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Scudetto Roma-Atalanta 1-1: nessuna sorpresa nell'uovo di Pasqua.

18 aprile 2017
Roma-Atalanta

Spalletti alla vigilia della partita con l'Atalanta aveva preannunciato che nell'uovo di Pasqua non ci sarebbe stato il suo rinnovo.
Ma aveva omesso di dire che non ci sarebbe stata neanche quella Roma che vuole a tutti i costi tentare la disperata rincorsa sulla Juve.
E così i tifosi giallorossi restano (ancora una volta) con l'amaro in bocca per l'ennesima occasione sprecata e gettata al vento. Che non solo lancia ormai la Juventus alla vittoria del suo sesto scudetto consecutivo, ma avvicina pericolosamente il Napoli alla seconda piazza, ormai a soli due punti.
Roma brutta e apatica nel primo tempo, dove l'Atalanta la prende in velocità, la mette in difficoltà sulle fasce (soprattutto sulla destra dove Rudiger non vede praticamente mai Conti) e va in vantaggio con Kurtic.
Kessie, il giovane talento atalantino che in molti avvicinano alla Roma del prossimo anno, duella alla pari con Nainggolan che trova pochi spazi per inserirsi e davanti Salah e Perotti non riescono a servire degnamente Dzeko.
Nella ripresa, invece, la Roma appare da subito più motivata e decisa: trova quasi subito il pareggio con lo stesso Dzeko e in più di un'occasione per un niente non trova il gol della vittoria.
In particolare è molto sfortunata su una mezza rovesciata splendida di De Rossi che colpisce un clamoroso palo e su un bolide di Nainggolan appena dentro l'area di rigore che colpisce l'incrocio dei pali.
Purtroppo il risultato non si schioda dall'1-1 e la partita finisce con molti rimpianti e, come detto, la figura della Juve che si allontana all'orizzonte mentre quella del Napoli si avvicina pericolosamente.
Avevamo detto che il nuovo obiettivo della Roma doveva essere i 92 punti. Ora anche quelli sono sfumati.
Non resta altro che difendere in tutti i modi il secondo posto. Resta ormai solo questo.

Scudetto Bologna-Roma 0-3: la Roma riparte.

10 aprile 2017
Bologna-Roma

La Roma si mette alle spalle le amarezze degli ultimi tempi.
L'eliminazione dalla Coppa Italia, per di più a favore dell'inutile Lazio (che prende 3 fischioni dal Napoli...), è stato un duro colpo da assorbire per i giallorossi.
Il campionato, ormai l'ultima competizione a cui partecipa la Roma, ora offre degli scontri relativamente agevoli, mentre la Juventus è impegnata seriamente in Champions League. Questo potrebbe essere un motivo valido epr tentare un ultimo assalto al fortino bianconero, oltre al fatto che dietro lo stesso Napoli non molla e punta decisamente la Roma al secondo posto.
In questo momento la Roma potenzialmente potrebbe arrivare a 92 punti, un punteggio da record oltre che ragguardevole risultato.
L'obiettivo a questo punto è proprio questo: fare più punti possibili, magari anche 92 perché no, e vedere come si comporteranno le avversarie dirette: se la Juve farà nuovamente più di 92 punti, allora ci sarà veramente poco da dire a questa squadra.
Ma in caso contrario... i festeggiamenti varrebbero il doppio. Senza ombra di dubbio.
Ma tanto per cominciare, giochiamo una partita per volta. Il Bologna è stato liquidato facilmente.
Il prossimo avversario sarà l'Atalanta, che sta disputando un signor campionato. Ma non ci si deve fermare per nessun motivo.
I 92 punti sono lì. Ad indicare la strada.

Europa League Roma-Lazio 3-2: una Roma bollita.

