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Scudetto Chievo-Roma 0-0: Sorrentino para la Roma.

11 dicembre 2017
Chievo-Roma

Quando la sfortuna decide di accanirsi, c'è poco da fare.
La Roma vista ieri contro il Chievo meritava di uscire dal Bentegodi con un risultato di 0-3 o 0-4, tre punti in più in classifica e, con una partita da recuperare, potenzialmente prima in classifica.
Invece si ritrova con un solo punto conquistato a Verona e una classifica che dice ancora quarta in classifica a 5 punti di distanza dall'Inter capolista.
Sorrentino ieri è sembrato il giusto mix tra Yashin, Zoff e Schmeichel: insuperabile da tutte le parti, parate d'istinto, di fortuna, con le mani, con i piedi...
Fosse durata altre 2 ore la partita, probabilmente la Roma non sarebbe riuscita lo stesso a segnare.
Eppure Di Francesco le ha provate tutte: prima inserendo dal primo minuto Schick che si è mosso molto bene e che per poco non riusciva a segnare un clamoroso gol di tacco (se Sorrentino non avesse compiuto uno dei tanti miracoli), poi inserendo Dzeko e Perotti nel finale. Ma purtroppo il risultato è rimasto inchiodato fino alla fine sullo 0-0.
Di contro il Chievo nella prima parte di gara ha provato a fare capolino fuori dalla propria metà campo, e riuscendo a cogliere (molto fortunosamente) una traversa con Inglese. Ma poi si è chiuso a riccio a protezione della propria area di rigore cercando di limitare il più possibile i danni.
Di Francesco, giustamente, se la prende un po' con la sfortuna e molto con la poca concretezza dei suoi: quando crei così tante palle gol, devi riuscire a buttarne dentro almeno un paio.
Sintomatico l'errore di Gerson solo davanti a Sorrentino già a terra (dopo la parata sul tacco di Schick).
Certo è che se il portiere clivense dove non arriva con le mani riesce ad arrivare d'istinto con la punta del piede su un tiro di Schick deviato da un suo difensore... beh, di fronte a così tanta fortuna c'è (forse) ben poco da fare...

Champions League Roma-Qarabag 1-0: tutti in piedi, passa la Roma!

06 dicembre 2017
Roma-Qarabag

È proprio così, anche se per alcuni è ancora difficile crederlo.
La Roma di Di Francesco non solo passa il turno ed accede agli Ottavi di Finale di Champions League, ma ci arriva vincendo il proprio difficilissimo girone e presentandosi al sorteggio di lunedì prossimo come testa di serie.
Al momento del sorteggio del Girone C in molti avevano dato per scontato il passaggio del Chelsea e dell'Atletico Madrid, retrocedendo di fatto la Roma in Europa League.
Dopo il complicato pareggio in casa contro gli spagnoli, il timore della "retrocessione" era diventato quasi certezza.
Per non parlare del momento in cui la Roma, dopo la vittoria a Baku che per molti era stata stentata, stava perdendo 2-0 a Londra contro il Chelsea.
Ma poi, proprio in quella partita, è arrivato lo straordinario gol di Kolarov.
E proprio quel gol deve aver fatto scattare nella testa dei giocatori (che comunque quella partita la stavano dominando, nonostante il doppio svantaggio) che li ha spinti a credere in quello che per molti era impossibile.
E così escono praticamente da "eroi" dallo Stamford Bridge. Demoliscono in casa lo stesso Chelsea, andandosi a prendere la testa della classifica.
Perdono a Madrid, in una partita che di fatto cambia poco le sorti dei giallorossi.
E infine ieri sera, nonostante l'inevitabile "braccino corto" che può aver fatto tremare le gambe ad alcuni che vedevano il risultato contro il Qarabag fermo per troppo tempo sullo 0-0, Perotti sblocca la partita e il contemporaneo pareggio tra Chelsea e Atletico regala il primato ai giallorossi.
Nel pomeriggio era arrivato anche il "sì" definitivo alla costruzione del nuovo stadio della Roma: due risultati (il primato e lo stadio) che devono essere, oggi più che mai, non un punto di arrivo.
Bensì un importantissimo punto di partenza. La Roma vuole e deve diventare grande.
Con i risultati lo sta dimostrando. E deve continuare a farlo.

