Scudetto Cagliari-Roma 2-2: Senza parole. Solo parolacce.

29 agosto 2016
Cagliari-Roma

E siamo di nuovo al punto di partenza.
Come se nulla fosse cambiato. Da mesi, anni.
La storia della Roma è sempre la stessa, inutile girarci intorno.
Cambiano i giocatori, le dirigenze, gli allenatori, i presidenti. Ma i risultati sono sempre gli stessi.
Lo scorso anno all'arrivo di Spalletti la Roma cambiò marcia, e fece una rincorsa al secondo posto da applausi: tutti elogiavano il grande lavoro del tecnico, i giocatori che finalmente si impegnavano.
Il tutto è durato l'arco di un girone di campionato.
E poi i problemi di testa, concentrazione, "comportamenti", o come si vogliano chiamare, sono tornati tutti. Con la stessa prepotente illusione/delusione di sempre.
Il tutto condito da degli errori evidenti anche dello stesso Spalletti: la scorsa giornata elogiava le qualità di Emerson Palmieri ("Vedrete come diventerà forte") e ieri, in assenza di terzini sinistri (sempre se Juan Jesus può essere considerato terzino sinistro) ha preferito cambiare di ruolo a Bruno Peres spostandolo a sinistra e inserire Florenzi (che terzino non è) al suo posto.
Eppure la partita si era messa subito bene: dopo pochi minuti Perotti aveva portato in vantaggio la Roma su rigore, la ripresa aveva visto tornare al gol Strootman su perfetto assist di Dzeko.
Ma niente. Si tirano i remi in barca, convinti che la partita sia finita, si inizia a pensare ai giorni di riposo visto l'imminente pausa, alle nazionali, si passeggia in campo, si sbagliano passaggi a due metri. E il Cagliari pareggia.
E nei 3 minuti di recupero si creano più palle gol che in tutto il secondo tempo dopo il raddoppio.
E allora? Allora niente. Oggi allenamento di scarico a Trigoria e poi due giorni di riposo.
Quando invece servirebbero doppie, triple sedute.
Solo il lavoro paga, e questo Spalletti lo sa fin troppo bene. Ma, purtroppo, Spalletti conosce fin troppo bene anche l'ambiente di Trigoria.
Già una volta con questi "comportamenti" ha mandato tutti a quel paese.
Già una volta...

Scudetto Roma-Porto 0-3: (la prima...) Vergogna!

24 agosto 2016
Roma-Porto

Non giriamoci intorno: la Roma non è (era) costruita per poter lontanamente pensare di vincere la Champions League.
Pensare però di poter passare più o meno agilmente il turno dei Play-Off contro il Porto (squadra di punta in Portogallo, sì, ma in Portogallo...) era quantomeno auspicabile e possibile, visto anche il risultato ottenuto all'andata.
E poi parole del tipo "Sono 8 mesi che aspettiamo questa gara", "Non vediamo l'ora di giocarcela", "Siamo pronti per la Champions" sono parole dette proprio alla vigilia della sfida.
Ma, purtroppo, sono parole sentite fin troppo spesso in questi ultimi anni da tutti gli addetti ai lavori che ruotano e vivono all'interno della Roma.
C'è poco da dire: quella che nella seconda parte della scorsa stagione aveva fatto ben sperare i tifosi, la società e (forse) anche Spalletti, già non esiste più.
Forse lo stesso tecnico di Certaldo dietro le sue parole, nasconde qualche altra verità che non dirà sul mercato: se secondo lui la rosa è completa, per quale motivo alla prima difficoltà difensiva con uno dei due centrali impossibilitati a scendere in campo, decide di mettere De Rossi fuori ruolo utilizza anche Juan Jesus come terzino quando per settimane ci ha raccontato che Emerson Palmieri è un ottimo giocatore?
Questo Federico Fazio chi è? Uno alla Gyomber?
Paredes meglio di Pjanic: vogliamo anche crederci (ci ricordiamo le due sfide dello scorso anno contro l'Empoli) ma quale è il suo vero ruolo?
De Rossi che cade per l'ennesima volta nel suo vizietto del fallo da frustrazione (d'altronde ce lo ha anche tatuato sul polpaccio...) e lascia i compagni in 10 prima che lo stesso Emerson Palmieri lo segua negli spogliatoi senza aver lasciato la minima traccia sulla partita.
I gol che non arrivano neanche se si tira dall'area piccola, colpendo in tutti i modi il portiere avversario; il nostro portiere che non sapendo cosa fare per peggiorare la situazione si avventura a pascolare sulla tre quarti lasciando la porta completamente sguarnita.
E ora chi sarà il portiere titolare? "È meglio avere due titolari tra cui scegliere". Esatto. E ora quali sono i titolari tra cui scegliere?
Sarà stato solo un attimo di confusione, vogliamo sperare che sia così.
Ma le facce di Spalletti a fine gara (purtroppo) le abbiamo già viste e le conosciamo fin troppo bene.
Così come i "comportamenti" (tanto cari al mister) dei giocatori giallorossi.
Queste sono le premesse? Purtroppo conosciamo fin troppo bene l'epilogo. Speriamo veramente di sbagliarci.
Ah, dimenticavo Gerson, il crack del calcio mondiale. Entra e gioca appena 6 minuti senza lasciare traccia. Se non per un'inutile ammonizione rimediata a partita ormai conclusa.

