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Scudetto Amichevoli 1952-1953: Bronée "esonera" Viani.

17 ottobre 2018
Amichevoli 1952-1953

Gipo Viani, autentico artefice dell'immediata promozione in Serie A della Roma, viene improvvisamente messo da parte dalla società.
L'acquisto di un suo vecchio pupillo, Helge Bronée, coincide con il veto messo dallo stesso giocatore danese: accetterà la proposta della Roma a patto che non sia Viani il suo allenatore.
La Roma, vogliosa di tornare ai vertici del campionato, cede al "ricatto" e dà il benservito a Viani facendo sedere in panchina Mario Varglien.
I giallorossi hanno una buona squadra, che da subito parte forte e nelle prime giornate di campionato resta addirittura in testa alla classifica in solitaria.
Pandolfini, Lucchesi e lo stesso Bronée portano in alto la Roma, facendole conquistare un ottimo sesto posto finale, inimmaginabile pochi mesi prima.
Durante l'anno vengono provati diversi giocatori delle giovanili in amichevoli e verso il finale di stagione, provati anche giocatori di altre squadre minori: tra i tanti che si susseguono nell'indossare sporadicamente la maglia giallorossa, ci sono Piero Esteri, Ercole Talusi, Ivo Brancaleoni della Sestrese, Giuseppe Crisafulli dell'Enna, Lamberto Giorgis della Città di Castello e un certo Kurt Nielsen, danese che pare abbia un ottimo trascorso in patria, ma di cui si conosce pochissimo e che nelle tre apparizioni in giallorosso (contro la Romana Elettricità, l'Ositense Salva e la Chinotto Neri) non riesce a convincere fino in fondo i dirigenti giallorossi e a strappare un ingaggio per la stagione seguente.
A fine anno, poi, la Roma torna a disputare partite internazionali: allo Stadio Nazionale (chiamato informalmente "Stadio Torino" in onore del Grande Torino, nome che però non verrà mai ratificato ufficialmente) fanno la loro passerella gli inglesi del Charlton Athletic e i brasiliani del Clube Atletico Juventus di San Paolo.
A Luglio, infine, la Roma viene invitata anche a partecipare alla "Pequena Copa del Mundo", una sorta di antesignana Coppa del Mondo per Club (mai ufficializzata dalla FIFA), da disputare in Venezuela: la comeptizione verrà svolta tra Luglio e Agosto e nella Roma verrano schierati alcuni nuovi acquisti della nuova stagione (tra cui il portiere Moro, Renzo Venturi e Alcide Ghiggia, già acquistato e schierato contro il Charlton e la Juventus di San Paolo), per cui è stato preferito non inserire queste "amichevoli" in questa annata, ma documentarle nella stagione 1953-1954.
Nella foto sopra, Kurt Nielsen in prova alla Roma durante l'amichevole contro la Romana Elettricità.

Scudetto Amichevoli 1951-1952: è immediata promozione.

09 ottobre 2018
Amichevoli 1951-1952

Il purgatorio della Serie B per la Roma dura appena una stagione.
La squadra è forte per la serie cadetta, eppure le nuove regole restrittive mettono in discussione la promozione in Serie A per i giallorossi: è prevista una sola promozione per la prima classificata, mentre la seconda dovrà disputare uno spareggio con la penultima classificata della Serie A.
Ed il Genoa, altra decaduta, è altrettanto forte come i giallorossi.
La Roma gira campi di periferia attirando folle di tifosi, anche avversari, che difficilmente si vedevano in quei minuscoli stadi: Piombino, Siracusa, Marzotto Valdagn, Fanfulla, Monza vivono dei momenti di gloria riflessa proprio grazie alla Roma che va a far visita nei loro piccoli centri.
Anche le amichevoli di allenamento in quell'annata vedono una fortissima presenza di tifosi sugli spalti: si registrano anche 10000 presenze allo Stadio Nazionale per una partita di allenamento contro la Romulea.
Vengono disputati anche allenamenti più probanti, contro Milan e Sampdoria, e anche amichevoli di prestigio, come quella disputata contro il River Plate nel Gennaio 1952.
Diversi sono i giovani che hanno l'opportunità di mettersi in mostra in queste occasioni che altrimenti difficilmente si sarebbero presentate.
Ci piace ricordarne uno su tutti: Eolo Capacci, che in molti ricorderanno per i suoi successivi trascorsi da giornalista sportivo, che ha avuto una buona visibilità sulle televisioni locali tra gli anni 90 e i primi anni 2000.
Il giovane Eolo, proveniente dalle giovanili della Lazio prima e dalla Fortitudo poi, nella amichevoli di allenamento si dimostra un autentico bomber, segnando un buon numero di reti, guadagnandosi anche l'opportunità di esordire in una partita ufficiale il 23 Settembre 1951 contro il Pisa allo Stadio Nazionale, contribuendo così anche lui alla promozione in Serie A della "sua" Roma.
Nella foto sopra, gli scambi di doni tra i capitani, e la consegna della Lupa Capitolina di bronzo, dono del sindaco al capitano del River Plate, prima dell'inizio dell'amichevole tra la Roma e la squadra argentina.

