AlmanaccoGialloRosso

Scudetto Amichevoli 1971-1972: sconfitte come se piovesse.

09 luglio 2019
Amichevoli 1971/1972

"Ciccio Cordova-Cappellini-Del Sol, ogni tiro è un goal": l'immaginazione dei tifosi non ha limiti, ma la realtà è leggermente diversa.
Il nuovo presidente, Gaetano Anzalone, richiama Herrera, nonostante una incredibile intervista dell'anno prima che gli costò l'esonero in cui il Mago rilancia la tesi secondo la quale lo scudetto del 1941-42 sarebbe un grazioso regalo di Mussolini.
Con un minimo di discernimento, uno così non dovrebbe più nemmeno mettere piede a Roma.
Ma il discernimento è cosa che non appartiene alla Roma di questi anni e il Mago ritorna trionfalmente sulla panchina giallorossa.
La campagna acquisti, la prima di Anzalone, è in linea con quasi tutte le successive: inesistente ad essere generosi.
L'unica consolazione è il grandissimo numero di giovani che dalle giovanili vengono provati in Prima Squadra nelle molte amicheovli disputate: Ranieri, De Paolis, Plateo, Peccenini, Sandreani, Rocca, Vichi, Banella, Merotto, Bertocco.
Non tutti sono pronti a fare il salto di qualità, ma da questa nidiata usciranno in futuro campioni che resteranno nella storia della Roma.
Ad ogni modo, il settimo posto finale, nell'anno dell'esplosione ad alti livelli di Bet e Santarini, è tutto grasso che cola. Perché l'annata non è delle migliori, anzi.
In Coppa Italia la Roma viene eliminata subito nel girone iniziale, nel quale gioca anche la Lazio, unica del girone che proseguirà il torneo.
A fine anno la magra consolazione della vittoria del Torneo Anglo Italiano, dopo la finale contro il Blackpool disputata a giungo 1972 con già degli innesti dell'anno successivo.
Anche le amichevoli stagionali, rispecchiano l'andamento dell'annata: molte sconfitte, alcune addirittura clamorose se si considerano gli avversari affrontati.
6-2 a Cesena, 0-2 contro il solito Santos di Pelè (a cui Ginulfi para un rigore), 1-3 contro la Nazionale Militare, 0-1 contro il Corinthians.
E una serie di partite che non convincono per nulla né Herrera riguardo alcuni atteggiamenti dei propri giocatori, né i tifosi, che spesso salutano l'uscita dal campo dei propri beniamini con sonori fischi.
Nella foto sopra, Pelè si congratula con Ginulfi dopo che il portiere giallorosso gli ha parata un rigore nell'amichevole tra la Roma e il Santos.

Scudetto Roma-Parma 2-1: Arrivederci, Daniele De Rossi.

27 maggio 2019
Roma-Parma

Si chiude così una delle peggiori stagioni, se non la peggiore stagione, della Roma dell'era americana. Forse solo la prima, quella con Luis Enrique in panchina fu più fallimentare.
La Roma relegata ai preliminari di Europa League, dopo che lo scorso anno ha raggiunto la semifinale di Champions League sfiorando addirittura la finale.
Stagione iniziata male, con le eccellenti cessioni di Nainggolan e Strootman, in aperto contrasto con la volontà del popolo giallorosso, finita peggio con la forzata separazione tra la Roma e Daniele De Rossi, a distanza di appena due anni da un'altra forzata ma inevitabile separazione che vide il saluto al calcio giocato di Totti.
De Rossi si commiata dal suo pubblico e dal suo stadio disputando una partita, di per sé inutile visto che la Roma non poteva ambire a nessun altro traguardo, come il suo solito: grintoso, volenteroso, non dispensando giocate di prima e lanci millimetrici, ma neanche entrate al limite del regolamento, tipiche del suo modo di giocare.
Partita che sarà l'ultima per molti dei protagonisti in campo: come detto De Rossi, ma anche l'arbitro Mazzoleni per esempio.
Ultima in giallorossa molto probabilmente per Dzeko (sommerso di fischi, ingenerosi, al momento del cambio), per Perotti, autore del gol vittoria, e chissà forse anche di Kolarov, Fazio, Pastore.
Di sicuro è stata l'ultima panchina giallorossa per mister Ranieri: anche lui salutato a sorpresa da uno striscione in Sud che lo ha commosso fino a farlo piangere, visibilmente emozionato.
Chiamato a sciogliere una matassa molto ingarbugliata e a centrare un obiettivo quasi impossibile, ci è arrivato molto vicino, ma alla fine ha dovuto arrendersi anche lui.
La Storia romanista si condisce di un altro capitolo, amaro, che solo chi ama questi colori può veramente capire: l'orgoglio e l'attaccamento a certi giocatori, romani e romanisti, non può essere capito da chi non è romanista.
E questo è motivo di vanto.
Per il domani ci attrezzeremo.
Arrivederci, DDR.
Nella foto sopra, De Rossi si commiata dalla sua gente baciando la pista d'atletica sotto la Curva Sud.