Scudetto Roma-Spal 3-1: tutto molto facile.

04 dicembre 2017
Roma-Spal

L'impegno era estremamente semplice, la squadra abbastanza rimaneggiata, il risultato finale più che scontato.
In più dopo appena 10 minuti, la strada in discesa si fa ancora più scorrevole grazie ad una ingenuità di Felipe che si fa espellere lasciando la propria squadra, già di fronte ad un'impresa improba, con un uomo in meno.
E così, dopo poco, Dzeko ritrova la via del gol, dopo un'astinenza che cominciava a pesare, soprattutto sull'umore del bosniaco.
Poi è il turno di Strootman tornare al gol, anche lui dopo un lungo periodo di assenza e dopo un periodo di condizione psicofisica non ottimale.
Infine è il turno del primo gol in maglia giallorossa per Lorenzo Pelelgrini, altro figlio di Roma che ha la Roma nel sangue.
In mezzo, tante ottime giocate di alcuni giocatori estremamente ispirati (El Shaarawy e Kolarov su tutti), e un paio di elementi che ancora appaiono come pesci fuor d'acqua in questo meraviglioso acquario allestito da Di Francesco: sia Under che Gonalons sono apparsi un po' spaesati, nonostante il tecnico giallorosso li faccia giocare con relativa continuità.
Peccato per quel gol subito (su rigore) dall'ex Viviani e per le tante occasioni create ma non finalizzate: su questi tasti Di Francesco a fine gara è andato giù duro con la propria squadra.
Fa bene il tecnico a tenere sempre in tensione i propri giocatori, anche quando la sfida appare semplice e il risultato acquisito.
Solo così si può aspirare a fare quel salto di qualità da tanto atteso e, finora, mai arrivato.
Intanto davanti, gli scontri diretti iniziano a dare i loro frutti...

Scudetto Genoa-Roma 1-1: De Rossi violenta la Roma.

27 novembre 2017
Genoa-Roma

Inutile girarci tanto intorno.
La Roma ha gettato al vento na vittoria praticamente assicurata per colpa di un autentico gesto di follia di De Rossi.
Sono cose che capitano di frequente in campo, certo. Ed è anche evidente che il povero Lapadula sia stato mandato in campo più per provocare e far cadere in "tentazione" i giocatori giallorossi, dato che non solo De Rossi è caduto nel suo tranello, ma l'attaccante rossoblu, conscio dei suoi scarsissimi mezzi tecnici, ha attaccato briga con Strootman, Juan Jesus, e chiunque gli capitasse a tiro.
Sono cose di campo, e se per ogni contatto in area si invocasse la VAR, probabilmente ci sarebbero 50 rigori a partita.
Ma da un giocatore esperto come De Rossi, navigato giocatore e finalmente capitano della Roma, questo non è accettabile.
Non è accettabile perché non è la prima volta (anzi, addirittura la quindicesima espulsione in carriera) e ormai tutti sanno che con la VAR in agguato certe cose non scappano, e non è possibile neanche mascherare il colpo.
Lo schiaffo c'è, è evidente, così come è inevitabile la decisione dell'arbitro.
E così la Roma si ritrova a dover tornare a casa con due punti in meno, nonostante ha provato anche in 10 a cercare la vittoria, colpendo l'ennesimo legno stagionale (e siamo arrivati a 12...) con Strootman.
Una Roma che anche se non era apparsa straripante come in passato, aveva comunque gestito la partita in maniera giusta, controllando il Genoa, avanzando pian piano senza concedere nemmeno un tiro agli avversari e alla fine trovando il meritato gol.
Nel finale poi Di Francesco ha provato anche ad inserire Schick, nella speranza che trovasse il guizzo vincente: nei pochissimi minuti avuti a disposizione il giovane attaccante si è mosso bene.
Speriamo sia la volta buona che possa trovare continuità.
Serve alla Roma. E serve anche a far tirare il fiato a Dzeko, che sta giocando molto per la squadra, ma trova da troppo tempo chiusa la via del gol.