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Scudetto Cagliari-Roma 3-4: Mkhitaryan rilancia la Roma.

02 marzo 2020
Cagliari-Roma

In un campionato falcidiato dal Coronavirus ma soprattutto dall'incapacità di quattro pupazzi messi al governo di questa baracca chiamata Lega Calcio, la Roma per quel che può contare torna a macinare gioco e ritrova una continuità di risultati che le mancava da tempo.
Rinviare a chissà quando (fine settimana prossimo? fra 4 mesi? a fine emergenza senza sapere quando finirà l'emergenza?) 6 partite e non inspiegabilmente l'intera giornata, o ancora giocarla tutta a porte chiuse (perché si sa che tanto le date disponibili restate per eventuali recuperi sono esigue) da qui a fine emergenza non ha assolutamente nessun senso.
Se non quello di falsare e rendere una pagliacciata l'intera stagione, già falsata dal rinvio indiscriminato di una partita (Lazio-Hellas Verona) a giornate di distanza per via della Supercoppa Italiana (quando invece la Juventus ha giocato la sua partita prevista in campionato) e dal rinvio domenica scorsa di ulteriori partite, quelle sì senza aver possibilità di programmare nulla perché appena scoppiata l'emergenza.
E invece eccola qui, la piccola Lega Serie A, mossa da qualche burattinaio (Lotito? Agnelli? Marotta?) senza né capo né coda che vede alcune squadre in testa alla classifica senza pieno merito, altre che devono recuperare una partita chissà quando, altre addirittura due.
E forse a metà Maggio, quando ormai quasi tutti i giochi saranno fatti! Complimenti!
In tutto questo marasma di melma e poca vergogna da chi dovrebbe invece scusarsi e dimettersi, la Roma ritrova una squadra in grado di giocare un ottimo calcio, andare a Cagliari (squadra che ad inizio anno sognava addirittura l'Europa) e segnare 4 gol alla Sardegna Arena, ritrovare un goleador sparito da troppo tempo dai tabellini (Kalinic) e scoprire definitivamente un fuoriclasse proveniente dall'Armenia: Mkhitaryan.
È lui l'autentica chiave di volta di questa ritrovata Roma e delle sue giocate offensive in sequenza, senza soluzione di continuità: la squadra sarda fin dall'inizio è stata messo alle corde dai giallorossi, che però dietro devono ancora rivedere qualcosa, perché quando Smalling è in giornata negativa, i gol avversari arrivano con troppa facilità.
Ne è uscita fuori comunque una partita piacevole, con ripetuti cambi di fronte dove però la Roma ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco e la lucidità di affondare quando voleva affondare.
Solo nel finale c'è stata evidenza di una poca maturità da parte di alcuni giocatori: gli ultimi istanti di gara erano abbastanza concitati, e bastava tenere il pallone tra i piedi per far passare velocemente il tempo, piuttosto che spazzare lontano e prestare il fianco alle ultime speranze avversarie.
Ad ogni modo Fonseca ha (forse) ritrovato la sua squadra. Di certo ha ritrovato un fuoriclasse per troppo tempo alle prese con problemi fisici.
Ma quale Serie A lo aspetta?
Nella foto sopra, un erorme Mkhitaryan. L'armeno ha finalmente trovato la condizione fisica e la continuità e tutto il suo talento sta dando i suoi frutti alla Roma, che finalmente si rilancia in campionato.

Scudetto KAA Gent-Roma 1-1: col minimo sforzo.

28 febbraio 2020
KAA Gent-Roma

Roma ancora in piena convalescenza e a tratti con le idee confuse.
Da più parti si era detto che la trasferta a Gand contro il Gent non sarebbe stata di certo una passeggiata, e infatti così è stato.
Non solo: quando David ha realizzato il gol dell'1-0 per i padroni di casa, in molti hanno pensato al peggio e all'ennesima occasione gettata alle ortiche.
Invece ci ha pensato Mkhitaryan in coppia con Kluivert a raddrizzare subito la partita rendendo vane le ambizioni della squadra belga.
Una combinazione vincente che a fine partita, se si esclude il palo colpito da Kolarov in avvio di gara, risulterà essere l'unico tiro verso la porta avversaria.
Poca cosa per una squadra che dice di voler vincere il trofeo. Ma si sa, la Roma di questo periodo ha bisogno di risultati e fiducia, e anche un pareggio con passaggio del turno in Europa League può essere buono per il morale, nella speranza che prima o poi molti giocatori riacquistino la forma e lancino la volata finale di stagione.
Intanto chi sembra essersi ripreso dal torpore invernale è lo stesso Mkhitaryan: con lui come trequartista, la manovra a tratti sembra più fluida e soprattutto l'armeno dall'alto della sua esperienza, sa sempre dove mettere il pallone e come aiutare i compagni.
Chi invece sta subendo una brutta involuzione è Gianluca Mancini: mentre il suo compagno di reparto, Smalling, è tornato ai livelli pre-Gennaio, lui sta ancora cercando di ritrovarsi e ritrovare quella sicurezza che insieme all'inglese, aveva fatto una delle migliori coppie difensive del campionato.
Per ora gustiamoci questo passaggio del turno, come dice Fonseca, e nient'altro. Il resto speriamo arrivi. Presto...
Nella foto sopra, Justin Kluivert realizza il gol dell'immediato pareggio contro il Gent, gol che vale il passaggio del turno in Europa League.

