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Scudetto Amichevoli 34/35: ancora la Coppa Cappelli.

11 maggio 2018
Amichevoli 1934-1935

La stagione inizia più tardi per via del Campionato Mondiale concluso da poco ma durerà di meno rispetto al solito per la riduzione della Serie A a 16 squadre.
Nonostante ciò, già a metà Giugno del 1935 inizierà la Coppa dell'Europa Centrale, praticamente appena terminato il campionato.
Ne consegue che di amichevoli per riempire i "tempi morti" della stagione ne verranno giocate poche, e la maggior parte saranno più che altro allenamenti in vista di partite impegnative del campionato.
A cavallo di capodanno, comunque, la Roma riesce ad organizzare nuovamente la Coppa Cappelli, invitando il Genova 1893, i Kickers di Stoccarda e il Berna: i giallorossi si aggiudicheranno anche questa edizione del trofeo battendo prima i tedeschi con un netto 8-3 e poi, il giorno di capodanno, il Genova per 2-1.
Durante l'anno, i giallorossi più volte incontrano il Bellator Frusino, la squadra di Frosinone, sia per la relativa vicinanza con il capoluogo ciociaro sia perché tra le file giallorosse, perlomeno tra le giovanili, gioca un giovane molto promettente nato proprio a Frosinone: Mario Marchegiani.
Di lui si parla un gran bene e sono in molti a scommettere sulla sua affermazione. Purtroppo non rispetta a pieno le aspettative, perché molto giovane e non riesce ad adattarsi subito alla grande città dove è catapultato e non ha la pazienza di aspettare il proprio turno, chiuso com'è in attacco da giocatori decisamente più affermati.
In queste amichevoli, l'allenatore Barbesino più volte pesca a piene mani dalle square giovanili giallorosse (all'epoca esistevano già le squadre B e addirittura le squadre C che disputavano tornei importanti di categorie inferiori e che sfornavano di continuo giocatori di belle speranze) provandoli spesso con i più "grandi": fa le sue prime apparizioni il portiere Archimede Nardi, che un paio d'anni più tardi entrerà in pianta stabile nella rosa titolare, ma anche Elio Paolini e Dario Baldoni, che poi non troveranno più spazio.
Per la rubrica "Questi sconosiuti" segnaliamo: Carlo Sabatini (non è chiaro se sia lui o un Sabbatini) e un certo Segoni, entrambi schierati contro il Verona l'11 Aprile 1935.
Infine, nell'ultima amichevole ancora contro il Bellator Frusino viene provato Italo Romagnoli, giocatore tuttofare proveniente dalla fallita Associazione Sportiva Pescara: in quella partita fa una buona impressione segnando addirittura il gol del pareggio contro i ciociari. Ma tutto ciò non gli garantisce un ingaggio.
Nella foto sopra, le squadre di Roma e Cagliari posano per la foto ricordo del loro incontro amichevole.

Scudetto Sassuolo-Roma 0-1: tipico allenamento di fine anno.

20 maggio 2018
Sassuolo-Roma

Stagione finita, tempo di bilanci.
La partita contro il Sassuolo, diciamola tutta, era più una formalità e si è disputata più per obbligo di firma che per altro.
La qualificazione in Champions League già acquisita, terzo posto praticamente blindato a meno di una improbabile sconfitta a Reggio Emilia contro i neroverdi, e voglia di vacanze dietro l'angolo.
L'errore di Pegolo su tiro-cross di Manolas non fa altro che ribadire che questa Roma, con un po' di attenzione in più a metà stagione, poteva sicuramente dire e dare qualcosa di più in questo campionato.
La Roma raggiunge l'obiettivo minimo in campionato, arrivando terza in classifica (quest'anno sarebbe bastato anche il quarto posto per accedere direttamente alla fase finale della prossima Champions League) ma ad una distanza abissale dalla Juve (-18 punti) e dal Napoli (-14): i giallorossi sono veramente così distanti dalle prime due della classe?
La Coppa Italia per la Roma non è mai iniziata: e questa è una grave pecca per la squadra di Di Francesco.
Se è vero come è vero che in termini economici e di prestigio la vittoria della Coppa Italia non vale praticamente nulla per la società, volta com'è a pensare quasi esclusivamente al bilancio, è altrettanto vero che per i tifosi un trofeo è sempre un trofeo, e fino ad un decennio fa era la Coppa che faceva praticamente rima con la Roma.
Abbandonarla in malo modo al primo turno contro il Torino, senza neppure averci provato, è stato un grave, gravissimo errore.
La cavalcata in Champions League, invce, ha mostrato in tutto e per tutto le potenzialità di questa squadra e la mentalità vincente che è riuscito a trasmettere ai giocatori Di Francesco, allenatore esordiente nella competizione.
Quando in conferenza stampa lui sosteneva che la Roma dovesse arrivare in finale, e che ci poteva arrivare, ne era pienamente convinto, quando tutti intorno a lui abbozzavano dei mezzi sorrisetti ironici.
Ha dimostrato che nulla è impossibile: vincere il girone di ferro che la sorte gli aveva messo sul cammino, contro Chelsea e Atletico Madrid (quest'ultima poi vincitrice dell'Europa League), eliminare lo Shakthar Donetsk dopo aver perso a Baku e nel momento più delicato della stagione, umiliare il Barcellona dopo averperso 4-1 al Camp Nou per poi ribaltare il risultato in un Olimpico come ai vecchi tempi, sfiorare la seconda impresa impossibile contro il Liverpool dopo aver perso 5-2 ad Anfield.
Tutto questo è stata la Champions della Roma che ha mostrato quanto di buono ha fatto la squadra, la società, ma soprattutto Eusebio Di Francesco.
È lui l'artefice, nel bene e nel male, di questa stagione a tratti straordinaria: arrivato in punta di piedi, tra lo scetticismo di molti, le critiche di tanti durante l'inverno giallorosso, ma riconosciuto da tutti come un allenatore capace.
È da lui che la Roma dovrà ripartire il prossimo anno. Alcuni giocatori andranno via, probabilmente qualcuno con dei nomi illustri non saranno più della rosa nella prossima stagione.
Ma se continuerà questa crescita di mentalità dovuta quasi esclusivamente al tecnico giallorosso, la Roma potrà dire la sua anche nella stagione che verrà.