05 aprile 2017
Roma-Lazio

Altro obiettivo fallito. E nel peggiore dei modi.
Contro una squadra ridicola, che non sa neanche lei come fa a trovarsi al punto in cui si trova, la Roma arriva bollita fisicamente e mentalmente, e dopo i due gol presi all'andata, ne subisce altri due. In maniera a dir poco grottesca. Uscendo dalla Coppa Italia.
Formazione per forza di cose un po' rimaneggiata, con una difesa a quattro dove Fazio (in evidente difficoltà fisica) lascia lo spazio a Juan Jesus e in cui Rudiger viene mandato a fare il terzino destro.
Solo quando nella ripresa entrerà Bruno Peres si capirà per quale motivo Spalletti non gli ha dato fiducia fin dall'inizio: il brasiliano è completamente fuori forma, fuori fase, fuori posizione, fuori tutto.
Anche il centrocampo è molto appannato, ed è mancato nei suoi uomini chiave: Nainggolan su tutti, e con Paredes che non ha retto il confronto con De Rossi relegato in panchina.
Ma nonostante tutto, questa Roma dovrebbe vincere facilmente contro i vari Lukaku, Hoedt, Bastos, Murgia...
E invece abbandona la Coppa Italia così. Senza aver dato neanche l'impressione di averci provato più di tanto.
E dopo l'Europa Leauge, altra competizione in cui perlomeno si poteva andare avanti (senza considerare anche l'eliminazione in Champions League contro il Porto...), la Roma si ritrova anche quest'anno con un pugno di mosche in mano.
"Ma c'è il campionato..."
Sì, certo, con la Juve quasi un miraggio a sei punti e appena otto partite da fare...
E, purtroppo, con un allenatore che da troppo tempo ha perso la bussola e il comando della nave.
Da quando la sua (e di tutti gli altri) attenzione si è spostata dal campo al suo futuro professionale, la Roma ha cominciato a vacillare e a cadere.
Se sarà divorzio, sarà un pessimo divorzio, in cui entrambe le parti rimarranno con l'amaro in bocca per aver perso l'occasione (ennesima) di poter fare qualcosa di più. Qualcosa di grande.
Qualcosa che quei tifosi che ieri (finalmente) sono tornati a riempire la Curva Sud chiedono. E meriterebbero.

Scudetto Roma-Empoli 2-0: Dzeko nella storia giallorossa.

03 aprile 2017
Roma-Empoli

Mai nessuno ne ha fatti quanti lui.
Né Totti in tempi recenti quando ha vinto pure la Scarpa d'Oro, né "Piedone" Manfredini negli anni 60 (i due gol contro il Birmingham vennero siglati nella stagione successiva, nonostante il trofeo si riferisse all'anno prima), né tantomeno "Sciabbolone" Volk agli albori del calcio giallorosso.
33 gol in una sola stagione rappresentano un autentico record. E, oltretutto, la stagione non è ancora terminata.
Una bella e grande rivincita per il bosniaco che in molti nella scorsa stagione hanno bollato come "bidone", un attaccante inutile per le ambizioni giallorosse, un centravanti capace di fallire le più facili delle occasioni davanti la porta avversaria.
E così Edin Dzeko divenne facilmente "Edin Cieco". E ad inizio stagione non pochi storsero il naso quando si resero conto che l'attaccante sarebbe rimasto con la maglia giallorossa numero 9 sulle spalle.
Ha lavorato sodo il bosniaco, a testa bassa cercando di lasciarsi alle spalle le polemiche e le critiche.
A suon di gol ha risposto a tutto e tutti, dimostrando di essere un grande attaccante. Anzi: il più grande della storia della Roma.
Ora il suo obiettivo è quello di superare i 36 gol segnati qualche anno fa con la maglia del Wolfsburg.
Di occasioni ce ne saranno ancora parecchie, a cominciare da martedì sera quando sarà chiamato a guidare la Roma nell'assalto alla roccaforte della Lazio.
La Roma deve vincere, alla Roma servono i suoi gol.
E ad aiutare lui e tutta la squadra ci sarà finalmente, dopo mesi e mesi di assenza, il ritorno della Curva Sud che ha vinto (inutile girarci tanto intorno) la sua personale battaglia contro i soprusi e le assurdità: le inutili barriere divisorie sono state rimosse.
Ora la Roma avrà nuovamente una spinta in più per battere ed abbattere gli avversari.