AlmanaccoGialloRosso

Scudetto Spal-Roma 0-3: La Roma è pronta.

23 aprile 2018
Spal-Roma

A quattro giornate dal termine, nulla è deciso in campionato.
La lotta per non retrocedere si è improvvisamente riaccesa, con l'Udinese che continua a perdere terreno e il Crotone che riacquista speranze.
La qualificazione all'Europa League vede l'Atalanta superare il Milan clamorosamente sconfitto in casa dal Benevento ormai in Serie B.
Lo scudetto, fino a poche settimane fa ormai praticamente in mano alla Juventus, con la vittoria del Napoli a Torino fa tremare le gambe ai bianconeri.
E la zona Champions League, in tutto questo, continua ad essere più combattuta che mai.
La Roma sulla carta ha il calendario più semplice, ma con la Juve non più così certa dello scudetto e l'Udinese in bilico, anche il cammino dei giallorossi diventa tortuoso.
Il tutto inserito nel contesto della semifinale di Champions contro il Liverpool.
La Roma contro la Spal oltre ad aver ottenuto un'importante vittoria che permette ai giallorossi di mantenere il terzo posto, ha dimostrato di essere in piena forma psicofisica, a differenza delle ultime due uscite in campionato.
Di Francesco opta per un ampio turnover, facendo esordire anche l'oggetto misterioso Jonathan Silva e riproponendo un tonico (finalmente) Gonalons e una formazione inedita.
Squadra concentrata, che ha corso dal primo al novantesimo minuto, che ha domato praticamente subito gli spallini che comunque hanno necessità di fare punti per poter sognare di restare in Serie A.
Anche Schick ha trovato dopo un anno il gol in campionato, nonostante la sua prestazione sia stata ancora una volta insufficiente. Chissà, però, se questo gol ritrovato gli possa dare quello sprint in più necessario a questo finale di stagione.
A partire dalla partita di domani a Liverpool, di fondamentale importanza.
Senza perdere d'occhio, però, la corsa alla Champions League in campionato, che si è riaccesa improvvisamente in queste ultime due giornate: la partecipazione per il prossimo anno passa sempre da qui.
Ma il cuore e la testa, ovviamente, sono tutti all'Anfield...

Scudetto Roma-Genoa 2-1: Roma con la testa altrove.

19 aprile 2018
Roma-Genoa

La qualificazione alla Semifinale di Champions League ha cambiato e scombussolato tutto a Roma e nelle Roma, inutile far finta di niente.
In settimana non si è fatto altro che parlare solo ed esclusivamente della sfida di martedì prossimo contro il Liverpool, che riporta alla mente la Finale di 34 anni fa.
Alle radio, per strada, ovunque: nient'altro che Liverpool.
Le lunghe file ai Roma Store nella speranza di accaparrarsi un biglietto dello stadio e un posto nella storia: tutti i tagliandi terminati nel giro di poche ore.
Liverpool, Liverpool, Liverpool. Un'ossessione.
Ma il campionato di Serie A ancora non è terminato. La partecipazione alla prossima Champions League ancora non è certa. E la qualificazione alla competizione per la Roma passa prevalentemente (esclusivamente) per la Serie A.
La lotta per il terzo e quarto posto è serratissima: l'Inter è dietro, ma non bisogna abbassare la guardia. La Lazio ha saputo reagire all'eliminazione dall'Europa League e a Firenze ha saputo ribaltare un risultato che la vedeva soccombere.
Tutto è ancora da decidere, e bisogna rimanere concentrati anche nelle partite contro il Genoa, la Spal, il Chievo.
Il cammino dei giallorossi è più semplice delle avversarie, ma bisogna vincere. Solo vincere.
Come ieri contro il Genoa: la vittoria è arrivata, ma era evidente che l'ambiente e soprattutto i giocatori non erano del tutto concentrati sulla gara contro i rossoblu.
Per fortuna è arrivato quasi subito il vantaggio segnato da Under e ad inizio ripresa l'autogol di Zukanovic a facilitare il compito.
Ma gli evidenti cali di tensione hanno fatto vivere momenti d'ansia ai tifosi giallorossi che hanno visto Lapadula a tratti indemoniato infilarsi troppo facilmente nella difesa della Roma.
L'ennesimo errore di Gonalons, poi, ha permesso alla squadra di Ballardini di accorciare le distanze e in un paio di occasioni il Genoa è andato vicinissimo al pareggio, che per fortuna non è arrivato.
Sabato ci attende la Spal a Ferrara: cuore e gambe lì, la testa ancora più a Liverpool. Ma i 3 punti devono arrivare comunque. In un modo o nell'altro.

Scudetto Lazio-Roma 0-0: Roma stanca, ma va bene così.

