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Scudetto Roma-Cagliari 1-1: Cigarini spacca tutto.

07 ottobre 2019
Roma-Cagliari

Doveva e poteva essere la partita del rilancio giallorosso. Nonostante le problematiche fisiche occorse a molti giocatori della Roma in settimana (rottura del crociato per Zappacosta, problema all'inguine per Mkhitaryan, Pellegrini operato al piede, Florenzi con l'influenza), l'impegno contro il Cagliari non era dei più proibitivi e ci si aspettava un pronto riscatto dopo la prestazione opaca in Austria.
E invece ci si è messo l'arbitro Massa a mandare tutto all'aria.
Il rigore concesso al Cagliari ci può stare, anzi ci deve stare, le regole quest'anno parlano chiaro: braccio largo, pallone che lo colpisce. Rigore netto. Senza ombra di dubbio. Come quello NON concesso alla Roma a Lecce per un colpo di mano molto più evidente.
Ma l'episodio che ha causato tutto quello che succederà dopo (rigore compreso), è la mancata espulsione del "fabbro" Cigarini.
La sua entrata da assassino su Diawara meritava l'espulsione diretta, ed invece l'arbitro Massa ha pensato bene di ammonirlo soltanto.
Episodio da poco conto? Non proprio, perché Cigarini alla fine risulterà tra i migliori in campo dei suoi: peccato che avrà anche provocato l'uscita anzitempo dello stesso Diawara (rottura del menisco con probabile interessamento del legamento collaterale), costringendo la Roma a rivedere il proprio assetto tattico ed entrerà anche nell'azione che porterà al rigore per il Cagliari.
Non male per un giocatore che già al 16' del primo tempo doveva lasciare la propria squadra in 10 uomini.
Detto questo, è oltremodo inutile parlare della partita, che ha sostanzialmente visto un predominio territoriale abbastanza netto della squadra giallorossa, forse a tratti sterile, ma che ha portato più volte gli attaccanti giallorossi a far compiere interventi prodigiosi all'ex Olsen (neanche era quotata la partita da 7 dell'ex portiere giallorosso).
Per finire poi l'episodio a tempo praticamente scaduto del gol/non gol segnato da Kalinic: la spinta su Pisacane può starci (probabilmene a parti invertite avremmo gridato allo scandalo se avessero assegnato un gol così agli avversari), ma sempre l'atteggiamento di Massa ad infastidire.
Nello scontro tra Olsen e Pisacane, il difensore cagliaritano resta in piedi osservando la fine dell'azione fino a quanto la palla non finisce in rete (Bonucci d'altronde ha fatto ottima scuola...) e poi si accascia a terra facendo intervenire i sanitari addirittura con il collare protettivo per il collo.
L'arbitro Massa dapprima fa segno di no ai difensori che chiedono a gran voce il fallo, ma poi ritorna sui suoi passi senza richiedere l'intervento della VAR né dando particolari spiegazioni, facendo riprendere il gioco con un calcio di punizione che lui non ha MAI fischiato.
Ora ci sarà di nuovo l'ennesima, inutile, pausa per le Nazionali: speriamo solo che in questo periodo si riesca a recuperare qualche giocatore infortunato e andare a far visita all'ex allenatore Di Francesco, bisognoso di punti e in odore di esonero, al meglio delle proprie possibilità.
Nella foto sopra, il gol di Kalinic che avrebbe dato la vittoria alla Roma. Pisacane è ancora sano e in piedi e si accascerà solo quando la palla avrà varcato la linea di porta. Bonucci insegna.

Scudetto Wolfsberger-Roma 1-1: Roma svogliata.

04 ottobre 2019
Wolfsberger-Roma

Siamo alle solite.
Come sempre accaduto, durante la settimana, tutti i protagonisti si lasciano andare a dichiarazioni di ogni tipo riguardo la voglia di vincere l'Europa League, l'impegno da mettere in ogni gara, l'importanza di vincere finalmente un trofeo (e sicuramente sarà così anche quando si giocherà la Coppa Italia).
Poi, il giorno della partita, contro una squadra che è estremamente al di sotto del livello della squadra giallorossa, ecco che già dall'allenatore arrivano segnali forti su cosa si pensa di questa competizione.
Per carità, il turnover è necessario e a volte fondamentale, per far rifiatare alcuni e per far comunque sentire importanti gli altri.
Ma cambiare in blocco 7 giocatori su 11 francamente è troppo e può indurre (così come ha indotto) alcuni giocatori a sottovalutare la gara.
I "boscaioli" austriaci già nella prima giornata del Girone avevano sorpreso tutti, andando a rifilare ben quattro schiaffoni al Borussia Monchengladbach, a casa loro, e in più di un'occasione hanno dimostrato anche contro la Roma di essere tutt'altro che una Cenerentola.
Ma la frittata iniziale da parte di Fonseca era stata fatta: solo il caso e l'estrema fortuna nel doppio rimpallo ha permesso a Spinazzola di trovare il gol del vantaggio giallorosso.
Ma questo, invece di tagliare le gambe all'avversario, ha dato ancora più linfa agli austriaci che non si sono disuniti, e hanno continuato le loro scorribande tra le maglie blu (...) della Roma.
Purtroppo troppi giocatori giallorossi non sono ancora in condizione e forse non lo saranno mai: Pastore è sempre più (da tempo, ormai...) un ex giocatore e anche Kalinic pare voglia andare a fargli compagnia.
Diawara è un lontano parente di quel giocatore ammirato anni fa quando vestiva la maglia del Bologna.
Kluivert è tornato il giocatore avulso e apatico della scorsa stagione.
Potrebbe, anzi dovrebbe, essere solo un caso dovuto ai troppi cambi contemporanei e al nome dell'avversario che suscita poco appeal.
Fatto sta che se veramente si vuole onorare fino in fondo questa competizione e si vuole portare a casa (finalmente!) un trofeo di stampo internazionale, beh... è il caso di registrare al meglio la macchina e non fare più queste figure barbine.
Evitare proclami epici se poi i risultati sono quelli visti contro il Wolfsberger.
A cominciare dall'allenatore. Che invece dovrebbe conoscere bene certe dinamiche.
Nella foto sopra, Antonio Mirante, in sostituzione di Pau Lopez, compie un autentico miracolo su una pericolossissima avanzata degli austriaci.