Scudetto Roma-Juventus 0-0: buona Roma di fine stagione.

14 maggio 2018
Roma-Juventus

La posta in palio era veramente minima.
Anzi, visti questi inutili turni spezzettati che fanno giocare le squadre in corsa per uno stesso obiettivo in orari sfalsati, la posta in palio, perlomeno per i giallorossi, non c'era proprio.
Nel pomeriggio l'Inter (di Spalletti...) era riuscita a farsi battere in casa anche dal Sassuolo per cui aveva consegnato le chiavi della matematica qualificazione Champions alla Roma prima ancora che questa giocasse.
Alla Juve bastava un misero punticino per assicurarsi il suo settimo scudetto consecutivo con una giornata di anticipo.
Quindi? Il risultato di 0-0 era il più scontato di tutti, con una partita di fine stagione, con un Mondiale alle porte, in cui i più hanno pensato bene di salvaguardare le gambe e proiettarsi già alla pausa estiva.
Nonostante tutto, comunque, la Roma almeno nel primo tempo ha provato a fare la gara e a creare qualche difficoltà ai bianconeri, questi ultimi "stanchi" anche della fatica infrasettimanale in cui hanno vinto anche la quarta Coppa Italia consecutiva.
I giallorossi hanno giocato decisamente meglio, o almeno con più convinzione, e creato qualche occasione da gol che ha scaldato gli animi dei tanti tifosi romanisti arrivati allo stadio per il saluto finale.
Comunque, a fine gara, si conteranno zero tiri nello specchio da una parte e dall'altra.
Anche perché Nainggolan dopo pochi minuti del secondo tempo ha pensato bene di farsi espellere per doppia ammonizione (nell'arco di 10 minuti ha fatto almeno 4 interventi pericolosi uno dopo l'altro) e la Roma a quel punto ha smesso definitivamente di provarci e ha lasciato campo libero agli avversari, senza che comunque questi ne approfittassero.
Alla fine è risultata una classica partita di fine stagione, in cui nessuna delle due squadra ha voluto avere il sopravvento sull'altra, ma che hanno giocato semplicemente per dovere di cronaca e per il pubblico presente.
Va bene così, sia chiaro, dopo una stagione vissuta di corsa come quella di quest'anno.
Ma una vittoria contro la Juve sarebbe stata molto gradita da molti. Anche perché vedere per l'ennesima volta la Juve festeggiare sul terreno dello Stadio Olimpico non può mai far piacere.

Scudetto Amichevoli 33/34: Battuta anche l'Olanda!

11 maggio 2018
Amichevoli 1933-1934

Continuano le amichevoli di allenamento nel precampionato, in cui cominciano ad essere effettuati dei veri e propri ritiri, e alcune durante la stagione.
Ma il calcio italiano è sempre più conosciuto in Europa (anche per via dell'imminente Campionato Mondiale che verrà disputato proprio sul suolo italiano) e le squadre italiane vengono invitate sempre più spesso in tournée internazionali.
La squadra giallorossa viene dapprima invitata in una tournée in Jugoslavia per disputare amichevoli contro una squadra rappresentative di Zagabria, ma soprattutto contro le fortissime SK Jugoslavija e Beogradiski SK: la Roma torna in Italia con tre nette vittorie.
A stagione conclusa (e anche a Campionato Mondiale finito, che ha visto l'Italia trionfare per la prima volta), la Roma gioca una prestigiosissima amichevole in terra olandese contro la Nazionale di Calcio dei Paesi Bassi: i giallorossi battono con un sonoro 5-1 gli "Orange" che proprio poche settimane prima avevano fatto la loro prima apparizione in una competizione mondiale.
Dopo gli olandesi, è la volta di un tour de force tra squadre tedesche (una rappresentativa di Francoforte, una rappresentativa di Dresda e i Kickers di Stoccarda) e svizzere (la semisconosciuta Kreuzlingen e gli Young Boys di Berna), per poi chiudere definitivamente la stagione il 2 luglio 1934 a Campo Testaccio contro il Nizza.
Rubrica "Questi sconosciuti": partecipano ad alcune amichevoli alcuni giocatori che non avranno mai l'occasione di scendere in campo in partite ufficiali con la maglia giallorossa, e che quindi non conosce praticamente nessuno e pochissimo si sa sul loro conto.
Per la stagione 1933-1934 questi fortunati semisconosciuti sono: Angelo Rotondi (che comunque fa parte della rosa essendo uno dei portieri di riserva insieme a Zucca), Umberto Fonzo, Felice Vanzo (che riesce anche a segnare a Palmi contro la Palmese il gol del momentaneo pareggio) e un certo Re, di cui non si sa praticamente nulla, ma che riesce a farsi fotografare nella partita conclusiva contro il Nizza a cui prenderà parte (nella foto sopra).