16 aprile 2018
Lazio-Roma

Una delle settimane più belle degli ultimi 91 anni poteva concludersi con la ciliegina sulla torta.
Il colpo di testa di Dzeko a tempo scaduto, però, si va a stampare sulla traversa con Strakosha battuto, e infrange il sogno dei tifosi giallorossi di vincere il derby nel migliore dei modi.
Ma anche il pareggio, a conti fatti, può essere considerato un buon risultato, calcolando che l'Inter non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 contro l'Atalanta e che rimane comunque un punto di vantaggio sui nerazzurri.
Il pareggio, poi, dà quel vantaggio in più alla Roma in virtù della vittoria nel derby d'andata.
Troppe tossine accumulate nel martedì di Champions, troppo scarichi mentalmente e con la testa, forse, già proiettata alla sfida contro il Liverpool.
Ma non bisogna abbassare troppo la guardia in campionato: difficilmente la Roma riuscirà a vincere la Champions League, e quindi la prossima partecipazione alla competizione europea passa esclusivamente per il campionato.
L'Inter, come detto, sembra aver perso l'inerzia, la Lazio al momento non ha lo sprint necessario, ma la Roma deve comunque stare attenta e restare sul pezzo: il calendario dei giallorossi è apparentemente più semplice di quello delle dirette avversarie, ma bisognerà restare concentrati fino a qualificazione acquisita.
Peccato per quella traversa, ma anche per il palo colpito nel primo tempo dall'unico spunto che si ricordi di Bruno Peres: dopo la leggendaria vittoria sul Barcellona, l'eliminazione dalla Champions della Juventus al 96' per merito del Real Madrid (con le conseguenti polemiche "piagnone" di Buffon e co.), con la clamorosa sconfitta della Lazio a Salisburgo e conseguente eliminazione dall'Europa League, la vittoria nel derby sarebbe stata l'ennesima emozione di una settimana da ricordare per molti anni a venire...

Scudetto Roma-Barcellona 3-0: Notti di Coppe di Campioni!

11 aprile 2018
Roma-Barcelona

È una di quelle sere che chiunque vorrebbe vivere, ma che a non tutti però è permesso.
Una di quelle sere e quelle partite da raccontare ai posteri, ai figli, ai nipoti, come quando da piccoli ci raccontavano le gesta di Giacomo Losi che alza la Coppa delle Fiere, della semifinale di Coppa dei Campioni contro il Dundee United, della vittoria della prima Coppa Italia, o addirittura di Bernardini e Ferraris IV o dello scudetto del 1941.
Esagerato? Per una partita vinta ma che comunque non porta a nessun risultato tangibile?
No, non è esagerato.
Il Barcellona, una delle squadre più titolate e stellate di sempre e anche di adesso, se non la più forte, è stato completamente annientato in campo: impressionante vedere Iniesta che non si capacita di vedere i centrocampisti giallorossi sbucargli da tutte le parti e rubargli il pallone con estrema decisione, vedere Messi non strusciare praticamente un pallone, e finalmente una squadra compatta, decisa, convinta, aggressiva su ogni pallone dal primo al novantacinquesimo minuto.
Il gol iniziale di Dzeko ha reso possibile l'impossibile: il 4-1 dell'andata era un risultato troppo pesante per essere ribaltato già contro una squadra normale, ma contro il Barcellona proprio no. Non è un risultato concepibile per chiunque.
Forse neanche i 60.000 presenti all'Olimpico potevano credere a tanto.
Ma dopo il gol del vantaggio non solo non c'è stata una reazione degli spagnoli, ma la Roma ha continuato ad aggredire gli avversari su ogni pallone, su ogni secondo pallone a centrocampo che di solito, in altre partite, è sempre preda degli avversari.
Il primo tempo si chiude con un risultato che già poteva rendere felici in molti.
Ma nella ripresa si materializza la leggenda: il rigore netto su Dzeko (che solo l'arbitro non ha visto prima e non ha ritenuto da espulsione poi...) realizzato con estrema freddezza da De Rossi mette i brividi anche agli spagnoli, che non hanno la forza di reagire.
La calma professata da Di Francesco è sintomatica di quanto sia stata preparata con cura questa partita, in ogni dettaglio.
E poi a 10 minuti dalla fine accade veramente quello che manda questa squadra di diritto nella leggenda della storia giallorossa: Under batte un calcio d'angolo, Manolas la spizza quel tanto che basta per mandare il pallone in rete e far crollare l'Olimpico. Tutti a correre verso non si sa bene cosa, mani nei capelli, lacrime agli occhi braccia al cielo, urla di gioia fuori dal normale.
Lacrime di gioia che hanno continuato a scorrere anche al fischio finale dell'arbitro: un'emozione troppo grande da descrivere, troppo grande per poter credere che sia veramente accaduta.
Un'emozione da raccontare ai posteri. La Roma leggendaria.