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Scudetto Parma-Roma 2-0: Roma stanca.

11 novembre 2019
Parma-Roma

Mai come questa volta la sosta del campionato arriva in un momento fondamentale.
La Roma ha affrontato un periodo di partite cruciali con una rosa ridotta all'osso per via dei molti infortuni e nella partita di Parma si sono notatidiversi giocatori che non ne avevano più.
Florenzi ancora in panchina, stavolta per scelta tecnica come ammesso dallo stesso Fonseca: è evidente che il tecnico portoghese non lo vede come terzino e gli preferisce sia Spinazzola (nuovamente infortunato) che Santon. Ma siamo sicuri che sia solo questa la motivazione per cui il giocatore romano non riesce più a trovare spazio in squadra?
Ad ogni modo la Roma si ripresenta in campo con gli stessi uomini e lo stesso modulo delle ultime uscite, quelle che avevano messo in luce Mancini a centrocampo e riproposto finalmente ai suoi livelli Pastore.
Purtroppo alla lunge Mancini ha mostrato di non essere adatto in quel ruolo, nonostante alcune buone prestazioni, e Pastore comincia a pagare la lunga serie di partite da titolare.
Così come Kolarov, costretto agli straordinari, ma anche Dzeko che ultimamente non la prende più.
Pau Lopez in più di un'occasione salva la porta giallorossa con delgi ottimi interventi, ma poi capitola sulla palla strozzata di Sprocati e allo scadere della partita sul contropiede lanciato da un errore di Diawara (che continua a convincere poco) su cui Cornelius segna il più facile dei gol.
Non bisogna farsi prendere dalla frenesia: la classifica continua ad essere corta, e il Napoli sta clamorosamente scivolando verso il basso.
Due sconfitte consecutive, tra Coppa e Campionato, non devono preoccupare più di tanto: sia per come sono arrivate (sfortunata quella in Germania) sia per le motivazioni. Al rientro dalla sosta, la Roma dovrebbe recuperare diversi giocatori di primaria importanza: a parte Pellegrini e Kalinic, dovrebbe tornare ad essere tutti abili e arruolabili.
Finalmente alcuni giocatori sfiniti potranno rifiatare.
Nella foto sopra, a fine gara i giocatori giallorossi ringraziano comunque i tifosi della Roma arrivati in massa allo stadio Tardini.

Scudetto Borussia Monchengladbach-Roma 2-1: Roma beffata.

07 novembre 2019
Borussia Monchengladbach-Roma

La Roma fallisce il primo match point che poteva farle vivere le ultime due giornate del Girone di Europa League con più serenità.
E purtroppo lo fallisce nel peggiore dei modi non solo non andando a vincere in Germania contro il Borussia, ma addirittura uscendo dal Borussia Park con un pugno di mosche in mano e vedendo il sorprendente Istanbul Basaksehir volare al primo posto in solitario.
Roma forse un po' stanca, e non sarebbe neanche una sorpresa, visto che gli infortunati di lunga degenza stanno tornando a disposizione proprio in questi giorni, e per vederli quasi tutti abili e arruolati bisognerà attendere la prossima sosta in campionato.
Stanchezza che però si è notata quasi esclusivamente nel primo tempo, quando i giallorossi non riuscivano a stare dietro alle scorribande avversarie, mentre nella seconda frazione di gioco, quando i tedeschi hanno giocoforza rallentato il loro pressing, la Roma è uscita fuori collezionando diverse azioni da gol che potevano ribaltare ben presto il risultato: bravo in paio di occasioni il portiere tedesco a compiere degli interventi prodigiosi per negare la gioia del gol ai romanisti.
Gol che comunque è arrivato grazie a Fazio che si riscatta così del clamoroso autogol fatto nel primo tempo che aveva tagliato le gambe ai propri compagni.
Ma nel finale, proprio come all'andata, il Borussia Monchengladbach trova l'insperato gol che rimette in gioco proprio i tedeschi e rischia di compromettere il cammino giallorosso in Coppa.
Peccato, perché in fin dei conti il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, sommando i due tempi vinti "ai punti" prima dai tedeschi e poi dai giallorossi.
Anche se poi, analizzando bene, l'autogol di Fazio nasce da un'azione irregolare partita da un fallo laterale non visto dalla terna arbitrale: evidentemente la Roma ha un conto in sospeso con la VAR. Sia se presente sia se non la è.
E il muro del pianto continua a crescere...
Nella foto sopra, il gol del momentaneo pareggio di Fazio, segnato in spaccata su calcio di punizione calciato da Kolarov.

Scudetto Udinese-Roma 0-4: Roma più forte di tutto e tutti.