Scudetto Empoli-Roma 0-2: continua la risalita.

08 ottobre 2018
Empoli-Roma

Di solito, quando una squadra d'alta classifica vince soffrendo su un campo minore come può essere quello di Empoli, si parla di vittoria da grande squadra.
Questo perché non si può sempre giocare un calcio spumeggiante e vincere a mani basse su ogni terreno.
Quest'anno però non si può dire la stessa cosa per la Juventus, che con ogni probabilità vincerà lo scudetto già a dicembre e vincerà in ogni stadio senza particolari problemi, e non si può ancora dire che la vittoria della Roma ad Empoli sia una vittoria da grande squadra.
L'Empoli ha messo, soprattutto nel secondo tempo, in seria difficoltà i giallorossi, che hanno ripresentato a tratti le solite lacune soprattutto mentali, ma che questa volta non si sono disuniti e anche i cambi effettuati da Di Francesco hanno dato i loro frutti sperati, dando più sicurezza alla difesa e compattezza alla squadra.
Certo, fa un po' sorridere la dichiarazione di Di Francesco quando dice che ha inserito Juan Jesus perché voleva un altro centrale in copertura su Caputo (manco fosse Van Basten...), ma è il risultato finale quello che conta: è riuscito nel suo intento e ha portato a casa e punti fondamentali prima della (ennesima) pausa per le Nazionali.
Luca Pellegrini proposto titolare ha dimostrato che può essere una vera alternativa a Kolarov e il primo gol di Nzonzi dà al centrocampista francese una convinzione in più che in questo centrocampo anche lui può finalmente dire la sua.
Dovrà fare attenzione, però, il tecnico giallorosso a tenere alta la concentrazione dei suoi giocatori: dopo la pausa, all'Olimpico arriverà la Spal, altra squadra ostica di bassa classifica, che venderà cara la pelle e subito dopo due trasferte complicate, Napoli e Firenze, che daranno una risposta abbastanza esaustiva se questa Roma può essere considerata una squadra finalmente matura oppure no.
Nella foto sopra, il primo gol in giallorosso di Steven Nzonzi, che sblocca la partita contro l'Empoli.

Scudetto Roma-Viktoria Plzen 5-0: iniezione di fiducia.

01 ottobre 2018
Roma-Viktoria Plzen

Dopo la prepotente ripartenza in campionato, la Roma era chiamata ad una inversione di marcia anche in ambito europeo, e la partita contro il Viktoria Plzen è arrivata nel momento migliore per i colori giallorossi.
Alcuni elementi lasciati a riposo da Di Francesco sono stati rimpiazzati nel migliore dei modi dai loro sostituti e Lorenzo Pellegrini ha offerto una prestazione nuovamente eccellente dopo quella di sabato scorso contro la Lazio.
Ma al di là del risultato e probabilmente anche della pochezza dell'avversario, quello che maggiormente ha colpito è stato l'atteggiamento dei giocatori giallorossi nell'approcciarsi e nell'affrontare la partita, diametralmente opposto a qualche settimana fa.
Basti pensare l'indolenza proposta nella partita di Bologna e confrontarla con la convinzione di ieri sera.
Pellegrini, come detto, è stato l'autentico leader del centrocampo: ha pressato ovunque, rubato palla e proposto soluzioni in avanti (suo l'assit per il gol di Under con un bel passaggio filtrante).
Fazio è apparso finalmente in forma e ha ritrovato il giusto passo per fare il regista difensivo, ruolo che in quest'avvio di stagione è tremendamente mancato alla Roma: con lui dietro, la manovra giallorossa ha un uomo in più da cui partire e non deve necessariamente aspettare De Rossi che venga a prendere il pallone.
Dzeko ha segnato la sua seconda tripletta in giallorosso al Viktoria Plzen, dopo quella realizzata in Europa League nel 2016 e ha offerto una prova a 360 gradi come spesso ha fatto lo scorso anno.
Under e Kluivert sono stati finalmente più concreti anche sotto porta, dove hanno arrotondato il risultato mandando un chiaro segnale al Real Madrid e alle altre squadre della Champions League: la semifinalista dello scorso anno è (finalmente) tornata.
Nella foto sopra, dopo aver segnato il suo primo gol in giallorosso, Kluivert dedica la sua rete al suo ex compagno dell'Ajax Abdelhak Nouri, colpito da una grave aritmia cardiaca lo scorso anno che lo ha paralizzato.