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Scudetto Hellas Verona-Roma 0-0: inizio in sordina.

20 settembre 2020
Hellas Verona-Roma

Inizia la nuova stagione e la nuova Serie A, con mille incognite e mille problemi.
Subito falsato (ovviamente) il campionato, con una giornata incompleta e ben 6 squadre che inizieranno la stagione la prossima settimana perché la loro precedente stagione era finita più tardi delle altre. Ma allora non era più semplice e più regolare rinviare l'intera giornata?
E poi il calciomercato: squadre che iniziano con alcuni giocatori che già domenica prossima potrebbero indossare le maglie degli avversari.
Emblematico il caso di Dzeko con la Roma: ieri portato in panchina da Fonseca (ma era proprio necessario se poi non è stato neanche schierato?) e domenica prossima potrebbe già indossare la maglia della Juventus e scendere in campo proprio contro la Roma. E tutto questo si protrarrà fino a ottobre.
Complimenti a chi ha pensato e ideato tutto questo. Poi però ci si lamenta che sempre meno pubblico viene attratto da questo carrozzone che è diventato il calcio italiano...
Ad ogni modo riparte la stagione per la Roma con enormi punti interrogativi, sia su che tipo di stagione sarà sia su chi farà parte di questa squadra.
Di Dzeko già si è detto e probabilmente (a meno di situazioni clamorose) il bosniaco non sarà più il centravanti giallorosso, forse arriverà Milik, forse resterà Karsdorp, chissà chi sarà il portiere titolare (ieri Mirante è stato preferito a Pau Lopez con tanti saluti alle poche certezze che dovrebbero esserci in una squadra...) e, con queste premesse, chissà se Fonseca riuscirà a restare sulla panchina giallorossa fino a fine anno.
La nuova proprietà si è appena insediata e ha subito messe le cose in chiaro: si vuole vincere, ma ci vuole pazienza. E questo è già un buon inizio: meglio essere chiari subito senza fare proclami non necessari piuttosto che disattendere le promesse.
Ma quest'ambiente così complicato, dopo aver detto di tutto a Pallotta, quanto sarà in grado di aspettare pazientemente che prima o poi si ritorni a lottare per i vertici?
Solo il futuro potrà rispondere. Nella speranza che l'emergenza Covid non torni a bloccare tutto un'altra volta...
Nella foto sopra, l'esordio di Pedro con la maglia giallorossa: l'ex Barcellona e Chelsea ha mostrato di essere un ottimo acquisto inserito in questa squadra ancora in cantiere.

Scudetto Amichevoli 1981-1982: Grazie di tutto, Kawasaki!

14 agosto 2020
Amichevoli 1981-1982

Francesco Rocca ci prova ancora a dare il suo contributo alla causa giallorossa, ma i dolori al ginocchio martoriato sono troppo forti, e alla fine è costretto ad alzare bandiera bianca e ad appendere definitivamente gli scarpini al chiodo, a soli 26 anni, disputando gli ultimi minuti della sua carriera in amichevole contro l'Internacional di Porto Alegre.
Resterà comunque nei quadri della Roma, ma iol suo ritiro resterà sempre una spina nel fianco per i tifosi giallorossi.
Dopo la grande delusione dell'anno precedente, la Roma riparte con un solo obiettivo: lo scudetto.
Il presidente Dino Viola, ancora una volta, appronta una campagna acquisti di grande spessore, portando a Roma giocatori già pronti per le grandi ribalte, ma che promettono una successiva evoluzione in grado di portarli ad altissimi livelli: arrivano il terzino Sebino Nela, possente difensore prelevato dal Genoa, l'altro terzino volante Marangon, dal Napoli e Odoacre Chierico, fantasiosa ala che arriva dal Pisa, ma che la Roma prende dall'Inter, proprietaria del cartellino.
L'inizio vede la squadra di Liedholm riprendere il discorso da dove lo aveva interrotto, cioè dalle posizioni alte della classifica. alcune titubanze non impediscono a Falcao e compagni di arrivare ben presto in vetta, dopo aver battuto a domicilio la Juventus, una rivincita platonica, ma non troppo.
Ancora una volta, però, arrivano alcune controverse decisioni arbitrali a frenare la corsa giallorossa: a Milano contro l'Inter, con la Roma padrona del campo e in vantaggio, Agnolin punisce sin troppo severamente una robusta entrata di Falcao, lasciando la Roma in dieci uomini, con conseguente sconfitta e contorno di polemiche. La sconfitta di San Siro frena lo slancio della pattuglia di Liedholm, anche se non sgonfia del tutto le ambizioni.
Purtroppo, però, proprio nel momento topico della stagione, quello a ridosso delle sfide scudetto con Fiorentina e Juventus, una brutta entrata di Briaschi toglie dalla scena Falcao e le due sconfitte che ne conseguono impediscono alla Roma di poter difendere al meglio le proprie chanches di scudetto.
Alla fine sarà un terzo posto che, se rapportato alle speranze sollevate dall'inizio di stagione, sembra poco, ma non lo è, in quanto conferma che ormai la squadra presieduta da Viola fa parte del ristretto novero delle squadre in grado di lottare per lo scudetto.
Diverso il discorso in Coppa Italia e in Coppa delle Coppe: nella competizione nazionale, la Roma viene subito eliminata dall'Inter dopo un doppio incontro che ricorda molto quello dell'anno precedente contro il Carl Zeiss Jena. Nell'andata la Roma si impone per 4-1, venendo poi clamorosamente sconfitta al ritorno per 3-0.
In Coppa delle Coppe, invece, dopo aver eliminato abbastanza agevolmente i nordirlandesi del Ballymena United, il Porto si dimostra squadra più compatta e competitiva in ambito europeo, e non concede neanche una rete a Falcao e compagni.
Tra le varie amichevoli disputate prima e durante il campionato, oltre alla partita già descritta contro l'Internacional, da menzionare l'amichevole contro la Polonia di Zibi Boniek (2-2 all'Olimpico) e l'amichevole del 22 aprile 1982 in casa dello Spezia, partita in cui fa la sua comparsa in Prima Squadra Germano Carnevale, fratello minore del più famoso Andrea, che in Primavera si era messo molto in mostra, tanto da attirare le attenzioni di Liedholm. Di lui, in seguito, si perderanno le tracce nel calcio che conta.
Nella foto sopra, Francesco Rocca portato in trionfo al termine del suo ultimo spezzone di partita, 20 minuti scarsi, giocati all'Olimpico contro l'Internacional di Porto Alegre il 29 agosto 1981.

