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Amarcord Stagione 1955-1956: Arriva Dino da Costa.

24 luglio 2017
Stagione 1955-1956

La brutta esperienza appena conclusa in Mitropa Cup con l'immediata eliminazione da parte del Vojvodina, spinge il presidente Sacerdoti a dare il ben servito a Jesse Carver e a mettere alla guida tecnica Gyorgy Sarosi.
Una campagna acquisti non eccelsa ma oculata, porta in giallorosso uno sconosciuto ma molto redditizio Adelmo Prenna e soprattutto Dino da Costa, che nel Botafogo in coppia con Vinicio, forma una coppia micidiale.
Sacerdoti vorrebbe portare anche quest'ultimo in giallorosso, ma su Vinicio piomba prima il Napoli e così la Roma si deve "accontentare" del solo Da Costa.
Il forte brasiliano è un giocatore atipico per la sua nazionalità: privo di giocate fini a se stesse, più votato a verticalizzazioni e all'essenzialità che alla bellezza del gesto tecnico.
Ma soprattutto, negli anni si dimostra un autentico "castiga Lazio": e già questo basta ai tifosi giallorossi per annoverarlo tra i più grandi di sempre che hanno vestito la casacca della Roma.
Intanto Giacomo Losi si consacra definitivamente come "Core de Roma".

Amarcord Stagione 1954-1955: Giacomino Losi, core de Roma.

10 luglio 2017
Stagione 1954-1955

La migliore annata della Roma dallo scudetto del 41/42, considerando anche che pochi anni prima si era in serie B.
La campagna acquisti è sontuosa: arrivano in giallorosso Cavazzuti, Boscolo, Giuliano, Stucchi, Bertuccelli e un Nyers un po' avanti con l'età ma ancora capace di giocate funamboliche, oltre che al giovanissimo Giacomo Losi che qualche anno dopo diventerà simbolo della squadra romana e capitano per molte stagioni.
La Roma parte bene, anche se il Milan prende ben presto il largo sulle altre squadre. I giallorossi però, piano piano riescono a guadagnare punti e pozizioni sulle avversarie e sulla capolista (battuta in entrambe le sfide 2-1 in casa e 2-0 in trasferta) e in molti sembrano credere nello scudetto, che da quest'anno darà l'accesso alla neonata competizione europea "Coppa dei Campioni".
Solo l'Udinese sembra tenere il passo della Roma e soprattutto del Milan: i giallorossi dopo la vittoria a Milano, crollano clamorosamente e non riescono quasi più a riprendersi, salvo poi chiudere al terzo posto proprio dietro ai rossoneri e all'Udinese (migliore stagione di sempre per i friuliani).
Ma a fine stagione arrivano le inaspettate decisioni della FIGC: l'Udinese viene declassata all'ultimo posto in classifica per un episodio accaduto nella stagione 52/53 (la cosiddetta "Confessione di Settembrini") e il Catania viene retrocesso per lo "Scandalo Scaramella" in cui risulta la corruzzione dell'arbitro, cosìcché la Roma passa al secondo posto in classifica e si aggiudica la partecipazione alla riesumata Coppa dell'Europa Centrale, ora ufficialmente chiamata Coppa Mitropa, che era stata sospesa dopo il 1940.
La competizione europea viene disputata a seguire del campionato (già a fine giugno 1955) ma i giallorossi perdono malamente contro il Vojvodina nel turno preliminare (4-1 in Jugoslavie e un rocambolesco 4-5 in casa).

Amarcord Stagione 1953-1954: il momento di Ghiggia.

27 giugno 2017
Stagione 1953-1954

Due anni prima la Roma lottava nel difficile campionato di Serie B per poter tornare nel gota del calcio italiano.
Dopo la brillante stagione precedente, la società giallorossa sotto la presidenza di Sacerdoti fa il colpo del secolo: viene acquistato Alcides Ghiggia, funambolo della nazionale uruguaiana autore del gol del cosiddetto "Maracanazo" del 1950, la disfatta del Brasile ai mondiali di quell'anno giocati proprio in terra brasiliana e vinti dall'Uruguay allo stadio Maracanà.
Il giocatore uruguaiano è comunque un bel peperino: basti pensare che l'ultima stagione con il Penarol non l'ha potuta disputare in quanto squalificato per 8 mesi per aver aggredito un arbitro reo di avergli annullato un gol...
Ad ogni modo il suo apporto tecnico alla squadra, che tra gli altri ha trovato in Moro un ottima guardia della propria porta, è un toccasana e la Roma trova la definitiva quadra del cerchio quando al tecnico Vargelien viene affiancato il suo mentore Carver: dopo poche settimane di "commissariamento", lo stesso Varglien decide di lasciare spazio a Carver e soprattutto quando gli "incontenibili" Bronée e Renosto vengono messi ai margini della squadra.
La stagione si concluderà con un onorevole settimo posto e con il ritorno alla vittoria nel derby dopo ben 7 anni.

Amarcord Stagione 1952-1953: è sorpresa Roma.

05 giugno 2017
Stagione 1952-1953

Appena tornata in Serie A, la società giallorossa ha in mente di fare le cose in grande ed le ambizioni sfociano in una campagna acquisti sontuosa per una neopromossa.
Azimonti, Grosso, Pandolfini, Renosto e soprattutto Bronée entrano a far parte della formazione titolare e danno un grosso contributo a livello tecnico e tattico alla squadra.
Però proprio l'arrivo tra le fila giallorosse del norvegese Bronée, grande talento ma anche giocatore dal carattere piuttosto pittoresco e irascibile, convincono l'autore massimo della promozione giallorossa dell'anno precedente a dimettersi: il tecnico Gipo Viani mal sopporta l'atteggiamento dell'attaccante proveniente dal Palermo, dove già lo ha allenato in passato e già lo aveva mal digerito.
Di corsa i vertici corrono ai ripari ingaggiando Mario Varglien alla guida tecnica.
L'avvio è sontuoso: 6 vittorie nelle prime 10 giornate che valgono alla squadra giallorossa il primo posto in classifica (a tratti in solitaria) per le prime 7 giornate.
Pian piano poi escono fuori le squadre di caratura maggiore, l'Inter su tutte che a fine anno si aggiudicherà lo scudetto, e i problemi di spogliatoio causati dallo stesso Bronée.
Ma le sue giocate in campo mascherano benissimo le sue bravate fuori dal terreno di gioco, e lui continua a farla franca.
La Roma comunque resta sempre nella parte alta della classifica, togliendosi anche delle belle sodisfazioni, come il 5-2 al Napoli e il 3-0 rifilato alla Juventus, per poi concludere il campionato con un onorevole sesto posto, considerando da dove fosse partita.
A fine campionato, viene abbandonato lo storico Stadio Nazionale per l'inaugurazione dello Stadio dei Centomila, che poi diverrà lo Stadio Olimpico, la casa definitiva (finora...) della squadra giallorossa.