Scudetto Amichevoli 1974-1975: Picchio De Sisti figliol prodigo.

25 febbraio 2020
Amichevoli 1974-1975

Lo scudetto vinto dalla Lazio nell'anno precedente, provoca finalmente una reazione di orgoglio.
La campagna acquisti è minimale, almeno all'apparenza. Arriva un solo rinforzo di rilievo, quel Picchio De Sisti mandato anni prima a rinforzare la Fiorentina e che nel frattempo ha trascinato l'Italia a vincere il Campionato Europeo che Liedholm indica come necessario per il modulo che ha in mente.
Il Barone, presa ormai in mano la squadra, capisce che l'amalgama tra giovani in grande fase ascensionale come Rocca, Paolo Conti, Morini e Peccenini, e anziani vogliosi di rivalsa, come Cordova e Prati, può dare risultati inaspettati e punta sulla continuità con la squadra che nella seconda parte dell'anno precedente aveva già fatto intravvedere netti miglioramenti.
D'altronde il vivaio giallorosso è una certezza anche in questa stagione la Primavera si aggiudicherà per la seconda volta consecutiva la Coppa Italia di categoria.
Dopo un buon ritiro a Riscone di Brunico e un precampionato discreto con facili amichevoli con Padova e Rimini (quest'ultima sospesa per problemi all'impianto di illuminazione), la Coppa Italia dà ragione al Barone: la Roma, inserita nel gruppo con la Lazio, vince tutte le partite, compresa la prima stracittadina annuale e passa trionfalmente il turno.
Poi, però, ci si mette la sfortuna e l'inizio di campionato è poco meno che drammatico.
In quattro partite, Prati e compagni fanno un solo punto, mentre la Lazio vola ancora in testa alla classifica: i fantasmi dell'anno precedente si fanno minacciosi nella mente dei tifosi giallorossi.
La svolta della stagione, però, è ancora una volta la stracittadina, il primo derby di campionato, che la Roma domina e vince con una grande rete del figliol prodigo De Sisti.
Un filotto di sei vittorie, viene interrotto dal pareggio di Terni, ma la vittoria con l'Inter nell'ultima partita del girone di andata, proietta la squadra giallorossa sempre più in alto.
Ancora una volta, è la sfortuna a mettersi di mezzo.
Contro il Torino, tre pali preparano la beffa, ripetuta a Napoli, dove la rete del pareggio viene annullata ingiustamente.
La Roma, però, dimostra di avere gli attributi e si rimette a macinare risultati e Liedholm riduce all'osso le amichevoli infrasettimanali (se ne conteranno solo altre due: contro l'URSS e il Kobenhavns Boldklub, mediocri partite in cui giocano molti rincalzi).
Il Barone alla fine ha ragione: arriva finalmente l'agognato sorpasso ai danni dei cugini, con la terza vittoria in tre stracittadine, grazie all'ennesima rete di un Prati rinato.
Alla fine della stagione, la Roma arriva terza a soli quattro punti dalla Juventus campione e deve rimpiangere i colpi di sfortuna che le impediscono di arrivare ancora più in alto.
Un terzo posto che è comunque il miglior risultato dai tempi dello scudetto del 1942.
Nella foto sopra, Fulvio Bernardini (grandissimo ex capitano della primissima Roma) CT della Nazionale Italiana al fianco di mister Liedholm prima dell'amichevole tra la Roma e la Fiorentina allo Stadio Flaminio, il 1 settembre 1974.

Scudetto Roma-Lecce 4-0: barlumi di Roma.

24 febbraio 2020
Roma-Lecce

La prestazione dei giallorossi vista contro il Lecce, fa ben sperare per il futuro.
Ma sarebbe sbagliato, sbagliatissimo adagiarsi (di nuovo) sugli allori (quali?) dopo il rotondo 4-0 sui salentini.
Se è vero come è vero che la Roma è tornata a giocare sui livelli pre-natalizi, con pressing a tutto campo, ritorni difensivi a turno degli attaccanti, continui cambi di gioco, occasioni da gol a grappoli e (finalmente) una ritrovata via del gol, è altrettanto vero che non basta una rondine a fare primavera, così come non basta una prestazione, seppure buona come quella di ieri, a scacciare tutte le mancanze e le debolezze viste nelle ultime uscite.
Altro dato confortante, è la seconda partita consecutiva dopo la vittoria contro il Gent in Europa League che la porta di Pau Lopez rimane inviolata: sembra una banalità, ma nel morale dei giocatori anche questo è una statistica che vale molto.
Il Lecce di Liverani è apparso poca cosa, indubbiamente, ma non è che il Bologna di due settimane fa e lo stesso Gent di giovedì scorso fossero delle squadre galattiche, eppure le prestazioni contro di loro sono state ben diverse da questa.
Il ritorno al gol di Under, la grande prova di Mkhitaryan, la continuità nel gol di Dzeko: tutte cose che devono essere confermate nelle prossime uscite stagionali, già giovedì nel ritorno dei Sedicesimi di Europa League e in campionato.
Sempre se il campionato riprenda a pieno regime e non venga definitivamente falsato dall'allarme coronavirus che ieri ha fermato mezza Serie A.
Nella foto sopra, Dzeko realizza il terzo gol per la Roma contro il Lecce, gol convalidato dopo il controllo al Var. Per il bosniaco, è il 102° gol in maglia giallorossa, gol che gli permette di agganciare Vincenzo Montella nella classifica dei bomber romanisti.