31 ottobre 2019
Udinese-Roma

Che bella questa Roma!
Ancora in piena emergenza infortuni e quindi costretto a schierare ancora una volta Mancini a centrocampo, Fonseca riesce ad aggiudicarsi la vittoria sulla piccola Udinese e a raggiungere il quarto posto in classifica, scavalcando il Napoli fermato dalla sorprendente Atalanta.
L'Udinese, come detto, è veramente poca cosa (basti pensare a come è arrivato il primo gol di Zaniolo, terzo consecutivo, su svarione clamoroso di Samir), ma poteva bastare poco per tagliare le gambe ai giallorossi e rimettere tutto in discussione.
E a quel "poco" ci ha pensato l'arbitro Irrati, inventandosi di sana pianta un'espulsione di Fazio reo di aver semplicemente anticipato l'ex Okaka. Niente fallo, quindi. Figuarsi se da espulsione.
Ma Irrati è stato irremovibile, e come spesso accade quando gioca la Roma, non ci pensa minimamente ad andare a consultare la VAR, nonostante le vibranti proteste di tutti i giocatori giallorossi.
Incredibile decisione, che momentaneamente spiazza i giallorossi e soffia a favore dei bianconeri, che però riescono a produrre veramente poco.
Ma come constatato già domenica scorsa contro il Milan, questa Roma è squadra vera, che sembra addirittura trarre maggior linfa dalle avversità.
Al rientro dagli spogliatoi non lascia spazio all'Udinese e trova altri tre gol con Smalling su calcio d'angolo (primo gol giallorosso per l'inglese), con Kluivert al termine di un'azione da manuale del calcio, palla recuperata nella propria area di rigore, 5 passaggi consecutivi con assist finale di Pastore (ancora un'ottima prova la sua) per l'olandese che con un colpo da biliardo infila Musso, e a chiudere il rigore di Kolarov che spedisce la Roma in piena zona Champions.
Forse la Roma ha trovato la quadra del cerchio, almeno per il momento. E anche Fonseca sembra disposto a rivedere alcune scelte iniziali di formazione.
Questa Roma camaleontica lo sta sorprendendo. Nonostante anche Irrati abbia deciso di metter la sua firma sul "muro del pianto" giallorosso.
Nella foto sopra, l'assurda ed incomprensibile espulsione di Fazio operata dall'arbitro Irrati.

Scudetto Roma-Milan 2-1: questa Roma è squadra vera.

28 ottobre 2019
Roma-Milan

La situazione infortuni in casa giallorossa, si sa, è davvero complicata.
Fonseca ha a malapena un numero sufficiente di giocatori da poter mandare in campo, ed alcuni di questi (Mancini) addirittura fuori ruolo, per poter sopperire alle mancanze in organico.
La panchina è gonfia di giocatori della Primavera (complimenti al giovane Darboe, che dal Gambia è arrivato in Italia come profugo e ora si ritrova a sedere sulla panchina della Roma).
Ma tutti i giocatori, tra panchina e campo, hanno un solo obiettivo: l'impegno al massimo e la disponibilità al sacrificio.
Ed è così che è arrivata la vittoria sul Milan (anch'esso lontanissimo parente di quello squadrone che temevano tutti in Europa qualche anno fa), con impegno, sudore e sacrificio appunto.
I rossoneri provano a mettere alle corde i giallorossi in avvio di gara: la Roma stenta ad uscire dalla propria trequarti, non si affaccia quasi mai dalle parti di Donnarumma, e spesso pare in balia dell'avversario.
Ma dietro, come accaduto nelle ultime uscite, qualcosa è cambiato, perché non si balla come ad inizio stagione.
E così, pian piano, i giallorossi salgono e guadagnano metri, trascinati da Dzeko (autentico leader) e da un positivo (finalmente) Pastore, che insieme a Zaniolo opera dietro il bosniaco.
Veretout, poi, è un mastino che recupera palloni su palloni, e proprio da un suo calcio d'angolo arriva la "capocciata" di Dzeko che segna di forza la prima rete.
Mancini, fuori ruolo, aiuta il centrocampo a filtrare e Zaniolo con i suoi tipici strappi prova a mettere ko il Milan e proprio pochi minuti dopo il pareggio rossonero, il giovane talento giallorosso segna il gol del definitivo 2-1, spiazzando Donnarumma e correndo sotto la Sud baciando la maglia.
Quale migliore risposta alle critiche piombate su di lui nell'ultima settimana da parte di Fabio Capello? Due uscite, due gol. E muti tutti.
Nel finale Fonseca sorprende un po' tutti quando, sostituendo Spinazzola, decide di far esordire il turco Cetin invece di operare il cambio più naturale con Florenzi o Santon.
Alla fine avrà ragione il tecnico portoghese dato che il giovane difensore mostra da subito una personalità non indifferente.
La strada è segnata. Con il rientro, si spera, di alcuni titolari si potrà lavorare con più serenità in questa direzione.
Nella foto sopra, la coreografia della Curva Sud che ha accolto le squadre al momento del loro ingresso in campo.