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Scudetto Roma-Sampdoria 4-1: Roma diesel euro 4.

13 novembre 2018
Roma-Sampdoria

Di Francesco ha ragione: finalmente la Roma ha mostrato gioco e carattere, forse per la prima volta in stagione dall'inizio alla fine della gara.
In effetti, non solo per il punteggio, la partita contro la Sampdoria è stata la migliore prestazione stagionale in campionato.
Giampaolo, tecnico blucerchiato, dice che la sua squadra ha subito solo per 5 minuti, ma probabilmente ha visto un'altra partita, dato che i giallorossi sono stati sempre padroni del gioco, sfruttando dapprima una migliore organizzazione a centrocampo (dove finalmente sia Nzonzi che Cristante hanno fatto vedere qualcosa di buono) e poi uno strapotere fisico in area avversaria: il primo gol nasce da un imperioso stacco di testa dello stesso Cristante ribadito in rete da Juan Jesus (prima rete in giallorosso per lui), il clamoroso palo di Kluivert nasce da una giocata delle sue sulla fascia destra, l'anticipo di Schick (finalmente!) su cross di Kolarov per il gol del 2-0... Tutti segnali importanti che mostrano come i giallorossi siano probabilmente entrati in forma.
Per El Shaarawy, poi, un capitolo a parte.
Il suo primo gol, il terzo per la Roma, da solo vale il prezzo del biglietto, sia per come è stata costruita l'azione che lo porta in area, sia per come sia riuscito a segnare dopo un primo intervento del portiere avversario: un pallonetto a giro da vero fuoriclasse. Sperando che non si fermi nuovamente, e che la mancata convocazione in Nazionale lo sproni fino a fine stagione, così come lo ha spronato in questa partita.
La Roma vince, le altre davanti frenano (Lazio) e crollano (Inter): l'obiettivo minimo, come più volte ribadito, è alla portata della squadra giallorossa. L'importante però è continuare su questa strada, senza perdere inutilmente altri punti lungo il cammino. Sperando che chi finora è risultato assente (Schick su tutti) cominci a farsi trovare sempre pronto.
In qualsiasi occasione venga chiamato in causa.
Nella foto sopra, il primo gol in maglia giallorossa di Juan Jesus, quello che sblocca la partita.

Scudetto Amichevoli 1953-1954: Pequena Copa del Mundo.

09 novembre 2018
Amichevoli 1953-1954

La stagione 1953-1954 si apre con la partecipazione della nuova Roma alla "Pequena Copa del Mundo" in Venezuela, chiamata anche Coppa del Presidente della Repubblica, disputata a Caracas.
Una sorta di "Coppa del Mondo per Club" dell'epoca, organizzata con chiamate ad invito, a cui la Roma parteciperà ben volentieri e incontrerà una selezione locale, il Corinthians e il Barcellona, posizionandosi alla fine al secondo posto dietro il Corinthians.
In verità la competizione si svolse al termine della stagione precedente, ma la Roma schierò già molti giocatori che faranno parte della rosa della stagione 53/54.
Durante l'anno, poi, oltre alle amichevoli con squadre minori di Roma e dintorni, i giallorossi ospiteranno formazioni di rango internazionale, quali il Racing Club de Avellaneda (Argentina), il Sao Cristovao de Futebol e Regatas (Brasile) e l'Espanyol di Barcellona (all'epoca denominato Espanol).
Nel frattempo sulla panchina giallorossa un nuovo avvicendamento: lascia Varglien a Dicembre a cui subentra Jesse Carver.
Tra le file dei giocatori della Roma, durante le amichevoli, vengono provati diversi giovani, sia della giovanili giallorosse (Caffarelli, Esteri, Agnese, Cimpanelli, Stefanelli: tra questi molti vincitori del torneo regionale per Ragazzi 52/53 sotto la guida tecnica di Giorgio Carpi), ma anche di altre squadre (Tozzi e Muzi della Giannisport): alcuni riusciranno a rimanere nella squadra dei "grandi" o perlomeno ad avere le loro chance, per altri invece sarà stata la loro unica occasione ad aver indossato la gloriosa maglia giallorossa.
Nella foto sopra, lo Stadio Nazionale, ufficiosamente chiamato Stadio Torino, illuminato dai riflettori per l'amichevole in notturna tra Roma ed RCD Espanol.

Scudetto CSKA Moskva-Roma 1-2: due lampi nel buio.