Scudetto Lecce-Roma 0-1: sofferenza senza fine.

30 settembre 2019
Lecce-Roma

Una partita vissuta in totale apnea con la paura di vivere per l'ennesima volta una domenica dal sapore amaro e vedere le altre squadre allontanarsi in classifica.
Eppure, nonostante i tanti battiti di cuore e le unghie mangiate fino all'osso, la Roma riesce a tornare da Lecce con tre punti fondamentali, e ancora più importanti proprio perché arrivati in questo modo.
Con sofferenza, come detto, rischiando e a tratti subendo le ripartenze degli avversari, provando a spingere e a colpire, trovando il gol con Dzeko e l'aiuto di Gabriel, rischiando di raddoppiare su rigore con Kolarov (bravo questa volta il portiere salentino) e vivendo gli ultimi minuti con il cuore in gola.
Da autentica provinciale. E va bene così. Anzi, benissimo.
Perché con questo spirito il gruppo si è dimostrato saldo, pronto al sacrificio, pronto ad aiutarsi uno con l'altro: emblematica la rincorsa all'indietro di Dzeko dall'area avversaria alla propria quando è stato perso un velenosissimo pallone in fase d'attacco che si è tramutato in un contropiede pericoloso degl avversari.
Bravo Fonseca ad applicare un piccolo turnover soprattutto a centrocampo proponendo Diawara nel ruolo di regista, reinserendo Kluivert sulla fascia destra (sembra strano dirlo, ma sembra che al momento la Roma non possa prescindere dal giocatore olandese, anche ieri autentica spina nel fianco della difesa avversaria), mettendo dietro in coppia Smalling e Mancini.
Questa Roma sa soffrire. A volte sbaglia, a volte è sfortunata, altre volte pecca di imprecisione. Ma è sempre sul pezzo e sa sempre cosa fare.
Anche quando arriva seconda sul pallone, non si demoralizza, ma riparte a testa bassa convinta dei propri mezzi.
Per ora va bene (anche) così. Lo spirito è quello giusto. Le coronarie dei tifosi impareranno ad abituarsi. Forse...
Nella foto sopra, il gol vittoria segnato da Edin Dzeko (con la colpevole complicità del portiere avversario): il bosniaco è arrivato a quota 92 reti segnate complessivamente in maglia giallorossa.

Scudetto Roma-Atalanta 0-2: Zapata si mangia la Roma.

26 settembre 2019
Roma-Atalanta

Brusco risveglio per i giallorossi dopo l'abbuffata di domenica scorsa a Bologna, quando Dzeko oltre il novantesimo aveva dato un forte segnale al campionato della Roma.
Mister Fonseca, però, era stato bravo profeta in patria quando ha dichiarato di non fare voli pindarici e rimanere saldamente con i piedi per terra: il campionato italiano è difficile, e lui lo ha capito subito.
E forse lo ha capito fin troppo velocemente dato che ieri contro l'Atalanta, ha cambiato la disposizione in campo della squadra un po' troppo spesso e un po' troppo velocemente.
È stato comunque onesto a fine gara, senza cercare troppi giri di parole né giustificazioni sterili: a fine gara è uscita dal campo con i 3 punti la squadra che tra le due più ha meritato di vincere.
Certo, Dzeko nel primo tempo è stato fermato sul più bello da un intervento prodigioso di Gollini, così come Zaniolo nel secondo tempo si è divorato un gol a porta vuota dopo essersi liberato come meglio non si poteva.
Ed è altrettanto vero che nella prima, vera occasione degli avversari, Zapata ha trovao il gol che ha dato il via alla vittoria bergamasca.
Il campionato è appena iniziato e c'è tutto il tempo per il tecnico per capire meglio la Serie A, così come per i suoi giocatori capire le tattiche del tecnico.
Un po' meno tempo, invece, per alcuni giocatori di capire determinate cose: l'errore di Florenzi sul secondo gol di De Roon (ininfluente ai fini del risultato e comunque con una difesa schierata malissimo e immobile) è un problema atavico del giocatore che difficilmente potrà mai essere sanato. In passato più e più volte è stato colto in castagna come ieri. A dimostrazione che il terzino non è il suo ruolo.
Certo, ci fosse un giocatore disponibile al suo posto... Ma Zappacosta non si è mai visto e Spinazzola ha ripresentato i problemi fisici che già aveva evidenziato alla Juve: sarà per questo che il club bianconero ha preferito puntare su Luca Pellegrini (ex giallorosso) per scaricare (proprio alla Roma) Spinazzola?
Nella foto sopra, Paulo Fonseca: per lui prima sconfitta da quando siede sulla panchina giallorossa.