Scudetto Sassuolo-Roma 0-0: Game Over.

20 maggio 2019
Sassuolo-Roma

Con l'inutile pareggio in casa del Sassuolo, la Roma si appresta a concludere una delle peggiori stagioni degli ultimi anni.
Partita con squilli di tromba e sogni di gloria, dopo la semifinale di Champions dello scorso anno, pian piano la Roma si è persa per strada, vittima delle proprie debolezze, di scelte scellerate da parte della dirigenza e formazioni a volte incomprensibili scese in campo durante l'anno.
Come se non bastasse, poi, ci si è messa questa settimana di passione che ha visto il non rinnovo del contratto di De Rossi (come d'altronde era più che prevedibile) condita da modalità ed esternazioni da parte di molti addetti ai lavori che non hanno fatto altro che alimentare il fuoco di rabbia che covava nei tifosi.
Che si sono riversati sotto la sede della Roma venerdì per contestare una dirigenza assente e asettica secondo i più, rea di aver snaturato quella passione intrinseca propria del tifo giallorosso.
Sul campo serviva un autentico miracolo per permettere alla Roma di raggiungere l'ultimo posto valido per la Champions League: dovevano incrociarsi troppi risultati improbabili delle dirette avversarie e la Roma doveva necessariamente vincere contro i neroverdi.
Ci ha pensato direttamente la Roma a fugare ogni dubbio: scesa in campo troppo molle contro il Sassuolo, non è riuscita ad andare oltre un paio di pali (colpiti tra l'altro in maniera abbastanza fortunosa) e un colpo di testa di Crsitante su cui Consigli ha compiuto l'ennesimo miracolo dei portieri avversari della Roma, lasciando l'amaro in bocca alla Roma e relegandola definitivamente all'Europa League.
Europa League che verosimilmente passerà per i prelimninari, che significa giocare già a metà luglio.
Stravolgendo i piani industriali della dirigenza giallorossa e delle varie tourneé estive.
La rivoluzione (l'ennesima) estiva è ormai alle porte. E stavolta non sarà indolore.
Nella foto sopra, De Rossi in panchina saluta i tifosi giallorossi che lo acclamano dal settore ospiti.

Scudetto Roma-Juventus 2-0: ancora non è finita...

13 maggio 2019
Roma-Juventus

La Roma ha fatto il suo dovere.
Per avere ancora la speranza della qualificazione in Champions League bisognava vincere le ultime 3 giornate di campionato, e la prima contro la Juventus è stato vinta.
Purtroppo, anche vincere le ultime 2 contro Sassuolo e Parma potrebbe non bastare, perché la vera beffa sarebbe arrivare a pari punti con l'Atalanta e/o il Milan ed essere estromessi dalla prossima massima competizione europea perché in svantaggio nei confronti dei rossoneri negli scontri diretti e (peggio ancora) in svantaggio per differenza reti nei confronti degli orobici.
Ma tant'è: la Roma deve fare il suo e poi sperare in qualche passo falso delle dirette avversarie.
Il Milan ha vita facile: Frosinone già retrocesso e Spal praticamente salva. L'Atalanta, invece, potrebbe cadere domenica prossima a Torino contro la Juve ma poi chiuderà in casa contro il Sassuolo.
Tutto fa pensare in una clamorosa esclusione dei giallorossi.
Ma se così dovesse essere, la colpa sarà da addebitare solo ed esclusivamente alla Roma, che è arrivata a questo punto senza avere avuto la forza di conquistare un misero punto in più in questo strampalato campionato, dove le dirette avverareio hanno aspettato (invano) fino alla fine il ritorno dei giallorossi.
Per il resto, anche la vittoria contro la Juventus è stata frutto di un primo tempo abbastanza in sordina, in cui i bianconeri spadroneggiavano in lungo e in largo e solo un grandissimo Mirante ha fatto sì che la Roma non capitolasse in almeno 3 occasioni.
La ripresa invece ha visto scendere in campo una Roma più compatta e decisa, che ha saputo guadagnare pian piano campo e dopo aver contenuto alla meglio le folate degli attaccnati avversari, è riuscita a colpire nel finale con due giocate magistrali, che hanno permesso prima a Florenzi e poi a Dzeko di ritrovarsi a tu per tu con l'ex Szczesny e colpire, chiudendo la partita sul 2-0.
Di rimpianti ce ne sarebbero da riempire un libro intero. Di speranze, purtroppo, ne sono rimaste pochissime...
Nella foto sopra, Florenzi scavalca Szczesny con un colpo sotto per il primo gol della Roma.