Scudetto Roma-Hellas Verona 2-1: Dzeko tuttofare.

16 luglio 2020
Roma-Hellas Verona

Terza vittoria consecutiva, quinto posto in classifica consolidato, staccando di quattro punti Milan e Napoli, ma futuro non del tutto sereno per la Roma.
Fonseca continua, giustamente, a riproporre il modulo a 3 difensori davanti Pau Lopez, che pare sia il più sicuro in questo assurdo momento stagionale.
La Roma trova un'altra vittoria, seppur con non poca fatica e contro un'avversaria che a ben poco da chiedere al campionato, ma soprattutto nel primo tempo i giallroossi hanno mostrato una buona attitudine al gioco e buone trame offensive.
Il fulcro di tutto è stato, ancora una volta, Edin Dzeko: vero e proprio tuttofare della squadra, punto di riferimento in avanti, croce e delizia sottoporta (clamorosi un paio di errori davanti Silvestri con la porta praticamente spalancata in un momento in cui era fondamentale chiudere l'incontro), difensore aggiunto quando c'era da soffrire ed aiutare i compagni, ma anche stranamente irascibile e irritabile quando i palloni non gli arrivavano come e quando voleva lui.
Emblematica una situazione in cui Pellegrini ritarda il passaggio e lui si perde in polemica senza accorgersi che, in un modo o nell'altro, il pallone era comunque arrivato dalle sue parti.
E anche la non esultanza al gol è abbastanza eloquente: probabilmente, nonostante tutto quello che ha fatto in questa stagione per la Roma (ma anche e soprattutto nelle stagioni precedenti, non solo in campo), soffre una volta di più della situazione societaria poco chiara, delle voci di mercato che lo circondano (nonostante il rinnovo contrattuale della scorsa stagione) e pochi se non nessun punto di riferimento all'interno della società.
Lui, che piaccia o no, in campo da sempre tutto quello che può, sbagliando tanto certo, ma timbrando sempre il cartellino della presenza. Forse non tutti se ne accorgono come vorrebbe.
La Roma vince, anche grazie ad un grandissimo Veretout e un Ibanez piacevole scoperta, manca poco al termine del campionato.
Ma cosa sarà di questa Roma tra poco più di un mese, quando cieè inizierà la nuova stagione, in pochi lo sanno.
Nella foto sopra, il gol (numero 105) con cui Edin Dzeko diventa il cannoniere straniero più prolifico dela storia della Roma, superando "Piedone" Mandredini, fermo a quota 104.

Scudetto Amichevoli 1980-1981: Falcao! Ed è subito gloria.