Scudetto Roma-Udinese 4-0: partenza sprint.

21 agosto 2016
Roma-Udinese

Se solo qualche giorno fa proprio da queste pagine stavamo puntando il dito contro il problema dei giallorossi di non concretizzare la mole di gioco espressa con un numero congruo di gol, oggi ci troviamo ad esaltare la ritrovata vena di gol degli attaccanti della Roma.
Dopo un primo tempo più che opaco, complice una giornata ancora estiva e con temperature poco consone ad una partita di calcio e soprattutto con la testa rivolta al ritorno di Champions League di martedì prossimo, il secondo tempo è una meraviglia agli occhi dei (pochi) tifosi presenti allo stadio e di Spalletti.
Complice anche un cambio azzeccato dal tecnico toscano, dentro un pimpante Perotti e fuori uno spento El Shaarawy, ecco che la Roma ritrova corsa, sprint, voglia di fare e soprattutto vincere.
E così per ben due volte i difensori dell'Udinese (ben poca cosa, ad onor del vero) sono costretti al fallo da rigore che lo stesso Perotti si incarica di tirare e segnare egregiamente.
Poco dopo Dzeko fa vedere i suoi progressi sotto porta mostrati in precampionato segnando il più facile dei gol su assist di Nainggolan (facendosi comunque trovare al posto giusto al momento giusto) e infine chiude Salah che corona con un gol il suo solito lavoro di corsa già visto la scorsa stagione.
Le premesse per un bel campionato ci sono tutte, anche se la Juve sulla carta pare irraggiungibile, ed infatti ha vinto la sfida (ben più difficile) contro la Fiorentinta.
Ma la Roma c'è. E anche questa è una bella e concreta certezza.

Scudetto Porto-Roma 1-1: si riparte da dove si era concluso.

18 agosto 2016
Porto-Roma

La Roma inizia la nuova stagione con questi preliminari di Champions League per capire se sarà una stagione da vivere alla grande oppure in sordina venendo declassati in Europa League.
Il sorteggio non è stato dei più benevoli, anche se peggio di questo Porto poteva capitare il nuovo Manchester City di Pep Guardiola.
Ad ogni modo Spalletti e i suoi uomini conoscono la propria forza e sono scesi in campo con il giusto piglio e una buona preparazione fisica. Tant'è vero che fin dall'inizio hanno messo alle corde gli avversari e li hanno costretti nella loro metà campo.
Ma gli atavici problemi sottoporta continuano a persistere tra gli attaccanti giallorossi: Dzeko che in precampionato pareva aver trovato finalmente la via del gol, ieri sera si è ritrovato sui piedi una clamorosa occasione da gol a porta spalancata dopo aver saltato anche Casillas. Niente da fare, la porta per lui rimane stregata.
Ci pensa un autogol di Felipe su cross di Florenzi a battere Casillas che in precedenza in più di un'occasione aveva negato con delle prodezze il gol ai giallorossi.
Tutto facile quindi? Neanche per idea.
Allo scadere del primo tempo, Vermaelen, il difensore centrale arrivato da poco a Trigoria che doveva dare compattezza alla difesa e soprattutto esperienza, si fa espellere per doppia ammonizione neanche fosse il più giovane degli inesperti.
La partita cambia, Spalletti ridisegna la squadra che inevitabilmente con un uomo in meno deve arretrare il proprio raggio d'azione e difendere il minimo vantaggio.
Ma alla fine arriva il pari dei padroni di casa che lascia non poco l'amaro in bocca: su un colpo di testa, Emerson Palmieri è più sfortunato che altro e il pallone finisce sul suo braccio regalando il più classico dei rigori, che l'attaccante portoghese non ha difficoltà a segnare.
Martedì 23 agosto ci sarà il ritorno, e il passaggio del turno dovrebbe essere alla portata dei giallorossi. Basta che non ci siano cali di tensione e che si trovi una volta per tutte la retta via del gol.
Evitando sofferenze inutili e inopportune partenze false di stagione.