08 novembre 2018
CSKA Moskva-Roma

Ancora una prova di difficile interpretazione per questa Roma.
Fa bene mister Di Francesco ad essere molto arrabbiato con i suoi a fine gara per l'atteggiamento proposto soprattutto nei minuti finali.
Fa bene a chiedere di essere più concentrati, di essere meno frivoli, più concreti e realizzativi sotto porta.
Quella che ben presto era diventata una partita in discesa per la Roma, grazie al gol in apertura di Manolas, via via che passavano i minuti, è diventata un nuovo banco di prova per le coronarie dei tifosi giallorossi.
Quando non si riesce a chiudere la partita nonostante delle limpidissime palle gol già nel primo tempo (clamorose quelle capitate sui piedi di Florenzi prima e Dzeko poi), come spesso accade succede che poi gli avversari prendano coraggio, fiducia, e prima o poi in porta ci vadano loro.
E così, dopo un paio di azioni più o meno identiche, con imbucate centrali, nella ripresa il CSKA trova il pareggio con una bella giocata di Sigurdsson, e rimette tutto in discussione, qualificazione compresa.
L'espulsione di Magnusson, poi, invece di facilitare le cose le ha addirittura complicate, se possibile: troppa superficialità mostrata da diversi giocatori in campo, nonostante altri invece abbiano mostrato progressi interessanti, Kluivert e Lorenzo Pellegrini su tutti.
E se non fosse stata per una svista del guardalinee (che comunque difficilmente poteva accorgersi del fortuito tocco di Dzeko) che non vede Pellegrini in fuorigioco al momento del secondo gol giallorosso, ora non è detto che si sarebbe parlato di qualificazione agli Ottavi di Champions League ad un passo.
Come dice Di Francesco, servono più gol, quando ti ritrovi in contropiede 2 contro 1 o 3 contro 2 devi segnare, c'è poco da girarci intorno.
Ad ogni modo, tre punti fondamentali, che fanno morale e soprattutto classifica, in vista delle ultime due giornate del Girone: manca appena 1 punto per passare il turno.
Ma per farlo, serviranno i gol.
Nella foto sopra, il gol realizzato da Pellegrini per il definitivo 1-2.

Scudetto Fiorentina-Roma 1-1: Banti e la Var fermano la Roma.

04 novembre 2018
Fiorentina-Roma

Ma ad ogni modo il secondo tempo della squadra giallorossa è inaccettabile.
Soprattutto dopo l'ottimo primo tempo offerto in casa della viola.
Sì, perché come dice Florenzi a fine gara, la Roma ha offerto un'ottima prova, ben lontana da quella di una settimana fa vista a Napoli, ma esclusivamente nel primo tempo in cui la Fiorentina ha fatto un solo tiro in porta (quello del rigore, appunto) e dove i giallorossi in più di un'occasione sono andati vicinissimi al gol, soprattutto con una clamorosa occasione capitata sui piedi di Dzeko che invece di spaccare la porta avversaria spara alle stelle.
L'errore di Under che lancia Simeone verso la porta difesa di Olsen è altrettanto grave quanto quello dell'arbitro Banti che assegna il rigore alla Fiorentina.
Ma ancor più grave è l'errore dell'arbitro addetto alla Var: Orsato, che già l'anno scorso danneggiò in maniera clamorosa la Roma.
La ricerca del rigore di Simeone non può non essere stata vista dall'addetto alla Var che avrebbe dovuto perlomeno chiamare l'arbitro Banti a verificare di persona le immagini.
È evidente che è Olsen che viene colpito al volto da Simeone, e non il contrario.
La Var, questa Var utilizzata in tale maniera, non serve assolutamente a nulla. Anzi, accentua ancora di più i dubbi di chi già ne aveva prima.
Dopo il gol viola la Roma si spegne e nel secondo tempo appare confusa e spaesata, senza un filo conduttore, tanto che l'ex Gerson, che a Roma era poco più di una comparsa, ha fatto ciò che voleva in mezzo al campo.
Per fortuna nel finale di gara ci ha pensato Florenzi a rendere meno amaro un pomeriggio che vede allontanarsi un po' di più la zona Champions per la Roma.
Ma il campionato è ancora lungo, e la Roma vista nel primo tempo, non può fallire l'obiettivo minimo del quarto posto finale.
Che sia chiaro, però: quella vista nel primo tempo. Solo ed esclusivamente quella.
Nella foto sopra, Florenzi esulta dopo aver realizzato il gol del pareggio.