Scudetto Stagione 1967/1968: La grande illusione.

22 luglio 2016
Stagione 1966/1967

Sulla panchina giallorossa siede ancora Oronzo Pugliese, il mago di Turi: è pittoresco e piace alla stampa, tanto basta al presidente e alla piazza.
La campagna acquisti, d'altro canto, è pirotecnica: arrivano Jair, ala brasiliana dotata di tecnica sopraffina che nell'Inter ha dimostrato di essere un vero mattatore, Cordova, Pelagalli, Scaratti, Capello, giovane promessa che sta per esplodere, e Taccola, altro giovane di grandissime ambizioni e con un fiuto del gol eccellente: proprio quello che mancava alla Roma.
E comunque, niente male se si pensa all'immediato passato.
Di contro, partono Tamborini, Barison, Carpanesi e Schutz.
La squadra non sarebbe quindi male: Jair è un poco sottotono rispetto a quello di Milano, ma è sempre un ottimo giocatore, Capello e Cordova rispettano le promesse e Taccola dimostra di essere un attaccante prolifico.
E così, nell'incredulità generale, la Roma dopo sette giornate sbanca Torino sul cmapo della Juventus e si ritrova sola in testa alla classifica.
In molti cominciano a fare sogni di gloria e a inneggiare al tricolore, ma purtroppo tutto ciò è solo un fuoco di paglia, e la squadra si spegne gradualmente, rischiando nuovamente di avvicinarsi pericolosamente alla zona retrocessione.
Alla fine arriverà decima, ad anni luce del Milan campione, e sembra incredibile ripensando a quell'avvio di stagione...
In Coppa Italia e in Coppa delle Fiere le cose non vanno tanto meglio, dato che i giallorossi vengono eliminati subito al primo turno in entrambe le competizioni.

Scudetto Stagione 1966/1967: Sempre più mediocrità.

01 luglio 2016
Stagione 1966/1967

Il presidente Evangelisti impazzisce e decide di dar luogo ad una nuova campagna acquisti a dir poco imbarazzante: partono Cudicini, Ardizzon, Tomasin, Benitez, Benaglia, Cappelli, Salvori e Da Silva, arrivano Pizzaballa, Olivieri e Peirò, più Nevio Scala in prestito.
È la conferma che al peggio non c'è mai fine.
Pugliese compare un giorno sì e l'altro pure sui giornali, è una miniera di trovate, d'altronde è uno abituato a fare di necessità virtù, ma all'atto pratico combina poco, anche perchè è difficile fare le nozze coi fichi secchi e la povertà della rosa che che gli viene messa a disposizione è sotto gli occhi di tutti.
In Coppa Italia il cammino della squadra neanche parte: al primo turno, a causa del pareggio contro il Palermo, la regola del sorteggio vede premiare la squadra siciliana e la Roma esce subito.
Eppure, il girone di andata illude: 20 punti, ma soprattutto la vittoria nel derby, quella con la Juve, lo 0-0 esterno con l'Inter e il 2-2 di Firenze, sembrano poter portare la Roma nella parte alta della classifica.
Il ritorno, invece, riporta tutti sulla terra: la Roma è scarsa assai e il decimo posto finale è desolante e ha di buono solo il fatto che tiene la squadra fuori dalla lotta per non retrocedere. Il bicchiere è comunque mezzo vuoto e l'ambiente è ormai in preda alla depressione e non si vede via di uscita.

Scudetto Stagione 1965/1966: La lenta deriva della Rometta.

09 giugno 2016
Stagione 1965/1966

La Roma versa in gravissime difficoltà economiche e alla fine il presidente Marini Dettina è costretto a lasciare, non prima di aver licenziato il tecnico Lorenzo.
È il turno di Evangelisti, un politico democristiano che lega per sempre la sua immagine alla sciagurata cessione del giovane talentuoso Picchio De Sisti alla Fiorentina.
E non si limita a quella, perchè l'opera è completata dalla cessione di Schnellinger al Milan. Se si pensa che al loro posto arrivano Benitez e Benaglia, si può comprendere cosa stia per accadere.
Non bastano le acquisizioni di elementi validi come Barison e Spanio per compensare simili partenze, la coperta è comunque troppo corta: la Roma, affidata al Mago di Turi, Oronzo Pugliese, finisce ancor prima di iniziare i cammini in Coppa Italia (eliminata al primo turno contro il Livorno, squadra che milita in serie B) e in Coppa delle Fiere (liquidata con un secco 4-1 in Inghilterra contro il Chelsea che rende praticamente inutile la partita di ritorno, partita caratterizzata da una violenta protesta dei tifosi giallorossi presenti sugli spalti memori di quanto accaduto in terra anglosassone), mentre in campionato finisce ottava, un miglioramento minimo rispetto al torneo precedente che non può certo nascondere la gravità di quando accaduto e l'ipoteca che è stata posta sul futuro.

Scudetto Stagione 1964/1965: La colletta del Sistina.

18 maggio 2016
Stagione 1964/1965

L'arrivo di Juan Carlos Lorenzo, strappato alla Lazio, sembra poter riportare la Roma in carregiata, ma la Roma è ormai in coma dal punto di vista economico.
Il presidente Marini-Dettina è in evidente difficoltà nel tenere i conti della società in ordine e la campagna acquisti si limita a Nicolè, attaccante juventino ormai in declino a causa dei suoi noti problemi di peso, oltre al ritorno di Schnellinger dal Mantova.
Inoltre, Sormani viene ceduto alla Sampdoria in cambio di Tamborini e Tomasin.
Partono anche Malatrasi e Orlando, continuando lo smantellamento qualitativo della rosa, ormai in atto.
Lorenzo non riesce a raccapezzarsi e alla fine, dopo un pessimo andamento in campionato, che rischia in più di un'occasione di avvicinare la Roma nelle zone pericolose della classifica, arriva un malinconico decimo posto che testimonia in maniera più che eloquente quanto sta succedendo e la fine di ogni ambizione...
Durante l'anno viene vinta la Coppa Italia della precedente stagione, mentre in quella in corso la Roma viene eliminata dall'Inter (che vincerà praticamente tutto, compresa la Coppa Campioni e la Coppa Intercontinentale tranne proprio la Coppa Italia) in semifinale.
Anche in Coppa delle Fiere il cammino dei giallorossi non è molto più felice che nelle altre competizioni, uscendo al terzo turno contro il Ferencvaros.
Ma la stagione 1964/1965 verrà ricordata per sempre soprattutto per la famosa "Colletta del Sistina".
Nei giorni di Natale del 1964 si scrisse uno dei giorni più tristi della storia della Roma.
Mancavano i soldi per la trasferta di Vicenza, sicché l'allenatore (ex laziale) Lorenzo indisse - all'insaputa di Marini-Dettina - una colletta al Sistina per il 31 dicembre, facendo venire i giocatori senza che gli fosse detto della cosa.
Vennero raccolte 800mila lire, che vennero rifiutate da Marini-Dettina e date in beneficenza agli alluvionati del Vajont.
I giocatori pagarono di tasca propria la trasferta a Vicenza e per il resto della stagione vennero insultati su tutti i campi con lanci di monetine...