

21 gennaio 2020
Genoa-Roma

Finalmente arriva la prima vittoria dell'anno in casa giallorossa.
Vittoria importante, perché apre una settimana molto complicata per gli uomini di mister Fonseca, che mercoledì andranno prima a fare visita alla Juve nei Quarti di Coppa Italia, con molti uomini mancanti, e domenica prossima affronteranno il derby contro una Lazio sempre più lanciata verso l'alto della classifica e che (pare) non si fermi più.
E la vittoria contro il Genoa arriva al termine di un'altra settimana molto particolare, con il "caso" Spinazzola-Politano che si conclude nel peggiore dei modi (soprattutto per l'ex Primavera giallorossa): dopo che Politano si era già fatto fotografare con la sciarpa della Roma, l'Inter ha deciso di non puntare più sul terzino adducendo motivazioni di ordine fisico e ha fatto saltare lo scambio.
Fonseca non si è troppo preoccupato della cosa, e ha lanciato titolare lo stesso Spinazzola che a fine gara risulterà addirittura tra i migliori in campo, autore del cross che ha indotto Biraschi all'autogol che è valso il momentaneo 0-2 a favore della Roma e tanti saluti ai dirigenti dell'Inter.
In gol sono tornati anche Under con un tiro e soprattutto Dzeko: la Roma, questa Roma, ha troppo bisogno dei gol dei suoi attaccanti, in particolare del suo bomber principe.
Il suo apporto alla causa è imprenscindibile per poter continuare a mantenere una posizione in classifica valevole per l'ingresso in Champions League e per provare a portare a casa un trofeo, sia esso la Coppa Italia o l'Europa League.
La Roma gioca bene, è innegabile, ma troppo spesso ha passaggi a vuoto o momenti di amnesia collettiva (il gol del Genoa non si può prendere in Serie A) e quello che fin qui troppo spesso è mancato sono state le finalizzazioni delle azioni.
Perché la Roma costruisce. E costruisce molto.
Infine, speciale menzione per Pau Lopez, protagonista della vittoria di Genova tanto quanto Dzeko o Pellegrini (ancora una volta faro della squadra): grazie alle sue parate, su Goldaniga e Pandev in particolare, i giallorossi sono riusciti a rimanere in vantaggio anche quando il Genoa premeva per recuperare la partita.
Il tributo dei suoi compagni a fine gara è la testimonianza di quanto siano state fondamentali le sue parate.
Nella foto sopra, Pau Lopez festeggiato dai compagni come se avesse segnato un gol: in effetti il portiere della Roma durante la gara ha effettuato almeno un paio di interventi prodigiosi, consentendo così alla Roma di riuscire a tornare a casa con la vittoria in tasca.

Scudetto Parma-Roma 0-2: Bene la Roma sperimentale.

17 gennaio 2020
Parma-Roma

Buona la Roma sperimentale proposta da Paulo Fonseca in questo impegno infrasettimanale per la Coppa Italia.
Dovendo fare di necessità virtù, soprattutto in vista dell'impegno di domenica prossima contro il Genoa in campionato, quando mancheranno contemporaneamente i due terzini, Kolarov e Florenzi, entrambi squalificati, il tecnico giallorosso ha proposta un modulo inedito per capire quanto può affidarsi a soluzioni d'emergenza.
Il modulo 3-3-3-1 con Smaling e Mancini larghi in difesa con Cristante ad aiutare la costruzione del gioco, ha dato risposte positive, anche se era chiaro fin dall'inizio che il difensore inglese si trovava un po' spaesato in un ruolo non suo.
Kalinic davanti ha disputato una buona gara, giocando molto di sponda e facendo da punto di riferimento per i compagni, anche se sotto porta non ha trovato lo spunto giusto per trovare la via del gol.
Su tutti, un enorme Lorenzo Pellegrini.
Senza dubbio è lui l'autentico leader della squadra: a lui si affidano i compagni e lui non ha paura di caricarsi la squadra sulle spalle e prendersi le giuste responsabilità.
La doppietta del talento giallorosso ne è la testimonianza: il primo gol arriva dopo una bella giocata manovrata e conclusa dopo un triangolo con lo stesso Kalinic, il raddoppio su calcio di rigore dopo un evidente fallo di mano in area di Barillà.
Roma ai Quarti, dunque, dove affronterà la Juventus allo Stadium tra una settimana.
Impegno arduo, che per essere superato dovrà vedere una Roma perfetta. Sotto ogni punto di vista.
Nella foto sopra, Florenzi e Pellegrini esultano sotto il settore occupato dai tifosi giallorossi dopo la realizzazione da parte dello stesso Pellegrini del rigore del 2-0 che chiude la partita.