11 luglio 2020
Amichevoli 1980-1981

Dopo lo scandalo Totonero che ha travolto il calcio italiano nella precedente stagione, la Federazione decide di riaprire le frontiere per poter far acquistare dalle squadre italiane un giocatore straniero.
L'ambiente giallorosso si aspetta ulteriori progressi da una Roma finalmente ambiziosa, dopo le ottime cose fatte vedere l'anno precedente.
E l'estate alimenta queste ambizioni nel modo più clamoroso: con la riapertura delle frontiere Viola riallaccia antichi rapporti col Sudamerica e si mette alla caccia dell'asso capace di far fare il definitivo salto di qualità alla squadra.
L'obiettivo dichiarato è l'attaccante brasiliano Zico, ma quando questi si rivela troppo difficile da prendere, il presidente vira su un altro pezzo da novanta come Falcao, meno conosciuto dal grande pubblico (che infatti inizialmente storce un po' il naso), ma molto stimato dagli addetti ai lavori, che ben conoscono la classe dell'asso dell'Internacional di Porto Alegre.
La tifoseria è perplessa, ma anche Liedholm si frega le mani: da ex grande centrocampista, sa benissimo che le grandi squadre nascono in mezzo al campo e Falcao è l'uomo adatto per far crescere tutto il complesso, evitando tra l'altro che i riflettori si appuntino su una squadra che è appena nella prima fase di assemblaggio.
La leggenda vuole che Viola non abbia al momento i dollari per poter acquistare l'asso brasiliano, e se li faccia prestare dal suo amico presidente del Montevarchi: per ripagarlo del favore, una volta terminato il ritiro e Falcao stabilizzato nel centrocampo giallorosso, la Roma andra proprio a Montevarchi per la prima "uscita" amichevole dell'asso brasiliano.
La stagione della Roma parte alla grande, ma ogni tanto perde la testa, come accade nel ritorno del primo turno di Coppa delle Coppe col Carl Zeiss Jena, quando i tedeschi rimontano le tre reti patite all'andata e ne aggiungono una quarta che sancisce l'eliminazione degli uomini di Liedholm dall'Europa (sulla partita ci saranno grossi dubbi di utilizzo di doping da parte dei tedeschi dell'est, che comunque raggiungeranno la finale della competizione).
Poco male, però, visto che in campionato Falcao e compagni vanno come treni. La conferma che sta nascendo lo squadrone arriva a Milano, contro l'Inter, quando Pruzzo si scatena e guida la Roma ad una grande vittoria per 4-2. Proprio le reti di un rinato Pruzzo, insieme alla classe innata e al senso tattico di Falcao, diventano le armi più acuminate nelle mani di Liedholm, la cui zona atipica, con larghissimo possesso della palla, si conferma molto indigesto per la concorrenza.
La Roma vira al comando la prima parte della stagione, per poi calare leggermente alla distanza, ma sempre restando nel ristretto gruppo delle squadre che si contendono lo scudetto.
A tre giornate dal termine, va a Torino a giocarsi la partita attesa da quasi quaranta anni, con un solo punto da rimontare alla Juventus capolista. E qui succede il fattaccio che segna una intera epoca del calcio italiano. Con i bianconeri ridotti in dieci, per l'espulsione di Furino dopo un fallaccio su Falcao, la Roma segna la rete del vantaggio alla mezzora, con Ramon Turone, ma incredibilmente, mentre le migliaia di tifosi romanisti giunti nel capoluogo sabaudo ancora gridano di gioia, l'arbitro livornese Bergamo decide di iscrivere il suo nome nell'albo degli orrori arbitrali, annullando la segnatura.
Alla fine dell'anno la Roma è seconda, a due punti dalla Juventus e non può neanche consolarsi con la quarta Coppa Italia, seconda consecutiva, della sua storia. Comincia la grande rivalità con la Juventus, che non morirà mai...
Durante la stagione diverse amichevoli utilizzate soprattutto come allenamenti infrasettimanali o minitornei per riempire i vuoti creati dalla Nazionale (a Natale verrà disputato il Mundialito in Uruguay): ad Agosto partecipa al Torneo Città di Siviglia e al Meeting di Rimini gioca contro l'Atletico di Madrid (il cui incasso verrà devoluto alle vittime della strage di Bologna), a Dicembre vince il Primo Torneo Internazionale Ponte giocando contro il Trakia Plovdiv e il Perugia, e infine partecipa (come detto) al Torneo di Capodanno uscendo al primo turno.
Nelle varie perigrinazioni per l'Italia, pare abbia giocato anche un'amichevole a Sezze per devolvere l'incasso in beneficenza a Gino e Lucia, due bambini rimasti orfani, ma della partita non c'è traccia sui giornali sportivi dell'epoca.
Nella foto sopra, Falcao in azione nella prima amichevole disputata dall'asso brasiliano, proprio contro la sua ex squadra, l'Internacional di Porto Alegre.